I primi mesi dopo la perdita

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claudia ha creato la discussione un giorno dopo l'altro

Questo post vuole essere un invito a passare in rassegna, mese dopo mese, la nostra strada nel lutto, in modo da lasciare testimonianza a chi è all'inizio, e per scambiare le nostre esperienze.

Tempo 0, 13 Marzo 2006.

PRIMO MESE: caos, alti e bassi d'umore, alcune notti insonni passate su internet a cercare siti che parlassero di stillbirth. Faccio tutto in automatico, con profonda efficienza e poca convinzione. Non lavoro. Allergia alla casa, soprattutto nel fine settimana. Allergia elevatissima a tutti i posti \"di quando c'era la pancia\": cambio supermercato, cambio pasticceria, cambio \"aria\".
Alla fine del primo mese, nasce l?associazione CiaoLapo, ed io vado in giro per uffici con gli occhi cerchiati e vuoti a spiegare perché voglio fare un?associazione, e come è successo, e mi sento dire, sono cose che capitano, dopotutto lei ne ha un altro, strano, senza nessun motivo?. Piango, un po? apertamente, un po? di nascosto. Ho voglia di accudire, accudirei qualunque cosa, gatti-cani-pesci rossi-tartarughe-vecchiette senza denti. Mi concentro su Giulio, e spiego all?infinito dove è andata la pancia, e perché non c?è Lapo, che no, non torna, ma se siamo fortunati lo possiamo cercare lassù, dietro le nuvole.
SECONDO MESE: molto meno caos, ma molta più tristezza, il mese dell'artiglio furioso piantato nel cuore, una specie di urlo di Munch perenne. Le giornate hanno meno alti e bassi, ma in certi giorni l'urlo è più forte e resta per ore. Sono giorni difficili, di paura del futuro (non riuscirò mai più a essere felice), di opprimente senso di mancanza del piccolo che non c'è più.
Gli altri sembrano distanti e sbagliano tutti i tentativi di consolazione, pur senza volerlo, come scoprirò poi. E' il mese della fuga dei vecchi \"amici\", che se la danno a gambe aspettando che io torni \"quella di prima\". Mese di mancanza feroce, e mese di lotta tenace per non cadere. Scelgo di recuperare me stessa, inizio la dieta (basta corpo da nutrice orfana), mi prendo cura di me. Decidiamo di sposarci, a Giugno
TERZO MESE: ancora se ascolto le \"nostre canzoni\" alla radio piango, ma le giornate sono belle, e comincio a provare a vivere giorno per giorno. Anzichè concentrarmi su quello che ho perso e non posso stringere, provo a concentrarmi su quello che posso avere, e ad apprezzarlo fino in fondo; molti fine settimana la mare, telefono muto (ma sono spesso io che non rispondo a chi non mi ha cercato prima), tanta bicicletta e tante gite in mezzo alla natura.
Leggo tutto quello che trovo su stillbirth e sul dopo, leggo tutto di buddhismo zen, voglio riprendere i miei sensi, voglio ricordare mio figlio e non solo il fatto che se ne è andato.
QUARTO MESE: mese del mio compleanno, e mese del mio matrimonio. Faccio i preparativi in 20 giorni, torno a riprendere il vestito da sposa e scoppio in lacrime pensando che avevamo deciso di aspettare Settembre, in modo che lui fosse abbastanza grande per partecipare un po??la sua mancanza così inattesa, così incredibile?Lapo è con noi, anche se in un modo assolutamente speciale. Ancora penso che avrei voluto lui, che lo riprenderei anche domani, talvolta penso ?non è giusto?, ancor prima di rendermi conto che non c?è niente di giusto o sbagliato, è così, e noi non possiamo decidere.
QUINTO MESE: le vacanze, quest?anno lunghissime, chiudo tutto, e andiamo via. Giro della Francia con il camper, castelli-parchi-giardini-mare e maree-musei-mare selvaggio-cittadine medievali-disneyland. Incredibile quante famiglie che rigurgitano di figli tutti in scala, 3-4-5. Talvolta, dolore, soprattutto alla vista dei neonati. Ma mi concentro sugli spazi aperti, sul mare e sul cielo, e lo cerco, e lo desidero, ancora. L?artiglio sta per cadere, ma la ferita fa male.
SESTO MESE: settembre, mese di cambiamenti profondi, venuti naturalmente, sorprendenti per la loro forza. Forse sto imparando a lasciare andare, ho capito che l?amore non necessariamente si mantiene con la presenza, e che assenza non necessariamente implica dolore e distruzione. Amo Lapo, perché è mio figlio, e perché con la sua fugace presenza mi ha insegnato moltissime cose. L?artiglio è caduto, la ferita si sta chiudendo. Torno a fare qualcuno dei miei ?giri con la pancia?, ritorno all?università, ritorno in società. Sento che ce la posso fare.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#231
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Katia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Bellissimo questo post... Incredibile come le sensazioni e le azioni siano le medesime di tutte noi mamme... Com'è strana la mente umana, un giorno assistendo una madre a cui non trovai il battito a 36 settimane e cui venne confermata questa triste diagnosi, mi dissi \"Non posso nemmeno immaginare.. Mi succedesse a me non ce la farei..\" oppure \"Chissà cosa si prova a perdere un figlio\" io che di figli ancora non ne avevo e nemmeno immaginavo cosa significasse accompagnarlo 9 mesi dentro di me. Eppure un giorno mi sveglio dal mio bel sogno e mi accorgo di non essere completamente immune dai dolori della vita.. Il 7 gennaio cambia la mia vita, cambio in tutti i sensi, tutto ciò che pensavo avesse valore perde significato, l'insicurezza mi assale, la perdita di un altra persona cara non potrei reggerla. E mi aggrappo a mio marito, io e lui mai così uniti nella nostra vita, e lì capisci cos'è l'amore vero, uno se ne andato un altro nella disperazione si è rinsaldato.
E iniziano i giorni vuoti, confusi, in cui ricerco su Internte tutto quello che non sò, sul perchè succede, sul come si affronta, ma sopratutto cerco le storie di altre donne che hanno affrontato il mio stesso dolore, soffermandomi sulle date che intercorrevano tra la data del parto e quella dell'inizio di una nuova gravidanza. Era tutto così irreale che l'idea di un nuovo bambino era prioritaria. Poi l'isolamento da tutti, amici e parenti, perchè la mia bimba era solo mia e tutto era talmente surreale da essere inaffrontabile, il dover ricordare e raccontare e sentirmi dire \"ma com'è possibile che succeda nel 2007..\" come se esistesse la convinzione che la medicina può tutto, anche strapparci dalla morte... e mi accorgo di quanto ero ignorante nel mio lavoro, mi focalizzavo nella nascita senza accorgermi che a volte c'è anche la morte, ma che per paura di affrontarla chiudiamo gli occhi e lasciamo soli questi genitori che ora eravamo noi.
