Come dirlo ai fratellini

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claudia ha creato la discussione Come dirlo ai fratellini

Carissime tutte,
apro questo post con l'intento di condividere riflessioni, consigli e eventuali incertezze su come comunicare ai propri figli la perdita del fratellino/i.
Potete leggere nel libro degli ospiti la testimonianza di Linda, un'amica che è sorella di una bambina nata morta, e potete raccontare cosa vi è stato consigliato, cosa vi è stato proibito, quali difficoltà avete incontrato nel decidere come comportarvi.
La morte non è percepita allo stesso modo nelle diverse età evolutive, ma ciò che risulta comprensibile persino in utero dai feti sono le emozioni dei genitori, i comportamenti, le difficoltà.
Per cui, in linea generale, gli esperti in neuropsichiatria e genitorialità suggeriscono di esprimere le proprie emozioni spiegando ciò che è possibile spiegare, senza nascondersi dietro maschere comportamentali e senza ambiguità. Dire sono triste e piango perchè il fratellino è andato via, fa molto bene, perchè è un messaggio lineare rispetto alle emozioni che il bambino può capire e riconoscere.
Che ne pensate?

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#208

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daniela6770 ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

All'inizio io e mio marito non sapevamo assolutamente come comunicare alla nostra bimba che il suo fratellino era morto. Poi abbiamo deciso di dirglielo insieme. Piangevo io e piangeva anche mio marito..Io non so se faccio bene o male ma cerco di dirle la verita' e di spiegarle cos'e' successo (ovviamente con parole adatte a lei che ha quasi 5 anni). Parliamo di Michele e del fatto che e' tornato in cielo. Mia madre mi racconta che ne parla spesso anche con lei e alle volte mi sembra che ne parli piu' liberamente con la nonna che con me. In tanti subito dopo la morte del bimbo mi dicevano che tanto se lo sarebbe scordato alla svelta, che non avrebbe fatto tante domande. Neanche per idea: anche stasera mi ha chiesto del fratello e si ricorda un sacco di cose che le avevo detto e spiegato (l'avevo nominata mia ASSISTENTE) Mi dispiace moltissimo che abbia dovuto subire questa situazione ..ma che ci posso fare ??? E' successo alla nostra famiglia e quindi anche a lei. C'e' una cosa, pero', che ancora non ho affrontato: non l'ho mai portata al cimitero. Magari non le farebbe \"ne' in qua' ne in la'\" ..ma se mi facesse domande, per il momento, non saprei che risponderle.
#211

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claudia ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Ciao Daniela, bentornata!
Direi che avete scelto la strada migliore, chiarezza, sincerità e disponibilità a parlare.
La tua piccola è stata colpita come tutti voi da questo evento, non ha senso cercare di tenerla fuori, lei lo sta vivendo.
Il tempo ti permetterà di aiutarla a reagire bene, al meglio, anche osservando voi e i vostri modi di reagire.
Bene che anche con la nonna ne parli, è un modo per sentirsi IN FAMIGLIA, vuol dire che ha capito che può esprimersi liberamente.
Giulio ieri mi ha detto a proposito del fratellino in arrivo \"Mamma, speriamo che non abbia la malattia di Lapo, perchè io ci voglio giocare davvero\".

Riguardo all'andare al cicmitero, scegli tu quando e come, non ti sentire costretta a portarla, verrà col tempo.

