Le emozioni ed i pensieri della perdita

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claudia ha creato la discussione Le emozioni ed i pensieri della perdita

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Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#27966
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claudia ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

mamme, ci raccontiamo i pensieri e le emozioni del dopo?

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#89766

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danluc89 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

il dopo... e' uno strazio, ogni gesto sembra vuoto di significato...sono morta dentro, sono un'altra me, mi vedo come un manichino senza vita, senza anima, senza sorriso, senza poesia.
mi sento soffocare , mi manca l'aria ed ogni respiro è dolore acuto profondo tagliente come lama di coltello che affonda nel cuore.
il tempo non passa, i giorni sono pigri e tristi.
il dolore è indicibile, è il vuoto ad ogni passo.
I colori hanno perso la loro luce, la luna, il sole e le stelle non brillano più .Il lago che scorgo dalla finestra appare piatto e stanco come l'acqua di un secchio.
#89769
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Stef ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Io mi sento a pezzi, frammentata, divisa tra quello che sente il cuore e quello che dice la testa.
A volte la testa è stanca perchè pensa e ripensa sempre le stesse cose. A volte mi racconto la storia del come sarebbe andata se...
Ma poi mi rimprovero da sola, perchè purtroppo anche da quel sogno mi devo risvegliare.
Leggo con avidità alcuni post, perchè ho fretta di curarmi.
Penso sempre ad una prossima gravidanza: da una parte la voglio, da una parte il pensiero mi paralizza.
Tutto quello che faccio, lo vedo solo in funzione di mio figlio. Se ascolto una canzone che non me lo ricorda, la tolgo, perchè altrimenti la musica non ha senso.
Lascio che le ore scorrino, a volte fissando un oggetto o facendo qualche stupido giochino così che almeno il tempo passi in fretta e un'altra giornata passi.
Aspetto con ansia che il tempo passi perchè so che solo così potrò uscire da questa apatia.
Guardo mio marito e soffro anche per lui, per come sta, perchè non dice una parola. Ma stiamo facendo percorsi diversi e ci stiamo rispettando. Non posso invitarlo a fare null'altro, perchè anche lui lo fa con me.
Però io ho solo lui, viviamo anche lontani dalla nostra famiglia di origine. Siamo noi la nostra unica distrazione. Speriamo di farcela.
Per ora sono ancora troppo vivi i ricordi del futuro.
Questi sono i mesi che dovevano essere. Ci manca la sua presenza, la sua boccuccia dolce. Ci mancano tutti i progetto che avevamo in programma di fare con lui.
Ci manca tutto quello che volevamo insegnargli e ci mancano tutte le sue reazioni.
Ci manca il suo pianto, la sua voce.
Basterà tempo per riparare tutto questo (e altro!)?
Cercheremo di riempire tutto questo con il nostro amore incondizionato e infinito.
#90928
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soniale ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Ciao cara amica ,
io ho perso il mio piccolo Andrea 24 giorni fa............ non ho mai potuto ascoltare i suoi pianti e vedere i suoi sorrisi e le sue smorfie perchè era morto da 4 settimane ( nella mia pancia)...... da quando ho saputo che Andrea è volato via il tempo sembra essere , contemporaneamente , fulmineo ma anche lento come una lumaca...........
Io , per giunta devo anche continuare a sorridere ed essere forte e serena perchè ho un'altra figlia la quale già soffre e rifiuta la morte di suo fratello ( che desiderava e chiedeva a Gesù di avere da 1 anno) ed ha già visto me piangere e piangere , magari sentendosi usurpata e messa in secondo piano............. sai quante volte viene e mi abbraccia e mi bacia la pancia come se Andrea fosse ancora li......... non immagini quanto a me questo faccia male / ma nello stesso tempo mi fa capire l'amore di mia figlia per me e mi rincuora).....
Credimi a me è solo l^Amore di DIo ,che filtra attraverso mio marito e mia figlia , a darmi la forza di affrontare tutto ciò. IO so che è tutto nelle mani di DIo , il Quale sa cosa è meglio per noi. Io mi fido di Lui ed è proprio questo che mi fa desiderare cos' tanto di riprovarci.....sono solo 24 i giorni ed ancora non ho avuto gli esiti dell'autopsia però secondo il medico è stata solo una pura casualità ( il braccio del mio bambino si è semplicemente incastrato nel cordone e nel girarsi lo ha strozzato creandosi un ' embolia, nient'altro) e perciò io e mio marito vogliamo riprovarci subito. Ovviamente abbiamo paura che si possa ripresentare la stessa situazione però solo Dio sa e io mi affido a Lui e riesco a trovare serenità......... anche la mia è una tempesta vertiginosa però so che colui che è fautore di ogni cosa in cielo e sulla terra e che è che ha sacrificato Suo figlio per noi . è al mio fianco ed ha la situazione sotto controllo e , come dice la Bibbia: se Lui è con me chi sarà contro di me.............
Ti auguro che presto un alto cuoricino batta nella tua pancia e che vada tutto bene.......
un abbraccio
Sonia
#91449

