Sulla morte, sull'amore

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rossy ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

scusate nn c'entra nulla ma...
Vittoria hai visto la tenerezza di mamma quando parla di papà?
ma come si fa a nn essere speciali con tutto questo amore...
#47057

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lory76 ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Grazie Claudia, la tua storia è molto simile alla mia, ma io non ho ancora trovato la forza, il coraggio o forse la voglia di chiamare le cose con il proprio nome....la morte è ancora più grande di me e questo dolore mi sta ancora lacerando il cuore......

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Lory con Maela e la nostra grande stellina in cielo Asia.....
#47058

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Maria ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Grazie a Claudia che ha messo su quest?argomento fonte di tanti commenti costruttivi ed anche di conoscenza reciproca.
Personalmente non ho avuto mai paura della morte, ho sempre pensato che facesse parte della vita, si nasce, si cresce, si diventa vecchi e poi si muore, e? la vita no?? Ho vissuto il primo incontro con la morte alla dipartita di mia nonna paterna alla quale non ero eccessivamente legata perche? troppo severa con se stessa, con i figli e con noi nipoti. Troppo inaffettiva per essere una nonna, troppo pessimista, e? pur vero che e? stata segnata dalla perdita del marito ma questo per me non giustificava la sua aridita? interiore, la scena della nonna immobile sul letto ancora e? impressa nella mia mente ( e? stata l?ultima persona che ho visto morta, non avrei mai pensato che dopo 20 anni avrei visto mia figlia morta). Dopo qualche anno e? morto il mio nonnino, quello che mi tirava il naso e lo nascondeva in mezzo alle sue mani aspettando che io aprissi la mano per cercarlo e rimetterlo a posto, il nonno che aveva le caramelle nascoste in tasca, quello che mi dava il vino rosso con la gassosa, il mio adorato nonnino. Mi ricordo che la sera prima che lui morisse sono passata fuori casa sua ma vuoi per la mia giovane eta? , vuoi per pigrizia non seguii quella vocina che mi diceva vai a trovare il nonno, non sapevo che quella sarebbe stata la sua ultima notte sulla terra, mori la mattina presto ed io non mi sono mai perdonata il fatto di non essere passata a salutarlo. Il giorno della befana dopo 4 anni a seguire il mio nonnino e? stata la mia nonnina, quella che mi preparava la pasta col formaggino quando io esausta e sporca di polvere salivo dal garage di mio zio dove avevo giocato tutta la giornata con mio cugino, mio coetaneo. La nonna che la domenica mi regalava 1.000 Lire per comprarmi il gelato o le patatine, quella che alla prima elementare mi aveva regalato la prima cartella, che quando ero ammalata veniva a stare con me perche? mia mamma troppo impegnata nel negozio. La mia nonna stava bene non poteva e non doveva morire, lei doveva venire al mio matrimonio anche se all?epoca avevo solo 16 anni, ma cosi non e' stato ed oggi voglio pensare che lei fa per Maria tutto quello che ha fatto a me. Nonostante la mia vita sia stata costellata di morti ??naturali?? vuoi per un mio background culturale, vuoi perche? il bicchiere lo vedo sempre mezzo vuoto tendo sempre a lasciarmi prendere dagli eventi negativi facendo fatica ad apprezzare quelli positivi. La morte ha sfiorato spesso la mia mente ed una volta l?ha scalfita duramente... La mia morte non mi ha mai fatto paura, ho sempre temuto per la morte degli altri, delle persone care, l?idea dell?assenza, dell?abbandono, della sofferenza, del dolore, della mancanza di fisicita? quella si mi ha sempre fatto stare male; non so se per ironia della sorte, per destino, perche? e? scritto cosi, perche? me la merito, perche? non sono stata brava ad ascoltare la vocina all?ultimo tracciato dove Maria era ancora viva. Quella stessa vocina che qualche anno prima mi aveva detto di passare dal nonno, ora mi diceva di prenotare il tracciato il venerdi e non il martedi successivo. Tutto procedeva bene perche? dovevo tornare dopo 2 giorni? 4 giorni non avrebbero cambiato nulla no? Chissa? cosa sarebbe cambiato, forse nulla, forse se fossi andata il venerdi piuttosto che il martedi Maria oggi sarebbe qui, ma forse non ci sarebbe stata Rebecca o il pulcino, chissa?...chissa?. Sta di fatto che io quella vocina per la seconda volta non l?ho ascoltata e mi ha portato ad una sofferenza immane. Oggi cerco di lavorare su me stessa sforzandomi ( talvolta mi riesce talvolta no) affinche? questa sofferenza che mi ha cambiato sia costruttiva per me e che mi porti piano piano ad imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Rossella