Un saluto speciale

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#213

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Laura ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Quante cose da dire su questi fratellini/sorelline maggiori!
Quando persi Elia, Eva aveva quasi tre anni ... quel fratellino tanto aspettato che poi non è mai arrivato!
Abbiamo aspettato che fosse lei a porci delle domande ed infatti, non abbiamo dovuto aspettare molto .. la sera stessa delle dimissioni, pronti per andare a letto, come mi distesi, Eva mi fece la fatidica domanda:?Ma il pancione dove è? ... dove è il fratellino?? (la sera, prima di addormentarsi lo accarezzava sempre nell?attesa di un calcetto in risposta alle sue coccole).
Mi ricordo che riuscii a stento a mandare giù quel groppo alla gola che quasi mi impediva di respirare e trovai la forza di dirle che il fratellino aveva deciso di salire in cielo, come un angioletto e che da lassù ci avrebbe protetto e guardato ... noi riusciremo comunque a vederlo perché è la stella più luminosa di tutto l?universo.
Eva capì perfettamente cosa era successo e capì anche gli stati d?animo miei e di mio marito ... ogni tanto quando meno ce lo aspettavamo ci chiedeva del perché se ne era andato il fratellino e se sarebbe ritornato, ha passato un periodo (finito poi, non a caso, dopo la nascita di Alberto) in cui, mentre giocava a fare la mamma uno dei suoi bambolotti rappresentava un bambino morto, e così all?asilo organizzava giochi in cui uno dei suoi compagni doveva morire .... inizialmente ci fu un totale sbigottimento da parte nostra ma poi le maestre mi rincuorarono dicendomi che quello era semplicemente un modo per Eva, di esternare quella situazione di disagio ed un modo per elaborare il lutto del fratellino.
Come dice Daniela, non è vero che dimenticano presto, anzi ... secondo me proprio perché vivono quel tipo di esperienza nell?età ?pura? (in cui i loro pensieri dovrebbero essere solo ... a che gusto prendo il gelato oppure voglio una Winx bionda anziché mora), metabolizzano molto di più ed indirettamente vengono responsabilizzati anche di più, catapultati in una dimensione diversa dall?originaria in cui una mamma ed un babbo non sono più come erano prima o per lo meno, lo sono solo parzialmente, probabilmente viene a mancare loro l?esigenza di certezza (una mamma che piange spesso, agli occhi del proprio bambino è sempre una figura difficile da capire e da accettare!). A distanza di quasi tre anni dalla perdita di Elia, Eva ogni tanto chiede ancora di lui e proprio l?estate scorsa, davanti alla morte della nostra vicina di casa Vanna (dalla quale lei andava sempre molto volentieri), ci disse:? ... almeno così il fratellino non sarà più solo!?.
Per quanto riguarda il discorso cimitero anche io, non ho mai affrontato l?argomento e mi sono spesso chiesta come fare e cosa dire, fin tanto che, una domenica quando io e Giampiero eravamo pronti per andare a trovare Elia, è stata lei a chiederci di poter venire con noi! ... è una esigenza che scatta da sola, del resto vale anche per noi!
Eva è stata la mia ancora di salvezza, il cuscino su cui appoggiarmi quando avevo bisogno di ?riposarmi? ... è stato come assistere ad un?inversione generazionale (se così la si può chiamare) in cui questa volta è stata la figlia a sostenere, proteggere ed anche capire la sua mamma (dagli occhi tristi, come mi diceva lei!) e forse è proprio per questo che molte volte, per alleviarle questo peso, ho cercato di ?far finta? che tutto fosse a posto, come se non fosse successo niente (con tutte le conseguenze a cui poi andiamo incontro noi mamme quando siamo costrette a ?scaglionare? il dolore e il pianto). ... è anche per lei e con lei che ho riacquistato la fiducia e la speranza cercando di far sì che questo mio status possa essere percepito dai miei figli Eva ed Alberto, .... nel ricordo del loro fratellino Elia.
#223