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Maria ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

?oh mamma, Clau questa e? davvero tosta! Ritorno ai giorni successivi a quel 28 novembre 2007
Quando e? morta Maria e? stato come per tutte un fulmine a ciel sereno, non avrei mai pensato che una bimba potesse morire a 37 sett., una bimbotta di 51 cm e di 3,100 kg. Tornare a casa con le braccia vuote e col cuore a pezzi e? stato davvero difficile. Il giorno dopo la morte di Maria l?abbiamo portata al cimitero, io volevo accompagnarla e mi sono fatta dimettere, non volevo lasciare andare la mia bimba da sola volevo accompagnarla, ero fisicamente uno straccio ma non potevo lasciarla andare. Quando siamo tornati a casa mio marito mi ha aiutato a farmi una doccia, ho odiato il mio corpo con tutta me stessa, non riuscivo a passarmi le mani sulla pancia, quella pancia che fino ad un paio di giorni prima aveva custodito la mia piccola stella, mi lasciavo scorrere l?acqua addosso come per cancellare quel dolore ma senza risultato . Non avevo fame, non avevo sonno, avevo tutti i mali di questo mondo e volevo solo raggiungere la mia Maria, nella mia mente passavano tutte le immagini dei giorni prima, dei mesi prima e di tutta la mia vita fino a quel momento, dov?era che avevo sbagliato? Cosa avevamo fatto di cosi grave da essere ??puniti ?? in questo modo?? Come si poteva morire senza neppure essere nati? Com?e? possibile che un genitore vede un figlio morire e lo accompagna in una baretta bianca? Le domande mi assalivano ed a nessuna di queste io riuscivo a dare una risposta. Sono stata per un paio di mesi che non riuscivo a lasciare il divano ero perennemente li?, con mio marito accanto, non un suono in casa nostra, ne? radio, ne? televisione accesa, c?era il telefono che squillava in continuazione ed al quale mi rifiutavo categoricamente di rispondere, non ho voluto le visite dei parenti, visitare cosa? Visitare chi? Non volevo nessuno o meglio volevo solo Maria e nessuno poteva darmela, nessuno poteva restituirmi il mio fagotto. I nostri sogni infranti, i nostri desideri non si sarebbero mai potuti concretizzare, i pensieri nei giorni precedenti alla morte di Maria erano rivolti a cose futili ??chissa? se dorme?? ??chissa? se piangera? ?? ed invece ora l?unico pianto che si sentiva in quella casa era il nostro, per mesi non abbiamo dormito e paradossalmente era perche? nostra figlia dormiva per sempre, mi assopivo con il pensiero che quando mi sarei destata tutto sarebbe stato diverso ma la realta? era tutt?altra, era crudele ed infame ed io non potevo, non riuscivo ad accettarla. Poi sono approdata per caso qui, ed ho cominciato a capire, leggevo Claudia, Amanda, Barbara, Denise e mi chiedevo ma allora ce la si puo? fare davvero? Il tempo e tanto lavoro mi hanno portato ad essere quella che sono oggi, ed ancora ci lavoro su e sono sicura che non smettero? mai, vivere e condividere cose importanti come la gravidanza di Rebecca con le mie paturnie e con tutte le paure di questo mondo con mamme che avevano i miei stessi timori con Gina, Serafina, Sheila, Syl, Fiammetta mi ha aiutato molto, quella di Riccardo e? stata piu? ??leggera?? perche? avevo piu? impegni mi sentivo forte perche? avevo vinto contro la morte con la nascita di Rebecca e sapevo che ce l?avrei potuta fare. Ogni tanto mi capita di rotolare giu? dalla montagna e sento che la vita e? in debito con me perche? mi ha tolto la cosa piu? cara ma carica di pensieri arrivo qui e trovo qui sempre qualcuno pronto ad allungarmi una mano e mi rimetto in piedi
Grazie
Ross
p.s. Clau stavolta hai messo a dura prova i miei nervi, rimettere in chiaro i miei pensieri ed il mio vissuto nei giorni successivi alla morte di Maria e? stata davvero dura. Trattenere le lacrime e? stato difficile se non impossibile, ma nonostante tutto grazie mille

Nessuna Notte e' tanto lunga da non permettere al Sole di sorgere ancora...
#91495
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DANI81 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