Nessuna Notte e' tanto lunga da non permettere al Sole di sorgere ancora...
#47064

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Chiara75 ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Ieri parlando con Anto questo argomento è stato solo toccato piano piano. Io ho subito alzato la mia barriera facendole capire che della morte non voglio o non sono ancora pronta a parlare.
E invece ho pensato, ho riletto la riflessione di Claudia e le risposte che precedono la mia e mi sono detta che forse è il momento di buttare fuori qualcosa.
Morte, è davvero un parolone. Anch?io sono stata una di quelle bambine che ha temuto per i propri genitori, mi addormentavo spesso pensando al dramma che sarebbe stato perderli. Adesso ci penso con rassegnazione, prima o poi accadrà, ma il destino non si può cambiare. Io mi reputo una persona fortunata, solo un grande lutto ha segnato la mia vita, la morte di mio nonno Ernesto, l?essere più amorevole della terra. Sono passati 20 anni, ma non c?è giorno che non pensi a lui. E anche in memoria sua mi coccolo tanto nonna Amelia, che è una donna di 88 anni di tempra rara, alla quale però brillano sempre gli occhi ogni volta che si ricorda il suo sposo. E se penso che un giorno lei non ci sarà più scende la desolazione, per me è inaccettabile. Provo a non pensarci per esorcizzare quel momento, ma so che accadrà. Mi consola solo il fatto che finalmente potrà riabbracciare il nonno e tornare a ballare il liscio con lui? Si perché nonno Ernesto era quello che spostava il tavolo in cucina per ballare con nonna sulle note del walzer. A lui ho affidato Pietro subito da quel 30 ottobre e loro sono le due persone che ricordo tutte le sere, sussurrando nell?orecchio di Matilde, mentre la metto a letto ?che i nostri angeli siano nei tuoi sogni??
Pietro, il mio meraviglioso bambino. Strano come pochi giorni prima di quel giorno mi fossi ritrovata spesso a pensare che avrei dato la mia vita per lui. Ricordo benissimo di aver anche chiesto a voce alta di barattare la mia vita con la sua ?fallo nascere e poi prendi me?, stavo parlando con la Morte forse? Premonizione? Forse si? Mai avrei pensato che avrebbe potuto succedere a me. E chi poteva toccarmi? Avevo già una figlia sanissima di poco più di 18 mesi? E invece la sua morte mi ha travolta, ha cambiato completamente la mia vita. Pochi giorni fa ho risposto a mio marito, ferendolo lo so, che la vecchia Chiara è un po? morta con lui e che non potrà più ritornare esattamente come prima. Potrò migliorare sempre di più si, ma chi mi conosce bene come lui sa che sono diversa. Purtroppo ci sono esperienze della vita che ci toccano così nel profondo da arrivare a plasmarci. E per elaborare questo lutto dobbiamo passare attraverso la dolorosa realizzazione della morte ne sono consapevole, questo penso sia un piccolo passo avanti per me.
Grazie per questo momento di condivisione.
Vi abbraccio, Chiara
#47070
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piperita67 ha risposto alla discussione Sulla morte, sull'amore

Grazie Claudia,la prima volta che conobbi la morte fù con mio padre e io ero all'ottavo mese di gravidanza del mio primo figlio (Gabriele)non pensavo che la morte potesse far parte della mia vita...quelle parole del dottore che mi dissero che mio padre stava morendo e l'abbraccio di mio fratello....per farmi coraggio...e il mio pensiero...non vedrà mai il mio bambino...ho sofferto di una crisi mistica dove nei miei sogni si mischiava il sacro col profano per poi uscirne con la nascita di mio figlio.....pensavo fosse finito così il mio incontro con la morte .....ma ecco che ritorna portandosi via il mio bambino, e di nuovo quel senso di impotenza quella paura, la sicurezza che avevo appena raggiunto si spacca di nuovo ....e io mi rialzo piano piano con voi e con la nascita di mio figlio.....(Gioele)....ma nulla sarà più come prima ....Lilly

ovunque andremo amore mio,qualsiasi cosa succederà,quando guarderò le stelle saprò che anche tu mi stai osservando.
La tua mamma e il tuo papà con Gabriele e Giulia ti pensano sempre.
#47073

