Astensione obbligatoria o rientro? Legge 53 8/3/00

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ela ha risposto alla discussione Re: Astensione obbligatoria o rientro? Legge 53 8/3/00

Ciao, innanzitutto mi spiace per la piccola Zoe, a cui mando un bacio.
La mia Sara è nata morta alla 27esima settimana, a me hanno dato 5 mesi, anche i due che la legge prevede prima del parto.

Ti riporto quello che c'è scritto sul sito dell'INPS:

PARTO PREMATURO

Nel caso di parto prematuro l?indennità spetta per il periodo ante-partum non goduto sommato alla fine del periodo post-partum fino a un massimo di 5 mesi, purché la lavoratrice non abbia ripreso l'attività lavorativa.circ.231/1999 - circ. 45/2000 punti B,C,D - circ. 109/2000 punto 5

?Per il Parto prematuro avvenuto quindi prima dei previsti due mesi di astensione ante partum dovrà essere riconosciuto un periodo di astensione obbligatoria dopo il parto pari a tre mesi, più i due mesi di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, secondo quanto previsto dalla circolare n. circ.231/1999 - circ. 45/2000

Non sono riconoscibili i giorni precedenti i due mesi suddetti.

?Parto prematuro e interdizione anticipata dall'Ispettorato del lavoro. Quanto detto nel paragrafo precedente vale anche se il parto prematuro si verifica durante il periodo di interdizione anticipata disposta dall'Ispettorato del Lavoro. Dovranno quindi anche in questo caso essere aggiunti ai tre mesi dopo il parto, i soli "normali" due mesi di astensione obbligatoria prima del parto, escludendo, cioè i giorni non fruiti a titolo di interdizione anticipata. circ. 45/2000
?Parto prematuro e interdizione prorogata dopo il parto dall'Ispettorato del Lavoro. I giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto devono essere aggiunti al termine dei mesi di proroga dell'astensione dopo il parto disposta, anche preventivamente, dall'Ispettorato ai sensi dell'art. 3 della citata legge,con conseguente riconoscimento di un periodo di congedo post partum di maggiore durata (circ. n. 62 del 29.04.2010)
Anche al lavoratore padre nei casi di morte, grave infermità o malattia della madre, abbandono del bambino da parte della stessa, sono riconosciuti i periodi di astensione obbligatoria post-partum di maggiore durata conseguenti al parto prematuro. Circ. 8/2003 punto 10

Per poter fruire del prolungamento dell?astensione post-partum. circ. 109/2000 punto 5 la legge stabilisce un limite di 30 giorni per la presentazione della certificazione (o dichiarazione sostitutiva) relativa alla data del parto,

N.B.: Il periodo di 5 mesi è riconosciuto anche se il parto prematuro è avvenuto prima dei 2 mesi dalla data presunta del parto.


Spero di esserti stata utile.
Un abbraccio
#128397
Ringraziano per il messaggio: raffaella78

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susanita ha risposto alla discussione Re: Astensione obbligatoria o rientro? Legge 53 8/3/00

Ti ringrazio Ela. Domani mi recherò per l'ennesima volta all'inps e farò presente cio' che mi hai scritto. solo che io ho detto al mio capo che sarei tornata ad ottobre...quanti casini! perchè non c'è chiarezza in queste cose? :(
#128399

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raffaella78 ha risposto alla discussione Re: Astensione obbligatoria o rientro? Legge 53 8/3/00

Riprendo questo topic, semplicemente per dire grazie a coloro che hanno aggiunto le loro esperienze in merito alla normativa dell'aspettativa obbligatoria, e ovviamente a CiaoLapo.
3 giorni fa per puro caso ho aperto quest'argomento, e mi sono accorta che anche a me spettavano 5 mesi di aspettativa post-parto, e non 3 come propostomi dalla mia azienda.
I miei 3 mesi erano in scadenza, ma in questi pochi giorni sono riuscita ad informarmi, e a far valere il mio diritto di usufruire anche dei 2 mesi ante-partum non goduti.
Perciò, GRAZIE!!!!
Ho riflettuto però anche sull'assurdità di una norma, che ti permette di scegliere di usufruire dell'aspettativa solo se si supera il 180° giorno di gestazione. Io ho partorito al 181°, se fosse successo 2 giorni prima non avrei avuto diritto a nulla, solo alla malattia.
Per me, per il mio vissuto, il mio lavoro e la mia situazione attuale sarebbe stato un assoluto disastro, una forzatura dannosa per tutti, oltre che per me.
Trovo francamente insensato non riservare per legge, il diritto di un periodo di riposo e cura di sé anche in periodi precedenti a quel fatidico giorno. E' uno spartiacque senza motivazioni né mediche né biologiche, per quanto sappia....un numero dato a caso. Non partorisce forse anche una donna al 100° giorno? O non ha lo stesso bisogno di un periodo di riposo e cura di sé chi patisce un aborto?
Sembrerebbe più logico riservare un periodo, anche di minor durata, ma fruibile su libera scelta anche da coloro che hanno visto interrompersi le loro gravidanze prima.
So che non tutte sentono il bisogno di stare fuori dal lavoro tanto tempo, ma chi ne ha bisogno non dovrebbe sentirsi costretto a "chiedere" la malattia, ma sapere di poter disporre di un periodo, più o meno lungo, di maggiore garanzia e tutela lavorativa, da dedicare a sé stesse, al recupero di energie mentali e fisiche.
Ovviamente è utopia, in un paese dove se non pensi da solo a far rispettare i tuoi diritti, anche quelli già garantiti dalla legge, questi vengono spesso e volentieri ignorati o deliberatamente calpestati.
Mi piacerebbe poter fare qualcosa a riguardo.
#141249
Ringraziano per il messaggio: ela, tanjagirgenti, Butterfly68

