Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

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Irenee ha creato la discussione Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Care mamme anch'io come voi sono felice di questo spazio...è qui che mi sento in questo momento del mio cammino di mamma.
Ho vissuto il dolore per la perdita di Zeno, il periodo del lutto, l'arrivo di una nuova gravidanza e poi finalmente il piacere di diventare mamma in terra con Enea.
Zeno mi ha cambiato molto come persona e come mamma, ha aperto un cassettino dentro di me di cui non conoscevo l'esistenza.
Quando ero incinta di Zeno i miei programmi erano di tornare a lavoro dopo la maternità lasciandolo alla nonna o al nido...poi i progetti si sono smontati e mi sono ritrovata non a prendermi cura di un neonato ma di me stessa della mia coppia e della mia vita.
Sono rimasta a casa da lavoro per curare le mie ferite e poi piano piano è arrivata anche una nuova gravidanza alla quale ho dedicato il meglio di me stessa cercando di essere il più rilassata possibile, in poche parole me la sono goduta a differenza della prima.
Ho parlato poco e ho cercato di tenere le distanze per quanto potevo con quel piccolo bambino che cresceva dentro di me.
Poi è arrivato Enea con un parto veloce, c'era grande voglia di vederci di toccarci e di stringerci.
Dal giorno che Enea è nato ho iniziato a dedicarmi anima e corpo a lui.
Zeno mi ha insegnato che un figlio è qualcosa di meraviglioso e unico e grazie a lui ho imparato che amo fare la mamma.
Mi sono sempre detta che dopo quel che avevo vissuto con Zeno con Enea sarebbe stata una passeggiata e vi dirò che soprattutto i primi tempi in cui dovevo ancora prenderci mano e mi sentivo spersa ripensando al nostro vissuto questo mi dava forza.
Dal momento che il mio sguardo ha incrociato quello di Enea ed in parte in lui ho rivisto il viso del fratello ho capito ciò che per me era importante nella vita.
Oggi Enea ha 14 mesi.
Mi sono riscoperta a volte in lotta tra una mamma normale ed una mamma speciale. Capita anche a voi?
Sono diventata una mamma che segue attentamente il proprio figlio, lo sto ancora allattando, mi informo leggo vado a corsi faccio tutto ciò che secondo me è il meglio per il suo bene. Cosa che forse con Zeno non avrei fatto e avrei lasciato più le cose al caso.
Dentro di me si è creato questo pensiero: Un figlio è qualcosa di prezioso ed un genitore può dargli tanto.
C'è una cosa negativa che mi è rimasta e che mi fa paura è che mi sento impotente nei riguardi della lunghezza della sua vita e del suo destino.
Ho bisogno di un confronto, voi come vi sentite?
Oggi credo di avere le forze veramente non per seguire un solo figlio ma almeno tre in terra
#107576
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labruse ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Anche il mio più grande desiderio era di avere tre figli, sai? Ma non si avvererà, già sarà tanto riuscire (spero) ad averne un altro vivo.
Questo lutto del mio sogno perduto è la cosa che più mi ha cambiata della mia lunga storia. Mi ha reso più triste, più abbattuta, mi fa venire le lacrime agli occhi ogni volta che vedo tanti bambini giocare insieme.

Anche a me, come a te, le mie stelline mi hanno insegnato che la cosa più importante è che stiano bene, il resto sono tutte bazzecole...così, quando è nato Giulio, io ero sola come un cane, nessuno che stesse anche solo a farmi compagnia, figurati a sostenermi psicologicamente...in più Giulio è stato difficile per il suo primo anno di vita, non dormiva né di giorno né di notte, mi distruggeva fisicamente, era un bambino ad altissima richiesta.

Eppure io, seppur distrutta nel fisico, ero talmente felice che pensavo che in quel modo lo avrei vissuto 24h su 24h, coccolato ininterrottamente giorno e notte, avrei bevuto a pieni sorsi quella felicità che mi era stata così a lungo e ripetutamente negata!
La differenza tra me e le "mamme normali" era che tutte si lamentavano per delle cazzate assurde (e magari il bambino dormiva tutta la notte!) e io, con le mie occhiaie e cascante da sonno, ero la mamma più felice e meno lamentosa di tutte!
Tant'è vero che spesso mi chiedevano: "Com'è il tuo bimbo? Buono?"...e io: "Buonissimo!"...."Allora ti dorme?"...."No, veramente mi sveglia ogni mezz'ora e di giorno anche dorme pochissimo...ma è dolce e buono." Mi guardavano come se fossi strana..a ma come, un bimbo che non dorme NON è buono!
Invece un bimbo che non dorme è un bimbo normalissimo!
Confrontandomi con le altre ho capito che le pazze erano loro e io ero quella normale...perché il dolore mi aveva donato la giusta dimensione delle cose.

