Il senso dell'automutuoaiuto

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claudia ha creato la discussione Il senso dell'automutuoaiuto

Crea tutta la felicità che riesci a creare;
rimuovi tutta la sofferenza che riesci a rimuovere.

Ogni giorno avrai la possibilità aggiungere qualcosa alla felicità degli altri, o di alleviare in qualche modo le loro sofferenze.

E per ogni chicco di gioia che avrai seminato nel cuore di un'altra persona, troverai un'intera messe nel tuo;

mentre ogni dispiacere che avrai estirpato dai pensieri e dai sentimenti di un tuo simile,
verrà sostituita da un meraviglioso senso di pace e di gioia nel santuario della tua anima.

Jeremy Bentham

Care mamme speciali, cari papà, ho bisogno, al volgere del termine del quarto anno di vita del forum di CiaoLapo, di fare alcune riflessioni a voce alta, che spero vogliate condividere.

Vorrei sapere cosa rispondereste se doveste un giorno spiegare ad uno sconosciuto: Cosa è il lutto?

Cosa è l'automutuoaiuto?

Come posso aiutare ed essere aiutato su CiaoLapo?

Vi spiego da cosa nasce questa riflessione:

quando una mamma o un papà si registrano su CiaoLapo, solitamente sono in una fase delicata del loro percorso di lutto: spesso è appena finita la fase dello shock, talvolta si è appena appresa la notizia della tragica perdita, spesso si naviga a vista nel mare apparentemente sconfinato del Dolore.

Arrivare su CiaoLapo significa cercare sollievo alla propria pena, sperare di ottenere un minimo di sostegno, e alcune risposte ai mille perchè che rimbalzano nei nostri cuori feriti.

Arrivare su CiaoLapo significa anche entrare in una famiglia numerosa, con tante persone diverse, accomunate dal dolore della perdita prenatale e perinatale. Significa ricevere incondizionatamente supporto, lasciando che i piccoli semi dell'autoaiuto diano frutto e germoglino nel cuore. Significa arricchimento, prima di tutto umano, e "guarigione", intesa come "healing", guarigione dello spirito. Significa anche fatica: non è facile scegliere la strada della condivisione e dell'elaborazione, in un momento di particolare vulnerabilità. Da qui la mia esigenza di riflettere con voi sull'automutuoiauto.

Quando una nuova mamma (o un nuovo papà) approda su CiaoLapo, trova molto spesso braccia tese e orecchie sensibili pronte a sostenerla nel suo cammino di elaborazione del lutto.

In questi quattro anni e mezzo le attività sociali di CiaoLapo legate all'automutuoaiuto hanno riguardato quasi duemila persone, tra genitori, nonni, sorelle speciali e operatori.

Nello specifico, più di millecinquecento genitori si sono registrati, hanno letto, condiviso, e scritto il loro dolore.

Molti di loro a distanza di anni, ricordano il clima di partecipazione e di calore dei primi post e dei primi gruppi ama, ricorda il rispetto e la possibilità di riflettere sul proprio percorso di lutto in modo attivo e utile.

Molte mamme hanno percepito, e continuano a percepire, forte, l'aiuto proveniente dalle storie di mamme più vecchie.

Qualche mamma, (grazie per questo), si è presentata alla nostra community direttamente dopo la nascita del suo secondo figlio, ringraziandoci per il nostro supporto silenzioso.

CiaoLapo con il suo forum, strutturato in modo da fornire uno strumento efficace per elaborare il lutto, oltrechè un tavolo di riflessione permanente sui temi cardine del lutto perinatale, della medicina e della psicologia del lutto, delle gravidanze successive, deve molto del suo buon funzionamento alla presenza di professionisti volontari qualificati e alla presenza di genitori che hanno elaborato il lutto e poi si sono formati per aiutare gli altri secondo la metodica dell'automutuoaiuto.

Ma deve molto anche alla comprensione del suo spirito, che si basa sulla comprensione dell'automutuoaiuto.

In questi ultimi mesi, non ho potuto fare a meno di notare un progressivo allontanamento dei post del forum dall'originale spirito dell'autoaiuto, anche in risposta alle nuove storie: in alcuni casi (ovviamente non in tutti, ma se prima era un evento eccezionale, nell'ultimo anno la percentuale è cresciuta) si scrive per sè, per "sfogarsi", quasi senza ascoltare ciò che gli altri hanno da dire.

Si scrive come se ci si trovasse in un qualunque social o in una qualunque community (libero, alfemminile etc), e non in un forum espressamente dedicato all'automutuoaiuto per il lutto e per le eventuali gravidanze successive.

Ci si dimentica, probabilmente, che siamo qui perchè condividiamo l'esperienza a tempo zero del lutto prenatale e perinatale, e che siamo qui per camminare oltre il lutto. Ci si dimenticano le basi dell'ascolto e del non giudizio e del "mettersi in ascolto dell'altro", per "mettersi in ascolto di noi stessi". Questo non può non avere un effetto critico sui nuovi genitori, la cui accoglienza ed il cui sostegno sono un obiettivo centrale di CiaoLapo, che fa della condivisione e dell'automutuoaiuto il suo punto di forza.

L'automutuoaiuto è una parolina che in italia è notevolmente bistrattata e inflazionata. Tutti fanno automutuoaiuto, tutti fanno sostegno psicologico. In molti casi, non sanno neanche di cosa stanno parlando.

Non perchè la cultura dell'automutuoaiuto sia dominio elitario, ma perchè fare automutuoaiuto, soprattutto nel lungo periodo e su un tema come il lutto è difficile.

Automutuoaiuto (almeno per CiaoLapo) è avere un progetto in testa, le idee su come promuoverlo, un gruppo di persone per elaborarlo e portarlo avanti, armate di buonsenso, conoscenza, autocritica e apertura mentale.

L'automutuoaiuto è fiducia nell'altro, fiducia nel progetto che si sta portando avanti insieme.

L'automutuoaiuto è legame con l'altro, rassicurante, fertile e rispettoso dele differenze, perchè polarizzato sulla ricerca dei punti di forza e delle sinergie, e sul "mettersi nei panni dell'altro".

Basato sul rispetto, sull'ascolto, e sul silenzio, quando non c'è nulla da dire, o quando il silenzio vale più di mille parole (non tutto ha una risposta...ma tutto si avvale della vicinanza di una persona amica).

Basato sulla riflessione e sul tempo, e non sulla soluzione fast food.

Basato sulla continuità: o si è in un gruppo o non si è parte di un gruppo, è importante sapersi collocare, ma anche salutare quando il nostro percorso a comune è terminato.

Basato sulla condivisione di un pezzo difficile della nostra vita (è più difficile condividere il dolore che spartirsi un forziere carico di tesori).