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carla ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Come mamma avrei voluto proteggere Matteo, avrei non avesse dovuto vivere ciò che ci è stato dare da vivere, ma tutto il nostro amore non basta per proteggere alcuno dei nostri figli.
Mio marito ed io abbiamo sempre scelto di essere sinceri con Matteo, usando parole adatte alla sua età (quando Irene si è ammalata non aveva ancora quattro anni) ma dicendo a lui qual era la realtà delle cose. Quando Irene ha avuto la recidiva gli abbiamo detto che la malattia era più forte e che Irene non aveva più le forze per vincerla. Ricordo che Matteo gli ultimi venti giorni di vita di Irene lì ha trascorsi con i nonni, veniva in ospedale a trovarci e sapeva che saremmo tornati a casa solo quando Irene non ci sarebbe stata più e quando quel 5 novembre ha aperto la porta di casa e ci ha rovati lì, guardando al cielo con le lacrime agli occhi mi ha chiesto:?perché sei tornata?? sapendo bene qual era la realtà. Matteo è stata fra le prime persone a cui abbiamo detto che aspettavamo un altro bambino e lui guardandomi fisso negli occhi mi ha chiesto: ?mamma questo bambino (ha sempre desiderato che fosse una sorellina!) non morirà vero come Irene?? Non ho neanche quella volta avuto il coraggio di mentirgli e ricordo che gli abbiamo risposto che non potevamo assicurargli questo, siamo solo uomini, non abbiamo il potere di controllare la vita, ma noi speravamo davvero andasse tutto bene e avremmo aspettato questo bimbo.
E la notte della diagnosi il primo pensiero è stato ancora per mio figlio e per questo sono tornata a casa in permesso per parlare con lui.
Anche a me avevano detto che il fatto di non vedere Chiara l?avrebbe aiutato a superare la sua perdita più facilmente. NON è VERO. Spesso mi parla delle sue sorelle ed il suo rammarico è di non aver visto Chiara, ma soprattutto, come ho già scritto, di non sapere di che colore fossero i suoi occhi (azzurri come i suoi e quelli di Irene o verdi come i miei?)
Oggi che stiamo pensando a guardare ancora con fiducia e speranza ad una nuova vita ho paura, perché se le cose non dovessero andare bene sapremo ancora essere forti e sostenere e trovare sostegno in Matteo o ci romperemo in mille pezzi?
Per quanto riguarda il cimitero personalmente non penso faccia male ad un bambino andarci se noi adulti siamo pronti a stare accanto ai nostri figli. In cimitero ci sono i corpi dei nostri piccoli e penso che non possa far male ai fratelli venire con noi grandi in cimitero.
Quando Matteo aveva 5 anni ed è morta Irene lui è venuto con noi al funerale , è venuto con noi al cimitero ed è stato lì fra me e il papà finchè la piccola bara bianca di Irene è stata adagiata sul fondo della buca, poi ci ha chiesto di andare via e noi, che avevamo già organizzato il momento pensando anche a lui, l?abbiamo fatto riaccompagnare a casa. Ma Matteo ha sempre saputo che il corpo di Irene erà lì sotto terra , ma la sua anima no. atteo sa oggi di avere accanto a sé due angeli speciali le sue sorelline e a volte lui mi chiede: ?quanti angeli ho?? perché vuole sentirsi dire la risposta da noi.
Di Chiara ha scelto di non venire al funerale anche se ha deciso come doveva essere e dove far mettere la sorellina. Ha voluto comprare per portare sulla tomba di Chiara gli stessi dinosauri che aveva portato anche su quella di Irene anche se a volte capita che mi chieda ?Secondo te sarebbe piaciuto anche a lei come a me ed Irene giocare con i dinosauri??
Ed io voglio proprio pensare di sì!!!!
#225

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claudia ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Care Laura e Carla,
i nostri figli maggiori si sono trovati ad affiancarci nel percorso della vita, e certo il nostro percorso di famiglie non è stato proprio lineare.
Però è stato vero, genuino e reale, e nessuno di noi ha fatto nulla per nascondere, ingannare o proteggere falsamente i nostri bambini.
L'amore per i nostri figli è anche composto dal rispetto e dalla lealtà nei confronti delle loro piccole persone che crescono; nessuno mai vorrebbe fare del male ai suoi figli, e molto spesso durante i mesi dopo la perdita di Lapo mi sono chiesta \"quanto\" avrebbe pagato Giulio in termini di serenità e di spensieratezza questo evento che ha colpito la nostra famiglia.
E mi sono chiesta quali sarebbero stati i modi migliori per parlare, le facce migliori da fare, le espressioni da evitare con lui. Non ho mai pensato neanche una volta di mentire, di negare la presenza del fratellino nella mia pancia e poi la sua assenza definitiva, anche se, come voi tutte dite, scegliere la lealtà e la sincerità può sembrare all'inizio difficile e doloroso, soprattutto perchè essere sinceri implica anche avere le lacrime agli occhi, gli occhi senza espressione, il naso rosso etc...
L'unità delle nostre famiglie durante e dopo questi eventi, la capacità di continuare con tenacia a vivere la vita di tutti i giorni, cadendo e rialzandosi, questo sì, che è un meraviglioso insegnamento per i nostri cuccioli.
Dai un enorme bacio a Matteo, e ai suoi meravigliosi dinosauri....