....davvero difficile ripercorrere quei momenti ma voglio provarci......
Arrivati in ospedale e appresa la terribile realtà, la mia mente si rifiutava di credere quello che dicevano i medici.... non era vero...., non poteva succedere..., anche i miei occhi si rifiutavano di vedere la realtà.... in quel monitor dell'ecografia era tutto fermo, immobile la linea piatta, ed io continuavo a urlare non è vero vi state sbagliando...., ho quasi obbligato la dottoressa a rifarmi l'ecografia, lei insisteva di no per non farmi ancora più male, ma alla fine ha dovuto cedere e dinuovo quell'immagine tutto immobile, la mia bimba era tutta ranicchiata nella mia pancia..., non ci credevo fino all'ultimo ho sperato che nascesse urlante.... ma anche lì un silenzio assordante.... si sentiva solo la mia disperazione e quella di mio marito.....
I giorni successivi al parto, passati in ospedale in camera con un'altra mamma che aveva perso la sua bambina al parto, sono stati di totale inconscienza, non realizzavo, mi accarezzavo la pancia e non mi sembrava vero che non ci fosse più la mia bambina a scalciare, ero come anestetizzata, mi sono subito alzata dal letto, tutta la mia famiglia veniva a trovarmi ed io uscivo dalla stanza, li allontanavo dalla stanza per rispetto dell'altra mamma che aveva subito un cesareo d'urgenza e non poteva alzarsi dal letto, mi preoccupavo per che piangeva sempra e che la confusione poteva darle fastidio, cercavo di consolarla in tutti i modi, ma io era come se non fossi io, era dolo un brutto sogno......
Il ritorno a casa è stato devastante ed è stato proprio lì che ho realizzato tutto non c'e stato verso di potermi consolare, sono state ore,giorni,settimane a piangere e disperarmi, tutto mi parlava di lei, il divano dove ci facevamo le coccole, i miei vestiti con la forma del pancione, le cose che ci piaceva mangiare in frigo, nella dispensa in cucina......
il cassetto dove custodivo tutte le cosine che avevo preparato per lei (poche cose tanto, mi dicevo, c'è ancora tempo mancavano 3 mesi alla nascita!) l'ho aperto per istinto (la prima cosa che ho fatto appena entrata in casa) ero vuoto, non c'era più niente, mi avevano nascosto tutto, ho iniziato a piangere e a urlare, nessuno poteva avvicinarsi, mi sono arrabbiata con tutti (anche se poverini l'avevano fatto per me senza cattiveria) l'ho capito solo dopo, quando mia mamma mi ha rassicurata dicendomi che le custodiva lei e quando avrei voluto rivederle erano lì, ancora non ho avuto la forza di farlo.
Tutte le volte che entro nella doccia la mia mente ritorna a quel giorno, sono rimasta quasi un'ora sotto la doccia disperata, senza forze,abbandonata, arrabbiata con il mondo intero, piangevo a dirotto, un pianto pieno colmo di dolore che partiva dalle viscere dello stomaco e mi annientava tutto il corpo, volevo morire, mi stringevo le braccie intorno alla mia pancia quasi fino a farmi male, mi odiavo, odiavo il mio corpo perchè mi avava tradita, aveva fatto del male alla mia bambina, il dopo più bello e prezioso di tutta la mia vita.....
...non volevo uscire di casa, mi vergognavo, pensavo e se qualcuno mi chiede cosa risponderò?, come reagirò? Non sono andata per tanti mesi nei posti dove andavo di solito incinta, soprattutto nei negozi per bimbi dove mi cososcevano.
I mesi successivi terribili, la ricerca della mia bambina (ancora dopo sei mesi in ospedale), ma ora nel suo posticino terreno, quante telefonate in ospedale per sbloccare "l'errore buracratico" mi dicevano :evil: , e poi l'ennesimo duro colpo la conferma che il mio corpo mi aveva tradita, la causa della morte insufficenza feto-placentare, e tutto il seguito liste di esami interminabili, analisi, quanti controlli genetista,ginecologo,ematologo quanta attesa per gli esiti degli esami..................
Nel frattempo sono dovuta rientrare dopo un mese dal parto a lovoro, perchè per pochi giorni mi era stata rifiutata la maternità (in seguto accettata con ricorso), e dunque mi sono rimessa in movimento e piano piano ho superato tanti "ostacoli", che non mi aspettavo....., ora col senno di poi, dico che è stato meglio così, uscire di casa, "riprendere la mia vita in mano" pensare un pò ad altro è stato molto importante mi ha aiutata tanto, sono stati mesi difficilissimi, e voi siete state la mia ancora di salvezza il mio rifugio.....
Grazie per tutto quello che fate... Grazie Claudia..... Grazie Alfredo .....Grazie Lapo....
Grazie a tutte....
Sono passati quasi 10 mesi da quando la mia bambina è volata in cielo, ancora a volte non mi sembra vero, la cerco in tutti i bimbi....., ma sono consapevole che non ci sarà più, devo accettare che mi mancherà per sempre e che nella mia famiglia, paragonata ad un puzzle, mancherà per sempre un "pezzo fondamentale e insostituibile, la mia prima e adorata figlia Alessandra.
Un abbraccio a tutte
Daniela
#91705
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franci81 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Anche io vorrei cimentarmi con queste riflessioni di importanza davvero fondamentale.
Le emozioni del dopo sono svariati milioni e probabilmente se mettessi per iscritto i miei pensieri domani uscirebbe un quadro completamente differente. Ma oggi ripercorro con voi questi sette mesi (proprio oggi..) per aiutare anche me a fare il punto di dove mi trovo.