Alcuni indizi di un uso di CiaoLapo lontano dal suo ideale di autoumutuoaiuto sono nelle parole di alcune madri:

* "Spero che il tuo angioletto ti mandi presto un fratellino" usato come chiusura in decine e decine di post. Vi siete mai fermate a considerare che potrebbe anche non essere così (e che questo non si allontana tanto da ciò che ci dicono tutti fuori), ma che tuttavia chi è su CiaoLapo potrebbe voler essere libero di esprimere il suo dolore senza pseudoconsolazioni, che lasciano il tempo che trovano?
* "Vorrei incontrare solo mamme con lutto recente" condividere è una grande risorsa, perchè ognuno può dare qualcosa di suo a tutti, e spesso si crede che solo chi ha un esperienza di lutto del tutto simile e contemporanea alla nostra possa veramente capire. Immaginiamoci però una barca di persone tutte con la febbre a 40 che debba arrivare in porto remando: quante possibilità ci sono che arrivi agli ormeggi senza infrangersi sugli scogli?
* "Speriamo che nel gruppo non entrino genitori nuovi" questa frase, detta soprattutto nei gruppi vis a vis, mi fa riflettere su quanto realmente si possa considerare elaborato un lutto se il dolore degli altri continua a trafiggerci come se la nostra pelle fosse ricoperta di ustioni...è un elemento su cui dovremmo seriamente riflettere, a che punto siamo di questo viaggio complicato? Forse il bagno nel dolore degli altri è per noi troppo forte? Nessuno deve farsi violenza, però è bene sapersi collocare e dunque sapersi allontanare, anche per brevi periodi, se riteniamo troppo forte il dolore degli altri ed il nostro. Le forzature, nel lutto non servono a nulla, e saper leggere i propri bisogni è la migliore strategia per elaborare il lutto.
* "Ora che sono incinta non riesco più a leggere le nuove storie, qundi non so cosa dirti" Oppure "entro su CiaoLapo solo per seguire le nuove gravidanze e le compagne di pancia": mi chiedo se questo genere di benvenuto possa ritenersi l'ideale in una community di genitori che condividono l'elaborazione del lutto secondo i principi dell'automutuoaiuto.. Cosa sarebbe successo, se fossimo proprio noi gli ultimi arrivati della situazione? Cosa ne sarebbe stato del nostro cammino?

E, posto che ognuno di noi è diverso e dunque non necessariamente tutti devono a loro volta aiutare gli altri, che ne sarebbe stato di CiaoLapo come community specifica sull'automutuoaiuto e dei suoi 1500 genitori senza la paziente e protettiva mano di Lucia Roberta Paola Marianna Laura (Labruse), e poche poche altre mamme, che hanno dedicato tempo e risorse a tutti?

Vorrei davvero che questa riflessione servisse per migliorare l'utilizzo di uno strumento meraviglioso e prezioso, quale l'automutuoaiuto, e a dare ad ognuno di noi la percezione del proprio stadio del lutto, delle proprie esigenze di sostegno e del modo migliore di esserci e di essere d'aiuto per il semplice fatto di esserci, in modo davvero utile a tutti.

Grazie,

Claudia

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#64270
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utente disabilitato ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Bene, inizio la domenica mattina con qualche riflessioncina del risveglio :)

Cosa è il lutto?
Il lutto è il vuoto. E' il passaggio, veloce, repentino e freddo, dall'avere il TUTTO all'avere il NIENTE. Prima di un attimo c'era la luce, la vita, cuori battenti, visi allegri, strette di mano, dopo quell'attimo c'è...il nulla. E non parlo solo di vuoto fisico (credo che quello sia più facilmente colmabile di tanto altro vuoto...) Parlo di quel vuoti che senti dentro per aver perso, per sempre, chi ami. Parlo di quel vuoto che leggi negli occhi di chi ti incontra per strada e cambia rotta perchè non sa che dire, perchè ti teme, perchè ha paura o, più dannatamente semplicemente, perchè "chissà a lei/lui è successo così, portasse sfiga...." Sembra un qualcosa da niente. Ma nei miei quattro anni su CiaoLapo tantissime mamme si sono sentite esasperate dall'accusa di essere, chissà come, portatrici di un lutto a catena. Se è morto il tuo bambino, sta lontana dalla mia pancia perchè chissà che non volendo contagi il lutto anche al mio. Ecco, questo secondo me è il lutto. E' una voragine in cui si sprofonda per incomprensione, per una cultura sbagliata, per paura. E se in qualche modo comprendo a pieno la paura (l'ho avuta anche io e a volte ce l'ho ancora davanti a casi in cui mi dico "oddio è adesso che dico? che faccio? e se sbaglio?) non comprendo il fuggire. Da cosa si fugge? Torniamo sempre lì: dalla paura. Ma la paura merita di essere superata. Di provarci, almeno. Perchè dalla nostra paura dipende (in modo inconsapevole) un passo avanti o indietro dalla risoluzione del lutto di chi ci sta davanti. Non sempre il lutto degli altri può essere capito. E nessuno chiede questo. Però può essere, da tutti, confortato. Fuggire e lasciare spazio ai pensieri è, secondo me, il modo più utile per dar man forte allo scpraggiamento e per aiutare il vuoto ad impossessarsi di noi. Io credo che, con il tempo, si riesca a lasciar andare la persona fisica. Deve essere così, perchè la vita, fisica, di ognuno di noi va avanti. Ma il vuoto può restare lì, irrisolto, invisibile, accantonato dal mondo intero, per tornare prepotente quando meno ce lo si aspetta. L'ho vissuto io dopo dieci anni. E quel vuoto è stato colmato da chi, prima di me, si trovava su CiaoLapo. E' bastato solo un po' di riconoscimento. Per una vita che non era mai esistita per il mondo intero ma che per ME era valsa più di cento vite. E lo è ancora. Non si esce dal lutto con una pasticca o una cura. Basta molto meno, basta un po' di comprensione e di riconoscimento. Bastano piccoli gesti (e qui mi riferisco, nel caso del lutto perinatale a tutte quelle cose di cui abbiamo discusso tantissimo e che spettano al personale ospedaliero in primis - spiegare cosa accade, far vedere il bambino, trattarlo come un bambino vivo. foto, impronte, creare ricordi, spiegare, parlare -), basta pensare che non è fuggendo da essa che si riesce ad allontanare la Morte. Soprattutto da chi la sta vivendo.
#64271
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utente disabilitato ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Cos'è l'automutuoaiuto?
Mi viene da rispondere a questa domanda citando alcune parole: ASCOLTO - SILENZIO - RISPETTO - VICINANZA - RIFLESSIONE - PAROLA.
Non credo sia facilissimo imparare l'automutuoaiuto. Perchè spesso prevale il desiderio di chiedere aiuto, di raccontare, di confrontate la propria storia per far emergere aspetti PIU' dolorosi rispetto alle altre storie. Credo che tutti, prima o dopo, ci siamo trovati a pensare a cose del tipo "ma che ti lamenti tu che ne hai un altro a casa, pensa a me che..." oppure "ma che ti lamenti che il tuo era così piccolo, pensa a me che l'ho sentito muovere...". Questi pensieri sono leciti...al di fuori dell'automutuoaiuto. :lol: Nel senso che, credo, l'automutuoaiuto inizia quando cessano di esistere le barriere del dolore, i suoi limiti fisici e spazio-temporali. Leggo con tristezza alcuni topic in cui le mamme tentano di volersi giustificare perchè il loro dolore (di un bimbo perso piccolissimo, o di un'interruzione terapeutica (e quindi voluta (???) :unsure: , o di un bimbo perso dopo due figli vivi...) potrebbe risultare più "piccolo" rispetto al dolore della mamma che ha perso il primo figlio, a termine gravidanza o, ancora più tragico, al parto. Per restare in ascolto, sempre secondo il mio umile parere :) , occorre annullare il "piccolo" e il "grande" di fronte ad astrazioni che, come il "dolore" non possono essere quantizzate o pesate o misurate. Il dolore c'è, esiste, nostro malgrado. E ogni forma che il dolore può assumere ha la stessa identica portata che unisce storie alle storie. Per quanto riguarda me, più di tutti i convegni e congressi e di tutte le lezioni che ho ascoltato (utilissime, nel senso pratico del termine) è valsa l'esperienza su ciaolapo. Che mi ha aiutata, ahimè con ancora molte pecche, ad ascoltare e ricambiare solo se e quando è il tempo. Ad accettare le diversità delle storie, nella loro completezza e compostezza. Nelle scelte che posso accettare anche se non posso condividere, nei pensieri da analizzare e da cui trarre spunto per riflessione.
#64272
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rossy ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Per me l'automutuoaiuto è la parola giusta al momento giusto, è il silenzio rispettoso di chi ascolta senza giudicare,è l'umiltà di comprendere che a volte è il dolore che fa sragionare e che nn sempre siamo in grado di aiutare.
L'intelligenza di capire che a volte un breve silenzio è più costruttivo di fiumi di parole.
Ammettere che esistono esperienze diverse ma identici dolori che solo se condivisi fanno meno male, che solo se vissuti nel profondo possono essere superati.
Per me l'automutuoaiuto è la mia esperienza che vorrei urlare ai quattro venti per dire a chi vive ora il lutto di un bimbo invisibile al mondo che solo uniti in cordata è possibile attraversare la tempesta e a chi è terrorizzato da noi e dalla nostra storia, che CL nn è il ghetto dei genitori sfigati, ma la realtà di genitori che vivono e amano oltre la vita.
#64275
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ely76 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

