La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

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Giuseppa e Giuseppe ha creato la discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Amiche carissime e speciali, confortata dall?arrivo di Serena e dalle meravigliose parole di Alessandra, vorrei provare a rompere il ghiaccio e condividere con voi alcuni pensieri oscuri di questi giorni.
La morte di Nicholas mi ha sconvolto e credo che in qualche modo abbia segnato una svolta, un punto di non ritorno, quasi una cesura che divide il prima dal dopo anche nelle nostre storie e forse anche nella fiducia che, a dispetto di tutte le paure e difficoltà, finora aveva animato i nostri bellissimi confronti qui
(?del prima e dopo nella vita di Ale e Gianni non c?è neanche bisogno di dire).

Sono immobile, pietrificata, tutto mi pare non avere senso. Tutte le paranoie cretine che ho snocciolato finora mi sembrano ora delle menate frivole e superficiali. Un po? come quando ci sentiamo distanti anni luce dai discorsi delle mamme ?normali? che parlano con gioia delle loro gravidanze ?normali?.
Scrivervi delle ultime piccole tappe della mia gravidanza mi sembra insensato, inutile, perfino di cattivo gusto. Non so, mi viene in mente l?immagine di Ale che legge i nostri post e sente che la sua vita si è fermata a quel giorno orrendo mentre quelle degli altri vanno comunque avanti. Mi sembra di poterla ferire.

Non posso fare a meno di farmi tormentare da una domanda stupida e assurda: perché proprio a lei? Perché non a me? Perché Nicholas e non la mia bambina? Sono forse io migliore di Alessandra? Ho fatto qualcosa per meritare un destino meno duro? So benissimo che queste domande non valgono nulla e non hanno né senso né risposta, l?ho già imparato quando le facevo al contrario: perché a me? perché proprio Nora? Tutte lo abbiamo già imparato. Ma nel dolore che travolge le domande ritornano prepotenti.

Sento un senso di colpa irragionevole e assurdo che forse somiglia, con le dovute proporzioni, a quello che gli storici chiamano ?senso di colpa del sopravvissuto? che è il sentimento prevalente e ossessivo di quanti sono scampati ad Auschwitz. Come se, davanti al dolore di Alessandra, dovessi vergognarmi del fatto che per me, oggi, c?è ancora un futuro dietro l?angolo. Ma proprio come ad Auschwitz, perdonatemi il paragone sproporzionato, anche nelle tragedie individuali non è forse il CASO, e solo il caso, a decidere chi sopravvive e chi soccombe?

Poi rifletto meglio? sopravvissuta?? Come se tutte non avessimo davanti ancora, chi più chi meno, tanta strada da fare prima di poter esultare per aver scampato il pericolo. Ma poi, proprio la storia di Alessandra ce lo insegna, qual è e dov?è il pericolo? Quando potremo liberarci dalla paura per la vita dei nostri figli? Dopo la nascita? Dopo un mese? Dopo un anno? Al compimento dei 18 anni? Chi allora può davvero ritenersi un sopravvissuto e sentirsi al sicuro?

Qualche giorno dopo la morte di Nora ho ricevuto un sms da una conoscente, che in quel momento era da poco incinta, e che fino ad allora mi stava anche abbastanza simpatica. L?sms diceva più o meno: sono molto dispiaciuta per voi e (da qui in poi lo ricordo perfettamente) ORA SONO TERRORIZZATA PER QUELLO CHE MI ASPETTA. Quando l?ho letto sono scoppiata in lacrime e ho urlato piena di rabbia e dolore. Lei, poveretta, stava solo cercando di dire qualcosa di sensato che mostrasse la sua partecipazione sincera, ma io mi sono sentita ferita perché mi pareva che lei non soffriva tanto per noi, quanto per se stessa e il suo bambino, che però, intanto, era vivo. E sicuramente sarebbe nato vivo, mi dicevo, perché tanto simili orrori agli altri non succedono?.
Così ho urlato: ma che vuole questa da me? Che la consoli? Che la rassicuri? Che le dica ?Tranquilla, sono cose rare?? brutta stronza, TUO FIGLIO è VIVO.

Ero arrabbiata, furiosa. Di più, ero invidiosa. Sì, invidiosa. Dovrei forse dirvi che oggi, ritornata nel pieno controllo di me stessa, mi vergogno per l?odio e l?invidia di cui ho dato prova, e non solo in quest'occasione? No, non mi vergogno, mi perdono perché so che era normale, in qualche modo giusto, necessario. Semmai, ancora oggi, provo un?immensa pietà per me stessa, per il mio dolore cieco, quando mi rivedo in quei giorni, settimane, mesi?.