Giorni di pianti... grossa difficoltà nel riaffrontare il mondo esterno, uscire a mangiare anche solo una pizza e sentirsi così inadeguata rispetto alle altre persone come se non fossi più adatta agli ambienti di prima e completamente negata a quelli che mi aspettavano nelle fantasie di mamma.. E poi questo fisico che non mi appartiene, che segue le regole della natura e non quelle logiche di chi non ha più l'oggetto d'amore da nutrire.. L'unico conforto andare a trovare la mia bambina, curare la sua piccola casina e pensare che lì dentro c'è il suo corpo, basterebbe spaccare quel muro e poterla riprenedere tra le braccia per un ultima volta ancora, ma a che prò? per passare da pazza fra le persone che sanno solo giudicare e che difficilmente possono capire cosa significa perdere un figlio senza averlo mai visto sorridere, piangere, crescere.. ne avrete degli altri, siete giovani.. certo, per fortuna, viene da dire, ma Allegra non mi chiamerà mai mamma, non aprirà mai i suoi regali a Natale, non potrà mai indossare tutto quello che le avevo comprato, in una sola frase non la vedrò mai diventare ragazza e poi donna, ben vengano altri, ma la vita mi darà solo in parte tutto quello che ora mi ha tolto..
Poi un pò alla volta inizio a riprendere i fili della mia vita, sempre con una persona splendida al mio fianco, la mia famiglia, le amiche, quelle che ci sono nei momenti di gioia ma non mancano nei momenti di dolore, perdendo quelle che pensavo lo fossero, ma che affermavano di non sentirsela ad affrontarmi; e stranamente la cosa non mi da pena, è come se fossi diventata insensibile a loro. Decido che è ora di riniziare a vivere, perchè il tempo passa, è passato un mese e mezzo ma sembra un decimo di vita. Decido di fare qualcosa per questo corpo che non riconosco, di coccolarmi, di fare qualcosa per me, una volta tanto. E inizio a uscire e mi accorgo che ho dentro una grossa rabbia a vedere le pance, una grossa invidia a vedere quei passeggini con dei neonati, e dentro urlo \"Perchè a me?\" Perchè... come una goccia che infrange un pavimento di cristallo, vado in pezzi... Forse non sono così forte come penso, e piango, quando penso che tutto vada risolvendosi, piango e piango con angoscia.. e capisco che il cammino è più in salita di ciò che mi appare. E parlo sempre della mia bambina, ma inizio a ricordare i momenti più belli e mi scopro a sorridere al suo ricordo, a quando faceva le capriole nella mia pancia, a quando di notte mi svegliava perchè la mia posizione le era scomoda, o quando si agitava nel sentire la voce del suo papà al mattino.. Quanto l'ho amata questa bambina e quanto l'amerò,forse non riuscirò mai ad amare un altro bambino come ho fatto con lei, ma è giusto, che , proprio per qusto amore io inizi, pian piano a risalire la china...
Ora affronto con parziale serenità chi mi chiede della sua triste storia, cerco le persone che mi fanno star bene, con cui parlo senza freni, inizio a leggere libri che parlano di un'altra dimensione, che mi aiutano a darmi una spiegazione, non razionale, ma spirituale, pur credente sento che tutto è molto più grande di quello che ci racontano... Fortunatamente un prete, che porterò sempre nel cuore per le sue parole, mi ha detto che le anime di questi bambini vanno di diritto in paradiso, e tutt'ora lo ringrazio, perchè in quel momento avevo bisogno di sentirmelo dire, la parola limbo mi avrebbe mandato ulteriormente in crisi...
Mi aiuto con la musica, con la melodia mi lascio andare, ricordo, tiro fuori ciò che trattengo, come avevo fatto per prepararmi negli ultimi mesi di gravidanza ora rappresenta una risorsa da cui attingo, quando sento che blocco le emozioni.
Arrivano le belle giornate, e con loro mi riscveglio un poco da questo letargo dei sensi e un pò alla volta mi accorgo che anche il mio lavoro, che mi appariva come un ostacolo inevitabile, inizia a riappassionarmi, nonostante mille paure e mille incertezze, ma sento che devo chiudere un cerchio.. Ho ancora il latte, nonostante quaste braccia vuote e mi accorgo che devo lasciar andare la mia gravidanza, anche il mio corpo mi lancia questi messaggi, bloccandomi il ciclo, come se mi dicesse \"non puoi pensare di accogliere un altro bambino in questo stato\".. Sono ancora troppo piena di Allegra. Ma sento che un pò alla volta riuscirò a lasciarla partire..Razionalmete penso di averlo già fatto ma inconsciamente la mia gravidanza è ancora troppo presente in me.
E capisco che l'invidia che provo per le donne gravide non è per il loro bambino ma per quella felicità che mi ha lasciato, e mi dico che tornerà questa felicità, il vedere i neonati, ora inizia a fare meno male e, anzi, a darmi entusiasmo. E mi ritrovo a pensare ad un altro bambino, ma non più con quel bisogno compulsivo che avvertivo dopo la sua morte, come se dovessi riempire quel vuoto che lei aveva lasciato, ma con più serenità, lasciando libera questa nuova vita di entrare quando ne sentirà il bisogno.
Piango ancora, forse con meno angoscia ma solo con un pò di tristezza, ma sento che la felicità è solo rimandata, ma mi accorgo di essere anche felice di aver avuto una grossa fortuna, ho avuto lei, e rivivrei altre mille volte questo calvario perchè tutto ciò che c'è stato prima di quel 7 gennaio è stato ciò che di più bello mi sia capitato. Ho capito che nella vita tutto ha un fine, e che lei aveva un messaggio, e l'insegnamento che spero di aver colto, cercherò di metterlo in pratica nel mio quotidiano e nel mio lavoro.
E ora mi sento pronta a chiudere questo cerchio, riaffrontando il futuro con un tassello in più di consapevolezza e con la serenità che un pò alla volta mi sto riconquistando, ma che fatica... Pensavo di essere forte, non fino a questo punto, ma mi sto accorgendo che forse lo sono davvero, per me ma sopratutto per lei che mi ha dato tanto e non vorrebbe, ne sono sicura, che mi lasciassi andare, sarebbe come se vanificassi la sua venuta.
La sento spesso vicino a me, non sò se sia vero o solo proiezioni della mia mente di ciò che vorrei. Ma mi aiuta, sento che l'anima non muore come il corpo, ma permane in un altra dimensione, che noi possiamo anche percepire in alcuni momenti.
Questo è tutto ciò che mi sento di dire di questi ultimi due mesi e mezzo, così poco ma che appare così dilatato da sembrare molto di più.
#236
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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Grazie Katia, per la tua testimonianza.
E' vero, il tempo sembra dilatato, e le emozioni corrono in una direzione e nell'altra senza soluzione di continuità, ma come hai notato tu, il tempo rende queste scorribande emotive più lievi e meno frequenti.
La tua piccola, i nostri piccoli, sono in tutte le cose, nel profumo dei fiori, negli arcobaleni, nelle nuvole, nei fiori, e anche, ma questo l'ho scoperto da poco, nel sorriso degli altri bimbi.
L'amore inter-è, bisogna soltanto riuscire a vederlo.
E, secondo la medicina tradizionale cinese, un pezzo dell'anima del bambino, il po, l'anima corporea, resta in terra, nel cuore della sua mamma.
Quindi metti una mano lì, nella casa spirituale della tua Allegra, che è con te e con tutto il resto delle cose.
Un forte abbraccio.