NB
Non è proprio pertinente, ma in questi giorni sto leggendo il libro di Terzani \"La mia fine è il mio inizio\" e mi sento di consigliarvelo come spunto di riflessione....Baci

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#226

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Marcoforever ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

La mia adorata Sofia domenica compie 2 anni e Marco sabato è due mesi che non c'è più, o meglio c'è in maniera diversa, nei nostri (mio e di mio marito)cuori, nella nostra mente, nella nostra anima.
Sofia purtroppo era presente quando ho avuto il distacco di placenta, io cercavo di rassicurarla ma non so quanto ci sia riuscita...mi ha visto svenire...ha visto il sangue...mi ha visto portare via...
Ho voluto che la portassero in ospedale il giorno dopo affinchè si accertasse che io c'ero...non ha chiesto di Marco in ospedale e nemmeno dopo.
Al mio ritorno a casa io e mio marito le abbiamo detto con molto entusiasmo (ed è chiaro con la morte nel cuore) che Marco è nato angelo.
Lei mi aiutava a mettere la crema sul pancione, aveva deciso il nome, lo chiamava...ciao Marco, buonanotte Marco...ora non lo nomino più in sua presenza, magari dico \"il bambino\". La psicologa mi ha sconsigliato di non parlare di angeli, in quanto ad un bambino potrebbe creare disagio sapere che \"qualcuno\" che lui non vede è sempre lì con lui, e di aspettare che lei mi chieda di Marco. Io mi domando mi chiederà mai, data la sua età e dato che non l'ha mai visto e non ha visto il funerale ( a cui non ho potuto partecipare nemmeno io)?
Sofia non chiede di Marco, del fratellino di cui tanto le avevamo parlato affinchè non fosse gelosa del nostro amore per lui.
A lei ha colpito il fatto che sono caduta e mi ripete \"mamma è caduta ed ha battuto la testa\"......io le spiego che la mamma ora è guarita, che dopo ogni caduta ci si rialza....ma quando meno me lo aspetto lo ripete.
Non so quanto possa ricordare e quanto possa soffrire per la perdita del fratellino, come fare per capirlo? E' chiaro che sopratutto il primo mese ci ha visti tristi, è chiaro che ha avvertito disagio anche se con tutte le mie forze ho cercato di ridere e cantare come le ho sempre fatto (anche se piangevo quando le cantavo la sua canzone preferita ...\"mamma non stai mai ferma.....appena mi sveglio mi vieni ad abbracciare......e guardo e vedo le sue mani pregare\").
Vorrei che lei sapesse del fratellino ma qual'è il momento giusto, qual'è il modo migliore....Sono d'accordo con tutto quello che avete detto, di non nascondere le cose ai nostri figli, ma non ho trovato nessuno come me che avesse un figlio così piccolo, che non sa e non ricorda (forse)...per cui sarebbe per me raccontare qualcosa di cui lei è inconsapevole (forse).

Alla sua età posso dirle \"la mamma è triste perchè il fratellino è andato via?\"
e lei si ricorda del fratellino?

Grazie per questo spazio.....ed è chiaro per tutti gli spazi a nostra disposizione, e dell'aiuto e conforto che mi giungono.
#326