Questo episodio mi ha ronzato per la testa in questi giorni, tutte le volte che dopo la morte di Nicholas ho sentito cresciute la mia paura e la mia ansia per la mia bambina. E allora sento nelle orecchie Ale che mi dice: come ti permetti? tua figlia è viva.

So che io sto facendo i conti con una Ale immaginaria che è solo nella mia testa. So cosa vuol dire perdere un figlio, ma non so cosa significa perderne due. Forse la seconda volta la carica di rabbia e furia non è compresa nel pacchetto, o forse Ale è talmente brava che non l?ha avuta neanche la prima volta. Non lo so? ma non importa, non è questo il punto. Se anche Ale fosse infuriata, persino con me, in maniera del tutto illogica, irrazionale, distruttiva? non mi stupirei, non giudicherei, non mi scandalizzerei. Anzi, penserei che ne avrebbe tutti i motivi. Ma, come dicevo, non è questo il punto.

Il punto è che, a prescindere dai sentimenti e le reazioni vere di Ale, io non voglio assumere il ruolo della mia conoscente che (anche se inconsapevolmente e in buona fede) dicendo ?adesso ho paura per me? ha in qualche modo stabilito un accostamento inopportuno e ingiusto tra i nostri destini. Io, a differenza di lei, oggi so cosa significa portare il peso del confronto con gli altri, lottare con se stessi per non sentirsi menomati e non potere gioire a pieno della gioia altrui. E mi fa orrore solo pensare di poter essere causa di quest?ulteriore sofferenza per la nostra Ale.
Per questo non riesco più a trovare sensato e giusto parlarvi di mia figlia, della mia angoscia e anche della mia gioia. Perché mi sembra irrispettoso.

Quando ho letto la notizia di Nicholas, impietrita mi sono costretta a trovare la forza per scrivere due parole, ma ho pensato che non sarei mai più entrata qui dentro, che non avrei mai più avuto la forza per farlo, che in fondo più niente avesse senso, che neanche ciaolapo avesse senso e che sarei solo sprofondata nel gelo del mio dolore. L?indomani invece sono venuta e di nuovo ho sentito che dovevo vincere il silenzio che mi avvolgeva il cuore per scrivere qualcosa ad Ale e Gianni, perché so che soffrire da soli è immensamente peggio che soffrire con gli altri. E così è successo ancora l?indomani. E poi l?indomani ancora.

Alla fine ho capito: a che serve che io sprofondi nel mio silenzio? se la morte e il male così spietato non hanno un senso, e per me non ne hanno nessuno, condividerne il peso è l?unica cosa sensata che possiamo fare.
E allora ho sentito che avrei fatto meglio a parlare anche con voi, non perché cerchi davvero una qualche risposta alle mie domande, ma perché so che tutte voi in questi giorni avete pensato almeno qualcuno dei miei pensieri. E ormai so che condividere la nostra sofferenza è l?unica cosa che possiamo fare.

Vi abbraccio, mamme, come me smarrite e addolorate

Giuseppa
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antoefranco ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

grazie Giuseppa perchè mi hai fatto calare dentro, giu giu nel cuore e mi hai fatto guardare anche dentro a quegli angoli nascosti, e impolverati... grazie per aver condiviso con me, con noi, le tue-nostre paure...adesso vado a dormire, è tardi..ma volevo almeno ringraziarti.Domani ritornerò qui nella tua stanzetta, rileggerò parola per parola ...e lascerò che il mio cuore, la mia testa.il mio corpo parli... ed è vero la condivisione salva...salva dal buio, salva dall'incomprensione.. condividere è vivere in pieno ma anche lasciare che l'altro prenda la parte del tuo sacco che è anche sua e insieme a te oltrepassi il torrente...amica e mamma speciale..ecco domani se vorrai , ci sarò, prenderò il mio sacco pieno di vita, e oltrepasseremo quel fiume in piena...insieme non fa paura... sogni d'oro Anto