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si_di ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Vi posso raccontare anche della morte del nostro cagnolino? Ad agosto scorso dopo soli 7 giorni è volato via pure lui. Penso che zoe si sentiva un pò sola e ha voluto che lui le facesse compagnia.
Aveva appena 3 mesi ed era in casa con noi da una settimana precisa...sembrava molto di più in realtà. Abbiamo un'altra cagnetta di 6 anni, Cleo ma evitava Cody (il piccoletto) in tutti modi. Se lui sfiorava la cuccia, lei non andava più a dormirci dentro, ogni gioco che toccava, lei non lo toccava più, se lui era in braccio, lei non si avvicinava manco morta. Mah, ci sembrava cosi strana...pensavamo magari di averle fatto un torto.
Non l'abbiamo fatto toccare terra fuori perchè doveva ancora fare gli ultimi vaccini. Eravamo attentissimi a tutto. Ci piaceva un sacco curare il cuccioletto...cosa che avremo voluto fare con Zoe. Era l'ultimo della cucciolata quindi era piccolo piccolo piccolo ma l'allevatrice ci ha assicurati che fosse sano.
Siamo stati via a genova dai genitori di mio compagno e Gabriele ha dormito in un altra stanza volendo a tutti costi dormire con il cucciolo. Io non volevo, chissà perchè? Non mi piaceva il fatto che il piccolo mi fosse distante :( La mattina non si svegliava...mio compagno ha detto di lasciarlo dormire perchè evidentemente aveva sonno. Mi sembrava troppo strano che dormisse cosi tanto. Mi sono accasciata accanto al letto e lo preso in braccio ed era un peso morto....era messo malissimo. Me lo sentivo che c'era qualcosa che non andava! Una corsa al veterinario in macchina mentre gli imploravo di non lasciarci.
Aveva dei vermi di 2 tipi. Un infezione tremenda ed era debole debole. Gli hanno dato delle medicine e messo una flebo e già dopo mezz'ora stava meglio. Ci hanno detto di tornare a casa e poi nel tardo pomeriggio riprenderlo per portarlo con noi. Io non volevo lasciarlo da solo...mio compagno invece mi ha convinto di tornare a casa perchè lui era in buone mani. Quando siamo tornati Cody dormiva senza muoversi, il veterinario ha detto che stava meglio, che si stava riprendendo....ho provato ad accarezzarlo e ha avuto un attacco tipo epeletico. Tremava tutto...abbiamo chiamato la veterinaria subito. Lei ha provato di pompargli il cuoricino...ma non c'era verso.
Mi era caduto l'occhio sull'orologio di Gabriele in quel preciso instante ed erano le 19.30 del 16 agosto. Zoe è nata alle 7.30 del mattino il 16 di gennaio...una coincidenza troppo forte per non rimarcare.
Solo una settimana fa ho iniziato a pensare che lei lo volesse lassù e questo pensiero mi rasserena. Spero che rassereni pure lei il fatto che l'ho finalmente capita.

Sei uguale alla tua mamma, amante di animali e mi piace a pensare che li curi pure tu lassù come fa la mamma e che gli dai tutto l'affetto di cui hanno bisogno....in cambio, loro ti danno il calore di cui tu hai bisogno.
#47114