- Che cos'è il lutto?
Ve lo indico tramite una poesia che ho scritto di getto a mia madre, quindici giorni dopo...
il giorno che ho saputo che il mio Diego era morto dovevo andare, dopo le analisi del sangue, a comprarle un regalo, una borsa, l'indomani sarebbe stato il suo compleanno....mia madre non ha più voluto regali da quel giorno...dice che ha fatto un fioretto....
NELLA MIA BORSA
Nella mia borsa,
c'è un po' di disordine,
come nella mia vita, nella mia casa.
Nella mia borsa ci sono delle certezze,
come nella mia vita, nella mia casa.
La mia borsa è la metafora
della mia vita, della mia casa.
Nella mia borsa c'è vita, c'è casa.
Ci sono momenti in cui la mia borsa è piccola,
ma ci sono tante cose dentro,
e la mia borsa è il caos.
Ce ne sono altri,come questo,
che la mia borsa è grande,
ma ci sono poche cose al suo interno,
e la mia borsa è il vuoto.
Ma non è un vuoto quiete.
E' un vuoto che fa rumore.
La mia borsa grida il dolore.
- Che cos'è l'automutuoaiuto?
è rispettarsi, è ascoltarsi,è confrontarsi, è aiutarsi, è perdonarsi,è condividere, è dare senza pretendere nulla in cambio... senza giudicarsi...non è una competizione...non siamo lì per essere giudicati,non siamo lì solo x sfogarci....siamo lì x far sì che il nostro dolore cambi e si trasformi in qualcosa che faccia bene a noi ed agli altri, x farci da specchio x riflettere ciò che di buono ci può ritornare da un'esperienza tsunamitica come la nostra.....
-Come posso aiutare ad essere aiutata su Ciao Lapo?
Sono stata in psicoterapia (e lo sono tutt'ora) x 1 anno e mezzo....ma sentivo durante il mio percorso che mi mancava qualcosa, come se non funzionasse la sola terapia, non riuscivo a passare alla fase succesiva, mi ero come "inchiodata"al primo livello di elaborazione del lutto....quello in cui esiste solo il proprio dolore......
mi mancava il confronto con altre persone che avessero avuto la mia esperienza, x sentirmi meno aliena, meno incompresa... ho lasciato che un'effetto domino portasse via la mia famiglia originaria, quella di mio marito, gli amici, i parenti...senza avere la forza di reagire.....forse non è stato un male ripartire da zero...anzi da meno zero.....ma in quei momenti era la tragedia che si univ alla tragedia primaria della perdita di mio figlio....vedere che le mie idee, i miei desideri, prendano corpo contribuendo a ciò che è e sarà Ciao Lapo oggi e domani, mi da' una forza tale che nessun'altra terapia riuscirà mai a darmi...Ciao Lapo è nato dall'amore, è cura, è innovazione, è ricerca, è volontà, è impegno, è costanza, è trasformazione, non può che fare bene...e per fare bene c'è bisogno dell'aiuto di tutti, xchè ogni esperienza porta il seme di un frutto così grande...x il non ripetersi delle esperienze negative,che vanno oltre il lutto, oltre le cause naturali,oltre l'ignoranza, oltre l'attuazione di certi protocolli.... spesso sono i comportamenti umani (più che altro "disumani" quelli che ci feriscono di più, sbagliare è umano, perseverare è diabolico...
Grazie Ciao Lapo....Grazie a tutti voi....Grazie x farci sentire un "tutto" invece che essere annientati dal dolore delle nostre esperienze. Elisa
#64284
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stesa77 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Sono stata tenuta lontano ,per cosi dire protetta dalla mia famiglia ,dai lutti accaduti ai miei parenti piu' vicini.....in particolare mi ricordo bene quello della mia nonna materna .....mi trovavo molto lontana da casa per lavoro e appresi della notizia telefonicamente,mia madre voleva tenermi lontana ,non voleva far vedere tutto il suo dolore , anche perchè forse avrebbe dovuto in parte trattenerlo,e non voleva che affrontassi il funerale......cosi dopo varie insistenze ,rinuciai........Per la prima volta ora ho dovuto è affrontare il lutto in prima persona e la cosa piu' terribile è stato non poterlo espimere ......avevo bisogno di sapere che non ero un alieno,avevo bisogno di strumenti per affrontarlo ,ma l'unica preoccupazione di tutti intorno era che io reagissi e che dimenticassi tutto il piu' infretta possibile .
Al rientro dall'ospedale non ho piu' trovato tutte le cosine di Sasha avevano fatto sparire tutto........sono andata su tutte le furie ,non capivano che dovevano lasciarmi fare tutti i passi di questo percorso ,che dovevo affrontarlo e che pazzi erano loro che pensavano di lavare il mio cervello!!!!!!!!! Ecco per me lutto è un percorso irrinunciabile che non puo' essere evitato ,poter affrontare un evento cosi doloroso ,senza paura ,senza pregiudizi,senza temere di ferire chi ti sta accanto.
Sono grata a chi come voi mi ha teso la mano e per quanto nelle mie capacita' ,ho cercato di essere solidale con altre mamme ....i legami che si sono formati ache se a distanza ,sono quelli che porto sempre nel cuore .....
Ora preferisco forse piu' un confronto verbale ,infatti non ho l'esigenza di scrivere spesso come inizialmente......e quando leggo delle nuove mamme in arrivo su CL,rimango quasi sempre senza parole da scrivere.......vorrei solo poterle abbracciare.
Grazie ancora a tutti...
#64286
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pao79 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