Angelo dj, maestro dell'anima mia, mi riempi la giornata con l'essenza di eterno..
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IFM ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Cara Giuseppa,
sono una tua attenta lettrice, e mi piaci.
Mi piace anche quello che scrivi ora. L'ho attraversato.
Quando quest'estate aspettavo Gabriele, Anto e Francy (Francy 76) erano le mamme speciali a me più vicine, anche fisicamente.
Non ti nego che più di una volta mi sono "vergognata" di stare con loro con la mia pancia. Ne abbiamo parlato, lo dissi ad entrambe.
A volte mi sentivo "in colpa" nei loro confronti.
A me una grazia e a loro niente, pensavo.
La soluzione è venuta dal loro amore e dalla loro voglia di vita. Mi sono accorta del fatto che Gabriele era amato da loro come se fosse davvero figlio anche loro.
Questa cosa non è strana, se pensi a quanto amore stai sentendo per Nicholas e per i suoi genitori che non conosci neppure.
Mi sono accorta che ogni madre che porta dentro una vita, porta una speranza alle altre.
Una grande speranza. Era così anche per me dopo Francesco e prima di Gabriele. Le altre madri incinta mi davano forza, coraggio, speranza, sensazione di "un'altra possibilità" anche per me.
Sappiamo bene che le cose possono andare diversamente da come le vorremmo.
Conosciamo bene il dolore e la sofferenza. Abbiamo sempre tanta strada da percorrere (chi più chi meno, come dici tu) e la paura non passerà del tutto. nemmeno quando i nostri bambini avranno 18 anni, credo. Ho imparato che "il sicuro" non esiste!!! La nostra paura crescerà con loro, ma spero che si trasformi in una sensazione di "allerta" e che non rimanga "angoscia", senò non sarà vita!
Credo che tu debba continuare a stare qui e a condividere con CiaoLapo la tua vita e la vita che ti porti dentro. Per il bimbo che aspetti c'è solo amore, da parte di tutti.
Il bimbo che aspetti è segno che a lui tocca la vita dopo Nicholas, piena di consapevolezza e di rispetto per la vita stessa. Lui o lei, imparerà da te. Imparerà a condividere, imparerà a conoscere Nicholas dai tuoi racconti, imparerà la preziosità della vita.
Hai ragione, in questi giorni personalmente mi sono posta tutte le domande che ti poni tu. Ma da sola non ne vengo a capo.
Stando qui con voi invece, so che il dolore può essere stemperato in tanti modi: una parola azzeccata, una buona notizia (Serena!), il racconto di una madre che attende... e la speranza che deve riaccendersi anche quando sembra sepolta dalle ceneri.
Vorrei averti qui con noi, con Nora e dopo Nora e naturalmente con Nicholas e dopo Nicholas.
Ilaria

Ila
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Annina74 ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Cara Giu, mi piace molto quello che hai scritto nel tuo post e credo che tu sia riuscita a tradurre in parole molto di quello che io provo e che sicuramente molte di noi stanno provando.

Potrei quotare tanti passaggi del tuo messaggio; per esempio, quando dici che adesso potrebbe sembrare frivolo, se non di cattivo gusto, scrivere delle piccole grandi conquiste giornaliere che costellano i nove mesi delle nostre gravidanze, fosse l'acquisto di una tutina piuttosto che un controllo andato bene (ho quasi pensato che fosse questo il significato del richiamo di Claudia di qualche tempo fa).
Da un lato, gioire di quelle piccole cose potrebbe sembrare "stupido" rispetto al pensiero sempre incombente del "ora è ok..ma cosa accadrà domani, tra un mese, tra un'ora???", come se qualche strega cattiva dal sorriso beffardo non aspettasse altro che di farci precipitare nel dolore più acuto dopo averci fatto assaporare una breve gioia.
Dall'altro lato, sappiamo tutte benissimo qui che comprare una tutina o superare un controllo ha un significato speciale e può rappresentare la vittoria più grande.

Ammiro molto il fatto che la profonda riflessione su te stessa sia partita e passata attraverso l'immedesimazion nel dolore dei genitori di Nicholas. Voglio dire che il pensiero più grande è stato per loro, al punto, si direbbe, di dimenticarti per un attimo del tuo personale dolore e smarrimento. Nello stesso tempo, è grandiosa la conclusione cui sei giunta: non ha senso chiudersi nel dolore, non fa bene agli altri, non fa bene a stessi, non aiuta a superarlo, anzi, gli permette di vincere.

Io sono una che cerca sempre di dare un senso, una direzione alle cose che accadono. In questo caso, non voglio pensare che il senso del saluto di Nicholas sia quello di tentare di distruggere tutto il bello e la gioia che portano le nuove gravidanze, il pensiero di rinascita e di speranza. Se un senso il suo saluto ce l'ha, io voglio credere che sia proprio un invito a goderci le gioie di ogni giorno, di ogni piccolo passo, provando ad abbandonare tutti pensieri negativi che cercano di nasconderle ai nostri occhi e soprattutto provando a controllare le paranoie inutili.
Essere più forti di questa sofferenza e del suo tentativo di privarci della capacità di sperare e di gioire penso sia un dono e un insegnamento molto grande per i nostri figli, soprattutto per quelli che portiamo in pancia.

