I primi mesi dopo la perdita

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Barbara ha risposto alla discussione Re:il tempo

Grazie Carla per averlo condiviso con noi i tuoi pensieri. Sarà che oggi mi sento tanto triste e mi riconosco ancor di più nelle tue parole. Al momento, purtroppo, non ho ancora figli, dopo due aborti e la nascita di Paolo, Gabriele e Linda che sono volati in cielo, anche io mi dico e so che il tempo mi sta aiutando a superare il dolore a ricucire le ferite, ma tutto questo me lo porterò sempre con me,mi accompagnerà per il resto dei miei giorni, anche se, come spero,avremo in futuro dei figli, di pancia o adottati, questi bambini saranno sempre con noi nei nostri cuori. Un abbraccio forte, Barbara.
#978

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Raffy ha risposto alla discussione Re:il tempo

Cara Carla

anche se indubbiamente il tempo ci aiuta ad andare avanti trasformando in qualche modo il nostro dolore, il ricordo di quello che è stato, con tutto quello che comporta (dolore, tristezza, malinconia, rabbia...), lo porto nel cuore ora come 6 mesi fa e questo avverrà anche nel futuro, un futuro che spero mi donerà altri figli...

Ti abbraccio
Raffy
#979

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claudia ha risposto alla discussione Re:il tempo

Cara Carla,
grazie per avere affrotnato e condiviso un argomento molto vero.
Il tempo, quel tempo a cui anche noi ci aggrappiamo per superare i momenti più tragici, non cancella con un colpo di spugna il dolore per chi non c'è più, ma non lo elimina nemmeno in cento anni, perchè il dolore resta, talvolta più acuto e insopportabile, talaltra persino dolce e malinconico.
Il tempo CAMBIA il nostro dolore, e se siamo fortunati attraverso il dolore ci fa capire e sentire meglio il significato del nostro tempo terreno e di come attraverso la sofferenza possiamo fare ancora qualcosa di buono e di bello per noi stessi e per gli altri, ma tuttavia non ci risparmia nulla.
Il dolore sta lì, e a volte ritorna.
Mi emozionano molto le parole del tuo piccolo ometto, perchè anche io in questi giorni ho pensato intensamente a come sarebbe stato avere anche Lapo, a cosa avrebbero fatto loro tre insieme, a come avrei voluto abbracciarlo, lavarlo, allattarlo, addormentarlo, come ho fatto con Giulio e come sto facendo con Guglielmo.
Accanto al mio letto c'era un Lapo (e su 60 letti, devo dire che è stato un caso), mi piace pensare che il mio Lapo me l'abbia mandato per dirmi "ci sono, anche se non ci sono, abbi cura dei miei fratelli".
Accettare, è la sfida che erroneamente si crede di risolvere invocando il passaggio del tempo. Accettare è un percorso senza tempo, qualcuno ci riesce, qualcuno no, qualcuno crede di riuscirci e poi ritorna nel dolore del "perchè a noi".
Accettare implica riconoscere la fragilità umana. Noi madri, che faremmo qualunque cosa per proteggere i nostri figli, non siamo biologicamente programmate per "accettare" che se ne vadano, e quindi il nostro cammino è difficile.
Ma non impossibile, bisogna provarci. Anche e soprattutto per loro.

Un abbraccio grande

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#980
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simona ha risposto alla discussione Re:il tempo

Cara Carla,
i bambini sono cosí diretti che veramente ti lasciano di sasso. Io non ho altri figli ma ho un nipotino di 6 anni e mezzo, con il quale, per vari motivi, ho un rapporto quasi madre/figlio. Si esprimono senza nascondersi e la cosa sorprendente é che ti dicono la stessa cosa che pensi tu. \"Questa cosa non mi va giu\". Che altro dire se non che ha perfettamente ragione. Un abbraccio
Simona
#989

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S.Agosti ha risposto alla discussione Re:il tempo

Cara Carla,
è difficile trovare le parole adatte di fronte a tanta sofferenza. Leggendo quello che tu hai scritto in questo sito mi ha colpito tantissimo la forza che si coglie dai tuoi pensieri. Non so se ti può essere utile però volevo dirti che è vero che Matteo ha dovuto affrontare due traumi nella sua piccola vita, tanto che ti dice ? Sai, a me questa cosa non va giù ? Non andrà giù neanche quando morirò?, però di fronte alle situazioni traumatiche non è mai il trauma in sé che rende un bambino o un adulto traumatizzato con tutte le conseguenze che ne derivano anche sul lungo periodo, bensì il terreno sul quale si verifica l?evento traumatico. Questo vuol dire che Matteo ha si dovuto affrontare due tragedie ma ha avuto e ha intorno a sé dei riferimenti forti, che sanno parlare con lui e dargli delle risposte senza negare, ma affrontando la realtà per quello che è stata. Questo è il migliore insegnamento che tu stai dando a tuo figlio.
Con affetto,
Simona Agosti
#1015

