Sulla morte, sull'amore

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claudia ha creato la discussione Sulla morte, sull'amore

Alcune riflessioni sulla scaramanzia, sull'opportunità di evitare situazioni, condizioni e parole a scopo preventivo, e in generale, alcune riflessioni sulla morte e sull'amore in questo articolo

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#46839
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AlessiaB ha risposto alla discussione Sulla morte, sull'amore

Grazie Claudia, la verità restituisce dignità alle cose che ci accadono, belle e brutte che siano. E dare il nome esatto a cose vere è l'unico modo per viverle pienamente, consapevolmente e passare oltre.

Alessia
#46842

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rossy ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Mi riconosco in molte situazioni e sensazioni raccontate diverso è sempre stato invece la modalità di esorcizzare la "nemica". Io al cimitero ci andavo e mi leggevo tutti i nomi e le date...e quanto tempo passato in quel fazzoletto di terra dedicato ai bimbi. Laerte riposa nel cimitero della mia infanzia,il mio "preferito"...nn sono blasfema è vero è un posto bellissimo dove riposa gente che ho conosciuto personalmente,di vista o di cui ho sentito parlare almeno una volta. Chiedevo a mia nonna di raccontarmi del suo primo bimbo morto in culla,guardavo per ore la foto di Rosa la mia amichetta che la "brutta" portò via quando avevamo 7 anni chiedendomi "Ma cosa è accaduto,perchè i bambini muoiono e dove li porta?" tutto questo nella convinzione che la cosa appartenesse solo a coloro cui era capitato,lontana anni luce da me. Quando feci il test esattamente un anno fa,alla vista delle due lineette una sola certezza,mio figlio nascerà...avevo fatto i conti senza l'oste!
Claudia

ho guardato oltre il mare di disperazione che credevo riguardasse il futuro di tutti quelli colpiti da lutto, fino alla fine dei loro giorni, e ci ho visto dentro infinite possibilità.
Sbattere la faccia sulla morte, non annienta il nostro passato, e non compromette irreversibilmente il nostro futuro. Semplicemente stravolge il presente, e ci richiede grande sforzo ed attenzione per tornare a vivere.

Nella consapevolezza del contenuto delle tue parole dico che è vero ho di nuovo gli occhi aperti sul futuro con la consapevolezza che la morte ha toccato anche me e nn fa sconti...dovrò imparare a convivere con la sua silente presenza ma oggi nn ho più paura solo dolore.
#46846
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PiccoloOttavio ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