ricordo come mi sentivo quei primi tempi dopo la perdita dei nostri bimbi....completamente suvotata, vulnerabile a qualsiasi cosa o parola....estraniata dalla realtà..da una realtà che cercava di allontanarmi da ciò che era successo ricordo gli amici che si presentavano a casa mia e facevano di tutto per farmi ridere ....ma pochi domandavano che cosa era sucesso e la domanda come stai? nn aveva più senso ....nn riuscivo a rispondere...dopo un primissimo periodo di reazione in cui avevamo una lucidità quasi anomarmale...scientifica...medica...e che "forse giustamente" chi ci stava intorno aveva inteso come una reazione positiva ecco che è arrivato il lutto...quello vero, silenzioso che ti scava dentro che ti pesa nel cuore, che vivi nel quotidiano , in ogni azione che fai o che nn fai ti ricorda che avresti voluto farla con chi nn c è più....vivi delle giornate "alternative" nn quelle che nella tua memoria avresti dovuto vivere....senti un dolore profondo e sordo che fatichi a definire perchè per quanti sforzi e quanti pensieri ti rendi conto che la realtà è irreversibile equesto forse è un pensiero più grande di te. io mi sentivo isolata dal mondo e incompresa e più senntivo questo più cercavo io stessa di isolarmi e di nn farmi capire di fuggire da tutto "il rumore" che sentivo intorno....era come se io avessi imparato un nuovo linguaggio che però nn mi permetteva di comunicare con gli altri..nn con tutti almeno...tante parole hanno assunto un altro significato e altre sono diventate impronunciabili...ecco secondo me il lutto è questo ...un vuoto ...una voragine che ti si apre dentro..all improvviso e che sei costretto a vivere ...contro la tua volontà...puoi forse decidere se affrontarla oppure no....unn lutto , sempre , vuol dire convivere con una mancanza...con un posto vuoto...con dei desideri e aspettetive infrante. il lutto nn è una cosa che arriva e se ne va da sola ..anzi è un cammino e elaborarlo significa camminarci attraverso..con tutte le trappole e vicoli ciechi.. è il cammino e spesso anche il compagno di viaggio..
condivido con claudia...ha scritto una cosa molto vera...spesso scriviamo e scriviamo o parliamo pensando solo alla nostra situazione senza veramente ascoltare...è vero le situazioni dolorose ci portano a chiedere aiuto pensando solo a noi stesse...il nostro dolore ci rende anche egoiste ..io questo lo sento ancora a volte...quando mi lamento di cose dette da altri "senza tatto" ....se ci ripenso a mente fredda spesso certe frasi sono l unico modo che gli altri conoscono per starci vicino e per farsi sentire magari solidali o consolatori na nn certo insensibili ...
ricordo quando ho letto su vanity fair l articolo su ciao lapo....mi sono iluminata...erano passati quasi 2 mesi dalla nostra perdita, e ricordo quello che ho pensato " ecco esiste un posto dove parlano la mia lingua"ecco questo ha significato per me inizialmente un porto al riparo dalla tempesta un luogo in cui io potessi dare spazio alle mie emozioni soffocate e così è stato...ancora una volta stavo pensando a me...solamente dopo stando qui per un po di tempo ho capito che cosè veramente ciao lapo e che cos è lautomutuoaiuto....secondo me vuol dire darsi la mano per camminare insieme a volte si è avanti e a volte si è indietro...le asperienze degli altri per quando simili sono comunque diverse dalle nostre e ci possono arricchire...e quello che noi diciamo o facciamo può avere un peso sugli altri ....ecco allora che l esigenza di scrivere nei topic è cambiata....

queste sono le riflessioni che mi sento di condividere rispetto al nostro percorso qui assieme a voi....grazie ancora per tutto quello che fate ogni giorno per tutti e per i nostri piccoli princici!!
paola
#64291
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simon72 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