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claudia ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Cara mamma di Marco e Sofia, in questi giorni mi documenterò meglio con le colleghe della neuropsichiatria infantile.
Intanto ti dico che in effetti Sofia è molto piccola, e di tutto questo forse ha memorizzato in modo intenso (non esclusivo, ma più forte) solo la tua caduta.
Lavorerei su quello, raccontandole anche in forma di storia che una mamma può cadere e sentirsi male, ma poi guarisce e sta meglio.
E le direi che certo, avete tutti preso molto spavento, però ora state bene.
Insomma, aspetterei qualche tempo per riprendere direttamente il discorso del fratellino, perchè non è detto che lei abbia associato le due cose. Forse la paura per la tua caduta è stata tale da \"cancellare\" la storia della pancia e del suo contenuto.
Lei sembra avere bisogno di raccontarsi quel momento difficile, prova a chiederle se ha avuto paura e, dopo che ti risponde, spiega che tu hai avuto un pò di paura. Prova a aspettare che lei riesca a fare altre riflessioni su questa cosa, e rassicurala.
Può darsi che, passata la paura per te, torni fuori qualche domanda sulla tua pancia, però adesso non forzerei.
E non mi forzerei di non nominare marco, perchè fino a 2 mesi fa Marco c'era in molti vostri discorsi. Quindi riferisciti a lui con il suo nome, e magari se lei chiede, spiega che quando è caduto si è fatto tanto male perchè era troppo piccolo, era minuscolo, e non è guarito. (In genere i bambini si rendono conto che le cose molto piccole, tipo i pulcini etc sono \"fragili\").
Un'ultima cosa:
Sofia ha modificato qualche comportamento nel frattempo?
Potrebbe darsi che per lo stress perda qualche competenza, cioè torni a manifestare dei bisogni che erano scomparsi al momento dell'episodio.

A presto

Claudia
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#338

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Marcoforever ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Cara Claudia
ho seguito il tuo consiglio....quando Sofia mi ha detto di nuovo \"la mamma è caduta ed ha battuto la testa\" eravamo proprio sul divano in cucina (dove è successo l'incidente), l'ho rassicurata sul mio stato di salute, le ho fatto vedere la testa, le ho detto che in ospedale mi hanno messo pomate ed i medici ed i suoi baci mi hanno guarita.
Poi le ho chiesto se si fosse spaventata e mi ha risposto di sì, l'ho rassicurata ancora ....fin qui tutte cose che mi aveva già detto; poi le ho chiesto \"e tu dov'eri?\" e lei mi ha risposto \"a piangere\"...Tesoro mio.....ancora sento le sue urla nelle mie orecchie...forse ricorda più di quanto immaginiamo?!forse soffre più di quanto pensiamo?! Questo non l'aveva mai detto!!!!!!
Ieri è stato il suo secondo compleanno ed abbiamo cercato di festeggiarla normalmente, facendole provare una grande gioia, facendola divertire....facendola sorprendere.
Io ho pensato continuamente come sarebbe stato se ci fosse stato Marco. Il più bel regalo che potessi farle..... Che triste mostrarsi felici quando non lo si è!!!!
Voglio dirti che non abbiamo notato una regressione nei comportamenti...lei è sempre molto attenta, vivace e parla molto. Mi accarezza molto, spesso dorme con noi nel lettone....cosa che non dovrebbe fare, lo so....ma ha sempre avuto questa tendenza dal giorno in cui è nata....vuole sempre un contatto fisico, con me se ci sono io, altrimenti con il papà o la nonna.
Quando sono uscita dall'ospedale avevamo bisogno l'una dell'altra, sentivo che stare vicino a me la rassicurava molto, credi che debba continuare a farla dormire con me? Questa esigenza è più evidente la notte, mentre il pomeriggio è più semplice (non facile) addormentarla nel suo lettino.

Ancora una volta ti ringrazio per i consigli che mi hai dato e per quelli che mi vorrai dare in futuro. Mi fai sapere cosa ti dicono le tue colleghe?!
Mariella
#372

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Antonella ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Ritrovo in tua figlia lo stesso comportamento che ha avuto Enea... quando siamo tornati a casa dall?ospedale di Firenze è stato la mia ombra per molto tempo; oltre a dormire insieme dicendomi che aveva un bisogno estremo di me, controllava ogni mio comportamento per capire quale sentimento stessi provando, era attento a tutti i miei sguardi e quando mi vedeva le lacrime mi ripeteva cosa poteva succedermi... aveva paura che potessi morire anch?io... Solo dopo ho capito quanto è stata dura anche per lui...