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raffaella ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

care mamme speciali,
ogni volta che leggo qualche forum diverso mi sembra incredibile leggere le sensqzioni che sto provando, sembra che qualcun altro al posto mio sia riuscito ad interpretare addirittura meglio di me le mie stesse emozioni.
il mio gabriele mi ha lasciato da troppo poco tempo per poter dire che io abbia elaborato il lutto ma volevo approfittare di questo forum per fare forse un po' di chiarezza in me stessa e poi magari cercando di parlare poter sperare di essere di sostegno a qualche altra mamma speciale.
20 agosto 2007, siamo rientrati il giorno prima dalle ferie, mi sveglio tutto normale mio marito torna al lavoro e io dovevo passare ancora una sett di ferie con mia figlia di due anni matilde, alle 10.30 ho delle perdite e il panico arriva. telefono a carlo e all'ambulanza, per fortuna era appena arrivata mia mamma per cui matilde non era un pensiero, si corre in ospedale per sentirsi dire che devo partorire altrimenti ci sono grosse complicazioni anche per me. con taglio cesareo nasce gabriele alle 16.20 ma io riuscirò a vederlo solo il giorno dopo perchè mi portano di corsa al reparto di neonatologia patologia in quanto ha avuto una crisi e non sanno se arriverà a pranzo.
io e carlo passiamo quattro giorni alternando momenti di cupa disperazione a momenti di infinita speranza, pregando, piangendo, sperando ma soprattutto frastornati da questa situazione molto più grande di noi.
23 agosto 2007 il mio piccolino si addormenta e mi sembra mi abbiamo tolto il respiro,non so come farò a vivere senza respirare, sono distrutta ma devo farmi forza perchè è il giorno in cui mi dimettono dall'ospedale e a casa matilde mi aspetta. non so quanto liberatorio sia stato il pianto che ho fatto quando ho riabbracciato la mia bambina ma è stata uno dei momenti di affetto ed amore più intensi della mia vita.
I MESE: non ci credo mi sento forte, passo a casa solo una settimana poi devo per forza tornare al lavoro dato che lavoro in proprio e sono una libera professionista, straziata con gli occhi gonfi mi siedo in ufficio e piango, faccio il minimo indispensabile ma passo il tempo a cercare notizie in internet. comincio a sentire la lontananza di alcuni amici e l'affetto ed il sostegno sincero di altri ma mi sento come sotto una campana spettatrice della vita di altri e forse anche della mia, non vivo.
arriva il 20 settembre e il mondo crolla, prendo consapevolezza della perdita di gabriele e veramente crollo come non era mai successo.
II MESE : ci sono dentro, cerco di vivere il dolore e trovo tantissimo conforto in voi,
non so perchè ho deciso di scrivere aquesto post, forse più per ricordare che per aiutare altre mamme, perdonate il mio gesto di egoismo...
grazie per tutto l'aiuto
raffaella
#1406
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claudia ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Raffaella, grazie delle tue parole. In questa associazione l'ascolto partecipe ed il rispetto tra di noi, per le nuove mamme e per le esperienze e le esigenze di tutti sono fondamentali, quindi nessuno ti accuserà di essere egoista, anzi...noi \"vecchie\" sappiamo bene cosa provi, e sappiamo anche che i prossimi due mesi sono mesi durissimi in genere, per la maggioranza delle mamme e dei papà, quindi scrivi tutto, dappertutto, partecipa a tuo modo, esprimi quello che senti in libertà, ascolta te stessa e lascia che anche noi altre si possa ascoltare accanto a te, insieme a te, quello che il tuo cuore sente di dover/voler raccontare...un abbraccio

Claudia
Che io possa avere la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio e la forza per cambiare quelle che posso cambiare e la saggezza per conoscere la differenza tra le une e le altre e intravedere le scelte dove pensavo non ce ne fossero\"
#1419

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simona ha risposto alla discussione Re:un giorno dopo l'altro

Cara Raffaella,

non c'é egoismo dopo quanto é successo a te e a tutte noi. Claudia ha espresso molto bene il concetto di quanto noi tutte abbiamo passato e stiamo passando. I pensieri saranno accolti per quello che sono: espressione di un dolore.
Un caro abbraccio.
Simona
#1455

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Silvi ha risposto alla discussione Dove sono arrivata oggi