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cristinalfonso ha risposto alla discussione Vuoto legislativo in caso di natimortalità

Ciao. Quando sono andata all'inps per dichiarare la nascita/morte della mia bimba ho chiesto se avessi potuto rinunciare alla maternità obbligatoria. Tralascio la perplessità dell'impiegata quando mi ha chiesto il codice fiscale della mia bimba ed ho dovuto spiegarle che "no, i bambini nati morti non hanno un codice fiscale"...."allora lo scriva di fianco alla data di nascita che è deceduta..." om, respiro per riuscire a vedere il foglio...... Dopo varie telefonate mi ha detto che con una dichiarazione potevo interrompere l'obbligatoria. All'atto pratico non l'ho fatto perché economicamente non mi conveniva . Ma dopo che ho letto questi post, mi chiedo se effettivamente l'avrei potuto fare...
Un secondo pensiero è sul conteggio dell'astensione obbligatoria post parto a partire dalla dpp e nn da quella effettiva....per me avvenuta 3 settimane prima. Trovo pesante stare obbligatoriamente in maternità (potrei riprendere a insegnare con ritenuta d'acconto, ma nn conviene..) e speravo così di aver accellerato il rientro, invece...

.....è il mio primo post sul sito. Scusate i pensieri confusi.

Cristina
#154031

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ross030984 ha risposto alla discussione Vuoto legislativo in caso di natimortalità

Ciao Cristina, e benvenuta.
Innanzitutto un abbraccio e un bacio soffiato alla tua bimba.
Per quanto riguarda l' astensione obbligatoria, la normativa consente di rinunciare al congedo nel nostro caso. Il riferimento di legge é il seguente, trovi il testo completo sul sito Inps.
Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011, artt. 2 e 8 - Modifica degli artt. 16 e 45 del Testo Unico delle disposizioni normative a tutela e sostegno della maternità e della paternità (decreto legislativo n. 151/2001).
Un abbraccio!
Rossella
#154037

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cristinalfonso ha risposto alla discussione Vuoto legislativo in caso di natimortalità

Grazie del riferimento normativo....richiedere la rinuncia sembrava un evento raro e un'eccezione concessa per bontà, a parlare con l'impiegata dell'Inps e nn una modalità normata....
Un abbraccio
#154044

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cristinalfonso ha risposto alla discussione Codice fiscale

Neanche a farlo apposta mi.è appena arrivata una mail all'inps in cui mi si richiede ilcosice fiscale di Camilla per proseguire con i pagamenti della maternità.
Avevo già dichiarato a suo tempo per scritto che era nata morta.
Perché me lo chiedono ancora?
Non esiste un suo codice fiscale....o sbaglio?
Inutilre dirvi che ora sono arrabbiata nera...oggi sono due mesi che nn è più con noi...e devo pensare a queste cazzate...
Scusate lo sfogo....
E grazie a chi saprà rispondermi...
Cristina
#154048

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Lisa2 ha risposto alla discussione Vuoto legislativo in caso di natimortalità

Scusate, magari arrivo in ritardo ma volevo descrivere anche la mia esperienza, se può essere utile: io ho perso mio figlio a 20 settimane perciò non mi spettava l'astensione obbligatoria. Convalescenza dichiarata dall'ospedale: 2 giorni. Il mio medico di base mi ha poi prolungato la malattia di 2 settimane, perché svolgo un lavoro mediamente usurante e avevo ancora doloretti alle gambe, preferiva non forzare. Poi sono rientrata... Panico totale. Andavo da una stanza all'altra e non mi ricordavo perché, ero incapace di relazionarmi con chiunque, stavo il più possibile da sola, cercavo di non mangiare agli stessi orari dei colleghi per non avere nessuno di torno. Dura se il lavoro è anche solo un minimo"di equipe"... Per fortuna era agosto, sono arrivate 2 settimane di ferie dopo 2 di lavoro. Quando sono ritornata andava meglio, ma avevo un ulteriore disagio perché gli altri non sapevano più come comportarsi con me e ovviamente dovevo essere io a dare dei segnali. Quindi io troverei sensato lasciare possibilità di scelta previa valutazione di uno psicologo che possa effettivamente dire se la testa di una "mamma speciale" e' in grado di affrontare il contesto in cui si viene a trovare. Io sono un tecnico di laboratorio, il lavoro è di gruppo... Non so come avrei potuto fare se avessi dovuto relazionarmi con un pubblico esterno...
#155610

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