Ritrovarsi all'inferno

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stefaniacasarin@hotmail.com ha creato la discussione Ritrovarsi all'inferno

Ci era successo un miracolo. A 41 anni proviamo una fecondazione assistita per dare un fratello o una sorella al nostro adoratissimo bambino di 2 anni e mezzo. Le possibilità non sono molte. Resto incinta di due bambine, sono piena di paura, ho già avuto due aborti alle prime settimane. Un controllo dopo l'altro, le cose vanno bene, la gravidanza prosegue perfettamente, io sto benissimo. Inizio a crederci. Il bitest dà esiti ottimi, vorrei fare l'esame del Dna fetale. Abbiamo tanta paura delle malattie genetiche, sia per una questione di età sia perché nostro nipote ne ha una gravissima. Avevamo già fatto amniocentesi per il nostro primo figlio, da uno degli specialisti più quotati di Milano. Io stavolta non sono convintissima, so che si tratta di una gravidanza più che preziosa e sofferta, ma mi faccio influenzare un po' dalla mia ginecologa che mi segue da anni, un po' da questo specialista: penso che lo 0,001 per cento di rischio aborto, usando la tecnica mininvasiva, è davvero niente. Mio marito è assolutamente favorevole. Abbandono l'idea del Dna fetale, penso di aver bisogno di più certezza e così alla 15esima settimana faccio l'amnio. Da lì inizia la mia discesa all'inferno. Dopo 4 giorni mi viene la febbre: capisco immediatamente, entro in ansia, vado al ps ma gli esami vanno bene e mi rispediscono a casa con un antibiotico per bocca. Passano due giorni e la febbre non passa. Torno in ospedale, i valori sono schizzati alle stelle, mi ricoverano, iniziano l'antibiotico in vena. Le bambine stanno bene, i valori si abbassano, penso di averla scampata, ma è solo l'inizio della mia tragedia. Una bimba inizia ad avere poco liquido, è in arresto di crescita, io inizio ad avere perdite di sangue. Il primo gennaio la perdo. Mi dico che non devo mollare per la seconda, che lei è lì, ha un suo sacco amniotico e una sua placenta, può farcela. Dopo pochi giorni, inizia a diminuire anche il suo liquido, le perdite ematiche non mi lasciano più. Resto in ospedale un mese, il mio cuore di mamma sa già tutto dall'inizio anche se non vuole arrendersi. Arrivo aggrappata con le unghie e i denti alla 20esima settimana, quando tutto si spezza irrimediabilmente. Mi inducono il parto, sette giorni fa esatti nascono le mie due piccole senza pianto. Sono disperata, annientata, distrutta dal senso di colpa. Le mie bambine erano sane e perfette, erano davvero un miracolo e io mi sento di averle gettate via con le mie mani, dopo la fatica immensa fatta per averle. Tutti mi dicono che devo trovare la forza per mio figlio, ma io non trovo nessuno stimolo neppure in lui, per quanto lo ami immensamente. Non riesco neanche a occuparmene, non riesco a giocarci, non riesco a fare nulla. Sono morta con le mie bambine. Mio marito mi è vicinissimo e, nonostante il dolore immenso, va avanti per il nostro piccolino. Io non ci riesco. Ho iniziato un percorso di psicoterapia, ma non vedo neanche una minima luce in questo tunnel di dolore atroce. Non avrò più la possibilità di diventare mamma, il mio pensiero fisso è questo, la mia vita ferma in quella sala parto, dove sentivo nascere le vite degli altri. Mi sento vecchia, vuota, sterile, fattrice di morte. Soffro perché sto togliendo tanto a mio figlio e a mio marito e non riesco a fare diversamente. Aiutatemi.
#157453
Ringraziano per il messaggio: Rosanna71, LucyA