cos è x me il lutto? non so.. forse è quel vuoto che sento dentro nonostante siano passati 11 anni... è quella sensazione di aver dimenticato qualcosa sempre... è arrivare ogni anno a novembre e odiare questo mese... x me il lutto è continuare a far finta di nulla con tutti.... io non piango mai x me... piango leggendo di tutte voi qui su CL... mi dispiace xchè so che non sono utile in questa famiglia di amiche nel cuore... non partecipo attivamente come tante di voi... però voglio un gran bene a tutte e continuerò a sperare che la vita torni a sorridervi... simona e ELISA sempre più nel cuore
#64292
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Alisa ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Cos'è il lutto?...E' il vuoto,il silenzio,l'indifferenza e il dover capire gli altri e giustificarli mentre dovrebbe essere il contrario.
Il mio cuore è in lutto da sempre le mie perdite sono state troppe e tutte vicine i mei tre bimbi tutti sognati e fortemente voluti arrivati e andati via in un soffio...
Essere ignorata dalle persone che preferivano cambiare strada pur di non fermarsi a dire nemmeno un ciao perchè bastava anche quello,come dice Marianna paura di essere contaggiate da noi e dal nostro lutto e dolore.
Solo adesso che è passato un anno dalla perdita di Gabriel il mio terzo bimbo alcune persone si sono riavvicinata a me,forse perche hanno visto sul mio viso la serenità ritrovata...si perchè non possono vedere le lacrime del cuore!
E sentire i loro discorsi "che è il destino" "è un disegno di Dio"...ecco ieri sera a cena a casa mia questo discorso è stato preso,non da me perchè non avrei mai parlato dei miei bimbi con loro come faccio qui su CiaoLapo...allora si parlava di morte e la paura che avevano ad esserne toccate...una mia amica mi ha preso la mano e mi ha detto io non posso sapere cosa significa perdere un figlio perchè a me non ne mai successo ringraziando Dio e non posso nemmeno capirlo...ecco questa cosa l'ho molto apprezzato perchè è stata sincera non come tutte le altre persone che ogni volta che aprivano bocca dicevano solo sciocchezze come del ganere "a me non è successo ma mi immedesimo nel tuo dolore" NO non è lo stesso!!!Io ho perso la mia adorata nonna,la mia seconda mamma colei che mi ha cresciuta come se fossi figlia sua e il mio papà e ho sofferto per ognuna di questa perdita,ma niente uguaglia il dolore che prova una mamma quando perde un figlio è un dolore che non si può descrivere...Io devo solo ringraziare voi e questo sito che mi ha permesso di manifestare il mio dolore la mia rabbia e adesso anche la mia serenità
Non so se sono d'aiuto agli altri genitori,perchè il mio percorso è ancora lungo ci sono ancora quegli attimi di cedimenti,ma ci siete sempre voi che mi aiutate con una parola,un abbraccio,una canzone... e dal mio profondo del cuore vi ringrazio
Annalisa con Gabriel Stefano e Stellina nel cuore.
#64300
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maggie4444 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Carissima Claudia, GRAZIE.
Ogni tanto serve ripetere e riflettere sui concetti che sono alla base di questa meravigliosa associazione. Ho letto con tanta attenzione le tue parole e vorrei poterle imparare a memoria o almeno rileggerle con una certa frequenza. Lo farò!

Quando ho perso Leo, ho cercato disperatamente in rete qualcuno che potesse capirmi, qualcuno a cui aggrapparsi, che mi dicesse che non era strano ciò che sentivo, che non mi dicesse le solite frasi che già sentivo attorno a me... che non stesse in silenzio a guardarmi lottare per ogni respiro...
Cercavo rispetto e l'accoglienza per me e per il mio bambino... cercavo tutto quello che nella realtà sentivo già mancasse... per non affondare, per sopravvivere...
Inizialmente avevo girato alcuni posti, dove però il vuoto e la finta consolazione rieccheggiava fortemente e poi ho trovato un post su un forum qualsiasi (alfemminile) dove qualcuno menzionava CiaoLapo... Così sono entrata in questo mondo... Accolta immediatamente dalle persone con un grande cuore, che mi hanno preso per mano, che non mi hanno mollata un attimo, che c'erano, che capivano, che mi hanno aiutata a fare i primi passi da mamma speciale e continuano ad aiutarmi. Il forum di CiaoLapo, un posto vero, con persone vere, con sentimenti veri, con abbracci veri.
Un posto dove ho scoperto che potevo fare esami per indagare sui fattori di rischio. Un posto dove ho trovato tanti spunti per una ricerca interiore che continua...

C'erano altri posti ma io non ci ho mai scritto perché CiaoLapo era unico, solo qui ho trovato tutto questo, si sentiva forte la sua diversità, il suo spirito.
E io vorrei che questo non cambiasse mai.

Tutto quello che hai scritto Claudia è importante, tanto importante e cercherò di tenerlo bene a mente ogni volta che scrivo, ogni volta che porgo una mano ad una nuova mamma... perché il percorso che ho fatto finora è stato possibile anche grazie a questo spirito che c'è qui e perché forse ci vuole poco per cadere nelle trappole che sono lì davanti a noi...

e' molto eloquente l'immagine della barca... grazie!

Leonardo...figlio stupendo...grazie per tutto quello che ci hai dato...Cammineremo insieme per sempre...
#64309
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LoLaMa ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Claudia anche io ti ringrazio moltissimo per questo post.
Ho trovato CiaoLapo dopo la morte di mio figlio Lorenzo e i lutti non elaborati degli altri miei due figli. Tre lutti che come macigni mi stavano schiacciando...
Dolore, solitudine, rabbia, sgomento, frustrazione mi facevano compagnia quotidianamente.
Mi sono aggrappata a questo sito come un'ancora di salvezza. Ho trovato utilissimi i topics di medicina e psicologia e credo di aver letto tutti i posts.
Mi è stato molto utile il confronto con altre mamme speciali, ho capito che non ero un'aliena se la vista di un neonato o di una donna incinta mi spaccavano il cuore, ho capito che il dolore va tirato fuori e non rimosso come avevo fatto fino a quel momento, che bisogna piangere senza sentirsi in colpa. Ma tutti continuavano a dirmi il contrario.
Ho apprezzato molto i tuoi interventi e quelli delle mamme più "anziane" in termini di elaborazione, anche quando non erano rivolti direttamente a me. Ho trovato utilissime le pubblicazioni, i documenti...Mi sono sentita dopo due anni di lutti finalmente compresa, ascoltata, tante mamme meravigliose mi hanno teso le loro braccia e mi hanno accolta.
Ma ad un certo punto mi sono sentita disorientata, perchè non mi ritrovavo più nello spirito di CiaoLapo. Mi riferisco alle "pseudoconsolazioni che lasciano il tempo che trovano" per citare una tua frase. Pensavo che se nessuno era intervenuto per arginare questo fenomeno allora era un modo utile per l'elaborazione e mi sono sentita sbagliata.
Sono sicura che certe frasi sono state dette con le migliori intenzioni del mondo, per aiutare. Mi piacerebbe credere che i nostri piccoli siano tutti insieme felici e pronti a "mandare fratellini o sorelline", ma so che non è così e non è funzionale che lo pensi perchè mi porta lontano dalla realtà. L'unica cosa che so e che i nostri figli non ci sono più fisicamente, ma il loro amore è sempre presente e ci avvolge.
Detto questo, come dice Mery, l'automutuoaiuto non è semplice da imparare, io all'inizio non sapevo cosa fosse, o meglio non sapevo quale fosse il modo migliore per aiutare e come me credo anche altre mamme.
Del resto credo che se una mamma non ha elaborato il proprio lutto abbia difficoltà ad essere d'aiuto alle altre e il rischio è proprio quello delle "pseudoconsolazioni". Forse sbaglio e chiedo scusa, questo è solo il mio pensiero. Oggi a distanza di 9 mesi dalla morte di Lorenzo, davanti a nuove storie spesso non trovo le parole adatte...
Per queste ragioni ti ringrazio infinitamente per le tue riflessioni che hanno come obiettivo ricordarci l'essenza di CiaoLapo e il modo più costruttivo per mettere in atto l'automutuoaiuto.
Laura