...bà, vi leggo, e penso a quanto la mia idea di morte fosse invece diversa...profondamente...da quanto ricordo fino al concepimento la mia idea di morte???mai avuto paura...forse perchè nella maggio parte dei casi la immaginavo legata a me...avevo paura della mia morte per il dolore eche "avrei" inflitto alle mie persone care, alla mia mamma...niente di più...la morte degli altri??? dei più cari??? spesso la immaginavo, no non la sognavo, la immaginavo proprio e ci piangevo e ci soffrivo realmente...una forma di "pseudopreparazione" o non so cosa...ma a volte mi capitava di farlo...l'unica punto fermo era sperare solo che i miei cari soffrissero il meno possibile...come fosse possibile???mai trovata risposta!
Con questo non voglio portarvi a pensare ad una persona cupa...anzi piena strapiena di vita...finchè ce nè, tutta la voglio!!!
questo fino ai 22, 23 anni...quando a sorpresa...la persona più "vitale" e "felice" in famiglia e fra gli amici, viene "piegata" dalla depressione...io!
perchè proprio io??? con tutte le mie fortune, con tutte le mie possibilità, con tutta la mia vitalità...antidepressivi "superannientanti", psicoterapia quanto basta e non di più...ritrovo la mia strada grazie anche alla lettura dei libri di J.K. Rowling (in soldoni, è la scrittrice dei romani di Harry Potter)...ogni parola ogni immagine di quei libri sono spunti di introspezione...un intero universo si cela dietro quelle parole...soprattutto l'evidenza di voler sfuggire al dolore della perdita..."esorcizzando" e trovando nomi (pur nell loro genialità) diversi alle proprie paure al proprio dolore...basti dire che il nemico numero uno tutti lo chiamano "TU-SAI-CHI" invece di Voldemort che poi è il suo nome....vabè ecc ecc...decido di farti su la mia tesi di Laurea...mi aiuta, mi rialzo...
rapporto con la morte uguale...nuova idea di sofferenza...
...a farla breve...durante la gravidanza "presunta" perfetta di Ottavio...l'unica volta che sento parlare di morte...è la morte in culla di cui al corso pre parto ci parla un neonatologo...spiegandoci di morti avvenute in culla per soffocamento...ok, penso, niente paracolpi e seguire alla lettera i suoi consigli...
rapporto con la nascita e la morte allora...pseudo scaramantica...tutti i grossi acquisti (lettino, fasciatoio, trio etc etc...) comprati con contratto "a buon fine"...se ci penso ho ancora i brividi...
...no, mai avrei immaginato tutto il dolore che ci avrebbe travolto...perchè sapete qual'era la mia idea con la morte??? se mai sarebbe arrivata, avrebbe preso me...finalmente la risposta che cercavo...se io fossi morta, con mio figlio gli altri avrebbero potuto sopravvivermi con meno dolore...
...due anni prima una ragazza che conoscevo tramite amici in comune muore il giorno di Natale (data presunta) per complicazioni cardiache gravi congenite e con lei irrimediabilmente il suo bambino...senza che il marito e il prontoinetrvento riuscissero a fare la ben che minima cosa...la seppelliranno con il suo bambino rimesso in pancia e sulla lapide solo il nome della mamma...una tristezza che spacca il cuore...ecco perchè neanche immaginavo che si potesse dare un nome...e l'ho scelto il giorno del parto in una frazione di secondo...
...semmai doveva succedere qualcosa doveva succedere a me...questa la mia convinzione...
e poi tutto stravolto...perchè se qualcosa doveva andare storta io sarei morta ma mio figlio sarebbe nato...
...e adesso che vi racconto???il resto lo sapete...sapete che la morte di mio figlio si poteva evitare con una diagnosi banalissima e con cardioaspirina...sapete che non seguo nessun percorso di psicoterapia perchè sentire parlare di elaborazione del lutto mi annienta...sapete che sono seguita dalla mia famiglia e che ama Ottavio all'inverosimile e non c'è telefonata che io faccia a mia madre in cui non si parli di Ottavio...tanto di nome e cognome...sapete che sono in attesa da quasi tre mesi e che Ottavio è morto da poco più di sei mesi...vita morte vita morte...ora è completamente cambiata la mia idea...non so dirvi ancora bene...ma adesso ho seriamente paura...
...spero di dirvi un pò di più di me in futuro..ora mi sono persa nei miei pensieri e non riesco a continuare...ho perso il filo del mio stesso discorso :blush: ...scusate ma quando non si scrive solo di testa capita...
Nunzia il piccolo Ottavio e...
#46849
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Monica04 ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Cara Claudia,

GRAZIE per il personale e bell'articolo che ci regali.
Devo dire che in genere su CiaoLapo in genere mi soffermo sui Posts...e cosi mi sono persa tante belle parole e riflessioni...!
Da adesso in poi non mi li perdo piú.
Grazie,Monica
#46852

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berta ha risposto alla discussione Sulla morte, sull'amore

Grazie, Roberta
#46880

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luccichina ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Innanzi tutto grazie a Claudia che con la sua esperienza di donna prima che di psicologa ci apre una finestra sul suo personale facendoci conoscere aspetti del lutto vissuti nella sua vita ad età diverse.
La mia è un'esperienza completamente diversa di approccio al lutto e quindi di elaborazione del lutto stesso.
Ho vissuto la mia infanzia a stretto contatto coi nonni che fungevano da baby-sittter e che non mi hanno mai fatto mistero delle cose pratiche della vita.Una di queste era la partecipazione alle veglie funebri del paese dove tutti conoscevano tutti ed al conseguente funerale.Per me piccola (8-10 anni al massimo) tutto era misterioso ma non mi sconvolgeva perchè mi era stato spiegato forse in modo un po' crudo che la vita comincia e la vita finisce.Sicchè fin da piccola partecipavo alle funzioni funebri (anche perchè non sapevano dove lasciarmi) e seguivo i funerali in corteo fino al cimitero.Non mi ha mai fatto paura,pur sapendo che in quel posto c'erano "le persone morte",ed era diventanto un passatempo leggere i nomi sulle lapidi e cercare i "morti"più datati.Ancora oggi (retaggio dell'infanzia) spesso sogno di feste all'interno del cimitero con gente che va e viene,si saluta allegramente,senza nè lacrime nè pianti.Forse è solo il mio modo per immaginare i miei cari,la mia bambina in un luogo privo di tristezza dove tutti si salutano,si conoscono e si ritrovano.
Il mio primo vero lutto però lo vivo a 19 anni quando il mio nonnino manca improvvisamente a 70 anni...Dopo 2 anni anche la nonna,rimasta da sola si lascia andare e lo raggiunge...Non c'è una vera consapevolezza di ciò che è successo,nonostante fossi molto legata ad entrambi.
Il dolore vero per la perdita arriva però una decina di anni dopo con la malattia del mio papà(cancro-cirrosi)Tutto per salvarlo,anche un trapiantoda donatore vivente (io) in Germania e così lui diventa un po' anche il mio bambino...Lui è sempre con me,di notte lo sogno spesso com'era nella nostra quotidianità...
Ludovica...lei è un'altra storia,la mia storia e la mia vita che si è spenta con lei per un anno.E' vissuta un mese in TIN (dove la parola morte ce l'hanno detta tutti i 28 giorni della sua piccola vita,senza nessuna speranza.)
Ora lei è là al cimitero nella casetta dove riposa vicino al suo nonno solo fisicamente almeno perchè loro sono sempre con noi,sono energia pura "Nulla si crea e nulla si distrugge..."
E questo è tutto...
Grazie ancora Claudia!
#46892