Claudia
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#243
Ringraziano per il messaggio: Liesel, Mamma di un sedanino volato via

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Raffy ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Claudia, ho pensato di raccontare questi primi 3 mesi dalla morte del mio Leo e ho deciso di farlo, come te, mese per mese.
Nello scrivere ho cercato di ricordare tutti i sentimenti e gli stati d'animo che ho provato in questo periodo. Ho elencato tutto quasi in maniera telegrafica, aggiungendo per ogni mese un mio commento...
Rileggendo ciò che ho scritto mi rendo conto di come il tempo aiuti a ritrovare la giusta dimensione, rendendo tutto più ovattato ma non meno importante perchè tutto quello che ho scritto fa parte della mia vita.

Primo mese: stordimento iniziale, doloro fisico e mentale, pianti irrefrenabili, senso di vuoto e di tristezza, mancanza di sentimenti ?positivi? (tutto sembra nero), voglia di stare da soli, continuo rivivere i brutti momenti (ecografia, sala parto, parenti ed amici in visita, frasi ?fatte?, ecc..), senso di colpa (troppi ma.. e se..), proiezioni mentali sul futuro immaginato e non realizzato, disagio verso le donne incinte o neomamme, disagio con i familiari, disagio nel frequentare i soliti posti, paura nel dover spiegare quello che è successo, paura del futuro, rifiuto della fede.
È il periodo peggiore, sembra che la vita non abbia più senso, non mi do pace per ciò che è successo, quasi non sembra poter essere realmente accaduto. È difficile pensare che la vita possa nuovamente sorridermi e regalarmi gioie dopo quello che mi ha tolto. La tristezza mi sommerge e mi sembra che non potrà mai finire, mi rendo conto che la mia vita è cambiata e ho difficoltà ad accettarlo.

