Salvare vite, elaborando il lutto?

A volte qualcuno mi ha chiesto perchè il 5x1000 a CiaoLapo.
Nel nostro paese, così poco avvezzo alla conoscenza della psiche e dei suoi meccanismi può capitare che una persona non sappia a cosa serve sostenere un'associazione che si occupa di persone in lutto.
A cosa serve sostenere i genitori quando ormai tutto è già accaduto? Come si può essere d'aiuto? E soprattutto, davvero si può fare qualcosa di utile per loro? Davvero non basta farne un altro, fare una vacanza, metterci una pietra sopra, aspettare che passi da sé?
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Così come sei.

Ciao, a te.

A te che leggi le nostre pagine, perchè hai incontrato nel tuo cammino il mostro che si chiama Lutto Perinatale e cerchi di sopravvivere ogni giorno, senza sgretolarti. E di farne qualcosa di buono, se possibile.

A te, che ti chiedi se questo sia il posto per te, perchè tu, ti dicono, hai perso il tuo bambino tanto presto.

A te, che hai già altri figli, e, ti dicono, non dovresti soffrire così tanto per ciò che è accaduto e accontentarti invece.

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3 Marzo: Giornata Mondiale dei Difetti Congeniti

Oggi è la giornata mondiale dei difetti congeniti dello sviluppo (World Birth Defects Day): questa giornata è dedicata alla ricerca e alla prevenzione, ma anche a tutte le famiglie e ai bambini colpiti. E' dunque una preziosa occasione per fare sensibilizzazione su queste problematiche, molto più diffuse di quanto sembra e molto poco conosciute o approfondite, a volte persino dagli operatori sanitari. I difetti congeniti sono infatti molti, con diverse caratteristiche e diversi livelli di gravità e/o morbilità. Alcuni di essi sono curabili, altri sono incompatibili con la vita. 

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Curare il curante

Insieme a Cristina Petrozzi, counselor e volontaria di CiaoLapo per la Liguria affrontiamo un argomento molto importante per CiaoLapo, ossia la cura di chi si prende cura dei genitori colpiti da lutto perinatale. Lo facciamo partendo da alcuni spunti sul concetto di salute, da alcune esperienze condivise con molti operatori, e dalla consapevolezza che la relazione d'aiuto è ancora uno strumento poco utilizzato nei luoghi della cura, nonostante le sue potenzialità e le sue ricadute virtuose per il benessere dei pazienti e degli operatori sanitari.

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Progetto Talee: arteterapia e lutto perinatale

Il lutto perinatale è un percorso che molti genitori descrivono come un vero e proprio "ottovolante" emotivo: con tutte le sue fisiologiche caratteristiche fasi e sfumature il lutto ha infatti una durata piuttosto impegnativa (da un minimo di sei mesi fino ad un massimo di tre anni), che mette a dura prova la resistenza e la pazienza della maggioranza dei genitori. La durata del lutto purtroppo non si può accorciare, non esistono scorciatoie per "elaborarlo" in fretta, e non esistono "facili rimedi". Tuttavia, alcuni strumenti possono aiutare i genitori ad affrontare il lutto e ad attraversarlo in modo efficace e sano. Tra questi strumenti l'arteterapia occupa un ruolo molto importante. CiaoLapo presenta il progetto di arteterapia Talee ideato dalla dottoressa Estella Guerrera, psicologa e psicoterapeuta espressiva in formazione, per le nostre famiglie.

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#CiaoTabù

Oggi abbiamo fatto una festa.

La festa, che è iniziata in Australia ed è in corso a New York, si chiama ufficialmente "Ending Preventable Stillbirth", e celebra l'uscita di un nuovo numero monografico sulla morte in utero fortemente voluto da Lancet (dopo il lavoro del 2011) e frutto di tre anni di intenso lavoro (compreso il mio e quello di Alfredo, coautori del lavoro numero 4). 

Per noi, che siamo sì ricercatori, ma anche e soprattutto genitori colpiti da lutto, quella di oggi è stata la festa al tabù. 

 

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Nata troppo presto.

"Signora, lo diciamo per lei, meglio non affezionarsi troppo"

Ho appena partorito.

Ho partorito ancora prima di fare la mia valigia per l'ospedale, la lista delle cose utili sta ancora là, appesa al frigo.

Ho partorito dopo un travaglio fulmineo e fulminante, neanche mi sono resa conto di cosa stava succedendo. 

La mia formichina grinzosa è nata di corsa.

Pesa 685 grammi la mia formichina. 

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I papà in lutto e le piccole carpe KOI

Il 17 Novembre si celebra in molti paesi del mondo la Giornata della Prematurità.

La prematurità, insieme alla morte in utero rappresentano due veri e propri allarmi globali. Ogni anno circa 15 milioni di bambini nel mondo nascono prematuri. Un milione di questi bambini non sopravvive.