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PiccoloOttavio ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

CLAUDIA SCRIVE:
Soprattutto, ho guardato oltre il mare di disperazione che credevo riguardasse il futuro di tutti quelli colpiti da lutto, fino alla fine dei loro giorni, e ci ho visto dentro infinite possibilità.

Alcune le ho sperimentate, e con sorpresa e sollievo, ho visto che funzionano.

Sbattere la faccia sulla morte, non annienta il nostro passato, e non compromette irreversibilmente il nostro futuro. Semplicemente stravolge il presente, e ci richiede grande sforzo ed attenzione per tornare a vivere.

Ci chiede il conto di anni spesi nell'inconsapevolezza, e nella non cultura.

Ci chiede umiltà, ma anche tenacia, di cercarci un aiuto valido e di sapere chiedere aiuto.

Ci chiede, anche, di iniziare a chiamare le cose col loro nome. Una per una.

La morte in utero non è una bestemmia, è un evento possibile.

La morte arriva dove è stata la vita, altrimenti non ci sarebbe spazio per lei.
__________________________________________________________
Scusate se riprendo la mia discussione interrotta stamane perchè a causa di una distrazione esterna avevo perso il filo dei miei pensieri e non mi andava più di scrivere solo per completare e chiudere il cerchio...un cerchio che poi non è chiuso per niente...
dunque spiegavo il mio rapporto con la morte come piuttosto pacifico...e forse anche oggi se ci rifletto bene è ancora così...in effetti , come dice Claudia"la morte arriva dove c'è stata vita"...e mi accorgo di essere in effetti più arrabbiata con la vita che con la morte...la morte, anzi, se proprio vogliamo, pareggia i conti ed è infondo scontata per tutti...la vita no...non è per niente scontata...e ora lo capisco...è sempre stato tutto al contrario forse...ho dato per scontato la vita! che errore, "anni spesi nell'incosapevolezza e nella non cultura"...ma come e dove avrei dovuto acquistarla questa consapevolezza???vivendola...è l'unica risposta che mi viene in mente...
l'ultima visita in ospedale è stata segnata da un episodio sgradevole (Rossy sa di quel che parlo perchè ho cercato subito in lei uno sfogo alla mia rabbia...ancora grazie per averla accolto!): sala d'attesa, scale fuori della sala d'attesa due gestanti a termine prima di farsi il tracciato rientrano dopo aver fumato una sigaretta insieme...io vengo chiamata con loro per essere pesata e per prendere la pressione...sento i loro discorsi con il medico...parole che si confondono con quel dolce battito che vien fuori durante i loro tracciati..."speriamo di smettere almeno durante l'allattamento...."...io sono stata male, un inizio di attacco di panico...vado via tachicardica...mi misureranno la pressione più volte...ma come???per loro è scontato che devono allattare i loro figli dopo averli intossicati di brutto mentre io neanche all'aperto stavo vicino a chi fumava (...tanto per dirne una) e mi viene in mente ora che anche tu Claudia raccontavi della tua rabbia difronte alla perdita di Lapo chiedendoti "perchè alla zingara che non si lava...non è successo e a me sì" (scusa ma la citazione è legata al ricordo e non la ricordo tutta se non nel senso)...
...la vita, la vita e non la morte mi ha ingannata...e forse per questo non riesco a liberarmi dalla rabbia...e come essere traditi da un'amica (...la vita) o da un nemico (la morte...)...il primo tradimento fa più male...almeno a me, perchè da un'amica non te lo aspetti...ma in fondo "l'ignorante" sono stata io perchè avrei dovuto saperlo...ed ora che sono di nuovo in attesa e lo so...sono più attenta, più ansiosa, ma caspita almeno lo so...
l'altro giorno sono stata dall'ostetrica del corso preparto che avevo frequentato e le ho detto della mia nuova gravidanza e lei mi ha chiesto se volevo essere inserita in un nuovo gruppo...all'inizio mi è sembrato solo doloroso e infondo inutile...ma poi pensandoci mi chiedevo se fosse non fosse giusto informare raccontando la mia storia alle altre mamme in attesa...ma come fare, cosa dire...e se qualcuna si sente male???...ovvio, non sono pronta...ma dovrei forse aiutarle...dare il mio contributo forse è un mio diritto e un mio dovere...forse dovrei stare con i piedi il più possibile ancorati al terreno...eppure sento che devo fare qualcosa che ancora bene mi sfugge...o mi spaventa...e allora rimbalzo la palla perchè da sola non riesco a capire...cosa devo fare a questo punto del mio viaggio???
Grazie di tutto come al solito e scusate la mia confusione cosmica...
Nunzia il piccolo Ottavio e...
#46924