Laura

Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò.
#108053
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Cinzia65 ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

ecco questa domanda e la conseguente risposta mi fa pensare

leggo che a tutte voi mamme ha cambiato in meglio la vostra vita

ma allora mi sento un'aliena

io ho sempre pensato ad una grande famiglia, tre/quattro figli, mi sono sposata giovane dopo un lungo fidanzamento di otto anni e pensavo ai sacrifici, sognavo di prendermi cura di... ho avuto due bambini e ho passato come tutti momenti su e momenti giù, gratificanti e pensando alle piccole cose, al loro benessere e a quanto avrei sofferto se fosse successo qualcosa o che ancora possa succere, nessuno è immune, prendendo ogni gg il positivo da tutto

mi sono rimboccata le maniche quando dopo 20 anni il papà dei miei figli ha deciso di andarsene e con loro piccoli non è stato facile ma ho sempre guardato positivo alla vita e con loro mi sono sentita forte!

poi è successo un miracolo mi sono innammorata del mio attuale marito ed è nata Virginia ma non c'è l'ha fatta e poi Giordano ed Emiliano sono volati via e rimarrà solo papà speciale e questo mi addolora

e mi ritrovo spesso a farmi questa domanda, si sono cambiata e penso in peggio
sono più solitaria io che aggregavo tutti
sono diventata ansiosa per i miei ragazzi
ma sono lucidamente peggiorata
prima avevo sempre voglia di ricominciare

ecco a volte sento voi mamme che dite, la morte di mio figlio mi ha fatto scoprire le piccole cose, io ci vivevo di piccole cose adesso mi sembra di vivere di briciole

quello che sento è che i miei figli mi danno la forza per resistere, e non solo quelli vivi sopratutto quelli morti

forse è solo sopravvivenza, ma queste esperienze hanno certo cambiato anche i miei ragazzi e spero in meglio per loro allora

Cinzia
#108092
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claudia ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Il cambiamento c'è stato, ed è stato profondo.

Intanto, come dici tu Irene, ho vissuto la gravidanza di Lapo con grande spensieratezza, ma orientata più sul dopo nascita che sul durante: in questo modo mi sono persa tante belle occasioni di condivisione e di ascolto del mio bambino, che ho perso per sempre.
Inoltre, con le prime due gravidanze, sentivo molto profondamente la mia responsabilità di essere una brava mamma, di fare in modo che ai miei figli non mancasse nulla, e ho passato i mesi a programmare, programmare e programmare. Poi è accaduta la morte, e mi sono resa conto in un istante che non sono padrona di nulla se non del presente.
E questo, questo semplice pensiero, ha nel tempo sovvertito molte delle mie abitudini mentali, delle mie priorità, e dei miei progetti.
E' vero, sono molto più consapevole rispetto a prima che non posso sapere nè impedire il corso delle cose.
Acquisire questa informazione (o per meglio dire, prenderla sui denti, come una mazzata), mi ha permesso di godermi molto di più i miei figli, facendo scelte lavorative elastiche, trascorrendo molto tempo insieme, etc.
Ma mi ha anche trasformato in una reale ipocondriaca.
Forse lo ero già prima, in parte, forse non mi aiuta la laurea in medicina e la conoscenza di tutte le patologie gravi del mondo, fatto sta che non sono in grado, con Giulio, ma soprattutto con Guglielmo, che è nato dopo, ed è l'attuale piccolo di famiglia, di distinguere un'influenza da una qualunque altra tragedia.
Devo fare leva su tutto il mio autocontrollo per non pensare assurdità varie, per non vedermi già sola in una landa desolata.
Sono sempre in bilico tra il bisogno/necessità di lasciarli liberi e questo latente controllo protettivo (mi chiedo: ce l'avranno tutti? è solo roba da mamme speciali? )
Ho paura anche della felicità a volte (e anche questo non è mica bello), al punto che mi commuovo quando li guardo, pensando a quanto enorme è il dono che ho ricevuto.
Li vizio dannatamente.
Li metto sempre prima di me.
Talvolta penso che sia esclusiva responsabilità di Lapo, poi rifletto meglio e mi dico che gli eventi luttuosi sono come un alluvione: fanno franare solo il terreno cedevole, e mutano un paesaggio solo quando le condizioni lo permettono.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#108101
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damap ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Cara Claudia le cose che dici sono quelle che anche io ho vissuto e vivo oggi...
Aver perso una figlia mi ha cambiato la vita o meglio mi ha stravolto la vita....
Leggere la tua esperienza mi ha dato un'emozione fortissima, non sono la sola ad essere in bilico tra gustare la felicità e il pensiero che possa invece finire, l'ansia per un raffreddore che potrebbe invece essere... chissà cosa, ho viziato e vizio ancora i miei figli gustandomeli in ogni momento come "nettare divino" che mi inebria e mi riempe di gioia e da un senso a tutta la mia vita. Anch'io li metto sempre prima di me della mia vita, non so se questo è giusto ma sento che per me è giusto così.
Credo, nonostante i miei difetti e le mie debolezze, di averli fatti crescere senza appesantirli della mia ansia, delle mie paure, LIBERI di andare sulla loro strada certi che mi troveranno sempre al loro fianco....
#108315
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LaMiaAlessia ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Davide dorme e così anche io posso raccontare un po' di me su questo argomento.
Purtroppo non so che mamma sarei stata con Alessia; ho però la certezza che sarei stata diversa. Credo un po' meno attenta, più lamentosa, forse un po' più testarda e gelosa...Davide da subito è stato il nostro "regalo", mi sono sentita una persona strafortunata (e questo in certi momenti mi ha anche fatto arrabbiare), in dovere di dare il meglio di me, assolutamente obbligata a non potermi lamentare di nulla...che poi Davide è così buono che non saprei neppure di cosa lamentarmi...
Non so, guardandolo, anche oggi dopo due mesi, mi sembra irreale e spesso guardandolo riesco a pensare solo che è una meraviglia...
Anche io, come Claudia, ero una di quelle che avrebbe voluto programmare tutto...ora non ho mai voglia di pianificare nulla, anzi, spesso mi viene da ridere quando sento qualcunaltro fare programmi a media-lunga scadenza!
E poi cos'altro...Claudia ha già detto tanto di ciò che provo e lo ha fatto molto meglio di quanto potrei fare io, quindi le rubo le parole:

E' vero, sono molto più consapevole rispetto a prima che non posso sapere nè impedire il corso delle cose.
Acquisire questa informazione (o per meglio dire, prenderla sui denti, come una mazzata), mi ha permesso di godermi molto di più i miei figli, facendo scelte lavorative elastiche, trascorrendo molto tempo insieme, etc.

Davide è piccolo ma so che voglio, da adesso e ancora per molto, godermelo ogni attimo: ci sono momenti in cui il mio innato "ottimismo" mi ripete assordantemente: "goditi ogni attimo, potrebbe finire tutto". Cerco di vivere senza creare occasione per rimpianti, senza rimandare troppo ciò che possiamo fare (un esempio stupido: il corredino di Davide, mi sono trattenuta il più possibile ma avrei fatto acquisti subitissimo per avere qualcosa comprato per lui se fosse andata male...).
E poi continuo a "rubare parole":

Ho paura anche della felicità a volte (e anche questo non è mica bello), al punto che mi commuovo quando li guardo, pensando a quanto enorme è il dono che ho ricevuto.
Li vizio dannatamente.

Non è proprio mica bello aver paura della felicità...ha ragione Claudia.
Non so se vizierò Davide, ma credo di aver già trovato la strada per farlo...
Spero di sapergli regalare l'emozione del vivere le feste...io ho sempre amato le riunioni di famiglia, da quando non c'è più Alessia tutto è molto più complicato e, spesso, i momenti di festa sono momenti in cui mi sembra di avere degli aghi che mi trafiggono: manca qualcuno, qualcuno di tremendamente importante...
Altri cambiamenti?! Non saprei, però la mia strada di mamma dopo Alessia è cominciata da poco e credo di dover scoprire ancora tanto...
Chiara