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LucyA ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Ciao Stefania,
anch'io ho quasi 41 anni e un bambino più grande, Francesco, che adesso ha 7 anni; quando lui aveva poco più di un anno anch'io purtroppo ho perso una bambina (che avrei chiamato Aurora) e la mia carriera riproduttiva si è interrotta a 34 anni perché mi sono separata quasi subito (il mio ex marito era coma impazzito dopo la nascita di Francesco a aveva iniziato a picchiarmi senza smettere neanche quando aspettavo Aurora).
Anche io non mi sono voluta arrendere e ho frequentato per un po' un uomo che non amavo, ma alla fine aveva un certo problema per cui non poteva avere figli e mi ha lasciata dopo aver messo in giro delle voci molto gravi sul mio conto, e chi ne ha risentito più di tutti è stato Francesco.
Adesso dopo aver valutato tutte le possibilità (in Italia una single non può adottare e deve andare all'estero per fare la fecondazione artificiale eterologa) so che purtroppo sarà difficile avere un bambino arcobaleno, a 41 anni quasi, sola dato che il mio ex marito vive all'estero e con un bambino problematico perché le malelingue sul mio conto ora lo hanno portato ad essere vittima di bullismo a scuola (in seconda elementare).
Intendiamoci, la mia vita va benissimo da single anche perché purtroppo già 18 anni e mezzo fa ho perso l'amore della mia vita e non ho mai amato nessuno come lui (neanche il mio ex marito), l'unica cosa che mi addolora è sapere che probabilmente non avrò altri figli.
L'unico consiglio che mi sento di dare, a te ma anche a me stessa, è quello di fare forza sui punti di forza positivi che abbiamo nella nostra vita, nel mio caso Francesco nel tuo caso tuo figlio e tuo marito, per cercare di superare non solo la perdita delle nostre 3 bambine ma anche l'età in cui ci troviamo, i 40, meravigliosi sotto alcuni punti di vista ma difficili sotto altri; alla fine del nostro percorso interiore probabilmente vedremo le cose in maniera diversa e ricorderemo le nostre bambine (nel mio caso anche il mio amore che le ha precedute tra le stelle) come qualcosa di meraviglioso che ha arricchito le nostre vite seppure per poco tempo, e che ci ha lasciato tanto, e insegnato tanto.
Un bacione a tutti e cinque!
Lucy

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#157454

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Saphhira ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Ciao Stefania,

prima di tutto mi dispiace immensamente per la perdita delle tue due gemelline e ti sono davvero vicina in ogni istante del tuo immenso dolore. Io ho perso i miei gemellini il 27 Novembre a 22 settimane dopo 10 giorni di lotta in ospedale e mi sento, per similitudine di storia e per lo stesso finale, di condividere tutte le tue preoccupazioni e il tuo dolore.
Io stavo vivendo una gravidanza monocoriale biamniotica frutto di una fecondazione assistita ed era il risultato di diversi anni di ricerca... come dici tu una gravidanza preziosa a cui tenevo come alla mia stessa vita.
Purtroppo è stata complicata sin da subito con nausea per tutto il primo trimestre, dolori all'inizio gravidanza per le dimensioni delle mie ovaie (ero andata quasi in iperstimolo), translucenza nucale pessima per uno dei due gemelli ed infine villocentesi.
Avevamo superato tutto questo ma non pensavo mai che a 18 settimane mi avrebbero trovato un'improvviso accorciamento del collo dell'utero tanto che partono immediatamente le procedure standard per un cerchiaggio d'urgenza. Mi fanno analisi del sangue e tampone, mi mettono sotto progesterone e controlliamo frequentemente la lunghezza del collo e a 20 settimane penso ormai di averla scampata. Siamo tornati ad una misura di quasi 2,3 cm e mi sento che posso stare più serena ed invece a 21+3 ho nuovamente perdite di sangue ed al pronto soccorso mi ricoverano. Da quello che mi dicono e dai dati in nostro possesso l'unica strada percorribile è il cerchiaggio d'urgenza che però nel mio caso è sfociato in una rottura prematura del sacco che mi ha costretto a letto per 4 giorni completamente immobile nella speranza di farcela. Invece a 22+2 il sacco si è rotto irrimediabilmente e i miei bimbi sono nati senza pianto.
E' un dolore ancora talmente tangibile che alle volte mi lascia senza fiato e faccio addirittura fatica a pensare ma in altri momenti va un pochino meglio. Già so che un pezzetto del mio cuore è volato via con loro e non tornerà mai più ma con il tempo e grazie a CiaoLapo ho imparato che dando tempo al tuo cuore quello che sembra un tunnel infinito ha in fondo una nuova luce.