Secondo mese: ancora pianti, senso di accettazione e di inevitabilità, inizio dell?elaborazione del lutto, visita di controllo, ripresa fisica, voglia di parlare di quello che è successo (contatti on-line in forum e chat, incontri con altre mamme speciali), consapevolezza della perdita, ancora momenti down soprattutto in occasioni particolari (ricorrenza della data del parto), serenità dopo le visite al cimitero.
Inizio a intravedere una flebile luce, nonostante la tristezza che, mi rendo conto, rimarrà sempre, posso pensare di farcela, devo solo imparare a convivere con il dolore. Ricordare mio figlio è indispensabile e inizio anche a sorridere pensando a lui. L?umore ancora non va, tante le giornate in cui il pianto trova terreno fertile?forse il dolore così diminuirà.

Terzo mese: ancora mancanza di entusiasmo nel fare ogni cosa, tempo di analisi genetiche, meno pianti, bei ricordi della gravidanza e del bambino (fotografie, vestitino, ecografie), ripresa della vita lavorativa, primi pensieri verso una seconda gravidanza, viaggi, contatti con la famiglia sempre meno dolorosi, importanza dell?automutuoaiuto per la ricerca di uno stato mentale più sereno.
È un periodo strano, da un lato la consapevolezza della perdita è più concreta, dall?altro inizio a pensare veramente al futuro ma senza dimenticare il passato. Il lutto è entrato nella mia vita trovando una collocazione meglio definita.
L?umore è ancora soggetto ad alti e bassi, ma, se mi guardo indietro so di aver fatto grossi passi in avanti. Non voglio più fare progetti, mi rendo conto che devo vivere alla giornata, prendendo di volta in volta ciò che la vita mi offre.

Raffy
#252
Ringraziano per il messaggio: Lisa2, erikasavi

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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Raffy ha scritto:


E' un periodo strano, da un lato la consapevolezza della perdita è più concreta, dall?altro inizio a pensare veramente al futuro ma senza dimenticare il passato. Il lutto è entrato nella mia vita trovando una collocazione meglio definita.
L?umore è ancora soggetto ad alti e bassi, ma, se mi guardo indietro so di aver fatto grossi passi in avanti. Non voglio più fare progetti, mi rendo conto che devo vivere alla giornata, prendendo di volta in volta ciò che la vita mi offre.

Raffy


Grazie, hai colto pienamente nel segno.
Devo dire che è possibile e normale che alcune persone impieghino più tempo per arrivare a questo stato, perchè ognuno ha i suoi tempi. E' altrettanto vero che, come dici tu, cercare conforto e scambio nelle esperienze degli altri rende tutto più semplice.

Un caro saluto

Claudia
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#253
Ringraziano per il messaggio: solounastella

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amanda ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Eccomi qua, pronta per inserire i miei ricordi, belli e brutti, per dare forza e speranza a chi li leggerà, perché deve sapere che ?ci si può fare!!!!?
Anche io ho deciso di adottare la tecnica ?mese-mese? iniziata da Claudia perché mi sembra carina, quindi ??.

Primo mese: dal momento della diagnosi sono stata scaraventata in vortice, oddio ma che mi succede, ma cos?è successo, non ci capisco più nulla!!! L?ospedale ha un?aria strana, un odore strano, niente è come avevo immaginato, torno a casa, inizia la vera disperazione, quel silenzio è assordante, tutti mi stanno vicini ma io mi sento sola, sola fisicamente, piango e rido, rido e piango, forse sono impazzita. Le mie giornate iniziano a trascorrere, le passo davanti al computer e a fare cene con amici, invito tutti a casa, a tutti faccio vedere la camera di Federico, perché tutti devono capire che lui c?è stato, anzi forse nella mia testa lui deve ancora arrivare.
Secondo mese: è agosto, io continuo a piangere, ma finalmente prendo il coraggio per uscire di casa, la gente inizia a chiedere ?è nato?? ed io scoppio a piangere, la sua mancanza si fa più reale, un velo di tristezza copre i miei occhi e quel grosso ?perché? mi accompagna 24 su 24. Partiamo per il mare, magari ci farà bene, sulla spiaggia la gente mi guarda, devo essere un mostro, ho gli occhi gonfi e spenti, il corpo deformato, quella pancia flaccida, il seno gonfio e quella maledettissima ?linea alba?, non ce la faccio, troppi neonati, voglio tornare a casa dai miei amici, così ricomincio ad invitarli a cena. Dopo nemmeno 6 giorni torno a casa, ma?..non c?è più nessuno, il telefono non squilla più, nessuno mi viene a trovare, ma cos?è successo, sono scappati tutti!!!! Siamo soli io e mio marito.
Terzo mese: che strano il cappio che mi strige la gola si sta allentando, il silenzio è meno assordante, finalmente riesco a parlare di Federico anche se ogni tanto mi si riempiono gli occhi di lacrime. Continuo ad essere sola, passano i giorni ma nessuno si fa sentire, l?unico mio sfogo e passatempo è internet, sembro una drogata, ma mi aiuta, sto meglio, vado al cimitero e sono più tranquilla, anche se poi il piantino ce lo faccio comunque. Le giornate trascorrono tra alti e bassi, il mondo mi appare meno grigio, ce la posso fare, riesco a sorridere, anche se improvvisamente, senza un perché preciso inizio a piangere, ma vedo che mi fa bene, dopo sto meglio, come se le lacrime mi ricaricassero.
Quarto e quinto mese: finalmente ricomincio a lavorare, è una sensazione strana mi sembra che non sia passato nemmeno un giorno da quando sono entrata in maternità, il lavoro mi distrae, anche se penso costantemente a Federico, i pianti improvvisi continuano, ma sono molto meno frequenti, piano piano si diradano. Le giornate trascorrono veloci, siamo già in inverno, che strano ci doveva essere lui, ma non c?è, no è vero lui non c?è ma ora lo posso accettare, finalmente vado al cimitero e non piango più, spero che la gente mi chieda se ho figli per poter raccontare di lui, ora non mi fa più male al cuore.
Sesto mese: ecco sono arrivata alla soglia tanto attesa, quella dove tutti quelli che ci sono passati mi dicevano ?vedrai starai meglio?, mah, sarà vero? Con mio grande stupore devo ammettere che è vero, ora la vita mi sorride, sto ritrovando quella felicità che non pensavo mi potesse più appartenere, Federico, il dolore per la sua perdita, fanno parte di me. Arriva il Natale e io sono felice, che strano quest anno mi piace l?aria natalizia, le cose sono due ho sono tornata quello che ero, o sono impazzita definitivamente!!!
Finalmente sono tornata a vivere, ora i miei occhi sorridono, la gente mi guarda, stupita di come ho reagito, ma io cammino a testa alta, fiera di me stessa, di come sono stata capace di sconfiggere tanto dolore, un dolore più grande di me e di come riesco a pensare, parlare e portare nel cuore il piccolo grande amore.
Amanda
#254
Ringraziano per il messaggio: elisa2012, Elena Testi, Mamma di un sedanino volato via