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chia ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Grazie Claudia, per averci permesso di affrontare un tema così difficile..
Sai, per me la morte è stata per anni una cosa lontana lontana: uno zio che non vedevo quasi mai, qualche conoscente dei miei genitori.
La prima volta che mi sono sentita toccata seriamente ero alle scuole medie, e lì una piccola ragazzina, timida ed impaurita alle sue prime settimane di scuola, con cui avevo stretto amicizia da pochi giorni, è stata investita da un'auto ed è morta poco dopo.
Pochi anni dopo un altro ragazzo, anche lui in un incidente col motorino, ad appena 16 anni. Anche lui lo conoscevo, non da molto ma stavamo diventando amici..
Poi il mio caro e dolce nonnino Pietro.. Io avevo oramai 18anni, lui lo sapevamo malato da un po' e alla sua età (89anni) le speranze erano poche. :blush: Ma è stato un duro colpo, perchè io e lui eravamo molto simili e per me ha sempre avuto un affetto speciale, nonostante fossimo più di 20nipoti!
Solo un anno dopo la nonna, sua moglie, ormai segnata più dalla sua morte che dai due ictus che l'avevano colpita in seguito..
Ed ancora anni di vita serena, felice, gioiosa.. Insomma la morte c'era, ma a parte rare e dolorose eccezioni aveva sempre colpito chi ormai la sua vita l'aveva vissuta..
Poi è arrivato il 2009.. Iniziato con la scoperta del mio PiccoloPrincipe.. Poi la malattia dell'altro nonno, quello con cui abbiamo abitato per tanti anni: tumore ai polmoni anche lui, come l'altro nonno. Una maledizione..
Poi il mio angioletto che vola in cielo...
E la mia dolce zia Anna a cui trovano il TERZO tumore.. Osseo, non lascia speranze..
Ma perchè?? Non riesco a farmi altre domande, a darmi nessuna risposta..
Metto da parte il mio dolore, mi sembra piccolo e inutile di fronte a tali tragedie.. Luglio: un altro zio, un altro tumore, questa volta allo stomaco.
Sembra la trama di una telenovela di terz'ordine, peccato che lì prima o poi tutti guariscano o risorgano grazie a qualche strano trucco..
Qui no.. Alla fine di ottobre ci saluta lo zio, di corsa, all'improvviso.
Solo due settimane dopo la zia, in una lunga ed interminabile agonia.. Troppo attaccata alla vita e al suo piccolo nipotino nato da appena 2mesi.
E appena SEI giorni dopo, il nonno.
Ci siamo sentiti schiacciati, quasi anestetizzati dal dolore!!
Non mi sono nemmeno resa conto dei giorni che passavano. Ricevevo le condoglianze, ringraziavo e passavo al prossimo giro.
Dio, ci stai prendendo giro, vero?
La beffa è che solo così capisco la perdita che ho subito. Solo così riesco ad elaborare che il mio bimbo volato in cielo è un altro lutto con cui DEVO fare i conti, che non posso ignorare il pezzo di cuore che mi è morto dentro..
La rinascita?
Credo sia iniziata dopo aver cominciato a leggere con voi, di voi.. Dopo aver cominciato a scrivere con voi, di voi.. Dopo aver vissuto con voi, di voi..
Sto lentamente risalendo la china, ma la strada è ancora lunga. Ogni tanto si affaccia qualche tratto in piano, ma poi riprendono le lunghe e difficili salite. Ma con voi la strada sembra sempre meno difficile da percorrere.
Grazie..
#47180

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serafina ha risposto alla discussione Sulla morte, sull'amore

Grazie di cuore cara amica ...
Serafina si è persa, ha voglia di ritrovarsi, ma fa ancora fatica, vacilla, inciampa, cade, si rialza, rinciampa, ricade, si rialza ancora, l'ha fatto per tante volte, ma ora ha voglia di tornare a camminare ...la tua storia mi fa ancora una volta in più comprendere che di fronte al dolore, alla fatica non si può fuggire, qualsiasi forma egli assuma, abbia o in cui si trasformi...
#49944
Ringraziano per il messaggio: Maria

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antoefranco ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