Lorenzo, Mattia Stellina angeli meravigliosi avete riempito la mia vita d'amore e questo immenso amore vi accompagnerà in eterno. Mamma.
#64368
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Anlie ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Parole in libertà??.
Che cos'è il lutto? é un sentimento che ho sperimentato troppo presto perdere un papà a 12 ti lascia un vuoto dentro incolmabile, e da lì la paura di amare, di attaccarsi, di rimanere soli...un trauma che mi ha lasciato per anni la paura dell'abbandono, la paura di affezionarmi a qualcuno e poi perderlo.....il lutto è ansia, paura, dolore, buio, poi a poco a poco cerchi di riprenderti...attraversi le fasi del lutto e pensi di farcela di poter accettare il dolore..... ma nel tuo inconscio quell'ansia, la paura, la solitudine rimangono lì zitti zitti...credevo di poter sopportare il lutto...credevo che un dolore più forte di una bambina che perde il padre non ci fosse ed invece l'anno scorso ho conosciuto il vero lutto quello profondo,un abisso sconfinato di dolore un profondo baratro e a differenza di quando ero piccola in cui forse per meccanismi di rimozione, ho dovuto fare i conti non solo con il lutto di mia figlia ma anche quelli che erano sopiti nel mio inconscio per tutti i miei 35 anni di vita....ho capito che dovevo essere aiutata da sola no ce la facevo.....
Che cos?è l?automutuo aiuto?..e come posso aiutare ed essere aiutato su CiaoLapo
Bene qui potrei scrivere pagine e pagine ?ma sarò sintetica da sempre sono stata la persona con cui tutti volevano confidarsi, quella che consigliava, ascoltava, parlava, ero l?ancora di tutte le amiche, cugine, familiari, ero sempre pronta ad aiutare e mettere da parte le mie cose o miei problemi per dare una spalla su cui piangere o regalare un sorriso o aiutare fisicamente nel momento del bisogno?.poi ho avuto bisogno io di confidarmi, di piangere, di essere ascoltata e ho trovato intorno a me il vuoto?forse perdere una figlia è un dolore troppo forte anche per chi ti è amico?ma con i mesi mi sono sentita dire <<non sapevo come aiutarti>> >>oppure <<ero incinta e non volevo sentire il tuo dolore>>.e così forse per un fattore fortuito o per il fato un giorno di gennaio vengo a sapere del sito CIAOLAPO?incredibile mi sono detta?.proprio ora?.e così ho iniziato i miei primi contatti con il forum all?inizio ero ossessionata, davvero, ero collegata quasi 24/24 guardavo il monitor leggevo e piangevo con grande arrabbiatura di mio marito (che tuttora non condivide il sito per il troppo dolore che c?è il problema è un altro lui non ha affrontato il suo di dolore)?finalmente potevo parlare con persone che avevano provato purtroppo il mio stesso dolore o che con semplici parole mi hanno aiutato a farmi capire che non avevo perso un feto di 20 settimane ma una figlia, che mi hanno aiutato a dare un nome a questa bambina, a viverla e a pensarla come un essere reale cioè per quello che è (grazie a Mery, Ross (Maria) Maggie, Lambruse e tante altre)?.Le mie amiche virtuali Erano sempre pronte a darmi una parola di conforto?e poi con tutte le mamme che ci eravamo iscritte contemporaneamente e che iniziammo questo percorso insieme?
poi ho iniziato a capire che CiaoLapo non mi bastava più..perchè come ha detto Claudia (dovrebbero farti una statua davvero lo dico senza false retoriche) sul sito non riuscivo più a trovare un conforto era diventato un social network dove chi aspettava un nuovo figlio scriveva solo sui post delle ?compagne di pancia? chi aveva difficoltà ad avere una nuova gravidanza si richiudeva nel post dedicati, si erano creati dei circoli chiusi ( e lo sono tuttora)e così zitta zitta sono andata in terapia dove ho incontrato una bravissima psicologa, della ASL ci tengo a dirlo, che mi ha aiutato ad elaborare il lutto (continuo ad andare da lei una volta a settimana) ; con lei ho affrontato tutti i miei lutti, parlavo e parlo ancora con lei del sito e quando a settembre ho deciso di ritornare, è stato per un motivo ben chiaro volevo AIUTARE LE ALTRE MAMME (così ho detto alla psicologa) nei miei post l?ho spiegato volevo che le nuove mamme non si sentissero sole, volevo che sapessero che dopo lo sgomento il dolore l?angoscia dell?inizio della perdita, attraverso un percorso lento il dolore sembra meno forte?..volevo che sapessero che non si muore, cosa che invece ero convinta io ad ottobre, mi sembrava di morire per il dolore?e così sono tornata con un sacco di buoni propositi , avevo fatto il mio percorso a cosa poteva servirmi??certo a stare meglio ma per gli altri cosa potevo fare?? volevo essere un?amica con cui poter parlare e confidarsi?.e lo voglio tuttora (con molte di mamme nuove è più facile che parlo su facebook che su Ciaolapo, )
Quello che dici tu Claudia è vero in questo momento ognuno di noi me compresa apre un post individuale e si limita a parlare con le mamme con cui condivide qualcosa?.. Io faccio parte del gruppo di chi ha difficoltà ad avere una nuova gravidanza e no per lo stress cosa che tutti dicono? ma per un fatto fisiologico della coppia e ho grandi difficoltà a scrivere di questo, in questo periodo perché anche quando ho lasciato un post in cui avevo bisogno che qualcuno mi dicesse qualcosa o semplicemente mi aiutasse è rimasto senza risposta?. Allora questo tuo post è stato provvidenziale mi scuso se mi sono dilungata tanto e soprattutto se ho fatto qualche piccola constatazione ma mi inserisco anch?io nel calderone?. CiaoLapo è una risorsa troppo importante, è grazie al sito che ho deciso di andare in terapia,è sempre grazie al sito che ho accettato lo status di piccolo angelo di mia figlia, è grazie al sito che è una mamma che vive questo dolore così profondo può trovare conforto, quindi non vorrei che si trasformasse in un secondo facebook?vorrei che continuasse ad avere il suo risvolto psicologico, di aiuto, confronto, certo ovviamente anche di semplici parole in libertà?come le mie di oggi!!!!!
Annalisa
#64384
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Ste77 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