Chi ci è caro non ci lascia davvero finchè è presente nei nostri pensieri.
#108338
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Irenee ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Anche Enea si è finalmente addormentato con il papà ed è da giorni che cerco il tempo per scrivervi...
Voglio ringraziarvi per avermi risposto.
Mi rivedo in qualcosa di ognuna di voi.
Laura...riguardo ai bambini ad altissima richiesta...io credo che tutti i bambini siano ad alta richiesta solo che ci sono genitori che li ascoltano e genitori che non ascoltano le richieste perciò ci sono figli come il tuo ed il mio abituati a chiedere ed altri che si adattano al non aver risposta.
Claudia le tue parole scritte sono i miei pensieri che girano tra testa e cuore
"Ho paura anche della felicità a volte (e anche questo non è mica bello), al punto che mi commuovo quando li guardo, pensando a quanto enorme è il dono che ho ricevuto."Quante volte mi commuovo guardando Enea quando mi osserva con i suoi occhi vivaci ed arriccia il naso per sorridermi,anch'io come voi vedo mio figlio come un dono.
Mi ritrovo nella frase del metterli sempre prima di me, anche se a volte mi scontro con la mamma normale che c'è in me fatta di limiti e di pazienza non infinita ed in quel momento capisco che ci sono anch'io come persona che ho bisogno di almeno un'ora per me per ricaricare le energie.
Chiara...sai che se penso al testarda e gelosa io mi sento più così ora rispetto a prima? Questo mi capita nei confronti di Enea a riguardo degli altri...con Zeno mille domande che mamma sarei stata, sarei stata capace di far questo o quello. Con Enea sono più sicura di me ed in questo mi sento testarda non accetto giudizi o commenti dalle persone esterne, semplicemente ho imparato ad ascoltarmi e a fidarmi di quel che sento.
Nel tempo impari a vedere il dolore sotto diverse prospettive e forse grazie a questo puoi trasformarlo in amore
#108365
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quasitre ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Premetto che io ho perso "solo" un piccolino nel primo trimestre, comunque vi dirò come mi ha cambiato questa cosa.
Anch'io ho sopportato le notevoli "richieste" (poppate a tutte le ore del giorno e della notte) del figlio venuto dopo con una pazienza che forse prima non avrei avuto.
Anch'io ho apprezzato di più il grande dono che è avere un figlio vivo.
Anch'io ho assaporato ogni minuscola briciola di serenità con una consapevolezza che prima non avevo.
Metto i miei figli sempre al primo posto nelle decisioni da prendere, ma questo lo facevo anche prima.
Dedico quasi tutto il mio tempo a loro, ma anche questo lo facevo già prima.
Non ho invece ansie per la loro salute, come non ne avevo prima.
Quello che davvero è cambiato non è però il rapporto con i miei figli; sono cambiata io e sicuramente in meglio. Mi ritenevo una persona sensibile, e invece ero superficiale: sottovalutavo il dolore delle donne che perdono un figlio in gravidanza. Mi vergogno tanto per i miei pensieri di prima. Ora sento un'empatia vera e profonda per ogni mamma che soffre e di questo ringrazio ogni giorno la mia Stellina. Da lui/lei ho avuto il grande regalo della consapevolezza.
#108417
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Nico79 ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Aspettavo Alice in un momento particolarmente difficile della mia vita...l'ho sempre ringraziata per essermi venuta incontro in un momento in cui ero fragile e di tutta risposta mi ero ripromessa di essere una brava mamma per lei...e nella mia infinita imperfezione spero di esserci riuscita almeno in parte...sono sempre stata testarda e combattiva in tutto quello che poteva essere inerente al suo benessere,alla sua salute ed alla formazione della sua personalità...Riccardo ancora mi prende scherzosamente in giro dicendo che solo io so cos'è meglio per lei...ed in parte questo è ancora vero...nessuno la conosce come me,nessuno capisce da uno sguardo nascosto se è triste,delusa,preoccupata,malata...nessuno gioisce come me nel vederla divenire una bambina meravigliosa,di carattere e grande forza d'animo,di estrema dolcezza e disponibilità,nonostante tutti i vizi e capricci tipici di una bambina di 4 anni...
Anche Ali è stata una bambina ad altissima richiesta,io la chiamo richiesta d'amore...anche se non sono riuscita a dormire per una notte intera negli ultimi 4 anni...
Sono sempre stata fiera di essere la sua mamma,perché tra noi c'è sempre stato più di un normale legame di mamma e figlia...
Poi è arrivata Matilde,e lei ha gioito per nove mesi per essere finalmente la fratellina di qualcuno...l'ha attesa,con tutto il cuore...ogni giorno abbiamo fatto il conto alla rovescia per il suo atterraggio al sicuro tra le nostre braccia...insieme abbiamo preparato il nostro nido anche per lei...Alice avrebbe voluto mettere la culla in camera sua,così poteva chiamarmi quando si svegliava...ha voluto comprare un'infinità di vestiti e tutine...
Matilde è morta...
Alice era a casa con la nonna...
"Non è vero,Babbo"ha detto...
E' venuta in ospedale,non mi ha voluto abbracciare,non è voluta nemmeno restare in camera...mi ha chiesto solo dove fosse Mati...e lungo il corridoio si è fermata a guardare tutte le culle rosa piene di bambine...
Non ha capito subito cosa volesse dire questo essere andato in cielo...ho dovuto spiegare che era morta e nei suoi occhi ho letto la paura e l'incredulità "...non è morta,è andata in cielo..."
Ha chiesto incessantemente per giorni quando sarebbe arrivata un'altra bambina nella mia pancia...poi ha smesso di chiedere...ed ha iniziato a vivere la nuova me,con coraggio...