Ti sembrerà assurdo oggi ma datti tempo, quello che vedi oggi non sarà quello che vedrai domani. Non pretendere troppo da te, ora non sei in grado di fare di più di questo perchè le tue bimbe sono volate via e tu hai bisogno di dare spazio alla disperazione che ti avvolge.
Non sentirti colpevole, qualsiasi cosa fa una mamma lo fa per il bene dei suoi piccoli e questo vale anche per te.
Per il momento ti abbraccio forte e ti tendo la mano, se vorrai, potrai aggrapparti e proveremo a fare qualche altro passo avanti insieme.
Qui non sei sola.
#157455

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stefaniacasarin@hotmail.com ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Ciao Saphhira, grazie per le tue parole. Questo lutto e’ tanto più devastante quanto più si va a sommare su quello dell’infertilita’, dei tentativi fatti, sudati, i sacrifici. Non ho mai mai mollato per riuscire ad avere i miei figli e per questo ancora di più questo dolore mi risulta insopportabile. Il senso di ingiustizia e’ ingestibile e mi lascia senza fiato. Ti abbraccio forte.
#157456

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stefaniacasarin@hotmail.com ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Che storia dura, la tua, cara Lucy. Ti auguro tanta serenità col tuo bambino e tengo viva anche per te la speranza di poter essere di nuovo mamma. Un bacio
#157457

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Saphhira ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Già il solo percorso della pma mette a durissima prova i nostri nervi, le nostre convinzioni sulla gravidanza e, almeno per me, sul mio essere "una donna normale". Accanto a me ci sono solo altre donne che riescono ad avere figli senza grandi scossoni mentre io resto indietro e mi sento tanto vuota, rotta e inutile.
E la paura è che non uscirò mai da questa condizione restando per sempre l'unica senza i figli che tanto ho desiderato.
I miei gemellini erano, dopo anni, il primo barlume di normalità in una situazione che di normale non ha niente ( continue visite, stimolazioni, punture, ecc) e capisco perfettamente che il dolore è insopportabile.
Adesso è troppo presto per avere una prospettiva diversa delle cose ma ce la possiamo fare e le mamme di CiaoLapo mi stanno insegnando che si può ricominciare a vivere con il tempo.
A me, dopo la morte dei miei gemellini, ha aiutato molto restare a casa da lavoro, staccare con tutti amici, parenti, ecc e vivere un po' alla giornata come mi sentivo in quel momento. Senza troppe pretese e lasciando un po' delle incombenze più "sociali" al mio compagno. Conta che la prima settimana, tra l'altro eravamo sotto le feste natalizie per cui in giro c'erano un sacco di famiglie, facevo fatica ad andare al supermercato a fare la spesa e mi pareva impossibile anche solo affrontare una cosa così "normale".
Oggi ho fatto qualche passettino banale in avanti e vado anche da sola. Pare una cavolata ma io la voglio vedere come una piccola vittoria e ne seguiranno altre...
Noi siamo tutte mamme speciali e i nostri piccoli, ovunque siano ora, ci stanno accanto.
#157459

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stefaniacasarin@hotmail.com ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Ti capisco perfettamente. Stamattina ho portato all’asilo il mio piccolo e mi sembrava di aver scalato l’Everest. Vorrei che fosse sempre notte per stare a letto abbracciata a lui. Pensare al sorgere di una nuova giornata mi è insopportabile. Tutto mi comporta una fatica disumana, starei a letto sempre, a piangere e chiedermi perché. Non ci posso ancora credere che la mia pancina non c’e’ più. Tutto finito, tutto finito. La disperazione e’ totale. Anche io ho preso le distanze con parenti e la maggior parte degli amici: mi sento ripetere che ho un figlio, che non ci devo pensare più, che è andata così.
#157460

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Kevin ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