Su una cosa, chiaramente, non mi do pace, e cioè, che di tutto questo debbano essere i genitori di Nicholas a pagare il conto, Ale in particolare e per la seconda volta.

Abbraccio lei e tutte voi.
Annina
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labruse ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Carissime,
conosco ormai abbastanza Alessandra per poter dire che non penserebbe male di una paura per il proprio figlio in pancia, anzi, lo capirebbe benissimo.
Forse io posso essere più lucida perché ho avuto la fortuna di avere Giulio vivo dopo i miei tre aborti e il mio dolore invincibile del 1999.
Penso che a tutte noi sia sfiorato il pensiero che "non si può mai stare tranquilli"...a me è venuto in mente prima di Nicholas, tre settimane fa, quando ho saputo che il figlio undicenne di un'infermiera che conosco si è suicidato impiccandosi alla culla del fratellino. Credo la maniera più straziante di perdere un figlio.
Scusate se ne parlo, ma quell'episodio mi ha fatto passare delle notti insonni con gli occhi sbarrati dall'angoscia, ve lo potete immaginare...
Poi è nato Nicholas, io, Alessandro e Giulio siamo andati a trovarlo immensamente felici di vederlo respirare da solo, combattivo e sgambettante. Poi il tracollo, la sua morte, i momenti di sbigottimento davanti a un dolore così grande ripetuto per la seconda volta...
Vi confesso che sono proprio IO a soffrire.
Intendo dire che non solo soffro per il dolore che devono patire Alessandra e Gianni, ma anche per me...volevo già bene a quel bambino, mi aveva conquistato immediatamente...
In questi giorni mi sento svuotata, inerme, in balìa degli eventi avversi della vita. Come voi.
Io non sono incinta, ma se lo fossi credo che avrei una paura folle per il mio bambino. Non credo che questo possa offendere Ale, perché fa parte dell'immedesimazione che noi mamme speciali sentiamo verso di lei.
Infine scusate, ma se siamo iscritte a questo sito significa che siamo state colpite dal lutto per i nostri bimbi, che non potremo mai coccolare.
Chi ha figli in cielo e in terra sa quanto è fortunato, ovvio, ma sa anche che un figlio può morire.
Questa è un'angoscia che la perdita di Nicholas ci ha risvegliato, ma presente già da tempo in tutte noi.
Scusate, mi fermo perché, anche se non posso fare a meno di pensare a Nich, i miei occhi sono già abbastanza infiammati, sono al lavoro e non posso piangere qui ANCHE oggi.
Vi voglio bene,
Laura

Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò.
#67424
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utente disabilitato ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Cara Giuseppa,
grazie per aver aperto questo topic e per aver raccontato quello che provi, con una calma, delicatezza e compostezza tali da trapelare un profondo rispetto per tutti e per tutto.
Io credo che hai sintetizzato al meglio i sentimenti che ognuno di noi prova davanti alla storia di Nicholas, davanti alla sua nascita frettolosa e poi, alla fine, alla sua morte improvvisa.

Nicholas è il primo (e mi auguro vivamente, l'unico) bambino del "dopo" che muore dopo essere nato. Nessuno era preparato (sempre considerando SE si possa mai essere preparati allamorte di un figlio), non solo... Nessuno era minimamente preoccupato per le condizioni di Nicholas che, da subito, sono state tanto buone da non lasciare spazio a pensieri negativi.
Tento di spiagarmi meglio. Io credo che ognuna di noi, in cuor suo, ha pensato che ChiaraMaria, Walter, Julian sarebbero potuti morire... Lo abbiamo pensato tutte, anche se abbiamo tentato di nasconderlo anche a noi stesse. Ma ci avevamo pensato e avevamo anche iniziato ad elaborare l'idea. Le loro piccole storie hanno preso spazio tra di noi come se loro fossero entrati nelle nostre case e nelle nostre vite, come bambini che avrebbero potuto non farcela. Nicholas no. Nicholas CE LA FACEVA DI SICURO, non c'era motivo per cui non avrebbe dovuto farcela. E quindi ritorna, devastante, l'annuncio freddo della morte, che riporta inevitabilmente la mente allattimo del "mi dispiace, non cè battito." Nessuno era preparato, nessuno ci aveva minimamente pensato, nessuno aveva minimamente accennato al lutto anticipatorio. Nicholas è nato, stava bene, "doveva solo crescere un po'"... L'idea che Nicholas potesse morire, così come l'idea che il proprio bimbo in pancia così sano e sgambettante potesse morire, non aveva sfiorato la mente di nessuno.