Appena successo, il senso di irrealtà è stato il sentimento preponderante, come se non stesse succedendo realmente a me. Ricordo quella dottoressa che ci spiegava di come ormai il viaggio del nostro piccolo fosse giunto alla fine, di come iniziasse ad esserci una compromissione dei vari organi.. e io che le chiedevo di quali organi si trattasse e di che compromissione stessimo parlando per cercare delle speranze a cui appigliarmi. Ricordo di aver desiderato di avere il mio bimbo vivo anche con la dialisi, anche con danni permanenti , o su una carrozzina? per poi sentirmi subito in colpa per il pensiero egoista. Lui moriva, e io? Non capivo come sarebbe stato possibile andare avanti.

E poi ricordo la fretta, l?impazienza.
Non vedevo l?ora che tutto finisse. Il funerale per esempio, fatto il primo giorno utile senza possibilità di posticipare, ed io che continuavo a dire di volerlo fare il prima possibile. Col senno di poi mi rendo conto che forse con il funerale in ballo non mi riusciva molto bene fingere che non fosse successo nulla...

E ricordo per tutto il periodo della maternità a casa di come le mie giornate si susseguissero piuttosto tranquillamente, con la mia nuova routine fatta di gesti e persone ?sicure? con cui potermi lasciare andare e sentire protetta. Ma oltre a qualche momento di tristezza in cui pensavo a Fabrizio, e provavo pena per il suo tragico destino, per quel bimbo così indifeso, ero piuttosto ?serena?. Anzi proprio qui sul forum avevo iniziato un post in cui chiedevo se fosse normale non soffrire abbastanza.. perché non sentivo di condividere quei sentimenti di annientamento e lacerazione descritti da altre mamme. Avevo voglia di bruciare le tappe, di essere ne fuori, di non doverlo affrontare, di essere già oltre, già lontana.. e contavo i giorni che passavano come se ad un certo numero raggiunto avessi potuto avere la ricompensa ed essere dichiarata ?a posto?.
E mi convincevo di essere fortissima, di avere reagito benissimo, di avere un recupero incredibile.. in realtà la mia elaborazione non era ancora cominciata; paradossalmente il non stare male non significava l?aver reagito bene ma essere rimasta ferma con gli occhi chiusi a quel giorno. Ricordo infatti per esempio distintamente una sera mentre lavavo i piatti , in cui mi sono messa a pensare che in fondo l?avere Fabrizio nel cuore non era poi tanto diverso dall?averlo nella pancia; in fin dei conti in entrambi i casi non lo vedevo, non lo potevo toccare, ma potevo parlargli, amarlo, sognarlo. E non mi accorgevo che così la mia attesa non si era ancora spezzata, ma io continuavo a fingere che non fosse nato, che tutto doveva ancora succedere.. magari con una nuova pancia a rendere il tutto più credibile.. ma ancora non pensavo ad una nuova gravidanza in modo così insistente, mi bastava crogiolarmi nell?idea di averlo accanto, ancora. E lo sentivo davvero con me!

Poi sono rientrata al lavoro? aiuto! E nel giro di 15 giorni la mia migliore amica ha avuto la sua bimba, che doveva crescere con Fabrizio. E lì tutto il mio castello di carta è inesorabilmente crollato. Io tornavo al lavoro ma Fabrizio non c?era; per un po? non ho mollato il colpo e ad ogni collega, utente, conoscente, parlavo di lui, del mio bambino.. e per tutto il giorno stavo bene, pensavo ad altro e staccavo la spina. Ma il rientro a casa ogni sera era una coltellata, perché ogni sera mi scontravo con la realtà della sua assenza. Era venuto il momento di smettere di fingere.

Rendermi conto di ciò che era successo (a circa 4 mesi dalla sua perdita..) è stato come essere travolta in pieno da un tir. Sono stata assalita e affondata da un mare di emozioni che non avevo mai sperimentato in precedenza, neanche nei momenti di maggiore difficoltà della mia vita. Mi ero sempre chiesta cosa possa passare nella mente di chi decide di farla finita, come potessero queste persone non vedere il buono del mondo.. beh l?ho capito purtroppo sulla mia pelle. E? come se fossi stata avvolta dal buio più totale, nulla aveva più senso, se lui non c?era non aveva più senso neanche che ci fossi io. Ogni movimento mi costava un?immensa fatica, mi sentivo spossata sia fisicamente che psicologicamente, senza più forze né prospettive, in completa balìa degli eventi (che ai miei occhi apparivano comunque insignificanti: avrebbero potuto dirmi che avevo vinto dieci milioni alla lotteria o che mi avevano scoperto un male incurabile e la mia reazione sarebbe stata la stessa). Mi sentivo finita. Non ero in grado di trovare un solo buon motivo per provare un barlume di felicità, o almeno di non dolore. E? stato il periodo più brutto, in cui lasciavo semplicemente scorrere un giorno dietro l?altro, cercando di resistere fino al passaggio della tempesta.. e mi sono chiesta più volte se la fine della tempesta mi avrebbe trovato ancora in piedi.. tante volte ho vacillato, sono caduta, mi sono rialzata. Ma il morale era sempre, costantemente sotto i piedi, il dolore era lì, continuo e sfiancante.
L?unico pensiero che pareva potermi risvegliare era quello di una nuova gravidanza. Un nuovo bambino che potesse farmi tornare il sorriso, la gioia di vivere. Non volevo più pensare alla morte, ma buttarmi nella vita. E questo era diventato un chiodo fisso, un pensiero costante perché mi sembrava l?unico appiglio a cui aggrapparmi per non sprofondare. Mi rendevo conto anche io in qualche barlume di lucidità che questa ossessione non era per niente sana, né un buon inizio per una nuova vita, ma era più forte di me, cercavo di convincermi che in fondo non avrei fatto male a nessuno, che alla fine qualsiasi gravidanza nasce per colmare un desiderio dei genitori.. e così ogni pensiero rivolto a Fabrizio che mi feriva il cuore era seguito da uno ad un nuovo bambino immaginario che mi avrebbe ?ripagato? di tutto questo male.