dopo un anno che è stato scritto questo post e l'articolo sulla morte.. ecco ho sentito bisogno di ritrovarlo...
quel giorno per me è stato importante..mi ha fatto riflettere su come la morte ha attraversato la mia vita e come l'ha trasformata..ho voluto stampare l'articolo e tenermelo e stampare anche quello che io avevo scritto...
dopo un anno quella consapevolezza è ancor più pregnante.. morte e vita sono legate a se... e per me con Angelo è stato così... mentre avevo le doglie nella stessa stanza c'era una mamma che faceva il tracciato ..il cuore del mio Angelo non batte, il cuore di un altro bimbo lo senti correre, gridare si alla vita..
si morte e vita fanno parte dello stesso mistero..fanno parte del nostro vivere..
voglio dire grazie a questo luogo non luogo, perchè mi hanno dato la possibilità di mettere su carta questo mistero..il mistero di Angelo..mi hanno dato possibilità di piangere e ridere, e condividere chiamarlo per nome, e vivere il suo saluto , e ri-vivere la sua nascita in me..pochi giorni fa il medico che mi seguiva per Angelo mi ha chiamato in ospedale chiedendomi se si poteva fare un corso, con la psicologa, per il suo personale...dato che sono successe più morti..ed ecco si in quella telefonata ho capito che la morte può diventare vita.. la morte di mio figlio può dare speranza , può aiutare a condividere in quella stanza quel dolore, quel saluto...come dice un brano c'è il tempo del pianto e il tempo del sorriso, il tempo del lavoro, e il tempo del riposare...ecco nella perdita del proprio figlio il tempo del saluto, il tempo del pianto, il tempo della condivisione dei perché è fondamentale.. si morte e vita fanno parte del nostro vivere..ma forse in quel giorno a me non serviva capirlo...non serviva vedermi in piedi a quel letto piegata a metà per i dolori, non serviva sentire la vita battere forte.. ecco forse avrei voluto avere il diritto di urlare, senza preoccuparmi che vicino a me c'era una mamma che sognava ancora e non potevo rovinargli quel battito ritmato... ecco dopo un anno da questo post, io sono ritornata a cercarlo per poterlo stampare e tenermelo ..lo metterò nella memory box. .. questa riflessione, l'accoglienza della morte nella mia vita, questa consapevolezza del saluto, del ricordo, dell'incontro..è stato fondamentale, un mio giro di boa...


per cui grazie con tutto il cuore Anto

p.s l'ho stampato e fatto leggere al mio Franco, in questi giorni l'ho scoperto leggere il mio post ed emozionarsi... come è importante la condivisione con lui..
Angelo mio grazie di averci scelto come tuoi genitori... grazie per il tuo breve passaggio, tanto breve ma tanto presente, incontro magico nella nostra vita..sei una vera primavera...ti bacio mamma

...il cielo prenderesti con il suo venire e andare, la terra ricamata di profumi, la luce nascosta nel grembo della notte,se vuoi guardare l'alba non lasciare che la notte si addormenti...

Angelo dj, maestro dell'anima mia, mi riempi la giornata con l'essenza di eterno..
#86815

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linda_ge ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

La morte...uso tantissimo questa parola in questo periodo...e l'associo alla vita...
Intanto mi piace pensare che nulla sia a caso e che in questo momento in cui rifletto sulla morte, sul suo significato, sul mio bisogno di non arrendermi al nichilismo, ma di trovare un senso dentro la mia storia per la perdita del mio bel bambino, mi sia "imbattuta" nelle riflessioni di Caludia che danno origine a questo spazio.

Ieri è morta la nonna del mio compagno, a neanche tre mesi di distanza dal mio bimbo...entrata nella camera da letto, la guardo nella serenità della sua bara e le dico "Ciao Rosetta, ora farai scialla sciallina anche con Giacomo, così come facevi con Teresa"...

La morte non l'ho mai neppure contemplata...ma neanche le malattie, le paure...non ho mai provato ansia durante le mie gravidanze, mai pensato che davvero potesse succedere...e quando è successo che dentro ho portato la vita e cullato la morte, allora la morte non era un entità...ma la realtà di un cuore che non batte, di occhi che non si aprono, di manine immobili...ricordo che fino a che non ho visto il mio bimbo, bellissimo e senza vita, pensavo che potessero essersi sbagliati, che ad un certo punto mi avrebbero detto "aspetta, aspetta è vivo!"...
non è andata così...

la morte l'ho cullata e non so perchè la sento meno cattiva,
la morte insegna a dire addio,
la morte è entrata nella mia vita.

Vorrei tanto passara a mia figlia che la morte non è cattiva, trasforma le cose, le cambia. Sì, si può piangere, si può provare tristezza per la mancanza. Sì, si può provare paura...
Vorrei dirle che il dolore si può vivere, non uccide, che il dolore si può attraversare se ci si lascia attraversare, vorrei insegnarle che si può amare oltre il cielo e che esiste anche ciò che è invisibile agli occhi (...non si vede bene che col cuore..)
Vorrei insegnarle a dire addio, insegnarle che si può celebrare, e creativamente inventare i riti di cui uno sente il bisogno...
Vorrei che la morte le fosse naturale quanto la vita e farle sapere che la paura del dolore lo rende più lancinante, vorrei dirle che le lacrime sono l'unico balsamo possibile e che quando senti il fondo e impari a starci dentro, allora arriva la luce del mattino...