Purtroppo (o per fortuna!) la mente non mette mai in conto l'ipotesi che si possa morire anche senza anticipo. Tu chiedi QUANDO si può essere più tranquilli per la sorte di un figlio. E io ti rispondo MAI e SEMPRE.
MAI perchè, se ci pensi razionalmente, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri cari...NOI... possiamo morire sempre, in ogni attimo, per ogni disparato motivo. Non cè un'età, una situazione, un cammino che ci mette al riparo dalla morte, essendo questa parte integrante della Vita.
SEMPRE perchè ogni attimo di un figlio (e di ciascuno di noi) è una piccola Vita portata a compimento. Ogni istante è vita, ogni battito di cuore, ogni respiro, ogni sorriso, ogni momento. La morte può irrompere e devastare, ma i danni possono essere arginati se ogni piccolo frammento di Vita viene vissuto nella sua preziosità. La mente sogna e (grazie al cielo!) fa progetti. ma questo non deve distoglierci dal Qui ed Ora che nasconde, nella sua piccolezza, frammenti importantissimi di Vita. Che, come è successo per Nicholas e per tutti i bimbi meteora, sono gli unici frammenti di cui la mente può far tesoro.

La vita continua, anche senza Nicholas. E questo non è un dispetto o un dolore che si dà ad Ale. E' un dato di fatto. Continuano le nostre vite, così come continua la sua e quella di Gianni. Che continui in modo diverso, è inevitabile e, in un certo senso, giusto e bello. Perchè ora Ale e Gianni, così come ognuno di noi, dovranno trovare il modo di dare a Nicholas un altro tipo di Vita, che voi tutte conoscete bene, per averla data a tanti bimbi qui dentro. Anche senza Nicholas, le pance cresceranno, i bimbi nasceranno, alcuni bimbi purtroppo continueranno a morire. Perchè la Vita va avanti, per fortuna, anche se ora sembra davvero impossibile. Mattoncino dopo mattoncino, un po come il lego, Ale e Gianni, e tutte noi, costruiremo un nuovo Nicholas, fatto di ricordi, profumi, sensazioni...lacrime anche...e lo metteremo al suo posto, in noi, col suo spazio e il suo mondo. Lo spazio e il mondo che merita lui. E quello che meritiamo noi, Ale e Gianni in primis, per tornare a continuare a vivere.

Noi, Voi, le vostre pance non siamo "più" fortunati o "meno" fortunati di Ale e Gianni. Siamo semplicemente diversi, e come tali, diverso è il progetto che la vita ha per ognuno. Anche Ale, così come tutte le mamme BISdoppie probabilmente ha pesnato "se succedesse di nuovo, non sopravviverei". Ma poi ti trovi, ugualmente, a sopravvivere. Anzi, ti trovi proprio a continuare a vivere. E poi riesci anche a sorridere, di nuovo, anche se ora è impensabile. Penso alla mia amica Luisa, che dopo Lorenzo e una stellina e dopo aver preso in braccio la sua piccola Flavia, tutto avrebbe pensato tranne che si sarebbe dovuta preparare per un nuovo saluto. Ecco, la lezione di Flavia e quella di Nicholas, e di tutti i bimbi BISspeciali (mi viene in mente Gabriel di Alisa, o Elena di Francesca, o Mattia di Laura e un sacco di altri...) non andrà perduta. E se ora a casa di Luisa c'è Valerio e una felicità respirata, è anche merito loro.

Ce la faremo, perchè ce la dobbiamo fare. Perchè Nicholas è vissuto pochissimi giorni regalandoci un concentrato d'Amore che ci terrà compagnia per tutto il resto dei nostri giorni. Nessuno spiraglio di Vita cancellerà Nicholas e ogni altro amichetto insieme a lui,perchè ognuno di loro, grande piccolo piccolissimo, è una pietra fondamentale per il cammino che stiamo costruendo.

Il dolore è tanto, tantissimo, in ognuna di noi. E ora è giusto così. Ma questo non dovrà impedirci di vivere, anche, magari, con un momento in più di sconforto, con una lacrima in più, con un magone in più. Ma quando ci saranno questi momenti, noi siamo qui per questo.

Siamo qui, io, noi, Nicholas...per far sì che la vita continui sempre e comunque ad avere il sopravvento sulla morte, senza prescindere dal fatto che "la vita e la morte sono il medesimo mistero".