Enea ha quasi dodici anni, aspettava il fratello da anni e quando, mio marito ed io, gli abbiamo detto che ero incinta prima di festeggiare ci ha chiesto molto seriamente quando era successo e perché non l?avevamo avvertito prima (di farlo!)... come è stato buffo!...
La felicità gli si leggeva chiaramente negli occhi ed è aumentata notevolmente quando abbiamo saputo che era maschio!
Un periodo bellissimo durato solo 20 settimane perché dopo la diagnosi è subentrata la paura, suo fratello non era più una certezza! Per proteggerlo da un?eventuale delusione abbiamo cambiato atteggiamento: non era più quando ci sarà tuo fratello ma se ci sarà tuo fratello... che strazio!...
Per esigenze familiari (in versilia, dove abitiamo, siamo soli) ad Enea non è stato filtrato nulla, è sempre stato presente ad ogni controllo, mi ha seguito durante i ricoveri, sapeva tutto e non ha mai riferito nulla a nessuno...
Tornassi indietro... gli eviterei tanto stress e non solo!...

Ancora oggi, a distanza di tre mesi, evita di ascoltare o parlare di Ettore ma quando mi vede scrivere su ciaolapo mi dice: ?ancora? Ma sei proprio fissata!? e questo mi fa credere che stia meglio; d?altronde è risaputo che i bambini hanno un?altro modo di affrontare i dolori... meglio così!
Antonella
#374

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claudia ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Care Antonella e Mariella, i vostri bambini hanno età molto diverse, e le loro reazioni emotive sono diverse, perchè mentre nel caso della piccola, la morte non è qualcosa di definito e comprensibile come tale, il nostro ometto ha ben chiaro questo concetto, e cerca di conviverci.
Siete state molto brave tutte e due, perchè cercate continuamente di non nascondere e non negare, e questo è molto più difficile che inventare balle rassicuranti.
Riguardo al dormire nel lettone con voi, cara Mariella, vai a diritto, non ci sono problemi, soprattutto quando i bambini sono così piccoli, anzi, è una forma di contatto molto importante, soprattutto dopo un evento.
Riguardo ad Enea che si scoccia, prova a spiegargli a cosa serve per te CiaoLapo, spiega che per far passare il dolore può essere importante condividerlo e parlarne, spiega che portarsi dentro tutto in silenzio è molto pesante e molto difficile...lascia a lui la libertà di venire allo scoperto, e iniziare a buttare qua e là qualche frase con te. Ci sono libri belli su questo argomento, in Italiano, che può leggere anche lui...cercali sul sito di PAMOBA (parliamo della morte ai bambini), ci sono libri di narrativa scaricabili da internet, tutto fa.
Un abbraccione congiunto.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#376

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SILDAR ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Ciao a tutte,
ho finalmente trovato la forza per scrivervi. Il 06 agosto ad un normale controllo ecografico (16^sett.) ho perso il mio Matteo. Quel giorno avevo deciso di portare anche la mia Irene, volevo farle vedere TUCCIO come lo chiamava lei.
Purtroppo non è riuscita a vedere nessun suo movimento. Lo strazio è stato notevole, ho dovuto affrontare questa situazione da sola con mia figlia. Appena uscite dallo studio ho chiamato mio marito per dargli la brutta notizia. La mia bimba di 5 anni e mezzo mi ha subito detto: Mamma perchè piangi? Perchè hai detto a papà che è andata male? Da quel momento ho capito che non potevo più fare finta di niente e le ho detto che Tuccio aveva il tubicino (cordone ombelicale) troppo piccolo, allora non riusciva a crescere nella pancia della mamma e quindi è tornato angelo. Il giorno dopo quando sono stata ricoverata continuava a chiedere di Matteo e della mamma, lo chiedeva più volte a persone diverse (forse per vedere se la versione era uguale). Anche lei ogni sera lo salutava ed ora qualche volta continua a farlo ma anzichè guardare la pancia guarda in cielo. Ha preso un binocolo per vedere se riesce a vederlo, qualche volta mi chiede di poter andare in paradiso a vedere com'è Tuccio.
Anche ora a distanza di 2 mesi mi chiede ancora di suo fratello, io le spiego che è fortunata perchè è lassù che la protegge. Sono d'accordo su fatto che un altro figlio aiuta a superare il lutto ma credo che se avessi avuto la possibilità di sfogarmi di più forse sarebbe passato prima.
Avrei tanto voluto dare un'altro fratellino/sorellina ad Irene ma credo che dovrò aspettare ancora un po': la psichiatra dice che devo prendermi un pò di tempo per me, per ritrovare la mia serenità. Non lo sò forse ha ragione ma io ho paura di far soffrire troppo la mia Irene che mi continua a chiedere: Mamma, me lo fai un'altro fratellino? Io le dico che lo voglio e quando sarà il momento lui arriverà.:kiss:
#1425