Non può cambiare l'amore che provo,le mie figlie sono il primo pensiero al risveglio e l'ultimo primo di addormentarmi...ma sento di essere in difetto con lei,perché prima ero solo la sua mamma...adesso ho bisogno di essere anche la mamma di Mati...separatamente...e sbaglio tutto perché penso di dover dividere le due cose...sono sempre nel dubbio di fare bene o male ad essere semplicemente me stessa,con il mio dolore oltre l'amore,con le mie lacrime oltre ai sorrisi,con la mia necessità di silenzio anche nel mezzo di un ballettopolo...penso sempre che è molto difficile conciliare questa genitorialità tra cielo e terra...
Sono stata a parlare con la maestra di Ali,per fare il punto della situazione...so che a casa vuole proteggere la mia fragilità...lei mi ha risposto che non ne ha mai parlato...perché i bambini dimenticano più facilmente dei grandi...io l'ho odiata per questo...perché Alice vive ogni giorno della mancanza di sua sorella e nel suo dolore personale è più coraggiosa di me...mi sostiene e mi ama anche se non sono stata capace di regalarle il dono più desiderato...
Oggi forse sono solo una mamma distrutta dal dolore,ma mi sento decisamente peggiore come mamma di quella che ero otto mesi fa...tengo stretto l'amore nella speranza che possa funzionare come collante per questo cuore ora diviso a metà...sperando che gioia e nostalgia riescano a convivere in qualche modo in questa famiglia...
#115116
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Emme ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Ho letto il titolo di questo post e mi sono sentita di lasciare la mia testimonianza.
Io ho scoperto che la mia secondogenita era affetta da una patologia chiamata Ernia Diaframmatica esattamente alla 14a settimana di gravidanza, il giorno stesso che ho scoperto che nella mia pancia c'era una Bimba.
Io ho sempre sognato di avere una famiglia con tante Bimbe... un po' perché appassionata di Piccole Donne, un po' perché i miei genitori mi chiesero se io volessi una sorellina e dissi di si, ma poi arrivò un fratellino e per quanto sia contentissima di averlo, mi è sempre mancata questa sorellina.
Vittoria ha sempre chiesto una sorellina e il sapere che sarei riuscita a donargliene una mi riempiva il cuore di gioia.
E già sognavo di quando magari ne sarei riuscita ad avere un'altra e un'altra ancora.
Avevo "solo" 36 anni e sarei riuscita a riempire la casa in un trionfo di rosa.
Sofia non tornerà mai a casa.
Ma nasce e vive per due giorni.
I sette mesi della mia gravidanza sono stati di ansia e di paura ma anche di consapevolezza e di amore e di grande speranza e forza.
Mi diedero il 50% di possibilità di sopravvivenza. Malattie On Off le chiamano.
Se fosse vissuta avrebbe avuto una vita normale.
Altrimenti non ci sarebbero state vie di mezzo. L'altra possibilità era la morte.
Per soffocamento.
Vivere quei sette mesi lottando senza aver potere o voce in capitolo sulla malattia di mia figlia ti insegna tante cose.
Non che mi interessasse saperle... e se avessi potuto scegliere mi sarei tenuta Sofia sana e avrei fatto volentieri a meno di tutta questa esperienza, ma non avevo scelta.
Quindi me ne sono uscita da quella visita con il cuore schiacciato dal dolore e l'estrema gioia di aspettare una Bambina.
Vittoria era con noi durante quella visita.
Si ricorda ancora di quel pomeriggio. Ed io mi ricordo quanto entusiasmo sul suo viso!
Il medico ci disse che avremmo avuto tempo per pensare ad un'eventuale interruzione.
In un istante, io che da sempre sono stata un'insicura e un'indecisa, risposi che non ci serviva tempo per pensare.
Sofia avrebbe avuto un'opportunità.
E quindi il mio modo di combattere è stato interessarmi, informarmi, chiedere, comunicare e "vivere" questa gravidanza con tutta me stessa.
Praticamente da quel giorno il mio feto è diventato non solo una bambina, ma una figlia malata per cui lottare con tutte le mie forze.
Non serviranno a nulla preghiere, amuleti, rinunce, rosari, migliori medici, portafortuna, speranze e sacrifici.
Sofia mi insegnerà che nulla è sotto il nostro controllo davanti agli eventi della vita.
Ora però raccolgo i pezzi di tutti questi sogni e li unisco con l'esperienza vissuta.
Donando la vita si garantisce solo la morte.
Ho dovuto affidare mia figlia alla scienza e quando la scienza ha fallito alla preghiera e quando non ci sono state alternative mi è sembrato di impazzire.
Questo dovermi affidare a tutti i costi e senza potere o volontà mi ha distrutto.
Io che comunque ho sempre avuto la tendenza a controllare tutto.
Ed ora mi ritrovo ad immaginarmi scene apocalittiche ogni volta che lascio libero il pensiero di andare un po' dove vuole.
Ora che so che la vita in un attimo può cambiare completamente, vivo in attesa del prossimo attimo che non so quando arriverà ma che so che non sarò in grado di evitare.
Perché anche questo ho imparato.
Con Vittoria cerco di essere la mamma che ero prima.
Ma com'è difficile lasciarla salire sullo scivolo, farla dormire con un peluche o semplicemente tenerla per mano per strada o mandarla all'asilo.
Non sopporto il telefono che suona.
Una volta è suonato per confermarmi che la patologia sospetta era in effetti l'Ernia Diaframmatica.
Un'altra per dirmi di affrettarmi perché Sofia stava morendo.
La mia storia con Sofia mi ha insegnato che per quanto ci possiamo impegnare a proteggere i nostri figli, non saremo mai in grado di prevedere e soprattutto prevenire gli eventi e di controllarli.
Anche io sono diventata più sola. Non m'importa sentire i discorsi stupidi e superficiali delle altre madri al parco e fuori dal cancello dell'asilo.
Questo lusso non me lo restituirà più la vita.
Mi spiace che Vittoria non potrà mai conoscere l'aspetto simpatico e più leggero che comunque faceva parte di me.
Soprattutto nei rapporti con gli altri che adesso mi sembrano tutti così stupidi.