Ciao Giuseppa, grazie per questo spunto di riflessione! Bacini per Lara e per la pancina in crescita.
#67452
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moniama ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

che bellime parole che ho letto grazie ,sono fiera di far parte di questa famiglia:kiss:
#67464

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kobo76 ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Giuseppa, grazie infinite per aver dato voce con tanta delicatezza alle riflessioni e alle angosce che ognuna di noi, credo, porta dentro di sé da giorni, e che certo, come dice Mery, sono solo state "risvegliate" dalla morte di Nicholas. Ogni tua parola potrebbe essere la mia. Sono al lavoro, entro ed esco da CL continuamente anche se non avrei tempo e devo fingere una serenità che oggi proprio non è, ma non posso farne a meno...
Forse, in un certo senso, (ri)attraverseremo insieme ad Ale le fasi dei nostri lutti personali: lo sbigottimento, lo stordimento annebbiato con quel dolore accecante e sordo che lavora sotto, i momenti di lucido strazio, i momenti di respiro e poi le nuove cadute, la vertigine di angoscia, la nostalgia, per piano piano tornare a camminare fidandosi del sentiero... perché come dice Mery, la morte fa parte della vita, e dobbiamo imparare a convivere con questa paura, sempre, in ogni istante, perché non siamo mai al riparo... e ogni istante è prezioso.
Un fortissimo abbraccio a tutte
Giuditta
#67465
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janas ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

giusi grazie per queste tue rifelssioni ad alta voce!
mi ci ritrovo in tutto!
quando ho letto la notizia di nicolas la prima cosa che avrei voluto fare e chiudere il pc non entrare più su ciao lapo, quella notizia per me era troppo!ho iniziato a piangere e a disperarmi,pensavo come farà adesso quella mamma dove troverà la forza! mi sono sentita in colpa erano un paio di giorni che non entravo su ciao lapo mi stavo godendo un pò di gioia per il mio eco cardio andato bene! mi sono sentita in colpa perchè se avessi saputo del operazione mi sarei messa a pregare che tutto andasse bene, come ho fatto per walter per julian, per nunzia e per chi ne ha bisogno!
ho pensato cosa posso scrivere nel post di nico forse è meglio non scrivere... e invece ho scritto, forse qualcosa di banale, ma l ho fatto e poi sono entra su ciao lapo il giorno dopo e anche quello dopo,non è scappando che avrei sofferto di meno, non è non sapendo delle nuove mamme speciali che avrei esorcizzato la paura che mi possa ricapitare anche a me! per non aver paura dovrei chiudermi in casa e non accendere più la tv il pc la radio ma a cosa servirebbe non è mettendo la testa sotto la sabbia che le cose brutte non accadono....
cosi sono qui in questi giorni ho pianto tanto mi sono immaginata tante volte vicino ad ale in ospedale, o quando ha accompagnato nicolas nel suo ultimo viaggio, mi sono sentita cosi impotente e cosi lontana non potevo andare da lei solo per abbracciarla e poi chissa se avrei trovato il coraggio di farlo!
Mi domando che Natale passeranno alessandra e gianni e mi sento in colpa!
perche il mio sogno continua anche oggi e spero che si possa realizzare!
Dalla notizia della morte di nicolas ho attraversato varie fasi il pianto e la disperazione profonda,il pregare che tutto non fosse successo che il tempo potesse tornare indietro, e poi l accettazione anche se ci sto ancora lavorando e sto cercando di dare un senso al suo breve passaggio nella mia vita!
ho capito che devo vivere ogni giorno di questa mia gravidanza al pieno godendomi ogni giorno al massimo! purtroppo noi mamme speciali non siamo vaccinate per il solo fatto che c'è gia capitato! l unica cosa che sappiamo è quanto è prezioso il tempo passato insieme ai nostri figli! cosa ci riserva il futuro non c'è dato saperlo!
Forse scrivo tante sciocchezze in questo posto e in quello di <nicolas ma penso che continuerò a scrivere perchè ogni singola parola arriva dal profondo del mio cuore!

Il tuo cuore lo porto con me, lo porto nel mio, non me ne divido mai.Dove vado io, vieni anche tu;qualsiasi cosa sia fatta da me, la fai anche tu.Questo è il nostro segreto profondo, radice di tutte le radici, germoglio di tutti i germogli.
Ma il tuo cuore Laura esiste nel mio
#67507

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sangaelena ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

eccoci ha scrivere e partiamo dal titolo di giusi la vita dopo nicholas,vorrei partire dal titolo quanto vi ho pensato in tutti questi giorni quante lacrime quanta rabbia quanti perchè mi sono posta mille domande e nessuna risposta e chissà se la troveremo magari si magari no,il fatto che dopo il funerale io ti penso e ti ripenso penso che anche se è dura anzi durissima la vita va vissuta perchè è unica io vi racconto una mia esperienza che è successa.l anno scorso il 30 03 2009 ho perso laura a 39 sett dopo un mese e mezzo ho perso mio papà in un modo bruttissimo che non sto a dire ero proprio giù 2 persone della mia vita cosi importanti sono andate mi hanno lasciato pensavo di non farcela ma alla fine forse sono state proprio loro ce l ho fatta ho reagito e sono qui anche se è stata dura molto dura,e per finire il 25 dicembre mia mamma è andata in coma era gravissima ma il mio papà e laura l hanno salvata ed è ancora viva per fortuna.sapete la vita è dura ma dobbiamo andare avanti e noi siamo qui ale a ricordare per sempre nicholas e i nostri angeli nicholas avrà sempre un posto speciale nel mio cuore come l avrai tu ti voglio bene elena
#67513