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SILDAR ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Ciao a tutte,
ho finalmente trovato la forza per scrivervi. Il 06 agosto ad un normale controllo ecografico (16^sett.) ho perso il mio Matteo. Quel giorno avevo deciso di portare anche la mia Irene, volevo farle vedere TUCCIO come lo chiamava lei.
Purtroppo non è riuscita a vedere nessun suo movimento. Lo strazio è stato notevole, ho dovuto affrontare questa situazione da sola con mia figlia. Appena uscite dallo studio ho chiamato mio marito per dargli la brutta notizia. La mia bimba di 5 anni e mezzo mi ha subito detto: Mamma perchè piangi? Perchè hai detto a papà che è andata male? Da quel momento ho capito che non potevo più fare finta di niente e le ho detto che Tuccio aveva il tubicino (cordone ombelicale) troppo piccolo, allora non riusciva a crescere nella pancia della mamma e quindi è tornato angelo. Il giorno dopo quando sono stata ricoverata continuava a chiedere di Matteo e della mamma, lo chiedeva più volte a persone diverse (forse per vedere se la versione era uguale). Anche lei ogni sera lo salutava ed ora qualche volta continua a farlo ma anzichè guardare la pancia guarda in cielo. Ha preso un binocolo per vedere se riesce a vederlo, qualche volta mi chiede di poter andare in paradiso a vedere com'è Tuccio.
Anche ora a distanza di 2 mesi mi chiede ancora di suo fratello, io le spiego che è fortunata perchè è lassù che la protegge. Sono d'accordo su fatto che un altro figlio aiuta a superare il lutto ma credo che se avessi avuto la possibilità di sfogarmi di più forse sarebbe passato prima.
Avrei tanto voluto dare un'altro fratellino/sorellina ad Irene ma credo che dovrò aspettare ancora un po': la psichiatra dice che devo prendermi un pò di tempo per me, per ritrovare la mia serenità. Non lo sò forse ha ragione ma io ho paura di far soffrire troppo la mia Irene che mi continua a chiedere: Mamma, me lo fai un'altro fratellino? Io le dico che lo voglio e quando sarà il momento lui arriverà.:kiss:
#1426