Sabato scorso ad un parco giochi mi sono dovuta trattenere e allontanare perché il discorso per me così insensato e ridicolo di due mamme mi stava facendo ribollire il sangue.
Avrei dato loro un pugno in faccia e gridato di svegliarsi.
Che la vita non funziona così.
Forse ero solo invidiosa della loro possibilità di programmare il futuro dei loro figli con entusiasmo ed energia.
Io che mi ritrovo a ringraziare il caso che nulla sia successo due secondi fa o adesso.
Claudia scrive:
"Devo fare leva su tutto il mio autocontrollo per non pensare assurdità varie, per non vedermi già sola in una landa desolata"
E mi ritrovo in questa sensazione. Sempre.
E continua:
"Ho paura anche della felicità a volte (e anche questo non è mica bello), al punto che mi commuovo quando li guardo, pensando a quanto enorme è il dono che ho ricevuto".
Questa paura mi terrorizza, mi paralizza e mi fa trattenere in tutto ciò che faccio.
Avrei dovuto imparare anche a godere dell'istante... invece se sono felice mi blocco e mi dico attenzione perché non dura.
O magari anche si, ma questo lasciarmi andare mi manca veramente.
Condivido anche i pensieri di Nico... questo senso di colpa di aver promesso ma poi non aver donato questa Amica per la vita alle nostre altre figlie.
Quella che tanto è mancata a me, mancherà a Vittoria.
E lei lo dice che le manca Sofia.
E mi domanda perché lei non ha potuto tenere la sua sorellina come la sua compagna Bea.
O quanto sarebbe bello andare all'ospedale e "comprarne" una tutta per noi.
E a Vittoria che a 4 anni ha conosciuto e vissuto la malattia della sorellina, la morte e la sofferenza e il dolore non posso che concedere tutto.
Come posso permettermi dopo quello che indirettamente le ho causato di negarle qualcosa?
Lei sa che non sono gli oggetti a fare la felicità.
All'inizio piangeva ed era arrabbiata con me e mi diceva perché le avessi portato via la sua Bimba.
E spesso poco le importa dei vizi che fanno quasi più piacere a me che a lei.
Tiene alla foto di sua sorella... mi domanda perché non ne abbia una con lei... e sto male per non averla coinvolta e portata a conoscere la sua sorellina, anche se morta.
In questi tre anni e otto mesi con Vittoria, di cui un anno e nove mesi senza Sofia, mi sono dedicata solo a lei.
Che è sempre stata la mia vita.
E che ora è ciò che mi è rimasto.
E che se prima aveva un valore inestimabile, ora è davvero la mia unica ragione di vita.
Mi domandano perché io non ritorni a lavorare.
Perché non ricomincio a pensare a me stessa.
Io sto bene così.
Occupandomi di Vittoria faccio felice il mio cuore.
E poco importa tutto il resto.
La storia con Sofia mi ha insegnato tante cose veramente.
Non credo mi abbia cambiata.
Magari ha fatto si che gli aspetti più deboli della mia personalità uscissero (come la tendenza all'ipocondria o al bipolarismo), ma che anche le cose buone di me si rafforzassero.
Il mio rapporto con Vittoria non si è modificato.
Mi sento molto dispiaciuta nei suoi confronti.
E la ringrazio per non aver mai dormito.
Per avermi chiesto mille e mille volte di leggerle un libro, magari lo stesso per serate intere.
Per avermi fatto cantare e ballare con lei.
L'averlo fatto per lei ha fatto sì che Sofia diventasse parte della nostra vita.
E ci siamo goduti la nostra Bambina come la chiama lei fino all'ultimo respiro.
Cosa che probabilmente senza la malattia non avremmo fatto presi dalle programmazioni e dalle pianificazione e dall'organizzazione del dopo.
Io e Vittoria con Sofia non avevamo possibilità di andare molto oltre.
Ci hanno impedito di sognare "troppo".
Mi pento di una cosa. E' una sciocchezza lo premetto, ma spesso ci penso e realizzo quanto la storia di Sofia mi abbia condizionata e abbia condizionato la visione di Vittoria.
Un giorno, poco prima di partire per Bergamo dove Sofia nascerà, Vittoria ha insistito tanto per comprarle un paio di scarpette morbidose rosa... non sapendo se Sofia ce l'avrebbe fatta o meno, le dissi di no.
Lei insisteva ed io le dicevo di no.
Mi ricordo di aver dovuto trascinare fuori dal negozio Vittoria in preda ad una crisi isterica tipica dei duenni che gridava che quelle scarpe erano per sua sorella Sofia e che lei le voleva davvero.
Vittoria in quel momento sognava che la sorellina le potesse indossare.
Io l'ho trascinata nella realtà degli adulti e l'ho privata del sogno di vedere quelle scarpette indossate dalla sorellina.
Non le avrebbe mai indossate, ma in quel momento non lo sapevamo ancora.
Ed io ho impedito a Vittoria di sognare.
Spero di non stare facendo ancora lo stesso errore.
Irma e Claudia in risposta ad un mio post un giorno mi scrissero che Vittoria ed io insieme avremmo trovato il nostro equilibrio e insieme ci saremmo consolate e capite.
Era appena morta Sofia e non ho compreso quelle parole.
Oggi so che la morte di Sofia per me e Vittoria è stata un punto di partenza, di incontro e di crescita.
Vittoria mi consola, mi dice che va bene piangere se sentiamo la mancanza di Sofia.
Aggiunge ogni volta un pochino "del suo".
Come ieri che asciugandomi le lacrime mi ha detto che Sofia sta bene.
Di non preoccuparmi più.
E che a Sofia piacciono le candele rosa. Altrimenti ci rimane male.
O come quando mi racconta dei suoi bei sogni in cui una bimba piccolina le accarezza il viso o le dona una farfalla.
Io ringrazio davvero Vittoria per permettermi nonostante il dolore di continuare a vivere.
Spero solo che un giorno capisca che se avessi potuto avrei salvato Sofia e fatto si che potessero crescere insieme.
Ma che certe cose non le possiamo controllare.
Grazie a CiaoLapo.
E a tutte voi Mamme straoridinarie.
Marina
#115194
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Irenee ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