E lo vorrei perchè a me è stato passato "non vedere così non soffri", "sei troppo piccola è meglio di no...", "non si piange e se lo fai fallo in silenzio..." "sei triste, non so perchè, forse è colpa mia..."

Lo vorrei perchè vorrebbe dire che io per prima lo vivo così...

Linda e il mio pezzetto di cielo personale...
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GIORGIA ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

grazie Linda!!!!!
le parole che dici le condivido in pieno
io non sono ancora riuscita a vedere la morte in modo così chiaro e "non terribile"
ma so che questa è la strada da percorerre....
dopo aver letto le tue parole se qualcuno mi chiedesse quale è lo scopo della morte e dove porta un destino avverso risponderei con le tue parole:


"la morte l'ho cullata e non so perchè la sento meno cattiva,
la morte insegna a dire addio,
la morte è entrata nella mia vita
Vorrei tanto passare a mia figlia che la morte non è cattiva, trasforma le cose, le cambia. Sì, si può piangere, si può provare tristezza per la mancanza. Sì, si può provare paura...
Vorrei dirle che il dolore si può vivere, non uccide, che il dolore si può attraversare se ci si lascia attraversare, vorrei insegnarle che si può amare oltre il cielo e che esiste anche ciò che è invisibile agli occhi (...non si vede bene che col cuore..)
Vorrei insegnarle a dire addio, insegnarle che si può celebrare, e creativamente inventare i riti di cui uno sente il bisogno...
Vorrei che la morte le fosse naturale quanto la vita e farle sapere che la paura del dolore lo rende più lancinante, vorrei dirle che le lacrime sono l'unico balsamo possibile e che quando senti il fondo e impari a starci dentro, allora arriva la luce del mattino"

i tuoi figli tra cielo e terra sono fortunati ad avere una mamma saggia e piena d'amore per la vita

grazie per il tuo prezioso aiuto
Giorgia
#109662
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ANT72 ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

Ciao....e grazie....ma un grazie di cuore per le tue parole...piene di amore....di speranza....anche di dolore,ma che hanno aperto nel mio cuore e nella mente una visione meno dolorosa della morte.....
Per quanto il mio dolore sia ancore troppo fresco....da neanche un mese ho perso il mio cucciolo.....che doveva essere il primo......le tue parole mi riempiono di speranza che si puo' vedere la morte con occhi diversi.....
Ti abbraccio forte e ti ringrazio
Antonella
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silvia13 ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

Non ho mai avuto così paura della morte o dei cimiteri, anche se non ho avuto mai il coraggio di guardare il corpo senza vita dei miei nonni o di mia zia quando se ne sono andati. La prima persona cara morta che ho visto e toccato è stata mia figlia. Ed è stato naturale farlo.

Quando nel 2003 mi ricoverarono al termine della gravidanza di Alessandro (era sabato, le membrane si erano rotte e avevo un po' di contrazioni) incontrai in corridoio una mia compagna del corso preparto che aveva il termine qualche giorno prima di me ed era senza pancia, così le chiesi com'era andata. Mi sorrise "Sonia è nata morta". La abbracciai, non sapevo cosa dirle se non che mi dispiaceva (aveva già avuto due aborti precedenti), lei mi raccontò com'era andata. Nel frattempo il mio travaglio non si avviava, il medico di turno la domenica fu...un po' superficiale, finchè il battito di Alessandro cominciò a rallentare e chiamarono il ginecologo che mi seguiva allora che si precipitò, insultò tutti e decise per un cesareo d'urgenza. Ricordo molto chiaramente che mentre mi facevano la preanestesia pensai che se Alessandro non ce l'avesse fatta, al risveglio mi sarei buttata dalla finestra. Non avrei visto altro futuro perchè ero single, una ragazza madre fuggita col suo fagiolino di 8 settimane nella pancia dalla casa e dalla storia sbagliata in cui era precipitata. Andò tutto bene per un soffio, mi sentivo graziata e non in colpa perchè in fondo, mi dicevo, il destino già mi aveva riservato un anno e mezzo di convivenza con uomo violento, poteva bastare. La mia compagna di corso venne a trovarmi il lunedì, prima di essere dimessa, disse di avere pregato tanto per me, perchè almeno il mio bambino si salvasse...la ammiravo infinitamente per la sua forza. Mi disse che ora veniva la parte più difficile: le altre mamme sarebbero tornate a casa con la carrozzina, lei con una bara bianca.