La prima volta che ho avuto un "contatto" con voi è stato tramite l'articolo di Vanity Fair.
Non ero ancora mamma. Onestamente non ricordavo nemmeno si parlasse proprio di CiaoLapo, ricordo però di aver provato un immenso senso di dolore ...mi chiedevo come fosse possibile per una madre sopportare la morte di un figlio nel momento in cui invece dovrebbe dargli la vita...
Quando ho partorito il mio Leonardo, la psicologa del reparto, mi ha riparlato di voi.
Tornata a casa dall'ospedale ho iniziato a leggere le vostre storie e piangevo, piangevo per me e piangevo per voi...quel senso di dolore provato leggendo l'articolo era diventato dolore puro, il mio, il vostro dolore.
Ci ho messo un pochino, ma alla fine mi sono iscritta e ,lo ammetto, un po' timorosa, mi sono presentata a voi.
Sono con voi da poco, l'automutuoaiuto, lo sto imparando, me lo state insegnando voi...non sono ancora in grado di darne una definizione...so però che mi fa bene stare con voi e che mi piacerebbe poter lenire le vostre sofferenze...ora non ho più solo il mio dolore di cui occuparmi, per me c'è anche il vostro.
Da nuova arrivata mi sento ancora un po' impacciata a commentare i vostri post, allora me ne sto in silenzio e leggo di voi, di come state, di come vi aiutate e penso che anch'io vorrei esservi utile; non so, forse queste sono le basi dell'automutuoaiuto...
Per quanto riguarda il lutto invece ho le idee più chiare, se dovessi oggi definirlo con poche parole direi che è l'Assenza irrimediabile.

Vi ringrazio.
Stefania
#64473
Ringraziano per il messaggio: claudia, DANI81

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IFM ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Grazie davvero per questo post, è un?occasione per farmi fermare a pensare.
Devo precisare una cosa molto importante per me: non sono stata io a trovare CiaoLapo, ma è stato CiaoLapo a trovare me.
Tramite una persona che non sentivo né vedevo da molti anni, mamma speciale, CiaoLapo ha bussato alla mia porta.
Un?altra cosa importante: non ho mai navigato in internet alla ricerca di una soluzione per i miei problemi.
Fino ad allora, per me internet serviva per l?e-mail, per studiare e lavorare. Fine.
Da qui derivava il mio scetticismo nel mettermi a guardare un sito??e per risolvere il mio lutto poi?...figuriamoci!!!? mi sono detta.
Ma il mio cuor in quel periodo sanguinava, molto.
Era la fine di Agosto 2009, Francesco era morto da poco più di un mese.
CiaoLapo mi è stato offerto e io l?ho lasciato fuori di casa per giorni e giorni.
La mia vita è ricominciata come prima?ma niente era come prima. Ho ricominciato a lavorare, in realtà non lavoravo, ma vegetavo tra persone amorevoli che però non mi capivano (tranne veramente pochi).
Tornavo a casa, e tutte le mie attività erano volte a cancellare dei segni: ero a dieta ferrea, facevo ginnastica, andavo in piscina per eliminare dal mio corpo quei chili che mi ricordavano di essere madre. Mi stampavo un sorriso forzato sul volto per andare a salutare i miei genitori o i miei suoceri per cercare di eliminare la tristezza che mi soffocava?non potevo farmi vedere triste io perché si sarebbe scatenato un circuito di tristezza e di lacrime che non ero in grado di sostenere.
Per cancellare, non ne parlavo.
Nella mia solitudine ho pianto tantissimo però, talmente tanto che con mio marito abbiamo cominciato a pensare di chiedere aiuto. E? stato lì che ho deciso di guardare il sito di CiaoLapo ed è stato amore a prima vista.
Nella prima pagina c?era il Piccolo Principe volante!!! La stessa immagine, senza saperlo, l?avevo scelta da mettere sulla tomba di Francesco. Già un ottimo inizio.
Poi ho cominciato a leggere, leggere, leggere leggere tutto il leggibile prima di arrivare a leggere i post delle mamme sul forum.
E? stato dolorosissimo. Ma tutto e tutti parlavano ANCHE DI ME.
Mi sono sentita come il ragazzino che in soffitta a scuola legge il libro della ?Storia Infinita??avevo una gran paura e piangevo ininterrottamente appena aprendo il sito partiva in automatico la canzone ?Soy meteora?, ma non potevo fare a meno di leggere.
E continuavo a ripetermi: ?Queste persone stanno parlando a me!? ?Stanno parlando di me!?. Leggevo le cose scritte da Claudia e continuavo a pensare ?Com?è possibile che questa sconosciuta conosca così bene quello che sento?? Leggevo per ore, e quando spegnevo il pc ero stordita, ma
piano piano il mio cuore si è calmato.
Ho cominciato a capire tante cose. Potevo piangere liberamente perché il dolore va vissuto per essere smaltito. Potevo smettere di far finta di stare bene, perché il ?far finta? non serve a nulla. Ho imparato da Claudia che ?Sbattere la faccia sulla morte, non annienta il nostro passato, e non compromette irreversibilmente il nostro futuro. Semplicemente stravolge il presente, e ci richiede grande sforzo ed attenzione per tornare a vivere.?
Ho imparato a parlare di mio figlio, perché ho trovato qualcuno che sapeva ascoltare la storia di mio figlio. Non ho mai aperto un post specifico per Francesco, ma sono riuscita tramite i post delle altre mamme a parlare di lui e a farlo conoscere a questo mondo di mamme speciali che mi hanno teso le loro mani. Ho imparato a pronunciare il nome di Francesco senza che un pugnale mi trafiggesse il cuore, ho imparato a parlare di lui chiamandolo per nome. Poi alcune mamme ho cominciato a conoscerle davvero, a piangere con loro, ad abbracciarle fisicamente e non solo virtualmente e sono nate delle amicizie vere che hanno aiutato il mio cammino, che mi hanno sollevato quando inciampavo, che hanno risposto al telefono quando, in lacrime, telefonavo.
Questo per me significa l?automutuoaiuto di CiaoLapo. E? qualcosa che mi ha aiutato a condividere, a capire, ad ascoltare e ad alleviare il dolore.

Se invece mi domandano ?Cos?è per te il lutto?? non so se so rispondere.
So solo che è qualcosa in cui sono finita con entrambi i piedi, inaspettatamente, senza essere minimamente preparata alla morte mentre mi stavo preparando alla vita.
So che è una situazione di vuoto tragico sia esteriore che interiore, ma ora so che al lutto si sopravvive se siamo in grado di farci aiutare a curare il dolore che ci lascia.
So anche che è un evento possibile anche per ?i migliori?.
?Perché se ne vanno via presto sempre le persone più belle?? chiese un bimbo al suo nonno. E il nonno rispose: ? Se tu sei in un campo e vuoi raccogliere dei fiori da portare a una persona che ami, raccogli quelli più belli o quelli più brutti??.

