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Voci di donne

"Non ti tengo tra le braccia, ma ti creo uno spazio.  Voci di donne sull’esperienza dell’aborto spontaneo." CiaoLapo si occupa di sostegno psicologico alle donne e alle famiglie colpite morte peri-natale (intorno al processo gravidico, che include la morte del bambino durante la gravidanza e dopo la nascita, come suggerisce nei suoi testi la dott.ssa Hassaire Niquet, psicologa). Molte di queste persone sono colpite da perdite precoci, che avvengono entro le prime dodici settimane di gravidanza, i cosiddetti “aborti spontanei”.

Siamo sorelle in viaggio,
Cantando al sole,
Cantando nella notte più buia,
La guarigione è iniziata,
La guarigione è cominciata.
Jane Tingle Broderick

 

CiaoLapo si occupa di sostegno psicologico alle donne e alle famiglie colpite morte peri-natale (intorno al processo gravidico, che include la morte del bambino durante la gravidanza e dopo la nascita, come suggerisce nei suoi testi la dott.ssa Hassaire Niquet, psicologa). Molte di queste persone sono colpite da perdite precoci, che avvengono entro le prime dodici settimane di gravidanza, i cosiddetti “aborti spontanei”.

Questo evento è molto frequente; tra le perdite peri-natali, è di gran lunga il più frequente, tanto che si calcola che una gravidanza su sei tra tutte quelle iniziate che vengono “diagnosticate” si interrompa con la morte del bambino atteso, per cause mediche non sempre adeguatamente definibili.

In italia i ricoveri per raschiamento a seguito di aborto spontaneo sono circa 100.000 ogni anno.

100.000 è un numero elevato e tutto’altro che trascurabile di donne, di tutte le età, di tutte le razze, di tutte le condizioni socioeconomiche, primipare o pluripare o nullipare che siano.

Per questa moltitudine di persone di fatto non esistono spazi di sostegno e di accoglienza all’interno del loro microcosmo sociale, ad esclusione di rare e piccole realtà locali in consultori o associazioni dedicate. Nonostante la Royal College of Obstetrics and Gynecologists abbia più volte ribadito l’importanza di offrire un counseling mirato alle donne colpite da aborto spontaneo per ridurre l’intensità del lutto e dei disagi correlati, nella pratica in Italia questo servizio non esiste.

Si tende anzi a banalizzare l’evento come “molto frequente, e quindi praticamente “normale”, che capita a tutte le donne prima o poi”, nulla su cui valga la pena di soffermarsi. Ci si dimentica dell’investimento in termini di risorse fisiche, emotive, di coppia, che comporta iniziare e portare avanti una gravidanza per una donna oggi. Anche se solo un quinto di queste donne chiedesse un sostegno per la perdita subita, non sarebbe ugualmente possibile coprire le loro richieste, mancando servizi adeguati.

  

Parlare di aborto spontaneo è dar voce ad un'esperienza che vivono moltissime donne, che ad oggi resta la meno considerata dal punto di vista emotivo...eppure una donna stava nascendo come madre, eppure si immaginava già che quello sarebbe stato un bambino o una bambina, eppure questo frammento di memoria rimane silenziosamente nascosto nei ricordi

Irene

“Credo che le mamme colpite da aborto spontaneo si interfaccino con un dolore molto subdolo…Il bambino non viene riconosciuto come tale dalla società, e spesso la mamma non ha fatto in tempo a rinsaldare il suo legame di attaccamento, la sua relazione appena iniziata con il bambino. Quindi in assenza di un “riconoscimento” di questo lutto spesso la maternità rimane come sospesa in un limbo. La gravidanza interrotta è qualcosa di aleatorio di evanescente, come se tutto ciò fosse stato davvero solo frutto dell’immaginazione, eppure dolorosamente vivido.”

Stefania

 “Nel 2006, quando ho fondato CiaoLapo mi sono posta il problema di cosa offrire a queste centomila donne, alle loro storie, ai loro lutti. Ho pensato che il loro sentire, rispetto alla perdita e al progetto interrotto, non fosse dissimile dal mio sentire, di donna e madre colpita da una morte in utero a termine di gravidanza. Ho sentito, al di là di alcune ovvie differenze, una base comune di dolore, di attesa tradita e il peso insopportabile delle braccia vuote. Ho sentito la miserabile vocina del fallimento e dell’indegnità del corpo, nelle mie parole, e nelle parole di centinaia di altre donne, alle prese con un lutto da risolvere, e una vita da riprendere in mano.”

Claudia.

 

CiaoLapo è nato per esserci, è nato per tutte noi: grazie alle risorse del web intrecciate agli strumenti che ho acquisito durante il mio ormai ventennale curriculum formativo in medicina, in psichiatria in psicoterapia e sulla prmozione del benessere bio-psico-sociale, è stato pensato come un luogo-non luogo, presente e discreto, dove i genitori, i familiari, gli amici dei bambini che hanno sfiorato le nostre vite (per questi bambini non c’è un nome univoco: qualcuno li chiama angeli, qualcuno stelle, bambini meteora o bambini farfalla, ognuno ha il suo modo per riferirsi a loro con amore e tenerezza) possono incontrarsi virtualmente nei gruppi online e nel forum o fisicamente nei gruppi vis a vis per condividere le loro esperienze e iniziare, completare, portare avanti, a volte concludere il loro cammino di elaborazione del lutto.