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Elo ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Ciao a tutte,mamme speciali. Mio marito ed io abbiamo annunciato la morte del loro fratellino Sebastiano il giorno in cui l'abbiamo saputo. Elia di quasi 5 anni ha chiesto perché fosse morto. Cosa dire quando neppure noi non conosceremo forse mai la risposta? Gli abbiamo risposto che il suo corpicino era probabilmente malato, ma che non era colpa sua nè di nessuno. Quando Elia ci poneva una domanda su Sebastiano, cercavamo di rispondergli al meglio; non ha pianto,ma ha più volte espresso la sua tristezza. E anche la sua collera per la morte di quel fratello che avremmo dovuto chiamare \"cacca\", visto che si era preso la libertà di morire...elia avrebbe voluto vedere suo fratello, ma gli abbiamo spiegato che solo mamma e papà l'avrebbero visto. Elia ha fatto un disegno da mettere nella bara di suo fratello e poi ne ha parlato coi compagni di scuola e anche all'asilo. Le ceneri di sebastiano sono state versate al cimitero e ci abbiamo portato i bambini.Ora, dopo un mese e mezzo, Elia parla di Sebastiano e a Natale abbiamo fatto insieme una coroncina di carta come la sua, per il nostro principe... Elia mi vedeva, con aria interrogativa, scrivere e scrivere in certi momenti nei quali gli chiedevo di lasciarmi da sola; gli ho risposto che scrivevo la mia tristezza per la perdita del bimbo. Da quella volta, quando mi vede scrivere non dice nulla, mi fa un coccolino e riparte.
E sua sorella? con la scusa che non avrebbe capito, l'abbiamo lasciata un poco da parte. Appena ce ne siamo resi conto, le ho detto \"ti ricordi il bébé che c'era nella pancia della mamma? quel bébé non c'è più, stava male e ora è nella terra, nel cimitero dove andiamo a dirgli ciao. Quel bébé si chiama Sebastiano ed è tuo fratello proprio come Elia\".
Quanto al cimitero, credo, ma sempre rispettando i nostri ritmi, che portarci i nostri bambini sia un modo per aiutarli a far esistere quel fratello che non hanno mai visto. Per Elia ed Emma-Sophie, Sebastiano è lì e spero che renda un po' meno astratta la situazione.
Credo sia importante parlare ai nostri altri figli. Si comincia a conoscere il concetto di \"sopravvissuti\" per indicare i fratelli che rimangono e che potrebbero portarsi dietro il peso del non detto tutta la vita. Vi abbraccio
#2294

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roby.nardi11 ha risposto alla discussione Come dirlo ai fratellini

Quando Alberto se ne è andato, Cinzia aveva 17 mesi, era piccola per capire tante cose. Io però all'uscita dall'ospedale le ho spiegato che il fratellino era diventato un angioletto, e che mamma aveva male alla pancia, perciò avrebbe riposato qualche giorno. Poi è arrivato un periodo durissimo, in cui non riuscivo neppure ad alzarmi dal letto... non parlavo, nè con lei nè con nessuno. Me ne stavo li, sdraiata nel letto o sul divano, senza dire una parola. E lei che era abituata ad avere una mamma sempre in movimento, ne soffriva. Veniva a chiedermi se poteva prendere delle cose, e io le dicevo sempre \"si, si, fai come vuoi\". Sapevo che era sbagliato, ma non avevo la forza di fare e pensare nulla.
Un giorno mi ha scossa lei. Mi ha chiesto di giocare insieme, io le ho risposto \"no, non ora\". Lei ha girato un po' per casa, poi è venuta vicino al divano, e col suo linguaggio non ancora perfetto mi ha detto \"facciamo così. Io metto il tavolino qui vicino a te e faccio un disegno... ma non ti disturbo. Sto zitta zitta, non parlo... ma sto qui vicina, e se hai bisogno di me io sono qui\". Povera amore mio, quanto doveva aver sofferto. Anche ora mi viene l'angoscia parlarne. Allora mi sono alzata, e le ho detto \"e se io ho bisogno adesso di un tuo abbraccio?\". Zitta zitta è venuta in braccio, e mi ha stretto forte. E' stata li... un'eternità. Poi mi ha detto che era stanca e che andava a giocare in cameretta, invece l'ho trovata nascosta dietro il mobile, col ciuccio e due grossi lacrimoni. Ho cercato di scuotermi, e da quel giorno non ho più tentato di chiuderla fuori dalla mia vita, anche se in realtà ero io che mi ero chiusa fuori dalla sua. Però lei ne porta i segni dentro l'anima ancora oggi. Fra poco saranno 10 anni che Alberto è diventato un angioletto.... e solo ora io sto scoprendo tante cose anche di mia figlia, di come ha o non ha superato certe fasi, pesanti per un genitore figuriamoci per un bambino di quell'età.
Ma come ho già detto, quest'anno ho deciso di farmi un regalo, e di farlo anche ai miei 3 figli che tutti i giorni mi guardano e vedono una mamma con uno sguardo strano: ho deciso di provare a superare tutto quello che è accaduto, perchè solo se io starò meglio, anche Cinzia potrà uscire dai sensi di colpa che si è creata. Certo, anche i nonni non sono stati molto d'aiuto... ma questo è un altro argomento, e ve ne parlerò un'altra volta. Baci. Roberta
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