Poi non so come, se sia successo di colpo o gradualmente, ma il pensiero di Fabrizio è tornato a farsi dolce. Mi sono scoperta a pensarlo senza lacrime calde ma con un sorriso profondo di tenerezza e di amore, mi sono scoperta ad amare il momento di dormire, sola nei miei pensieri sotto le coperte, in cui potevo abbandonarmi al suo dolce ricordo e sentirmi tranquilla, godere di ogni attimo vissuto con lui senza addormentarmi più tra le lacrime. Non so ora a che punto mi trovi, so che il più delle volte sento una grande serenità, come se finalmente non stessi più camminando su una corda tesa sul vuoto, ma con un po? più di stabilità. Ci sono ancora alti e bassi: momenti in cui mi sento invincibile, e sento che affronterò tutto ciò che la vita mi offrirà, che sono cresciuta, maturata e che più nulla mi può scalfire si alternano a momenti in cui provo una grande ansia per il futuro, e si affaccia la paura di non riuscire mai ad essere felice.
Mi sento come se fossi finalmente uscita dalla tempesta di cui parlavo prima, e ne fossi uscita in piedi, anche se ancora barcollante. Ci sono momenti in cui il mio piccolo mi manca da togliere il fiato e la malinconia torna come un vento caldo che mi avvolge, ma poi il pensiero di lui torna ad essere ben piantato in me, nel mio cuore. Sono qui, e aspetto lo scorrere della vita. Non so cosa mi riserverà, se cose belle o brutte, ma staremo a vedere. E la vita di Fabrizio, la sua morte, il suo passaggio, non sono più una cosa contro natura, crudele, inaccettabile, ma tutto va a fare parte di un disegno che ho accettato, una serie di eventi naturali, parti integranti della mia vita, eventi dolorosi ma utili e buoni. E la sua breve esistenza, l?averlo conosciuto, è l?evento più strabiliante, più fecondo, più sconvolgente che mi sia mai capitato. E ringrazierò sempre il mio piccolo per quello che mi ha insegnato e quello che mi ha fatto provare. Perché potranno arrivare altri cento figli, ma sarà sempre lui l?unico ad avermi fatto diventare mamma, e il mio cuore lo amerà per sempre.
Grazie Claudia per questo bellissimo post e scusate la lunghezza?
Un abbraccio a tutte,
Franci

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Fabrizio, 24/12/2010
#94261
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Scriccia ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

vi ho letto intensamente, avete scritto frasi e pensieri che condivido, difficili da fare venire fuori, pensare a cio' che ho provato dopo? ..... Io trovo difficile organizzare i miei pensieri, quale racconto delle mie tre oppportunita' di avere questo figlio? Non mi piace tanto decidere quale dei tre e' da considerare piu' o meno importante....faccio molta confusione, ma ogni volta e' stata come se fosse morta una parte di me. La sensazione piu' difficile da spiegare e' quel gesto involontario che facevo in continuazione di posare la mia mano sulla pancia e parlargli ancora e ancora, come facevo mentre era insieme a me in quei pochi mesi......il contare ancora le settimane e soffrire ogni volta che vedevo una pancia o un passeggino... non riuscire a rispondere al telefono che continua a suonare, rifiutare di dare spiegazione e tagliare corto, cambiare immediatamente discorso con superficialita', assolutamente discorso tabu', passare notti insonne a crogiolarmi nei miei castelli di sabbia, come essere in un altra dimensione e odiare il momento del risveglio la mattina perche' preferivo stare nel mio mondo. Uscire di casa e sentire fastidio per la luce accecante del giorno, non sopportavo le belle giornate di sole, perche' c'e' il sole? Toccare il fondo piu' di una volta e aver paura, tanta paura di non essere forti per gli altri che hanno tanto tanto bisogno di te ancora....ed eppure purtoppo anche io ricordo un giorno in cui mi sono rifiutata di uscire con gli amici, la mia famiglia e' andata e mi sono messa in vasca da bagno per cercare conforto....pensare pensare, arrivare pure a pensare di smettere di stare male, di raggiungere in fretta il mio bambino, di stare per sempre insieme a lui, istanti, ti spaventano, ti schiacciano e vedi veramente come si fa in fretta a cadere in una depressione. Ci si accorge perche' la parte razionale ti manda degli allarmi, ed eppure sembra che faccia piacere crogiolarsi in questa strana apatia, niente sorrisi, tanto silenzio, ho iniziato pure a dover convivere con attacchi di panico, arrivano senza spiegazione, non poter fare respiri fino in fondo, respirare, non sapevo quanto fosse difficile. crollare davanti al proprio marito in un pianto insopportabile e urlargli di aiutarmi perche' non ce la faccio, perche' sto ancora troppo male dopo tutti questi mesi, in questi mesi sono stata accompagnata da tutte queste forme di sensazione, sono due anni cosi'......e poi per fortuna c'e' la parte della medaglia presentabile, l'altra faccia, quella che mostro ai miei genitori, agli amici, ai miei figli,un po' spenta, ma sempre pronta e tranquilla, quella che ha superato in fondo nulla di che, un argomento oramai vecchio e di poca importanza, che vive la sua routin e che se gli chiedi come stai ti dice serenamente tutto bene. E un giorno spero tanto di poterlo dire credendoci pure io.
#98392
Ringraziano per il messaggio: Chiara75, mari78