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antoefranco ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

... inanzitutto mi sento di ringraziarti Claudia... ti ho letto ieri sera.. ed è tutto il giorno che il tuo scritto mi accompagna...
il mio cuore viene riempito da questa domanda... la morte ...come vive in me questa parola?

io la prima esperienza significativa di morte l'ho avuta quando avevo 10 anni... la mamma del mio migliore amico muore per un tumore, non so se era al seno...perchè mi hanno tenuta lontana... giorni prima lei c'era giorni dopo non c'era più... era così importante nella mia vita..trascorrevo ore a casa sua..mi ricordo una grande tavola con lei che ci preparava i panini con la nutella, i suoi sorrisi.. e quanto la amavo... e so che lei mi amava tanto... ma giorni prima c'era e poi non c'era più...non mi hanno portato al suo funerale... non mi hanno portato in cimitero..forse per proteggermi...ma ora so che quella morte mi ha toccato l'anima... non ho potuto salutarla..dirle quante era importante per me... il saluto è importante...non può una persona che nella vita ti ha segnato..andarsene così senza poterla salutare....ho vissuto l'abbandono ..perchè la mia testolina da bambina ha come per anni rimosso la sua immagine..era più facile pensare che non fosse esistita..che invece io l'avessi persa...
dopo la sua morte non ho più visto anche il mio migliore amico...sempre forse per non vivere il dopo morte..il vivere l'assenza... ho vissuto il primo incontro con la morte che ti tocca il cuore...come l'abbandono e la perdita di tutti gli affetti a lei legata...

dopo i 10 anni non ho avuto altre perdite significanti fino ai 18 anni.. il mio nonno Walter... lì la sua morte è stata più delicata... il giorno prima mia madre decise di andarlo a trovare dove viveva..un villaggio al mare, ci prese tutte..fece uscire le mie sorelle da scuola prima, non l'aveva mai fatto, e via tutte 5 (mamma e noi 4 sorelle)con la 127 gialla da nonno.. mi ricordo che quando siamo arrivate il nonno ci venne incontro con la sua bicicletta..emozionato della sorpresa...
siamo stati insieme..abbiamo raccolto conchiglie sulla spiaggia...abbiamo riso..ci siamo raccontati... mi ricordo il suo sorriso con quei grandi baffi da Francesco-Giuseppe all'austriaca..e ci ha lasciati come faceva sempre..."nonno dai facci quella cosa con il naso" e lui si prendeva il grande naso e se lo schiacciava... era un gioco che facevamo sempre..ingenuo ma era "il nostro rito" da quando eravamo piccole...
il giorno dopo..(compleanno di mia sorella Cristina) mia mamma riceve una telefonata... il nonno l'hanno trovato morto in letto... ecco quel giorno di festa ..si è trasformato in un giorno di perdita..ma smorzato nel sapere che il giorno prima ci ha voluto salutare...come è stato dolce...lo abbiamo potuto salutare in vita... nonnino mi manchi...

poi si nel 95 e nel 99 sono morti anche i miei due nonni della Sicilia...ma non so , si ho sofferto ma non mi ha lasciato delle domande... è venuta la morte..ed è passata...

fino a quando negli ultimi 3 anni..la morte ha bussato al mio cuore molte volte.... mi ha preso il cuore ..e che dolore...da restare senza respiro..
inizia con Maurilio, il compagno di mio sorella Anna 27 dicembre 2006 muore cadendo dal Gran Sasso (aveva fatto da marito e papà per 6 anni a mia sorella e ai miei nipoti Cristian e Elois)...

poi il 13 aprile 2008 muore don Silvano..il mio grande e dolce papà-spirituale....una grande figura che mi ha accompagnato da quando ero bambina..era una mano che mi accarezzava, che mi aiutava a camminare..era una mia sicurezza..un pilastro..ecco lì ho vacillato.. il mio cuore ha pianto da sentire dentro il tocco fino in fondo...