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Raffy ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Amanda
leggere quello che hai passato mi fa capire ancora più chiaramente che il tempo ci è alleato in questa \"lotta\" contro il dolore...
Per me la strada è ancora lunga, ho ancora tante cose da superare ma ho bisogno di credere di potercela fare, come hai fatto tu, come Claudia o Lucia...e tante altre.
con affetto
Raffy
#255

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Lucia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Eccomi qua, è il mio turno e spero di poter aggiornare sempre ogni mese che passa....
Primo mese: sono completamente fuori dal mondo, sono stordita dall'evento, da un secondo all'altro piango improvvisamente, da un secondo all'altro sono serena....il tempo si è fermato, non passano mai i giorni, siamo a natale e io voglio scappare, per me quest'anno non c'è natale. mancanza fisica di mia figlia. notti insonni, notti interrotte dal pianto.la rivoglio indietro, la rivoglio in pancia.
scappiamo, andiamo in umbria, in incognito, lì troveremo un punto da cui ripartire mi dico io.
non si scappa da niente, ho lo sguardo assente, l'umbria è meravigliosa, ma io non dovevo essere qui, dovevo essere a casa ad occuparmi della mia bambina.
stiamo bene noi due, ma io piango, guardo i paesaggi e piango perchè ho di fronte delle meraviglie, ma la mia di meraviglia non è più con me.
arriva capodanno, al contrario degli altri anni non spero che l'anno nuovo sia migliore, chiedo solo che non sia peggio. non ho speranze e solo tanta paura di non farcela.
Secondo mese:non riesco ad uscire, ho paura, incontro la gente che mi chiede e io ho paura. Senso di colpa di non essere riuscita a portare a casa mia figlia, la mancanza si sposta dalla pancia al cuore, e fa ancora più male. passo le giornate tra il divano e il computer. internet, grande invenzione. mi metto in gioco e almeno nella realtà virtuale esco allo scoperto e comincio a frequentare comunità on line di mamme speciali.
se esco evito i posti soliti e gli orari soliti per non incontrare nessuno.
una morsa al cuore per ogni neonatina e carrozzina.
si sta meglio chiuse in casa. comincia ad affacciarsi l'idea di un'altra gravidanza, ma non è sana, lo so. è che voglio riportare indietro l'orologio, voglio quello che hanno \"tutte\", una gravidanza serena, un parto normale e mia figlia da accudire.
terzo mese: torno a lavorare. All'inizio è difficilissimo, non appartengo più a questo mondo e viceversa, ho paura e mi sento troppo fragile. Mi sento fatta di vetro pronta ad andare in mille pezzi in ogni secondo della mia giornata.
poi però comincio a riabituarmi al mondo, scopro che non vado in mille pezzi, ogni tanto non penso a lei. ogni tanto penso a lei e non piango. ogni tanto parlo di lei e piango solo dopo i primi 40 secondi!
Quarto mese: gli alti e bassi cominciano a diradarsi, e soprattutto le salite cominciano ad essere più dolci e le discese meno vorticose. mi sento meno fragile, il mio umore comincia ad essere un pochino più stabile. comincio a pensare seriamente al futuro, non senza paura, ma di sicuro con più lucidità e serenità. riesco a pensare a lei e sorridere. riesco a parlare di lei e sorridere. non riesco ancora a parlarne a lungo senza piangere, ma faccio progressi.
penso soprattutto alla possibilità , fra qualche tempo, di avere un'altra gravidanza. un'altra appunto, da vivere con più consapevolezza, ma un'altra diversa.
ho capito che indietro non posso tornare, non posso cambiare il passato. ma posso cercare di guardare avanti di darmi una speranza di un futuro ancora felice. con un angolo di cuore solo per lei, sempre con me ad accompagnarmi per la strada che c'è ancora da fare.
Quinto mese: è arrivato quel momento. Il momento in cui ti svegli e il primo pensiero non è \"lei non è qui con me\". Ogni giorno mi accorgo che il pensiero di alice non è più legato solo al dolore, ma a tanta gioia. Manca, mancherà sempre, ma la bestia feroce che ti divora il cuore ogni mattina non c'è più. finora era solo pensiero, ora è realtà: la mia seconda vita deve cominciare. Mi metto a dieta, vado in piscina e a correre, non sarà il tornare come prima che cancellerà lei dalla mia vita. lei è incancellabile. Ma è ora di preparare il mio corpo ad una nuova normalità, e chissà magari anche ad una nuova gravidanza. Ora ho tanta voglia di parlare di lei, di dire a tutti che aveva il mio naso in miniatura, che era bellissima. Peccato che ora siano davvero rimasti in pochi a voler parlare di lei.
#256
Ringraziano per il messaggio: vale+alan, sempreinsieme, Mamma di un sedanino volato via