Come associazione che offre sostegno e cura ai genitori dei bambini andati via troppo presto desideriamo portare all'attenzione del nostro paese nella giornata mondiale della prematurità tutti i prematuri e tutti i loro familiari. Vogliamo ricordare e celebrare non solo i prematuri che sopravvivono alla TIN e alla prematurità, ma anche tutti gli altri.

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Nel mondo della TIN. Il mondo dei guerrieri

Una storia che vale la pena leggere oggi, alla vigilia della giornata mondiale della prematurità.

 

Sono Marilù, 41 anni (dentro molti di più).

Ho tre figli: Simone (5 anni e 4 mesi), Sara (3 giorni per sempre dal 21 luglio 2013) e Marco (3 mesi e una settimana).

Loro sono i miei tre figli per sempre. Con loro ho conosciuto tante realtà. Simone è nato a 37 settimane con parto indotto, Sara è nata a 36+4 con parto cesareo e Marco è nato con cesareo d'urgenza a 35 settimane per rottura del sacco amniotico.

Simone l'ho portato a casa subito, ma dopo tre giorni sono tornata per l'ittero (ricoverato in semi-intensiva); Sara è stata ricoverata in utin per crisi respiratoria senza avere accanto la sua mamma; Marco è stato ricoverato in utin a 60 chilometri da casa.

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Resti o te ne vai

Il cuore delle mamme è un'officina, dove tutto trova posto e si fa spazio. 

Anche ciò che non può essere riparato o riaggiustato, trova posto nel cuore delle mamme.

Come un sogno infranto. Come un amore sospeso.

L'abilità intrinseca del cuore delle mamme è la capacità di trasformarsi e trasformare.

Officina profumata e pulsante di vita, a volte nascosta e misteriosa, il cuore delle mamme aggiusta, ripara, trasforma, riadatta.

In particolare, il cuore delle mamme riadatta le stagioni, anche quando sono troppo brevi, trasformandole in eterne primavere.

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Siamo qui per l'amore

Il 15 Ottobre si svolgerà il 9° BabyLoss Awareness Day italiano, promosso dall'associazione CiaoLapo onlus in 50 città con il patrocinio del Ministero della Salute.

Tutte le persone che sono state colpite di recente o in passato da un lutto pre o post-natale, gli operatori interessati e i cittadini sensibili al tema sono invitati a partecipare a questa iniziativa che si svolge contemporaneamente in tutto il mondo.

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La vita dentro

Mi è capitato spesso che persone, anche colleghi, mi abbiano chiesto come faccio a lavorare serenamente con le persone in lutto. Davanti a questa domanda mi si apre un casellino mentale, come un fumetto, e mi chiedo: perchè davvero si può pensare che si possa eliminare “l'argomento morte” dalle nostre vite?

La morte fa paura, oh si che ne fa! Fa talmente paura che anche alla facoltà di psicologia il massimo che si riesce a fare è dedicargli un paio d'ore a fine corso di psicofisiologia clinica. Se poi parliamo di morte perinatale rischiamo di ritrovare i nostri interlocutori su un albero o dietro un cespuglio o di non ritrovarli mai più perchè se la sono data a gambe levate. E se pensiamo che non c'è neanche un nome per chiamare i genitori in lutto e che in Italia le statistiche parlano di circa 2500 famiglie ogni anno, iniziamo a renderci conto dell'entità della situazione.

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Tutto in una scatola

Cosa è la Memory Box? Perchè CiaoLapo l'ha studiata, riadattata al contesto culturale italiano e ne promuove l'utilizzo dal 2008?

A cosa serve, a chi e perchè? Come mai non dovremmo averne timore?

Tutto questo nelle parole della dott.ssa Cecilia Gioia, Psicoterapeuta e collaboratrice di CiaoLapo Onlus

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L'incontro possibile

A volte capita di essere contatti dall'ospedale, proprio nelle ore in cui una mamma sta affrontando il parto del suo bambino morto.

A volte capita che a chiamare sia un'ostetrica che ha fatto qualche corso con noi, o sia direttamente un padre, su indicazioni del personale, del passaparola di amici, o per libera iniziativa.

Capita dunque, che due perfetti sconosciuti entrino in contatto per parlare di una tra le cose più dolorose e più neglette che esistano.

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#goPINKandBLUE

CiaoLapo Onlus supporta la campagna internazionale #goPINKandBLUE sui social network per promuovere la consapevolezza sulla perdita in gravidanza o dopo il parto, in occasione di ottobre, Pregnancy and Infant Loss Awareness Month.

 

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Non è come sembra

I minuti che precedono e quelli che seguono la diagnosi di morte in utero sono difficili, lentissimi, dolorosi. Per chi è chiamato a dare la cattiva notizia, e per chi la riceve, impotente. Quando muore un bambino il dolore generale può essere tale da far passare in secondo piano proprio il bambino, che rischia di essere considerato non colui che si piange ma causa stessa del dolore. E come tale, viene allora messo da parte, in fretta, con l'idea che questa separazione tra il bambino e i genitori possa lenire la ferita. Sappiamo bene che non è così che funziona. Proviamo a vedere perchè.

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