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ele73 ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Stavolta non mi vengono tanto le parole...
Solo quoto Laura:

conosco ormai abbastanza Alessandra per poter dire che non penserebbe male di una paura per il proprio figlio in pancia, anzi, lo capirebbe benissimo.

E per noi tutte aggiungo anche: la consapevolezza di ciò che può accadere non può far male, perchè in generale, come diceva sempre mia madre, "la verità sanifica".
Grazie per le vostre riflessioni.
Un abbraccio grande.

Per Andrea, il mio bambino fra le nuvole, n.m. il 27.2.09 (37 settimane), tutto l'amore di questo mondo da mamma Elena, papà Paolo, Angelo (il suo fratellino di 20 mesi più grande) e i nonni Angelo e Lucia che sono già lassù con lui
#67518
Ringraziano per il messaggio: claudia, maggie4444

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claudia ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Come sempre, ringrazio Giuseppa per la sua capacità di scrivere le emozioni e i pensieri. E' importante avere nel gruppo qualcuno che riesca a tradurre il pensiero di molti in parole, su cui poi poter continuare a riflettere.
Quando ho saputo che Nicholas era morto, ho provato un dolore vecchio.
Ho provato il dolore di quando è morto mio nonno, il dolore di quando è morto mio figlio.
Ho provato pena, dolore, immedesimazione, vergogna (perchè i ho due figli, e di fronte a queste tragedie la mente corre corre a voler distinguere, classificare, riparare).
Soprattutto, sono scesa in un tunnel dissociato: non volevo crederci, non potevo crederci, odiavo dover ammettere che ancora una volta, come sempre, le cose accadono, nella loro brutale semplicità.
Sentivo tanto male, tanto che ho mandato via i due pazienti senza visitarli, sono andata a prendere Giulio a scuola, e mi è venuto il terzo attacco di ansia della mia vita (i primi due nel primo e secondo anniversario di Lapo).
Il primo bimbo di CiaoLapo che nasce e poi muore.
Non è vero che eravamo tutti impreparati, io conosco bene i rischi dei prematuri, anche quando sono sgambettanti. Ho dovuto salutare Francesco di Serenilla, nel 2008, e so bene che i rischi ci sono sempre.
Ma non volevo, che questa volta, i rischi tornassero a casa di Ale e Gianni.
Desideravo con ogni cellula che NIcholas rimanesse, perchè nella mia testina, ancora troppo troppo troppo piccola, ci deve essere un limite al dolore.
Nicholas mi ha tirato un pacco.
MI ha strattonato bruscamente, mi ha ripetuto la solita lezione.
La vita non è nostra, almeno non nel senso di poterne disporre come vogliamo.
E non possiamo illuderci di avere un controllo generale di questo enorme mistero.
Enorme, come l'amore per questo bambino, e per tutti i vostri bambini, che stanno nel mio cuore.
Enorme come la beffa di conoscere una mamma speciale, sperare che la svolta sia dietro l'angolo e imparare, con lei, che non ci è dato sapere.
Che le svolte, spesso, arrivano dopo tre aborti e tre gemelli nati morti, si chiamano Anton e stanno in Kazakistan.
Altre volte arrivano, dopo 4 perdite, sotto forma di tre gemelli, e uno muore.
Altre ancora, sono svolte incredibili e insperate.
E' come guidare in un posto bellissimo, che però non ha cartelli e non ha strade.
Sapere che potrebbe arrivare un posto ancora più bello, ma anche un improvviso burrone.
E' come sforzarsi di contenere nel mio cuore, i piedini tondi di Nicholas, che ho coccolato con la mia crema più preziosa, e le pance delle mamme, di fronte alle quali mi commuovo d'amore.
E' come tenere tra le braccia tutto il dolore del mondo e tutta la gioia del mondo.
E' come guardare con gli occhi spalancati per il miracolo la vita che si rinnova, ed onorarla, anche nelle piccole cose e nei piccoli gesti, onorando, allo stesso modo, il ricordo e il lascito di chi non è fisicamente con noi, ma portiamo nel cuore.
E' come guardare oltre la paura, e scoprire il calore della presenza di mille mani e di mille cuori.
Un bacio

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#67612
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maggie4444 ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

Mamme...amiche... ho letto tutto d'un fiato questo topic e sono qui ora commossa fino alle lacrime. Mi avete commossa immensamente con le vostre riflessioni, con queste grandi verità che avete vestito di parole così perfettamente...
Avete espresso anche quello che ho io stessa nel cuore. Perché dentro di noi ci si assomiglia tanto.
Non ci sono altre parole che saprei aggiungere...Solo un immenso grazie, sono fiera di poter far parte di questo gruppo, Grazie Giuseppa, grazie Laura, grazie Mery, grazie Claudia, grazie a tutte voi.