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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Grazie Amanda e Lucia, per quello che avete scritto.
I nostri bambini sono fieri di noi!!!!!!
E con pazienza, giorno dopo giorno, cercano di insegnarci i grandi misteri della vita, dell'amare che vuol dire anche lasciare andare chi si ama....difficile, ma non impossibile, se come dite voi, teniamo un posto nel cuore.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#257

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Raffy ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Lucia,
mi sento molto vicina a te forse perchè le nostre vicende sono così vicine...Ma hai ragione ed anche io come te penso a guardare avanti, lasciando da parte il dolore, (ormai nostro compagno di viaggio) e preparandomi a fare spazio nella mente e nel cuore per accogliere un'altra vita, perchè niente e nessuno potrà mai toglierci il ricordo dei nostri bambini.
Un abbraccio
Raffy
#258

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Laura ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Nonostante che siano trascorsi 2 anni e mezzo dalla perdita di Elia, ricordo ancora perfettamente le sensazioni e gli stati d?animo che hanno tempestato la mia mente nel periodo successivo; e così, sulla scia di Claudia e di Amanda, racconterò la mia storia specificando ogni singolo mese in quanto ognuno di esso ha avuto un ruolo ben preciso.
SETTEMBRE: sto vivendo completamente in un?altra dimensione, ancora non mi rendo conto di cosa mi è successo, a momenti ho la sensazione che tutto quanto non mi appartenga, come se la vivessi da spettatrice piuttosto che da protagonista ? ho ancora dentro di me la sensazione di sentirlo muovere, i suoi calcetti, le sue capriole. Ho vissuto per quasi due settimane chiedendo e pretendendo il silenzio, il rispetto del mio dolore, non avevo voglia né di vedere né di sentire nessuno, isolata dal resto del mondo. Ci sono momenti di profonda apatia misti ad un finto interesse verso tutto ciò che mi circonda, Eva compresa ? il giorno del suo terzo compleanno è difficilissimo ? mi sento fuori luogo, vorrei scappare, andare via di lì, in mezzo agli entusiasmi degli altri, ma il mio cuore di mamma mi dice che devo stare lì e spengere le candeline con la mia bambina ma il mio stomaco si stringe, la mente si annulla ed i miei occhi si riempiono di lacrime.
OTTOBRE: è il mese in cui sarebbe dovuto nascere Elia (data presunta, il 2) e invece sono qua con le braccia vuote, a trascorrere un tempo che non mi appartiene più ? mi ritrovo a piangere ininterrottamente da un momento all?altro, senza controllo e senza preavviso, mi guardo intorno per accertarmi che Eva non sia troppo vicino per accorgersi di me. Stanno per scadere i 40 gg. di attesa per ritirare il referto autoptico, a giorni alterni chiamo in reparto per sapere se è arrivato ? finalmente i risultati ci sono ? io e Giampiero per mano andiamo a ritirare il referto nella speranza che risultasse qualche causa effettiva legata alla morte di Elia, qualche speranza che non rendesse la morte così inspiegabile ? il nostro bambino non può esser morto solo perché ?ogni tanto può succedere? ? e invece niente, il bambino era perfetto, la mia placenta era perfetta: morte bianca intrauterina. Ricordo ancora i miei occhi pesantissimi, le mie lacrime che scendevano giù per le mie guance, zitta zitta e piccola piccola.
I giorni successivi furono difficilissimi, sempre più smarrimento, sempre più remore ad uscire con la paura di incontrare donne incinte o neonati, l?unico conforto erano le mie (nostre) visite al cimitero a sistemare i fiorellini, scelti sempre con molta cura? deve essere tutto perfetto, quasi a riscattare una gravidanza che non lo è stata. Ricerco la solitudine facendo lunghe passeggiate per i campi con il mio cane, lui non parla, lui non chiede, lui non mi scruta ? un compagno perfetto per il mio cammino verso un po? di pace ? riesco comunque a riavvicinarmi alle mie due amiche del cuore, sempre così vicine e così discrete, rispettose del mio dolore e del mio silenzio.
Le giornate trascorrono lente agognando il ritorno di Giampiero a casa ? il disagio di andare a letto la sera e non sapere come affrontare il giorno successivo ? cosa farò, come starò, cosa penserò ? da qui la ricerca di interessi, quindi l?acquisto del pc portatile per connettermi ad Internet e l?iscrizione al Corso di Autocad.
NOVEMBRE: il mese del mio trentesimo compleanno ? lo avevo immaginato come unico e speciale mentre ero incinta e spesso dicevo: quest?anno ci ho pensato da sola a farmi un super regalo ? e invece il vuoto ? ma la mia famiglia mi sostiene, i miei amici sono sempre più presenti, comincio ad andare alla ricerca anch?io degli altri, mi sento meno sola, piango un po? meno, il peso sul petto si fa meno opprimente, lo stomaco si sta riaprendo e d inizio ad uscire senza timore e sento l?esigenza di parlare, parlare, parlare ?
DICEMBRE: il mese delle Feste, mi stupisco nell?esser coinvolta dall?atmosfera natalizia, sono felice di uscire per comprare i regali, sento dentro di me una strana nota di positività, sto rialzando la testa, i miei occhi ricominciano a brillare, sorrido più facilmente ? parlo di Elia con molta meno inibizione, sento che ce la sto facendo e che ce la posso fare, forse anche perché stiamo cercando di avere un altro bambino.
GENNAIO: il mese del tanto sospirato rientro al lavoro, la mia vita sta riprendendo il suo corso normale: il solito fantastico tran tran, le solite sane incavolature sul lavoro, le giornate passano più velocemente ? ricomincio a riorganizzare la mia famiglia, la mia capacità di adattamento alla situazione si fa sempre più forte ? dai Laura ce l?hai quasi fatta!