Per qualche strana legge della natura trovo conforto nelle vostre storie e nelle vostre parole, sapere che ciò che sto vivendo fa parte della normale evoluzione delle nostre terribili esperienze mi fa ben sperare che un poco di serenità tornerà nella mia vita prima o poi. Condividere un dolore con chi lo ha vissuto sulla propria pelle è un po? come dividere questo pesante fardello e far sì che sia meno gravoso da portare. Sto lentamente scoprendo questo mio bisogno di confronto,io che ero abituata a contare solo su me stessa e non chiedere mai mi ritrovo a far parte, mio malgrado, di un gruppo ristretto di persone unite da questa sofferenza che ha modificato in modo indelebile la mia visione del mondo e della vita. E? decisamente presto per me tirare qualche conclusione, se mai ne troverò qualcuna, ben inteso?
L?unica cosa che riesco a fare è restare in silenzio e ascoltarmi. Ascoltare le mie sensazioni, i miei umori, i miei bisogni ed assecondarli.
Il bisogno di stare da sola e piangere.
Il bisogno di piangere insieme alla persone care.
Il bisogno di uscire, fare tutto ciò che mi è sempre piaciuto fare, una passeggiata in montagna, un viaggio, una corsa nel parco e riscoprire lentamente questi piccoli piaceri.
Il bisogno di ridere a crepapelle senza sentirmi in colpa per questo.
Il bisogno di trovare qualcosa che dia un senso alla breve esistenza su questa terra della mia piccola Valentina.
Già il fatto di essere qui a cercare una qualche forma di dialogo è per me una vittoria, piccola ma importante. Un?apertura verso gli altri che prima non possedevo.
C?è qualcosa che anche voi avete imparato dalle vostre storie?
Qualcosa di positivo in mezzo a tanta tristezza?
Vi abbraccio tutte.
Silvì
#2523

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Lucy ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

ciao Silvì, grazie per il tuo messaggio di speranza nel dolore....
io da questa esperienza ho imparato a non dare nulla per scontato, a ringraziare per i doni che la vita mi offre grandi o piccoli che siano, a godere appieno anche delle cose apparentemente insignificanti.
Ho riscoperto la mia fede (questo credo soprattutto grazie alle persone che hanno pregato per me quando io non riuscivo a farlo)...
Però questa esperienza mi ha reso anche più fragile emotivamente, mi ritrovo spesso a pensare che prima piangevo meno ed ora le lacrime scendono con più facilità...
grazie per aver condiviso con noi il tuo \"oggi\".
#2533

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Elo ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

Io le cose positive devo ancora riuscire a trovarle, ma mi dico che ci devono essere altrimenti quello che mi è successo sarebbe ancora più terribile. Per ora sto imparando a relativizzare le cose, a rimettere le priorità al posto giusto. Sto imparando ad ascoltare di più la mia stanchezza e le mie debolezze; sto imparando che non sono da sola e che ci sono davvero delle pesone sulle quali posso contare. Sto imparando che anch'io ho diritto a non essere perennemente di buon umore. Sto imparando che nel partorire il mio minuscolo bimbo, mi sono fatta passaggio per lui nelle nostre vite. Forse questo bimbo, attraverso la sofferenza, mi ha insegnato l'amore. Grazie per questo messaggio: è difficile trovare degli aspetti positivi, ma dobbiamo sostenerci reciprocamente e il tuo è un metodo che mi piace...Eloisa
#2548

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claudia ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

Cara Silvi,
vista dall'esterno, da chi non l'ha provata di persona, la morte di un figlio è la fine di tutto.
E' un evento che cambia per sempre, che rende impossibile \"tornare come prima\" che ha solo aspetti negativi, bui e \"mortiferi\".
E' l'evento di cui non si parla, da \"dimenticare\", perchè ricordare fa solo male.
E' l'evento che distrugge tutte le speranze e le aspettative. FA PAURA.

Per quel che riguarda la mia esperienza, vista dall'interno, la morte di un figlio è come il \"passaporta\" di Harry Potter.
La morte arriva, il sogno si frantuma, e tu vieni catapultata con violenza da un'altra parte, in un'altra vita.
Costretta a ripartire.
Costretta a ridisegnare i confini e le prospettive.
Costretta a imparare a vivere di nuovo.
I primi giorni sembra impossibile.
Vorresti solo tornare indietro, e faresti di tutto perchè nulla di questo accadesse.
Poi arriva, piano la consapevolezza, la chiarezza interiore di un disegno più ampio, di una nuova possibilità di sentire e di comprendere le cose della vita.
Arriva un moto interno di ribellione al dolore, arriva la spinta forte dell'amore per il tuo bambino, per la nuova te stessa, per la tua famiglia.
E sembra di cominciare a camminare con passo più fermo, e sembra di respirare aria nuova e per la prima volta le cose belle ci sorprendono come non mai, i tramonti, le foglie verdi, il cielo azzurro...e spesso, si amplifica la nostra sensibilità, che impara a tenere conto di ogni frammento di vita e di ogni piccola emozione ( e allora le lacrime, diventano parte di tutti i nostri umori, diventano il segno tangibile della nostra partecipazione alla vita).
La morte di Lapo mi ha insegnato l'amore senza riserve, e la forza della condivisione.
DopoLapo ho conosciuto tante mamme come me, sono nati rapporti di amicizia fraterna e legami saldi, indissolubili, perchè nati dalla nuda vulnerabilità del dolore. Rapporti in grado di curare le ferite, rapporti basati sull'accoglienza e sul non giudizio.
Anche se molte persone prima a me vicine si sono allontanate dopo Lapo perchè non hanno saputo o voluto accompagnare il mio cammino nel dolore della perdita,grazie a quella lezione di Amore incondizionato mi sono scoperta più forte di quello che credevo.
I nostri figli sono dei doni meravigliosi.
Grazie per questo post, è bellissimo