poi il 23 ottobre 2008 ecco muore Teo, il marito di mia sorella Cristina, dolce papà di Carlotta e Simone, cade l'elicottero in Francia..era uno degli 8 aereosoccoritori morti in Francia... l'abbiamo saputo.. messo due cose in valigia e partite con due macchine...viaggiato tutta la notte...da Gorizia e Buttrio fino a San Vito dei Normanni (puglia)con il grido di dolore di una morte tragica..senza averlo salutato..e con nel cuore e adesso i due bimbi piccoli..e adesso come potremo consolare il cuore di mia sorella...

e poi il 27 gennaio 2009 muore mia zia Santina..dopo 5 anni di lotta contro quel mostro come lo chiamava lei....ha fatto innumerevoli interventi..tolto vescica (sacchetto per le urine) milza parte di addome, parte di intestino (sacchetto per le feci)... ma ecco quante lunghe telefonate... ci parlavamo con il cuore... ci toccavamo il cuore..si perchè lo spettro della morte ti fa vivere nella verità.. lei era diventata la mia zietta saggia..anzi eravamo due donne che si guardavano nel cuore e si amavano.. ed ecco che muore... si sapevamo che primo o poi ci avrebbe lasciati... ma quel momento è sempre un colpo al cuore... ma lei mi ha fatto vivere la sua perdita con dolcezza... ha lasciato impronte del suo amore in tanti cuori.. lei era diventato la mia donna saggia... colei che anche piangeva ..non aveva paura di farsi vedere debole.si aveva paura...in certi momenti..ma soprattutto aveva paura per gli altri..del dolore che gli altri avrebbero avuto con la sua morte...
zia mia..ti amo ancora di più...

ed ecco che è arrivato il 18 settembre 2009 ... la sera prima avevo solo una sensazione di fastidio a livello della pancia...(dormo senza mutande)mi dico avrò mangiato qualcosa che non andava...
quando mi sveglio , vado in bagno e vedo le urine un pò slavate..penso è una cistite..(dato che giorni prima ci eravamo accorti di una batteriuria silente..e avevo preso l'antibiotico) dico Franco andiamo lo stesso in ospedale...meglio farsi vedere di più che di meno...
arrivo in ospedale dopo tre ore di attesa..(giornata di molti parti)..mi chiamano per fare l'ecografia... e cade tutto "mi dispiace non c'è battito" e anche i miei occhi vedono il suo corpicino senza quel cuore battente.. le parole sono unite all'immagine... ci cade il mondo addosso .. un minuto prima eravamo genitori di un bimbo vivo..e adesso .... urlo ... abbraccio Franco... c'è il ricovero..le doglie venute tutte da sole... mi mettono in una stanza dove una mamma ha il monitoraggio...sento il cuore del suo bimbo fare toc toc...mentre io ho le doglie del mio bimbo senza cuore battente..vita e morte insieme... e poi sono ore che hanno segnato la mia vita... il parto.. e poi il raschiamento...la firma dopo mezz'ora per la sepoltura..domande che non hanno risposta... anzi hanno risposte sbagliate... mi mettono in stanza da sola..e passo tutta la notte a piangere.. nemmeno una parola ..uno sguardo..mi ricordo solo di una mano che ha sfiorato il mio piede al matttino presto... e poi la mattina..fanno entarre due mamme in travaglio.. mi alzo e vado via perchè mi sento in imbarazzo...non volevo che mi chiedessero per cosa ero lì..non volevo che loro vivessero la morte in quel giorno di vita... ho passato la mattinata seduta su una sedia sul corrridoio...nessuno si è fermato a parlarmi...la morte dà imbarazzo?.. e io sono anche infermiera...neanche la solidarietà tra colleghe...il silenzio... arriva Franco e aspettiamo seduti nel corridoio, la lettera di dimissione... e alla fine ecco il dottore ci chiama..siete stati sfortunati..dai potete ritentare... quella frase ..l'ho sentita ma era come se vivessi fuori dal mio corpo...
ecco ho vissuto poi la morte come silenzio...come imbarazzo...come lotta per poter seppelire il mio bimbo..la lotta per dire era mio figlio..il mio dolore può durare più di un mese... era mio figlio...
e ancora adesso devo lottare per poter fare la tomba..ma come spendete così tanti soldi potevate lasciarlo così... ma era mio figlio...
ecco ho vissuto tanta morte... penso che queste perdite mi hanno aiutato a accogliere la perdita di Angelo...
ed ecco che ho lottato per trovare una baretta piccola per il suo corpicino..ho lottato per seppelirlo, ho lottato per amarlo a scapito di tutti che dicevano dai non era nato...
ho lottato per scegliere una casetta degna per l'amore che mio figlio mi sta donando...
e adesso dopo tanta lotta..eccomi qua a fermarmi e a non lottare più..perchè il mio piccolo è sempre presente..mi fa sentire il suo amore...e mi fa capire per cosa vivere....
non serve più lottare perchè lui c'è è dentro il mio cuore... e vivo con lui..
la morte mi ha toccato ma mi ha portato alla vita... adesso amo... e sento il bisogno di costruire qualcosa di bello per il mio Angelo...
la morte si è dolore ..è separazione.. ma è anche trasformazione...
sento tanto che il mio Angelo... è nato in me.. ed è morto in me... ma la sua venuta è stato motivo di resurrezione per me..c'è un prima di..e un dopo con...