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21 AGOSTO 2005: a distanza di un anno mi trovo nel solito posto a guardare lo stesso cielo e lo stesso mare ? una nuova vita sta crescendo dentro di me!Mi guardo indietro e vedo una Laura piccola piccola, triste, sola vuota ? mi volto in avanti e vedo invece una Laura grande, fortificata, serena ma soprattutto diversa ? il mio futuro è pensato e costruito sulla base di un ricordo d?amore ineguagliabile, il ricordo del mio piccolo Elia ? sono fiera di me stessa, sono felice di questa bella e grande famiglia scissa fra la Terra e il Paradiso, con tutto ciò che di ricco e di importante mi ha lasciato il passaggio del mio piccolino e soprattutto la certezza e la consapevolezza di essere oggi un mamma ?speciale? che riesce a dare alle sue meravigliose creature un amore ?speciale?, sulla scia del loro fratellino Elia.
Il dolore della perdita fa ormai parte di me, come la gioia che mi danno tutti i giorni i miei bambini ? ho imparato a conviverci, ho cercato di affrontarlo per cercare di cambiare le cose, la mia vita e quella della mia famiglia e posso dire, anche se con molta fatica, che ce l?ho fatta!

Un abbraccio
Laura
#259
Ringraziano per il messaggio: SimonaD77, Mamma di un sedanino volato via

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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Io vi ringrazio tutte, per l'insegnamento che le vostre storie contengono nelle parole e nelle emozioni che esprimete.
Dedico questa parte del forum a tutte le mamme che leggono e ancora non riescono a scrivere, nella speranza che queste nostre testimonianze aiutino il percorso di ogni mamma \"speciale\".....
Un abbraccio,
di cuore.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#263

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germana ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Claudia, care mamme speciali, non avete idea di quanto i vostri pensieri, le vostre emozioni mi abbiano aiutato, dopo la morte del mio Matteo avvenuta alla 22^ settimana, a non sentirmi disorientata rispetto a quanto stavo vivendo.
Accetto quindi l'invito di Claudia e provo a raccontare, mese per mese, quello che ho provato dopo la perdita.
Primo mese: ricordo i primi cinque giorni minuto per minuto perchè portavo il mio bambino in grembo sapendo che stava morendo , così come mi hanno detto durante la morfologica, e non potendo fare nulla per evitare la sua morte. Aspettavo che il suo cuore finisse di battere per poi entrare in ospedale per l'induzione del parto. Quando mi hanno comunicato questa cosa pensavo fosse crudele da parte dei medici mandarmi a casa in quelle condizioni ma poi ho capito che per me è stato comunque importante avere il tempo per prepararmi alla sua \"partenza\" e poterlo salutare avendo vicino a me mio marito , la famiglia e gli amici .Certo ricordo però anche le persone che, anche se per il mio bene, tentavano di convincermi che dovevo voltare pagina perchè \"stavolta è andata male ma la prossima andrà meglio!\"... Portavo ancora in grembo il mio bambino che tutti , fino al giorno prima chiamavano per nome, e dopo la triste diagnosi non era più nemmeno una persona, era \"una gravidanza andata male..\" Il dolore era tutto concentrato su questo: non dimenticare Matteo , non fingere che non fosse mai esistito come invece molti mi consigliavano! Mi sentivo non compresa, quasi come se io fossi debole a non voler rimuovere immediatamente questo lutto ..
Dopo il parto lo sconforto si è fatto ancora più pesante: finchè avevo Matteo in grembo dovevo essere forte per lui ma la sua assenza è stata poi devastante.
Le giornate a casa in malattia sono state lente e faticose.. Io e mio marito decidiamo dopo un paio di settimane di andare in montagna, sulle dolomiti, a coccolarci un po' ed è stato veramente utile! Cinque giorni solo a contatto con la natura, con il tempo e lo spazio solo per noi due, per rivivere quanto ci era successo in un posto veramente bello e che ti permette di riappacificarti con il mondo
.
Secondo mese: il nostro \"ritiro\" in montagna mi ha dato le energie per rientrare al lavoro. Sentivo che potevo farcela perchè potevo contare sull'affetto di tante colleghe -amiche che mi erano state molto vicine.
Non è stato facile:nel mio lavoro incontro tante persone, molte delle quali non sapevano della morte di Matteo mi chiedevano come stava procedendo la gravidanza visto che la pancia era ancora bella tonda... L'agenda piena di appuntamenti che avevo fissato per i controlli in gravidnza, le date dell'inizio dell'astensione per maternità , il parto presunto ... etc..
Ogni giorno tenevo duro sul lavoro per poi crollare ogni sera di fronte al dolore che continuava a farsi sentire in modo acuto . Soprattutto ogni volta che ricevevo gli esiti dei vari accertamenti per capire cosa era successo a Matteo tornavo a vivere le stesse sensazioni del giorno in cui mi hanno comunicato che non ce l'avrebbe fatta..
Sentivo l'esigenza di andare avanti, pur continuando a vivere il dolore, ma era come se questa attesa del \"perchè è successo\" mi tenesse in sospensione, in un tempo presente che non mi permetteva di intravedere un futuro.
Ogni volta che tentavo di farmi forza, di tornare ad essere l'inguaribile ottimista che ero, capitava qualche problema (legato al post partum) che mi riportava a terra, sentivo che le mie forze erano troppo duramente messe alla prova e che forse avrei potuto arrendermi..
Poi decido di iniziare a prendermi cura del mio corpo , ancora troppo da \"donna incinta\" e ritorno in palestra dove non andavo più dall'inizio della gravidanza... E anche questo è stato faticoso ma importante.
Terzo mese: è quello che sto vivendo e che si conclude tra pochi giorni con il mio compleanno che pensavo di festeggiare con il pancione...
Sento che ce la sto mettendo tutta per andare avanti ma il dolore è ancora fortissimo. Matteo mi manca tantissimo ma ora io e mio marito iniziamo a ricordare i momenti belli che ci ha regalato e non solo quelli legati alla sua morte.
Sento che forse posso piano piano pensare al futuro che, sarà anche per la bella stagione che sta arrivando, mi sembra meno scuro di quanto fosse prima.
So che non dimenticherò mai Matteo e che il lutto e il dolore mi accompagneranno sempre ma credo di stare imparando a tenere il mio dolore \"a fianco\" , non perdendolo di vista ma iniziando anche a vivere momenti di gioia in famiglia e con gli amici.
A volte ho paura , pensando ad una prossima gravidanza di non poter amare un altro bambino come amo Matteo. Mi chiedo se ci sarà posto anche per un altro bambino nel mio cuore ...
Per ora vado avanti giorno per giorno, tra gli alti e bassi che si avvicendano, forte dell'affetto di tante persone e sempre più credendo che , nonostante tutto, i mesi in cui Matteo era con noi sono stati straordinari, i più belli della nostra vita .
Grazie e un abbraccio, Germana
#319
Ringraziano per il messaggio: lory792010, marmotta74, Mamma di un sedanino volato via