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claragaudino ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

...Quando sono tornata a casa era domenica mattina...Era come se avessi voluto lasciarmi dietro quell'ospedale che per me aveva rappresentato il dolore!Ma tornata a casa ho sperimentato il ritorno a braccia vuote:Dov'era la mia bellissima bambina bruna?Dov'era quel tesoro custodito per nove mesi?La sua culla preparata è stata il luogo dove ho pianto,dove io e mio marito abbiamo dato sfogo al nostro strazio!Alla nostra età non ce l'aspettavamo di diventare nuovamente genitori,ma da quando lo avevamo saputo eravamo così contenti da sembrare una coppietta di giovani sposi!Oh,l'aspettavamo con grande gioia la nostra piccola!Avevamo scelto di chiamarla Benedetta perché era una benedizione del cielo per noi!Inostri ragazzi erano felicissimi e non dimenticherò mai i loro occhi rossi di pianto quando sono uscita dalla sala parto:E'una marchiatura a fuoco,dentro l'anima la morte di Benedetta e gli occhi degli altri tre miei figli...Sono passati 12 giorni,ma mi chiedo quando potrò pensarci con più serenità?Quando questa morsa gelida ,stringerà meno il mio cuore?Perché non ho potuto avere la gioia di tenere Benedetta nel port-enfant,ma l'ho dovuta mettere in una piccola bara bianca?E tutti a dirmi di farmi forza perché ho altri tre figli:E' vero,sono la mia gioia e ringrazio Dio per avermeli dati,ma anche Benedetta era mia figlia e sento come se me l'avessero strappata dall'anima questa creatura...Sento il vuoto nel cuore e nella pancia,sì perché mi guardo questa pancia diventata già troppo piatta in 12 giorni e mi sento beffata,deufradata di ciò CHE PIù SI HA CARO:UN FIGLIO!!!
#101718
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spilla75 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