mi ha aiutato tanto in questi giorni questa storia...

Il chicco di caffè
Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.

Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.

Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro. Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffè. Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella. Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in un terzo recipiente. Guardando sua figlia le disse:

"Cara figlia mia, carote, uova o caffè?" fu la sua domanda. La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo. Dopo le chiese che provasse il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.

Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"

Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.

La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.

L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.

Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua. "Quale sei tu figlia?" le disse.

"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"

"Sei una carota che sembra forte ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"

"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?

Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?

"O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore.

Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore."

"Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che la Luce illumini sempre la tua strada davanti all'avversità e quella delle persone che ti circondano..."




... morte per me è anche resurrezione...

ed ecco nel pezzetto di coperta la mia storia di incontro con la morte.. il paracadute (mauriilio era nei parà) l'elicottero (teo) il girasole (zia santina faceva sempre piatti con girasoli) e la stella alpina (don silvano amava la montagna) e poi la venuta di Angelo.. la sua morte.. gli arcobaleni..la musica ..l'albero tra terra e cielo... io e franco (il coniglietto bianco con la carota) Franco mi chiamava sempre la sua carotina..e anche il nostro Milo(il cagnolino)
e il 18 settembre 2009 ...tutto in un pezzetto di stoffa..

un bacio e un abbraccio a tutte voi mamme e papà speciali..e ssie speciali

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Angelo dj, maestro dell'anima mia, mi riempi la giornata con l'essenza di eterno..
#46927

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Ringraziano per il messaggio: GIORGIA, linda_ge

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CeNedra ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Grazie Claudia di aver condiviso con noi il tuo vissuto e la tua riflessione.
Mi sono soffermata un po' a riflettere sull'aspetto scaramantico dell'approccio alla morte. Quest'aspetto è di grande attualità nel mio percorso. E' quello che con lo psicologo che mi segue chiamiamo "i pensieri magici"... che non esistono... sarebbe bene riuscire ad integrare questo concetto!
Per affrontare la morte, la paura, la sofferenza possono esserci infiniti percorsi ma che giungono, secondo me, sempre alla stessa conclusione: ad un certo punto non si scappa, bisogna guardarli in faccia e affrontarli... accettare che esistano e che, purtroppo, facciano parte della nostra vita.
E' anche per questo che anch'io ho apprezzato la tua frase:

Sbattere la faccia sulla morte, non annienta il nostro passato, e non compromette irreversibilmente il nostro futuro. Semplicemente stravolge il presente, e ci richiede grande sforzo ed attenzione per tornare a vivere.

Continuando il faticoso cammino...
Cristina
#46986

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LaMiaAlessia ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Mi aggiungo anch'io a chi ha già ringraziato Claudia:
i tuoi interventi sono sempre preziosissimi e mi aiutano davvero tanto!
La tua frase:
"Sbattere la faccia sulla morte, non annienta il nostro passato, e non compromette irreversibilmente il nostro futuro. Semplicemente stravolge il presente, e ci richiede grande sforzo ed attenzione per tornare a vivere."
finirà sicuramente nel quaderno delle frasi per Alessia che voglio iniziare a scrivere, per il momento starà su un post-it in bacheca, ma soprattutto non abbandonerà la mia mente...
Grazie, Chiara.

Chi ci è caro non ci lascia davvero finchè è presente nei nostri pensieri.
#46987