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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Germana, grazie davvero per la tua testimonianza.
Sono passati pochi mesi, quindi in proporzione al tempo trascorso, ed al fatto che questi mesi li avevi immmaginati tutti diversi da così, devo dire che te la stai cavando molto bene!
Brava!

L'amore per Matteo non diminuirà mai. Però aumenterà piano piano il posto nel tuo cuore, e presto ti sentirai così piena di amore da donare, che non avrai più paura e vorrai dividere questo amore tra più fratellini.
I nostri bambini meteora ci insegnano ad amare senza limiti di spazio e di tempo, tutti i bambini che ci sono e tutti quelli che verranno.

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#324

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carla ha risposto alla discussione il tempo

Il tempo?il tempo passa,?il tempo aiuta,?ci vuole tempo,?a distanza di tempo?,queste sono le frasi più ricorrenti che ho sentito da quando Irene e Chiara non ci sono più e questo è ciò che l?altro giorno in riva al mare mi ha detto mio figlio di sette anni: ? Mamma, se oggi ci fossero anche Irene e Chiara cosa staremmo facendo?? ?una bella buca fonda con la sabbia e io starei a guardarvi tutti e tre!!!? ?Ma mamma, Chiara ha solo un anno!...? ?Hai ragione, allora tu ed Irene fareste una bella buca ed io e Chiara guarderemmo il vostro bel lavoro, evitando che la piccolina distrugga tutto!? Pausa di silenzio mentre Matteo liscia la sabbia con la paletta, poi ?Sai, a me questa cosa non va giù?Non andrà giù neanche quando morirò?
Sono rimasta pietrificata, sono consapevole che queste esperienze hanno fatto maturare Matteo, ho sempre pensato che queste esperienze avrebbero lasciato una traccia nel modo di affrontare la vita anche in nostro figlio?.
Possiamo continuare a vivere cercando di accettare quello che ci è capitato, possiamo continuare a vivere cercando di sperare ancora in un domani che splenda il sol, possiamo sembrare persone forti che hanno trovato nella fede o in altri credo la forza per andare avanti consapevoli che dobbiamo e vogliamo ?giocare fino in fondo il grande gioco della vita anche per i nostri piccoli angeli?, ma in fondo al nostro cuore il tempo non lascerà traccia del suo passaggio e sarà sempre come quel giorno in cui è successo?
Io credo e la frase di mio figlio un po? me lo conferma, che al di là del tempo è il calore e l?affetto delle persone che ci stanno accanto che ci permette di continuare a vivere e non di sopravvivere, ogni giorno cerchiamo di fare del nostro meglio per essere lanterna che illumina nonostante tutto e non lanterna nascosta sotto il moggio?ma poi in fondo al nostro cuore rimane la difficoltà di comprendere?a me questa cosa non va giù, neanche quando morirò?
Poi la vita deve continuare e così mi sono abbracciata il mio tenero cucciolo e la buca l?abbiamo fatta noi seguita da un bel bagno in mare sotto il sole del tramonto.
Un abbraccio a tutte le famiglie speciali, un pensiero particolare ai nostri figli che sono qui con noi a vivere questi momenti e che cercano di crescere sereni e fiduciosi nella vita pur avendo vissuto la perdita di fratelli/sorelle.
Carla

Forse il mio pensiero non è sempre fluido e chiaro ma mi andava di condividerlo con voi!
#977
Ringraziano per il messaggio: AstridamaLorenzo, Mamma di un sedanino volato via

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