carissima mamma, ti accolgo con una carezza colma di comprensione che, spero possa asciugare qualcuna delle tue innumerevoli lacrime. io sono Rosy, la mamma di Kevin, un delizioso bambolotto di quasi 3 kg, nato senza il suo pianto di vita il 23 novembre 2014, dopo un sogno incantevole durato 37 settimane +4 giorni, per un distacco intempestivo di placenta che, in un istante ci ha privati della felicità. Tesoro, la tua tristezza profonda, il tuo smarrimento, difficoltà a compiere anche le semplici azioni quotidiane, i tuoi sensi di colpa, credimi, sono assolutamente normali però, anche se, so che non basta, anche se non consola, permettimi di dirti che tu, come me, come tutte qui, hai fatto tutto quanto in tuo potere Per preservare le tue meravigliose principesse da ogni male e le hai protette per tutto il tempo che vi è stato concesso di vivere insieme. ora devi solo prenderti cura del tuo dolore, senza fretta, senza reprimere i tuoi sentimenti, perché solo così, piano piano, un passo per volta, riuscirai a conoscere e riconoscere le ondate di sofferenza che si presenteranno: ti sentirai persa, smarrita, incapace di reagire, sentirai il cuore pesante e le braccia doloranti, ti guarderai allo specchio e la persona che vedi non riconoscerai, ci saranno giorni davvero durissimi in cui niente avrà più senso però credimi, vivrai anche attimi in cui non so come, però riuscirai a trovare la forza Per accudire e per giocare con il tuo primo dono d’amore che, anche se piccolo, comprende il tuo dolore e saprà aspettare e rispettare i tempi della sua mamma senza chiedere niente in cambio. Non temere mammina cara, non sei cattiva, non sei sbagliata, sei solo una madre il lutto che ha tanto bisogno di piangere e proprie piccole. Sono certa che con il tempo, cercherai e troverai dentro di te le risorse per raccontare a tuo bimbo delle sue sorelline, insegnandogli a guardare il cielo, perché è lì, sulle due stelle più luminose che loro vivono. in silenzio, con partecipazione e tantissima comprensione, mi siedo proprio lì accanto a te Per trasmetterti la mia vicinanza e il mio affetto. Ecco la mia mano tesa per te: prendila, stringi la forte e proviamo a percorrere insieme questo cammino tortuoso, fatto di ostacoli e di ripide salite, ma dove troveremo anche zone pianeggianti dove potremmo fermarci, riposare, riprendere fiato per poi ripartire un po’ più forti e consapevoli. quando vorrai, raccontaci di voi, scrivi il nome delle tue bimbe e sappi che da oggi anche loro saranno coccolate e protette nel mio cuore. ti invio un abbraccio di quelli che fanno tanto, tanto, tanto, tanto bene al cuore. Rosy, la mamma di Kevin bimbo grazioso.

Rosy e Yuri con Kevin, bimbo grazioso, indelebile in ogni respiro.
#157461

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stefaniacasarin@hotmail.com ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Cara Rosy, grazie per le tue parole. Voglio disperatamente crederti perché in questo momento mi sembra impossibile sopravvivere a questo dolore. Lo devo fare per il mio piccolino che ha tanto bisogno della sua mamma. Ma sono come sospesa in una bolla, niente per me ha più senso, nulla mi interessa, nulla. Dovrei ‘forzarmi’ e cercare di riprendere la mia vita quotidiana? Tornare al lavoro? Come posso lavorare se non riesco neanche a preparare da mangiare a mio figlio. Non capisco più niente, sento solo che loro non ci sono più, che non posso fare niente per tornare indietro e mi sembra di impazzire.
#157462

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Saphhira ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Nonostante a me piaccia davvero il mio lavoro dopo quello che ci è successo non sono proprio riuscita a tornarci. Tutto era talmente surreale, ero così distrutta che non riuscivo neanche ad immaginarmi senza la mia panciotta figuriamoci se riuscivo a confrontarmi con il mondo.
Io mi sono presa un mese di aspettativa con il mio compagno ed abbiamo cercato di ripartire dalle cose più quotidiane ed almeno per noi quel mese è stato davvero tanto importante.
Se posso condividere con te quello che ho imparato fino ad ora non avrai modo per "forzarti" di tornare alla tua solita vita quotidiana, non potrai forzarti perchè il dolore è troppo grande.
Adesso puoi solo prenderti cura di questo dolore.
#157463

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stefaniacasarin@hotmail.com ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Grazie per le tue parole, per la tua vicinanza. Ti ho pensata tanto, ho pensato a come anche tu come me sia precipitata dal sogno più bello, dal miracolo che ci era successo a un baratro di disperazione neanche immaginabile. Io soffro immensamente anche per il mio piccolo Valerio: lui ha diritto a essere felice, andare al parco, andare in vacanza, imparare a scoprire il mondo. Tutte cose in cui non so dove trovare la forza per accompagnarlo. Dopo tanti anni di paure e difficoltà, doveva essere il momento di essere felici. E invece è andato tutto in pezzi. Vorrei tanto credere che il tempo mi aiuterà a uscire da questo inferno ma mi sembra impossibile.
#157464