....le emozioni ed i pensieri della perdita........mah non so se riuscirò a metterli tutti per iscritto e spt con un senso logico,ma ci provo Devo ovviamente andare indietro nel tempo, esattamente il giorno 7.11.2008.
Quel giorno avevamo appuntamento per eco con flussimetria, come controllo precauzionale(?? :sick: ) visto che da 6 settimane avevo un rialzo ridicolo (??! :sick: ) della pressione.....come è andata, anzi NON andata quell'eco già lo sapete.
Ricordo l'idiota (scusate ma è la verità) di quel dottore, che stando sulla porta senza nemmeno guardarmi in faccia, aveva fretta perchè era in ritardo di ore, mi disse:" come avrete già capito (noi non avevamo capito nulla invece!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) non c'è più attività cardiaca"...cielo quelle parole!.......cavolo quelle parole!, ricordo come fosse ieri, mi misi a piangere e subito mi affrettai a dire "ma è sicuro?"..."come è possibile?", e frasi del genere, il dottore allora mi rispose che era quella la realtà e che :"dovevo partorire", a quella frase il mio senso di smarrimento aumentò e da lì smisi di parlare. Non capivo, non capivo la realtà. Ricordo che da quel momento sino a che non è nato il mio Cesare, non parlai più, se non nella mia mente, non mi uscivano le parole. Nella mia testa rifuggivo la realtà, Cesare non era morto, io non lo volevo,e se invece era morto, beh non mi importava lo avrei tenuto lo stesso........penso di essere impazzita nel vero senso della parola......nella follia e nello shock mi convincevo che Cesare appena nato avrebbe pianto........
Ricordo all'uscito dalla stanza dell'eco, quanto eravamo piccoli e quanto mi sono sentita piccola, mentre percorravamo quel corridoio lungo e infinito, stretto, freddo , soli e piccoli io e Luca con Cesare morto nella pancia, per arrivare poi al reparto. E' stato un attimo interminabile, il tempo non passava, e la sensazione di vuoto, di incredulità aumentava e mi toglieva il fiato. Volevo fermare il tempo, volevo morire anche io.
Durante il travaglio e quando sentii uscire Cesare ricordo che a tratti, sempre nella mia pazzia, mi sembrava tutto naturale........già sto partorendo, forse un pò presto, manon può essere morto.....poi ricordo che lo volli vedere subito, appena uscito........non me la scordo quell'immagine, quella sensazione,.,....l'ho visto piccolo, bellissimo.......ma morto, era veramente così, ed aveva un'espressione affaticata.......lì sono irrimediabilmente morta un pò anche io, quella parte non tornerà e infatti non è tornata, se ne è andata insieme a lui....
L'arrivo in reparto poi fu ancora più allucinante, perchè oramai era tutto finito, Cesare veram,ente non c'era più, la pancia era vuota, la gravidanza era finita, tutti i progetti, tutti i desideri cancellati, e il mio ometto tanto desiderato era morto per sempre.......ricordo di essermi salvat grazie a mio marito in quel momento che riuscì a stare in stanza per tutta la notte, perchè sola non so cosa avrei fatto di me stessa.
Ripenso e rivivo quei giorni, non esiste il tempo, non esistono i figli che arrivano poi, i pensieri e le emozioni legate a quei giorni sono sempre le stesse.
Dopo la dimissione, il ritorno a casa e il riprendere la vita(?) sono stati per alcuni versi ancora più dolorosi, ogni giorno che passava era un giono in più senza Cesare, era un giorno in più di consapevolezza di ciò che era successo, ogni giorno diventatva tutto sempre più reale e quindi più doloroso.
Sonostatigiorni di non-vita, vivevo ma allo stesso tempo ero distaccata dalla vita stessa, ero come un automa, senza emozioni, senza nessuna scintilla nel'anima...
Il tempo poi aiuta è vero, la vita ricomincia e il sole torna a splendere non semre negli stessi modi, ma risplende.
Queste alcune delle emozioni, ho scritto con fretta e disturbata dal puffetto che oggi è incontenibile,
grazie Cla dello splendido spunto
mille baci a tutte e tante coccole ai cuccioli in cielo
Elisa
#101826
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maria7479 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Elisa grazie infinite per questo racconto.
Un bacio a Cesare

Maria con Anna e le altre stelle
#101836

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LoreChia ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Vorrei essere una mamma normale... Con le occhiaie per le notti insonni e i seni dolenti...
Gioia mi manchi.....
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di nardo ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Sì lo ammetto,x un attimo affacciata al balcone dell'ospedale ci ho pensato a buttarmi di sotto,ero sola, il mio compagno dopo aver passato una notte insonne accanto a me era andato a riposare e io avrei potuto approfittarne tanto bastava poco avrei scavalcato la ringhiera e a cader giù ci avrei messo qualche secondo.Così avrei potuto raggiungere mio figlio e mi sarei ripresa quella maternità che mi era stata strappata senza nessun preavviso.
Faccio qualche passo indietro,quella mattina doveva essere l'ultima visita di controllo prima di cominciare a prepararmi x la nascita di questo bimbo,che avevamo desiderato + di ogni altra cosa.Era tutto pronto a casa,mio fratello x scherzo quando mi è venuto a trovare,notando che nn mancava davvero nulla ,mi ha detto "fossi in te metterei sul fasciatoio anche un pannolino aperto così quando torni dall'ospedale ci metti un attimo"
Avevo riso.
Contro la volontà delle ostetriche avevo anche già sterilizzato i ciucci,e messi nel portaciuccio,il mio bimbo doveva avere tutto quello che voleva....e infatti lo ha ricevuto e lo riceve ancora ,x quello che posso.
Ritorno a quella maledetta mattina,durante la quale si sono spenti tutti i sogni,come se qualcuno avesse tirato giù il sipario durante la scena + bella.Quella maledetta frase e improvvisamente il vuoto e l'apatia verso quello che mi veniva detto:un insieme di parole incomprensibili,o che forse nn volevo comprendere,ma che ricordo benissimo a distanza di un mese e mezzo.Dovevo scegliere :parto naturale o cesareo,ma cosa me ne frega di cosa è meglio x me il mio bambino nn c'è + ed io ho solo voglia di morire cn lui.Poi gli occhi del mio compagno che mi imploravano di scegliere quello che era meglio x me stessa,lo faccio solo x te,pensavo in quel momento,ma poi mi sono resa conto subito dopo,che lo avevo fatto innanzitutto x mio figlio,x la sua dignità,e x me stessa,era un'esperienza che volevo vivere e l'ho vissuta,anche se nel peggiore dei modi.E di questo ringrazio i medici che hanno insistito a farmi ragionare.
Il ritorno a casa?Nn lo so descrivere,un insieme di emozioni contrastanti ma la prima cosa che ho voluto fare è stato metter via i suoi vestitini,x nn farli sciupare(bugiarda!era solo x nn soffrire).I giorni che sono arrivati dopo sono stati duri,il piangere era l'unica cosa che volevo fare e ci sono riuscita benissimo.Ho pianto fino a farmi venire i mal di testa,ma nn sono mai riuscita a chiedermi il perchè fosse successo proprio a noi.L'unica cosa che volevo sapere era come fosse accaduto ed è quello che voglio sapere tuttora,e poi i sensi di colpa che mi hanno accompagnato x settimane.
Adesso?Ho la forza di tenere la sua foto accanto a me mentre dormo,così posso dargli il buongiorno e la buonanotte come quando era nella mia pancia.Nella sua cameretta ,sul suo lettino,sì perchè ho lasciato tutto com'era,ho solo tolto la giostrina musicale perchè ogni volta che la spolveravo si muoveva e suonava,mi faceva piangere.Compro girandole x farlo giocare cn il vento e creo cassette della memoria x parlare cn lui,faccio tutto quello che avrei fatto se fosse stato cn me,raccolgo i suoi segnali e sento la sua presenza in mezzo a noi quando dormiamo.Lo vedo nelle nuvole,in una farfalla,in una goccia di pioggia,nel sole...lui è dappertutto.Le persone che lo hanno amato e ancora lo amano lo ricordano,lui è esistito davvero!Il dolore si sta trasformando in qualcosa di diverso a cui nn so dare ancora un nome,la sera chiudo gli occhi e finalmente posso stare cn lui,rivivo i momenti in cui l'ho tenuto in braccio,gli accarezzo il nasino,i capelli,le manine,gli bacio le guanciotte e poi lo lascio andare...qualche volta tra le lacrime e qualche volta tra i sorrisi,e aspetto di nuovo la sera x stare cn lui...
#119219
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Cinzia65 ha risposto alla discussione Re: Le emozioni ed i pensieri della perdita