Volevo condividere con voi una mia riflessione di oggi...
Sapete qui ha nevicato tanto ieri, io abito in collina, in un paesino vicino a Pesaro. Forse non ho mai visto tutta questa neve qui...
Montagne di neve, bianca, candida, bella, delicata...
Amo questo paesaggio innevato...
E oggi avrei potuto rimanere in casa, al caldo a prendermi il mio the e leggere... guardando fuori dalla finestra... Ma ho scelto di vestirmi bene e uscire, munita di macchina fotografica.
Ho voluto toccarla questa neve, sentire il profumo che c'è nell'aria, sentire il freddo che ti entra dentro, insomma vivermela un po' davvero, da vicino. Perché domani o dopodomani, quando il tempo di questa neve sarà finito, non potrò più farlo.
Ho voluto apprezzare fino in fondo questa giornata, ho camminato tanto ed è stato bellissimo. L'ho vissuta davvero. Se domani si scioglie, non avrò rimpianti, ho fatto quello che volevo fare. Ho vissuto qui e ora. In fondo.

Come voi, sono rimasta molto scossa dalla partenza di Nicholas... non ero preparata, non ho le risposte del perché... Ma per ennesima volta la Vita mi ha fatto capire che non abbiamo controllo su tutto... e nulla ci appartiene. Nulla oltre al QUI E ORA. Qui e ora noi ci siamo. Ci siamo per tenerci la mano tra di noi. Ci siamo per gioire di ogni cosa bella e per piangere quando arriva il dolore. La Vita ci chiede questo. Esserci qui e ora... Che è delicato come la neve pannosa di oggi...

Vi voglio bene.

Maggie con Leo

Leonardo...figlio stupendo...grazie per tutto quello che ci hai dato...Cammineremo insieme per sempre...
#67677
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jenny72 ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

care mamme, cara giuseppa che hai aperto questo post "la vita dopo nicholas" per me già il fatto che continuate a parlare di nicholas mi da una forza immensa, sapere che la sua morte ha scosso molte persone mi ha colpito molto, non credevo che ci fosse una partecipazione così grande a questo mio dolore. anche se potevo immaginarmelo, perchè ho sofferto e sperato anch'io sulle storie di chiara maria julian e walter e se uno solo di loro ci avesse lasciato sarei stata sconvolta anch'io.e anch'io avrei avuto difficoltà a portare avanti la mia gravidanza con la serenità che invece sono riuscita a trovare con nicholas.
ma voglio dire a giuseppa e a tutte le mamme che adesso sono incinta, che devono continuare il loro viaggio e i loro post sulla gravidanza perchè i vostri bimbi hanno bisogno di voi, e dovete continuare a credere che le cose possono e devono andare anche bene. io spero per tutte voi di rimanere un caso isolato.
sono consapevole che avete tutti i diritti di vivere al meglio le vostre gravidanze.
io con nicholas ci sono riuscita e così dovete fare voi.
vi abbraccio tutte e grazie per quello che mi state dando. ale

DAL CIELO IN TERRA VOLAI, ERA PIU BELLO IL CIELO E LI RITORNAI

quando guardo il cielo cerco te, distrattamente guardo il cielo e cerco te.......e mi sollevo ........su con te. (giorgia)

al mio piccolo thomas n.m il 27/02/2009
al mio piccolo nicholas n. il 25/11/2010
m. il 10/12/2010
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Giuseppa e Giuseppe ha risposto alla discussione La vita dopo Nicholas (quando muore un bambino-compagno di pancia)

TI RINGRAZIO. Per l'immensità del tuo amore, per la tua forza, per la tua generosità, per il tuo coraggio.
Mi sento minuscola di fronte alla grandezza della tua anima.
Continueremo a parlare dei nostri bambini e continueremo a parlare di Nicholas. Soprattutto continueremo ad amarlo.
E ameremo te, come solo si possono amare le persone grandi e luminose.

dal profondo del mio cuore addolorato, grazie.
#67754
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