Grazie per avermi dato la possibilità di fermarmi su queste cose.
Ilaria

Ila
#64736
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ele73 ha risposto alla discussione Re: Il senso dell'automutuoaiuto

Come al solito per me scrivere è una corsa contro il tempo...

Il 27 febbraio 2009 ho partorito morto il mio secondo figlio Andrea.

Ho passato un mesetto circa di dolore puro... ero nelle nebbie più fitte, erano nebbie nere. Dio, se solo ci penso... avevo perso mio padre, mia madre... ma il dolore per la morte di Andrea... un'immensità, un oceano senza fine dove perdersi!

E la solitudine... la solitudine infinita. Mio marito si era chiuso nel suo dolore. Non c'era più mia madre, la mia grande confidente, non c'era mio padre, non c'era nessuno.
Ho chiesto aiuto al prete che conoscevo da bambina e che era tornato in Italia da una missione da poco, alle suore amiche e compagne di volontariato di mia madre, ai miei compagni di scuola di specializzazione in psicoterapia (futuri psicoterapeuti, gente!!!)... niente... lasciata sola col mio dolore, che portavo pure molto dignitosamente, per carattere. Ma niente... nessuno poteva parlare con me di mio figlio, delle mie domande senza risposta, del mio dolore.
Qualcuno si vedeva che era dispiaciuto per me ma mi evitava, qualcun altro mi ha persino aggredita senza motivo (è successo al corso di specializzazione, appunto, dove un paio di tizi strani c'erano...), perchè probabilmente troppo fragili e/o arrabbiati per accogliere un dolore infinito come il mio, anche se io -ripeto- lo portavo con molta dignità.
E' assurdo... dopo una vita in cui io avevo fatto da spalla per tutti, nessuno poteva raccogliermi e prendersi cura di me, anche solo per poco tempo.

Facendo una ricerca su Google sul lutto perinatale mi sono imbattuta in CiaoLapo e ho cominciato a leggere gli articoli specifici sul lutto, poi ho aperto il forum... Boom! E' stato incredibile: come scoprire un nuovo pianeta... in cui finalmente non ero più sola!

Sapete che nessuno fuori di qui ascoltava il mio dolore. Senza il forum con chi avrei potuto parlare di Andrea? Ancora me lo domando...

Ho cominciato subito a interagire. Mi sono chiesta: come posso aiutare se sono io stessa nel baratro? Ma i post lanciati e lasciati lì senza risposta anche se solo per un'ora per me suonavano come un solo grido: "Aiuto! Ho bisogno!". E caspita! Io lo conoscevo bene quel bisogno lì! Perciò mi sono buttata! Dopo aver raccontato la mia storia sul profilo, non ho aperto un topic in "A me è successo", ho cominciato subito a confortare le altre. La modalità del "prendersi cura" per me viene un po' automatica, ma poi ho capito che qui, stavolta, era diverso: prendendomi cura del dolore delle altre, curavo inconsapevolmente anche il mio dolore.

Dopo 3 mesi apro il mio topic per Andrea (3 mesi) nella sezione Ricordi e riflessioni. Oggi quel topic, stampato, per me significa la presenza tangibile del passaggio di mio figlio in questa terra. Non ho sue foto, credo che in clinica si siano tenuti le sue eco (con mia somma disperazione!), non ho sue impronte, nulla... ho solo il mio amore scritto nero su bianco per lui.
Capite quanto è stato ed è importante?

Poi la mancanza di tempo mi ha reso un po' difficile essere sempre collegata e pronta ad accogliere. Resistevo, combattevo, ricordo che mi ero inventata strategie per collegarmi velocemente... ma ho proprio dovuto fare una scelta quando si è scoperto l'autismo del mio primo figlio. Angelo a quel punto necessitava (e necessita!) di tutto il mio tempo e le mie energie. Tanto che ho rinunciato a molto sul piano lavorativo (ricerca universitaria, proposta di dottorato, proposta di altre pubblicazioni, proposta di diventare didatta nella mia scuola di specializzazione, ecc. Due lauree, due abilitazioni, due specializzazioni, master e robe varie... per cosa?). Ma sono sacrifici che ho fatto senza rimpianti. Noi sappiamo bene quanto valgono i nostri figli!!!

Sono ritornata qui quando ero incinta, ma ho commesso anch'io lo stesso errore di tante. E cioè, ho condiviso il mio cammino (non facile) con chi lo sta percorrendo, non aprendo quasi mai le altre sezioni. E questo non è bello, Claudia, hai ragione! Non ho neanche troppo la scusante di proteggermi... si, l'ho anche detto perchè in certi giorni è più dura, ma in fondo in fondo so che non è vero! So che ce la farei ancora a interagire con le nuove arrivate, fresche di dolore. Infatti, continuo a caricarmi dei problemi degli altri, per lavoro e per volontariato, al di fuori del forum. E allora? E allora la verità, nel mio caso, è che ho selezionato l'ambito in cui interagire in base al tempo a mia disposizione. E me ne scuso.
Vedrò d'ora in poi quel che posso fare... ma non garantisco di riuscirci, almeno per ora. Tornare come una volta ad aprire l'uscio di casa a chi bussa richiede un tempo notevole, anche perchè io ho bisogno di riflettere un po' prima di scrivere. Altrimenti risulto molto veloce e sintetica...e questi sono temi che han bisogno di accuratezza per essere affrontati.

Detto questo, rispondo brevemente alle tue prime due domande:
il lutto per me è la nebbia nera, infernale, ma è (o meglio può diventare) anche un percorso, un cammino per ritornare alla luce; l'automutuoaiuto permette di fare questo cammino insieme... e insieme, tenendosi per mano, è tutto più semplice: si intravede più spesso il sole e ci si dirige prima verso la luce, anche se poi ognuno ci arriva per un suo percorso personale, unico, diverso, originale.

Quello che si condivide qui, anche se in maniera virtuale, è profondissimo! Siamo spesso legate fra noi persino dai sogni. E' davvero un incontro di anime. Raro da trovare altrove, nella società in cui viviamo oggi.

Grande idea aver creato questo luogo-non luogo, non smetterò mai di dirlo e pensarlo.

Grazie.

Ele (con Gabriele 25+5)

Per Andrea, il mio bambino fra le nuvole, n.m. il 27.2.09 (37 settimane), tutto l'amore di questo mondo da mamma Elena, papà Paolo, Angelo (il suo fratellino di 20 mesi più grande) e i nonni Angelo e Lucia che sono già lassù con lui
#64830
Ringraziano per il messaggio: claudia, maggie4444, antoefranco, DANI81

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