Lo sguardo di CiaoLapo abbraccia molte realtà diverse, fatte di persone con storie diverse e altrettanti progetti di vita.

Negli anni, misurandoci con le nostre piccole forze e con il desiderio di rispondere alle richieste dei genitori, abbiamo allargato il nostro abbraccio alle nuove attese, al sostegno alle gravidanze successive e alla promozione di una buona relazione madre-bambino. Gli studi più recenti ci indicano con chiarezza che la perdita precedente, a qualunque età gestazionale sia avvenuta, può favorire la presenza di sintomi ansiosi o depressivi nella mamma, e influenzare negativamente la relazione con il bambino. Da qui è nata l’urgenza di offrire alcune risposte chiare e semplici ai bisogni delle persone in lutto

Claudia.

L’obiettivo di CiaoLapo è molto ambizioso, considerando che in Italia non è ancora sviluppata una cultura sociale e psicosociale di tipo perinatale e ai più sfugge l’importanza del sostegno empatico come motore di resilienza e elaborazione: vogliamo offrire uno spazio e un tempo ragionevolmente lungo e personalizzato alle persone colpite da una perdita perinatale per permettere loro di riacquistare un certo livello di serenità e fiducia nel futuro e per aiutarle ad avere le energie necessarie a investire in nuovi progetti creativi (siano essi una nuova gravidanza, un’adozione, lo sviluppo di una competenza personale, non importa, purchè la persona si senta “rinnovata” e parte attiva nella propria vita e nelle proprie scelte quotidiane).

 

“La perdita di un figlio in qualsiasi periodo della gravidanza è l’interrompersi di un progetto d’amore,anche se fosse solo di uno dei due genitori. Vivere un lutto , implica la necessità di dover affrontare e sentire tutta una serie di sensazioni negative che riguardano il dolore, la tristezza e la disperazione per l’accaduto. E’ un evento che travolge completamente un individuo sia nel suo singolo che nel suo mondo sociale e il cambiamento che ne deriva può essere positivo e portare nuova linfa alla persona, o del tutto negativo, e portare la persona a uno stato di sofferenza continuativo”.

Stefania

 

Elaborare il lutto è un percorso impervio, che costringe le persone a misurarsi con alcuni aspetti del loro carattere, con la dimensione sociale del problema (leggi: col tabù), con la propria percezione di sé.

Spesso la dimensione lutto è così scomoda da non poter essere abitata per molto moltissimo tempo. In quel tempo, pensare a se stessi come persone in lutto o come persone che soffrono è talmente spaventoso da fare più male del dolore stesso del lutto. Alcune di noi, hanno bisogno di molto tempo e molte esperienze positive successive per potersi concedere di focalizzare l’attenzione sul loro lutto passato, ed è giusto che ciascuna persona possa scegliere quando e come occuparsi del suo dolore.

Tuttavia, è ancora più giusto e senza ombra di dubbio necessario, che ogni donna possa disporre a tempo zero di alcune risorse utili per orientarsi nelle successive scelte. Non c’è un tempo prestabilito per affrontare la delicata tematica della perdita perinatale, e non c’è una data di scadenza entro cui iniziare ad occuparsi del proprio lutto, ma è importante che quando arriva il momento giusto ogni persona sappia a chi rivolgersi, cosa aspettarsi, e soprattutto come attivarsi per cercare l’aiuto più adatto. Uno dei più grandi errori culturali è che “il tempo guarisca tutte le ferite”, e che “dare tempo al tempo” sia sufficiente a risolvere la complessità di un evento come la perdita perinatale.

 

“Ogni persona vive un suo cammino personale del lutto, soprattutto quando avviene in gravidanza o subito dopo la nascita. L'aborto spontaneo è la forma di lutto che accomuna molte madri, ma molto spesso è silenzioso e solitario. La condivisione ci permette di creare un cerchio di esperienze e di crescita: insieme possiamo permetterci di ascoltare e comprendere ciò che il lutto toglie e porta nelle nostre vite, perchè anche se abbiamo solo sognato di  stingerti tra le braccia, o se l'abbiamo fatto per poco tempo, ti dedichiamo uno spazio nel nostro cuore”

Irene 

 

“Condividere significa accogliere con profondo interesse l’unicità di ogni individuo, fatta di comprensione e di solidarietà, di assenza di giudizio e attento ascolto fatto con la mente e con il cuore. La condivisione di questo tipo, dona qualità e senso a ciò che facciamo dando il giusto valore alle nostre emozioni”

Antonella

  

Il progetto “Non ti tengo tra le mie braccia, ma ti creo uno spazio”

Come è nato e a chi si rivolge.