Qualche anno fa l'ho incontrata, ha avuto un maschietto.

Quando è morta Irene l'ho pensata, tanto, soprattutto quando siamo tornati a casa. Quando usciti dal reparto io e Michele ci siamo avviati lungo il corridoio di uscita e mi sono aggrappata a lui perchè pensavo di non farcela.

Il senso di colpa della sopravvissuta c'è, ne ho parlato con la mia psicologa. C'è perchè è innaturale sopravvivere a un figlio di ogni età (sono stampati nella mia mente gli occhi vuoti di mia nonna ultranovantenne quando morì mia zia di 64 e la sua cantilena perchè u signur l'ha nenta pià me - perchè il signore non ha preso me). C'è perchè nel mio caso io sono davvero una sopravvissuta (lacerazioni dell'arteria uterina durante il parto - 5 ore d'intervento - due giorni di trasfusioni - prognosi sciolta dopo 36 ore).

La morte...non è la morte in sè a farmi paura, è la mancanza di mia figlia, delle persone care. E' il destino a farmi arrabbiare.
#118235
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lory76 ha risposto alla discussione Re: Sulla morte, sull'amore

il tornare a casa senza pancia e senza mia figlia x me è stato il giorno peggiore in assoluto....forse ho semplicemente realizzato che Asia era realmente morta, ma io sono uscita dall'ospedale in sedia a rotelle (sino a pochi minuti prima camminavo da sola e benissimo) disperata all'infinito (non avevo pianto nei 4 gg di ospedale) e avevo sconvolto tutti x' in un secondo mi ero trasformata...mi guardavano e io rispondevo "mi hanno dimesso"....(non volevo assolutamente farmi dimettere....)pensavo veramente di morire dal dolore...una morsa al cuore mi attanagliava, mi impediva di respirare, la testa era confusa e mi scoppiava io ero in un limbo...non si può descrivere a parole il mio stato mentale ma quel dolore puro mi sembrava di poterlo toccare..quel vuoto dentro di viscere strappate era tangibile...ero una persona vuota che cercava di camminare e non ci riusciva e che respirava x' la natura seguiva la sua strada...

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#118242
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Giacomo ha risposto alla discussione Re:Sulla morte, sull'amore

Morte e amore, due cose delle quali spesso non si vuol parlare, per pudore, ignoranza e false credenze.
Io mi sento di confermare quanto molti di voi hanno già detto, dare dignità a chi vive o ha vissuto il dramma di perdere un figlio è la cosa più importante.
Spesso, purtroppo, chi ha avuto la fortuna di non inciampare in certe trappole del destino, non comprende pienamente quanto certe frasi possano ferire.
L'anno dopo in cui io e mia moglie (ma sempre mi vien da dire mia moglie ed io, sono convinto che il dolore più grande, quello fisico, quel pensiero del "tutt'uno" abbia devastato più lei che me) perdemmo il bambino io persi mio padre, dopo 10 anni di una grave malattia, dove pure lui, purtroppo, mese dopo mese, divenne il mio bambino, da accudire, pulire e nutrire.
Ecco, dovessi riassumere quante cose possono essermi entrate nel cervello e avermi fatto più male delle bastonate, tra sei mesi sarei ancora qui.
Ora non pretendo che tutti possano capire, ma ho imparato che dare dignità a certe situazioni è sacro, sopra ogni desiderio di parlare e confortare.
E' impossibile trovare le parole per una cosa che neanche il cervello sa elaborare, penso che un meraviglioso abbraccio silenzioso sia il più bel regalo, per chi lo fa e per chi lo riceve.
Beh, un mio abbraccio, amichevole e pieno di affetto e di incoraggiamento, lasciate che lo dia ad ogni bambino e genitore di questo forum, e non.
:)
#134633
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