E' da un po' che non vi seguo, ma oggi finalmente eccomi qui!
Leggendo le vostre storie sto riflettendo nel fatto che ognuno di noi ha un metro di misura nella vita e questo è dovuto dalle esperienze che ha vissuto!
Sto pensando a quelle mamme che un tempo scusatemi se lo dico vedevo un po' più fortunate di me, perchè almeno avevano già un figlio, ed io invece non avevo nessuno e vedevo il futuro così lontano ed incerto che un soffio di vento avrebbe potuto spazzare via non i miei sogni che se ne erano già andati ma il mio desiderio di diventare mamma.
Oggi che comprendo che cosa vuol dire anche essere mamma in terra capisco che quel che allora vedevo come un po' più di fortuna era anche una pensiero in più nell'affrontare un lutto...non voler dare il peso ad un altro figlio del proprio dolore, il sentirsi in bilico tra un mondo terreno e di spiritualità...forse posso pensare che non è così facile ma quando io dovevo pensare solo al mio di dolore e magari a quello del mio compagno, altre mamme devono pensare al dolore anche dei figli.
Per me oggi è abbastanza facile (anche se mi pongo sempre mille domande del tipo è giusto o meno) parlare ad Enea di Zeno perchè è passato del tempo quel tempo che mi ha permesso di dare un senso alle cose e di accettare il mio dolore.
Certo quello che mi è rimasto è la paura che possa accadere qualcosa...
a volte quando mi chiede di essere allattato lo abbraccio così stretto e ne respiro il profumo perchè cerco di imprimerlo dentro di me per paura che qualcosa o qualcuno possa portarmelo via.
Sto leggendo "Una base sicura" qualcuno di voi l'ha letto? Mi sto domandando se è giusto che carichi mio figlio di una responsabilità così grande dell'avermi ridato la felicità. Voi cosa ne pensate? Vi viene mai questo dubbio?
Grazie di avermi continuato a scrivere il confronto apre gli occhi ma soprattutto il cuore
#116739
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francescas ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Cara Irene,
care Mamme,
ho letto questo thread tutto di un fiato, in ufficio, col cuore in subbuglio, le lacrime agli occhi e i crampi alla pancia. Essermi ritrovata nelle vostre parole ha scatenato un uragano di emozioni.
Io ero una mamma serena e spensierata. Un bimbo splendido, arrivato dopo una gravidanza perfetta. Quando sono rimasta di nuovo incinta, mi sembrava di avere il mondo in mano, tutto stava andando secondo i miei ?piani?: 2 anni e mezzo di distanza esatti, quelli che passano fra me e mia sorella, la distanza ideale. E poi ero sicura che fosse femmina (e non mi sbagliavo). Certo ero stanca, certo, in quel momento la mia vita era difficile, quindi la gravidanza non l?ho veramente vissuta. Maria l?ho ?portata? convinta com?ero che avremmo avuto una vita per rifarci. Poi la mazzata, la morfologica che diventa uno di quei momenti, come dice Marina, che non puoi evitare. Tua figlia è morta e tu non puoi fare nulla. Impotente. L?hai persa e devi lasciarla andare.
L?ostetrica che mi ha rimandato a casa a tempo di record, dopo il parto e il raschiamento, mi ha detto: ?torni da suo figlio? e io ho fatto esattamente quello. Per giorni, per mesi, sono andata in apnea e ho pensato solo a Nicolò. L?ho amato ancora più di prima, ho smesso di lamentarmi e anche solo di sentire la stanchezza (Nic è un bimbo a alta richiesta). Mi sono impedita di provare dolore per non contagiare mio figlio. Mi sono aggrappata a lui e accanto a lui sono stata anche felice. Ho dei ricordi di momenti insieme di pura felicità. Poi ho perso anche Lenticchia, ma ho continuato a negare il dolore che provavo. Mi ricordo la sera in cui mi avevano fissato la data del secondo raschiamento, sdraiata sul letto, dolorante, con mio figlio che si era portato la cena perché voleva fare un picnic con la mamma? e ,nonostante tutto, nonostante la paura, il dolore, il senso di rabbiosa sconfitta, una schizofrenica felicità e gratitudine per quello splendido bambino che mi riempiva il lettone di briciole.
Poi è arrivato Filippo. Una gravidanza piena di ansie e paure, un rapporto fortissimo, creato da subito (io e Filippo ci siamo ?parlati? per 9 mesi e non c?è ginecologo razionalista che mi farà cambiare idea), un parto veloce, qualche preoccupazione (che forse avrebbe potuto essermi risparmiata). E c?è stata l?esplosione. Prima i sensi di colpa nei confronti del grande, perché non era più la mia unica ? forse ossessiva ? ragione di vita. Lo adoro ancora, che c?entra, ma dovevo fare spazio. Può sembrare banale, ma io non lo sapevo che sarebbe stato così difficile e mi ci sono voluti mesi per liberarmi dai sensi di colpa di star togliendo qualcosa a un bimbo che mi aveva dato tanto.