Questo progetto nasce dall’incontro di alcune persone coinvolte in due distinte associazioni operanti nel Veneto:

CiaoLapo Onlus, nelle persone di Claudia Ravaldi, come presidente e supervisore dei volontari, Irene Fornasier e Stefania Semenzato, come volontarie attualmente al loro terzo anno di formazione per il supporto ai genitori in lutto e "Vita in corso", un progetto di Antonella Solidoro, doula operante in Veneto.

L’occasione è nata in seguito ad alcuni incontri formativi sul lutto e sulla comunicazione nella relazione di aiuto, nel corso dei quali si è sviluppata un’affinità tra donne che condividono alcune valori: l’interesse per il mondo della gestazione e della puericultura, il saper cogliere l'importanza del sostegno in queste delicate fasi di passaggio, non solo concentrandosi sulla nascita fisiologica ma anche sugli eventi avversi che possono costellare la gravidanza. E’ difficile parlare di morte quando è così vicina al venire al mondo, ma pensare a una forma di sostegno di base utile per la donna, la coppia e la famiglia è ritenuto indispensabile ed indicato come raccomandabile sia dal personale sanitario, che dagli studiosi di psicologia, che dagli stessi genitori in lutto.

 “Ciò che lega le due associazioni è la condivisione del provare a “fare bene il bene”, è il donare e donarsi per gli obiettivi comuni, coltivando la consapevolezza e promuovendo una sensibilità sociale a questi temi poco trattati e spesso ignorati.” Stefania

 Durante in nostri incontri abbiamo riflettuto più volte sulla necessità di tenere bene in considerazione, sia come individui che come persone impegnate nella relazione d’aiuto la vasta complessità del ciclo di vita, che comprende inevitabilmente nascita e morte, e studiare quanto possibile per poter offrire uno spazio di dialogo e di riflessione sulla vita, sul ciclo vitale, sul passaggio vita/morte, anche quando avviene a parti invertite, e si muore prima di nascere.

Stare accanto alle donne e alle famiglie durante una perdita è compito difficile, che dovrebbe essere proprio del tessuto sociale, e appartenere culturalmente al nostro bagaglio di individui e cittadini. Abbiamo perso gran parte di questo bagaglio, e per molte persone è così difficile trovare qualcuno che sia disposto ad un reale ascolto empatico e non giudicante che è persino più facile convincersi di non avere alcun problema.

Essere parte di un gruppo, di un cerchio di donne, sentirsi protette e accolte nella condivisione di un momento critico e doloroso permette alle ferite di guarire e al lutto di essere elaborato.

Là dove una delle prime reazioni al lutto è quella di chiudersi, per proteggersi da ulteriori ferite, aprirsi ad un “cerchio” ad un “gruppo tra pari” adeguatamente facilitato da personale formato nella relazione d’aiuto permette di scoprire risorse personali che spesso non sapevamo di avere.

Ecco il senso di una rete tra associazioni e tra persone con compiti di base anche molto diversi tra loro:

La rete fra le diverse realtà ha notevole importanza soprattutto in una società come la nostra, sempre più ristretta al solo nucleo familiare inteso unicamente come coppia genitoriale. L’esistenza di una certa continuità e unità d’intenti permette alla mamma e alla coppia di attingere dalle diverse realtà, unendo alle proprie risorse innate potenzialità e possibilità che rendono la maternità più consapevole, e di conseguenza anche l’elaborazione dei lutti. Divenire più consapevoli è un dono non solo per chi soffre e ha bisogno di supporto, ma anche per il suo microcosmo. Di questo dono può beneficiare l’intera umanità”. Antonella 

In bocca al lupo a Irene, Stefania e Antonella per questo nostro nuovo progetto. Insieme possiamo molto.

 

Hanno collaborato a questo articolo

Irene Fornasier

“Sono Irene mamma di Zeno, nato morto a 24 settimane; di Enea arrivato lungo il cammino di elaborazione del mio lutto a portare un raggio di sole, e di Isaia che ci ha donato equilibrio. Sono una doula, e peer counselor dell'allattamento materno, e volontaria per CiaoLapo”

Stefania Semenzato

“Sono madre di 4 figli Beatrice, Niccolò, Irene e Riccardo. Irene è nata morta il giorno del parto alla 39+6 settimana.
Lei mi ha portato a conoscere l'Associazione Ciaolapo onlus, la quale mi ha riportato letteralmente alla vita insegnandomi come uscire dalle tenebre del dolore per la morte di mia figlia. Da quel giorno, orgogliosamente, sostengo Claudia Ravaldi e suo marito Alfredo nei progetti di sostegno alle famiglie in lutto e nella sensibilizzazione sul territorio sia degli operatori che della società tutta. Questo sono io”
 

Antonella Solidoro

“Mi chiamo Antonella Solidoro e sono mamma di due splendidi girasoli, Sara e Oscar. Credo che la maternità sia un’occasione di crescita, per dare espressione e forma a qualcosa di nuovo e di unico nella vita. Il miracolo è vostro figlio,messaggio di pace e amore. Ho scelto di stare accanto con rispetto, empatia e ascolto. Sono una doula.”

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