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Alisa ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Sono approdatata su ciaolapo nel momento più nero della mia vita,dove il mio unico pensiero era morire,si morire per raggiungere i miei figli,senza di loro la mia vita non aveva senso.Ma grazie a voi Claudia e Alfredo che avete voluto condividere la vostra esperienza e il vostro grande amore per Lapo con tutte noi e grazie perchè con il vostro lavoro aiutate tante persone che vivono questo immenso dolore.
Io non scrivo spesso,ma leggo sempre tutto ma questo argomento mi ha attirato come una calamita e cosi eccomi a srivere la mia esperienza di " SULLA MORTE SULL'AMORE"
Tante sono le persone care che ho visto morire,comincio dicendo che venendo da una famiglia numerosa di 8 figli 3 femmine e 5 maschi,mia madre si trovò a crescere noi figli sola perchè mio padre lavorava all'estero e per questo ha dovuto fare anche delle scelte e dopo aver messo tre dei miei fratelli in un collegio ha dato me in affidamento...si sono stata cresciuta da una maestra di scuola materna che mi ha amata davvero come se fossi stata veramente sua figlia...si chiamava Vittoria.Il mio primo lutto l'ho vissuto nel 1999 quando per un cancro al seno lei viene a mancare...era molto importante nella mia vita era la mia famiglia.Poi nel 2001 viene a mancare anche la mia nonnina adorata l'unica nonna che ho conosciuto dei quattro...e anche se non sono stata cresciuta da lei l'adoravo e l'andavo a trovare spesso perchè viveva in casa di mia madre,dove anchio sono tornata a viverci appena compiuto 15 anni,senza mai abbandonare la persona che mi aveva cresciuto fino ad allora.Dopo nemmeno 6 mesi un'altro lutto colpisce la mia famiglia mio padre muore all'improvviso per un infarto,la sua morte mi ha lasciata un misto di emozioni che non mi sono mai saputa spiegare,mi è mancato molto la figura paterna nella mia vita...nel frattempo io e mio marito cercavamo una gravidanza he non arrivava, ma dopo vari tentativi e cure ormonali nel 2005 finalmente rimango incinta,ma il mio sogno si spezza alla 12 sett con la frase "non c'è battito"la nostra Stellina non c'era più il mio cuore era andato in mille pezzi e tutto sembrava finito,ma dopo 5 mesi a maggio del 2006 scopriamo di attendere il nostro secondo figlio,la gravidanza procedeva senza problemi quanto per un incomprensione cervicale il mio utero si apre e alla 19 sett Stefano nasce morto nulla ho potuto fare ero sola mio marito non era stato avvisato in tempo e nonostante ho chiesto di vederlo i medici hanno detto che era meglio di no,oltre al dolore atroce anche il rimorso di non aver insistito nel vederlo e riaverlo per dargli una degna sepoltura...Dopo dissi a Rocco che non volevo più avere figli,perchè avevo paura,ma a marzo 2009 apettavamo anche Gabriel il nostro terzo bambino fortemente voluto,perchè nel mio cuore il desiderio di essere mamma non era mai svanito,ma il destino non ci è stato amico perchè alla 24+5 il mio utero si apre di nuovo per colpa del ginecologo che non ha voluto farmi un cerchiaggio preventivo.Gabriel nasce prematuro pesava 670gr per 33cm di lunghezza e dopo una settimana in tin il suo piccolo cuore smette di battere e con il suo il mio.
Sono consapevole che nella vita esiste la nascita come la morte,in questo sono stata sempre realista e sapevo che prima o poi avrei visto morire qualche persona a me cara,ma quando ti colpiscono tutti questi lutti il dolore è troppo forte per poter reaggire...e mai avrei pensato di veder morire i miei figli...
Annalisa
#46999
Ringraziano per il messaggio: GIORGIA

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si_di ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Ho tante cose che vorrei condividere o meglio tirare fuori ma sono tutte li, imbottigliati quasi tra sensi di colpa e dolore forte.

Mio compagno l'altro ieri mi ha detto che io non riesco ad andare avanti perchè non voglio credere a ciò che ci è successo. Non devo più cercare il perchè è successo ma guardare avanti e se mai pensare alla nostra esperienza, sapendo che abbiamo fatto di tutto e la nostra decisione è stata basata sulla salute della piccola. Però a volte non so cosa mi è successo....non mollo mai mai mai. Perchè ho mollato alla fine? Mi ricordo che non ce la facevo più....i pareri tutti tutti negativi. E' grave signora, se sopravvive al parto, avrà gravissimi problemi di respirazione, di crescita, ecc. ecc. Ero arrivata alla disperazione. Ero rinchiusa in casa durante le feste di natale, capodanno...aspettando quella fatidica chiamata per dirci che eravamo idonei per l'aborto terapeutico. Che schifo!
Sai cosa vorrei sapere, vorrei sapere perchè dentro di me quando la sentivo calciare mi sembrava che mi stesse dicendo, mamma, non credere a tutti loro perchè io sto bene!!! Era perchè desideravo tanto tanto di diventare mamma e quindi ero cieca all'evidenza?? O era perchè Zoe provava a comunicarmi che stesse bene?
Anche di fronte agli esami genetici che confermano che lei aveva osteogenisis imperfetta...penso che sia stata lieve nonostante la genetista ci ha detto che la forma era di una delle più severe.

Vivrò una vita intera con questi pensieri e non saprò mai la risposta.