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Grazie per le tue parole, per la tua vicinanza. Ti ho pensata tanto, ho pensato a come anche tu come me sia precipitata dal sogno più bello, dal miracolo che ci era successo a un baratro di disperazione neanche immaginabile. Io soffro immensamente anche per il mio piccolo Valerio: lui ha diritto a essere felice, andare al parco, andare in vacanza, imparare a scoprire il mondo. Tutte cose in cui non so dove trovare la forza per accompagnarlo. Dopo tanti anni di paure e difficoltà, doveva essere il momento di essere felici. E invece è andato tutto in pezzi. Vorrei tanto credere che il tempo mi aiuterà a uscire da questo inferno ma mi sembra impossibile.
#157465

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Saphhira ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Per me son quasi passati due mesi e ti posso solo dire che ora va un pochino meglio rispetto a quando erano passati solo 10 giorni. MAI avrei pensato di superare il Natale eppure sono ancora qui...
E' difficilissimo, è la prova più difficile per una mamma ma lo dobbiamo fare per le persone che ci vogliono bene e per i nostri bimbi che non ci vorrebbero mai vedere senza speranza.
#157469

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Saphhira ha scritto: Per me son quasi passati due mesi e ti posso solo dire che ora va un pochino meglio rispetto a quando erano passati solo 10 giorni. MAI avrei pensato di superare il Natale eppure sono ancora qui...
E' difficilissimo, è la prova più difficile per una mamma ma lo dobbiamo fare per le persone che ci vogliono bene e per i nostri bimbi che non ci vorrebbero mai vedere senza speranza.


Le tue parole mi danno un po’ di speranza e di questo ti ringrazio infinitamente. Posso chiederti se ti stai facendo aiutare da un professionista? Io ho visto una psicoterapeuta un paio di volte, non ho esperienze precedenti in materia e non so se sia una strada utile per me. Mi è stata anche ventilata l’ipotesi di un antidepressivo, ma io non voglio entrare in una bolla per sentire meno dolore. Come può un farmaco cambiare la situazione? Le mie bambine non ci sono più, io sono di nuovo vuota e a questo niente e nessuno può porre rimedio.
#157470

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Rosanna71 ha risposto alla discussione Ritrovarsi all'inferno

Cara Stefania, mi dispiace moltissimo per tutto il dolore che stai vivendo.
La tua sensazione di vivere in una bolla e l'incapacità di riuscire a trovare un buon motivo per alzarti alla mattina purtroppo le conosciamo bene ma questo non allevierà certo il tuo dolore, non lo farà scomparire magicamente, non ti farà saltare le tappe che necessariamente dovrai toccare per riuscire ad uscire dalla tua bolla di dolore.
Capisco benissimo la tua irritazione davanti alle frasi del tipo : "devi reagire per tuo figlio, per tuo marito, per...." oppure "Non ci pensare più, vedrai che passerà"... tutta roba impossibile da fare e la consapevolezza di non essere ANCORA (e chi lo sarebbe a distanza di così poco tempo) in grado di reagire a questo dolore ti fa sentire INCAPACE, INADATTA, INCOMPLETA, insomma, è davvero un buttare benzina sul fuoco cercare di "sforzarsi" laddove neppure un millimetro del tuo corpo e della tua mente sembrano reagire.
Ricordo ancora quella sensazione di bruciore sulla pelle al passaggio di anche solo una singola parola fuori luogo, un po come ritrovarsi senza pelle, senza alcuna protezione.
Se ora ti dico che il tempo ti aiuterà a ritrovare una certa serenità probabilmente non mi crederai, come io non credevo che potesse succedere ma è successo ed ora la mia famiglia è davvero libera da quel dolore. Ma ora è davvero troppo troppo presto per guardare oltre. Il mio augurio per te è proprio quello di fidarti del tuo tempo, delle tue innumerevoli risorse (ognuno di noi le ha) e di non perdere mai di vista quello che sei e cosa ti ha portato fino a qui.
Ti abbraccio forte forte e cerca di non tenerti nulla dentro.
Questo luogo magico può diventare una utilissima "scatola" nella quale riporre i pensieri più difficili senza il timore di non essere compresa.
Rosanna

mamma in cielo di 2 fagiolini e del cucciolo Davide e mamma in terra di Lorenzo.... ogni giorno respiro un alito di vita nella totale assenza di materia ... i miei angeli
#157471

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