Una gravidanza perfetta, in armonia con l'universo, la mattina del 19 febbraio 2009 si rompono le acque e arrivo con il mio borsone in ospedale

tutto procede bene, tutto è nella norma, visita, compilazione cartella clinica, tracciato, entro in sala travaglio, mio marito è sempre con me, gli danno un olio e mi inizia a massaggiare la schiena, sono coccolata da tutti, arriva l'anestesista che vuole farmi l'epidurale.... io non la voglio, il parto i dolori sono cose naturali e naturalmente arriverà il momento delle spinte per conoscere la mia Virginia

sono tutti intorno a me, l'ostetrica, il ginecologo arriva il neonatologo che prepara la culletta con il lenzuolino colorato e disegnato con tante macchine e pupazzetti, il braccialetto pronto con il nome Virginia e mio marito che è lì con me

poi ad un tratto in un minuto è cambiato tutto, il battito è calato, tutti erano agitati, il sole fuori è diventato buio e io sono stata catapultata sotto un lampadario e addormentata con una mascherina "parto d'urgenza cesareo"

mi sono risvegliata e la mia bambina dormiva nella culletta (era stata rianimata, vestita e cullata) io ero frastornata e ricordo che una voce (quella del mio ginecologo) mi diceva che Virginia era morta, non c'era stato il tempo

in un minuto è cambiato tutto e in quel momento non ho avuto pensieri mi ricordo che avveniva tutto ma al tutto io non prendevo parte attivamente, lo subivo

la sera il ginecologo mi venne a trovare e mi disse "Cinzia mi dispiace ma fra un anno potrà riprovarci "(detta così e a me che compivo 44 anni dopo 10 giorni, mi è sembrato una presa in giro, e poi il dopo è stato sempre più tragico e doloroso, dovrei raccontare in tre post diversi le emozioni e i pensieri delle perdite diverse per esperienze diverse per Virginia, Giordano ed Emiliano)

Sono stata ricoverata 10 giorni e ho schioccato tutti, ho accolto tutti, ho imparato anche a consolare tutti

ho attraversato tutte le fasi della perdita, delle mie tre perdite perchè sono stati due parti e un raschiamento l'ultimo di Emiliano, ho pensato tante volte che scavalcando la ringhiera sarei volata giu' dal ponte e che sarei andata da loro, ho dovuto imparare a respirare, a vivere a sopravvivere, ho imparato a prendermi cura dei miei figli, a ringraziare per il tempo trascorso insieme a loro nel prima e adesso nel dopo sapere e vedere quello che è invisibile agli altri, volendo ricordare perchè solo il ricordo tiene in vita i miei figli

ci sono giorni no, giorni ni, giorni si.... imparando a vivere alla giornata

poi ci sono le mamme speciali che solo con loro si può condividere tutti i pensieri che sono stati e che sono miei
grazie Claudia
grazie Lapo

Cinzia
#120414
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