Non ho nemmeno un luogo dove andare a trovarla...ho una foto di lei accanto al letto e la saluto ogni sera prima di andare a letto. Spero che lei mi perdona e capisce le ragioni della nostra decisione.

Poi parlano di psicologi, il 'periodo' di lutto...ma va la! Oggi mi è stato detto che il psicologo del centro dove andremo a fare la fivet vorrebbe rivedermi. Perchè piango ancora quando racconto di mia figlia significa che ho bisogno di essere seguita dal psicologo? Avevo deciso di no perchè mi lacera ogni volta parlare del passato. Ma come mi commuovo oggi, mi commuoverò per sempre perchè questo dolore non sparirà mai. Si, cambierà, magari quando avremo altri figli potrei parlarne senza lacrimare, ma il groppo il gola penso non sparirà mai.

A volte mi metto alla prova tipo oggi: esami del sague e cardiogramma per pre ricovero. Dico alla dott.ssa, io avevo una sistole ed ero bradicardica. Lei mi dice, beh, ora sei abbastanza regolare direi. Io rispondo, hummm, sarà perchè l'ultima volta che l'ho fatto ero incinta. L'ho detto spontaneamente ma poi mi sono bloccata perchè lei è rimasta in silenzio quasi come se stesse pensando a chiedermi della mia bambina. Mi dice, quanti anni ha adesso il tuo piccolo/piccola? Ho risposto vestendomi, l'ho persa. Ho trattenuto le lacrime mentre lei mi consigliava, signorina, lei non ci deve pensare e vedrà che arriverà il prossimo bimbo. Saggia lei, ma se fosse umanamente possibile dopo un esperienza del genere magari.

Ho passato 33 anni a sollevarmi quando c'era bisogno...ora che devo farlo per la cosa che desidero di più di qualsiasi cosa, fatico e per la prima volta in vita mia, non ho la certezza di riuscirci.

Prego e chiedo a Zoe di starmi vicino....e di decidere lei se mandarci giù un fratellino o sorellina perchè lo deve decidere lei. In fondo, noi abbiamo deciso il suo destino e lei deciderà il nostro.
#47027

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PiccolaStellainCielo ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

In questo giorno, così particolare per me, ti dico solo Grazie per aver scritto una cosa così vera.
#47041

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Vittoria22.01 ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Da quando ero piccina, io ho avuto sempre paura della morte, ma non della mia, ma di quelle delle persone a me care, avevo paura del dolore, avevo paura di soffrire. Ricordo ancora quando all'età di 12 anni ogni sera piangevo tanto, nel mio letto e con la testa sotto il cuscino, piangevo perché pensavo e sa la mia mamma non ci fosse più?????......sempre quando avevo dodici anni, la mia mamma dopo 8 anni (ho un fratello) scopre all'età di 40 anni e solo dopo cinque mesi di aspettare la mia sorellina Valeria cha adesso ha venti anni, nella mia casa era arrivata prepotentemente una nuova vita che ha reso speciale tutta la mia esistenza.
ed ecco ancora la paura, la paura che gli poteva succedere qualcosa io non sarei sopravvissuta......pensavo sempre se morissi io, io non soffrirei.
la prima perdita l'ho vissuta con la morte del mio amato nonno Ermenegildo, ho visto mia madre piangere e soffrire, ho visto il dolore nei suoi occhi e ho avuto ancora paura.......poi un giorno dieci anni fa incontro Paolo, un ragazzo starno, lui mi piaceva tanto ma non si lasciava andare mai, rideva, scherzava ma qualcosa non andava...poi un giorno un grido disperato di aiuto, piangeva come un bambino, piangeva la morte di suo padre avvenuta anni prima, piangeva come se fosse la prima e l'unica volta che lo faceva ..io soffrivo, soffrivo per lui gli volevo già tanto bene , anche se ci conoscevamo da poco ma ho avuta anche tanta paura.
Adesso?? Adesso ho perso mia figlia alla 34 settimana, non so chi ha deciso ciò, ma lei non è con me.
Ecco oggi piango ancora con la testa sotto il cuscino, ma non per il pensiero di morte, ma perché la morte ha colpito proprio me, non ha preso una persona a me cara, ma mi tolto una parte
La morte si è impossessata del mio futuro, si è presa una parte della mia vita che mai riavrò indietro, si è presa il mio capolavoro
Durante l?attesa non ho mai pensato alla morte dentro di me io avevo la VITA, la vita di una creatura frutto dell?AMORE di me e Paolo, durante l?attesa mi dicevo si?.ma adesso perché devo pensare alle cose brutte, cosa può accadermi???la mia piccolina sta bene e io sto super bene e invece ??.
#47050

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