Poi la seconda esplosione: di fronte a una delle foto del numero di Lanceth dedicata al luto perinatale, quella di Baby Brianna: una mamma che bacia il corpicino della sua bimba di 22 settimane. E? stata per la prima volta che mi sono sentita veramente mamma anche di Maria, proprio come dei suoi fratelli, e che ho sentito tutto il dolore per averla persa: come se mi avessero squarciato la pancia a morsi, il momento più doloroso della mia vita. Un lampo di consapevolezza che ha gettato una nuova luce (o forse dovrei dire una nuova ombra) sulla mia vita.
Da allora sono in bilico. Sono tante cose in una: sono una mamma in lutto, sono una mamma felice e grata alla vita, sono una mamma che vorrebbe un altro figlio in terra ma non sa se ce la fa. Sono una mamma che lavora e che torna stanca e che si ferma e magari si prende il sabato mattina per sé perché se no esplode. E sono una mamma che si sente in colpa per ogni istante che non passa coi suoi figli perché potrebbe non averne davanti tanti altri. Sono una mamma solare, che tutte le volte che guarda i suoi figli si chiede: e se fosse l?ultima volta? Sono una mamma che fa progetti e che ha paura quando pensa che la tata li porta al parco e devono attraversare la strada.
Mi chiedo se sarà così per sempre. Se tornerò a riconoscere un raffreddore senza avere una crisi di panico, se la smetterò di passare dalle lacrime di commozione quando vedo i miei bimbi al terrore puro di perderli senza un perché.
Se ricomincerò mai a fare progetti. Se avrò il coraggio e la follia di provarci di nuovo, io che per tutti i 9 mesi della gravidanza di Filippo, non riuscivo a usare il plurale ?bambini? riferendomi ai miei figli.
Fra pochi giorni, a maggio, saranno tre anni che ho perso Maria. Mia figlia (dio, quanto fa male!) mi ha aperto gli occhi, nel bene e nel male. Non so se avrei amato così intensamente i suoi fratelli, se non fosse stato per lei. Ma il prezzo da pagare è alto.
Un abbraccio fortissimo, mamme care
Francesca
#117027
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Syl ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Come mi ha cambiata? Tantisimo in tutto e profondamente.
Con Matteo sono diventata mamma con una fatica incredibile contro tutte le resistenze della cultura che mi circonda per la quale non ero mamma. E contro tutte le mie insicurezze nel sentirmi mamma e mamma adeguata... che avrei dovuto affrontare comunque anche se Matteo fosse rimasto con me.
Come vivo il rapporto con i miei due figli successivi? Vivo con estrema intensità il presente... ogni singolo attimo, ogni singola sveglia notturna e ogni singolo capriccio. Vivo tutto con un senso di indefinita impossibilità di dare per scontata la loro presenza, ma neanche la mia o quella di mio marito.
Mi ripeto spesso che un giorno forse penserò che questo era il periodo più bello della mia vita e allora cerco di imprimermi nella memoria ogni singolo momento.
Anche io non sono in grado di distinguere un semplice raffreddore, una febbre, un'otite o una qualsiasi altra cosa da un evento che drammaticamente cambierà il nostro equilibrio. Mi vergogno un pò ad ammetterlo ma anche quando mi chiamano dalla scuola di uno dei miei figli... per qualsiasi motivo... quando vedo quel numero il mio cuore perde qualche colpo e ho sempre paura di quell'attimo che ti può cambiare la vita per sempre.
Mi ha molto cambiata sì. Vivo tutto quello che ho con grande consapevolezza e non dò per scontata la vita che ho ora...
Syl
#117912
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Morena ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Ciao Syl! Quanto tempo! Ti ricordi? Siamo state compagne di pancia! Ma tu da allora hai avuto due bimbi? Io Elisa nata il 25/11/2008 e basta. Non me la sono sentita dopo le mie tre gravidanze precedenti di avere un altro bimbo e attraversare ancora tutte le paure!

Riguardo al topic io concordo con te. Sono molto ansiosa e ho paura di tutto, paura che le succeda qualcosa. Paura anche che succeda qualcosa a me o a mio marito e lei soffra da morire per la nostra mancanza.

D'altro canto devo ammettere che sono contenta. Dopo anni passati a pensare solo ed esclusivamente ad avere un figlio vivo, essere tornata alla vita 'normale' mi è sembrato un sogno!

Un bacione a tutti!

Mamma di un embrioncino di 7sett., un bimbo/bimba di 20 sett., Matteo n. m. il 24/09/2007, finalmente di Elisa nata il 25/11/2008
#121028
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Syl ha risposto alla discussione Re: Come vi ha cambiati la perdita di un figlio con i figli venuti prima o dopo?

Ciao tesoro!!!
Ma certo che mi ricordo di te :-))
Sono contenta di avere tue notizie!
Io dopo Alec (9-12-08) ho avuto la mia stellina Alice (20-09-10)... non so neanche io come ho fatto ma mi sono tappata il naso e ho rischiato ancora. Ne è valsa la pena ma ne sono uscita stremata!!
Ti abbraccio forte e sono contenta di sentire che tutto ok con la tua Elisa!
Smack,
Syl
#121056
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