Claudia
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#2550
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carla ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

Qualcosa di positivo in mezza a tanta tristezza?
E' un po' chiedersi che senso ha tutto questo. Quante volte mi sono fatta questa domanda. Quante volte l?ho sentita ronzare nella testa senza fermarmi davvero a pensare. Quante volte?.
In mezzo a tanta tristezza continuo a trovare il forte amore che mio marito ha per me e che in alcuni momenti, come qualche mese fa, mi ha dato la forza per riprendermi in mano ancora una volta per non lasciare che il mio cuore morisse con le mie bimbe, con il mio piccolo sogno d?amore.
Qualcosa di positivo in mezzo a tanta tristezza sono le persone che le mie bambine hanno lasciato accanto a noi per ricordarci continuamente che l?amore fa girare il mondo. Persone che abbiamo incontrato per caso lungo il nostro cammino, medici come Paola, Caterina, Silvana, che hanno curato Irene con e per amore al di là dei farmaci che potevano somministrare, delle terapie che potevano scegliere per sconfiggere il male. Persone che ci hanno accompagnato in un momento difficile della nostra vita in cui abbiamo dovuto riaffidare a Dio la nostra piccola Irene, persone che dopo averci, avermi aiutato a capire che senso poteva avere la vita e la morte di una bambina di soli due anni, sono venute al nostro fianco quando è nata Chiara. Silvana ha preso in braccio Chiara per riportarla alle infermiere il giorno in cui è nata, Paola è venuta in sala operatoria quando il piccolo sogno d?amore ad 11 settimane è tornato in cielo.
Persone come Antonello e Graziella che ci hanno aiutato a vivere la nascita/morte di Chiara, assecondando il mio desiderio di tornare a casa subito dopo il parto da mio figlio Matteo, venendomi a visitare a casa nei primi giorni. Persone che ancora oggi sono qui al nostro fianco e che sono state capaci di accogliere la nostra sofferenze e il nostro dolore senza esserne spaventati. Ma anche gli amici di tutti i giorni che pur nella loro fatica di non sapere cosa dire ci sono, sono qui accanto a noi, con semplicità, con le loro e le nostre fragilità, con i loro sguardi, con il loro detto e non detto, con il loro rispettoso affetto, forse non possono capire ma ci sono.
Mi hanno fatto incontrare persone nuove come i volontari della Città della Speranza o le mamme e i papà di CiaoLapo.
Che cosa ho imparato? I miei figli mi hanno insegnato a vivere e a non sopravvivere, mi danno forza tutti i giorni per ricordare che devo vivere appieno la mia vita con tutte le energie di questo giorno presente (poche o tante che siano?non tutti i giorni sono uguali!!!!) perché il tempo non cancella il dolore ma l?amicizia e l?affetto di tante persone nel loro semplice esserci saprà ancora scaldare i nostri cuori, saprà farci guardare avanti per vivere ogni giorno in pienezza.
Le mie bimbe mi ricordano che la vita è un bene prezioso può durare, come dice mio marito, cent?anni o pochi minuti ma è pur sempre vita e dobbiamo farne qualcosa di speciale: AMARE. Loro nate per amore mi hanno insegnato che il mio dolore nasce dall?amore e che la mia vita, che la vita della nostra famiglia deve essere guidata dall?amore.
Grazie Silvì per avermi portata a dar parola a questi pensieri.
Carla
#2551

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sara77 ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

Ciao a tutte voi mamme speciali. Come avrete gia avuto modo di leggere Filippo e io abbiamo perso il nostro tesorino il 15 settembre. Vorrei poter dire che dalla morte di Anna qualcosa è cambiato ma sinceramente molto spesso mi sembra di essere rimasta a quel sabato.
Sicuramente però qualcosa è cambiato e il primo aiuto l'ho trovato leggendo queste storie. Come qualcuna di voi ha detto condividere il proprio dolore con chi \"sa\" cosa vuol dire serve a sentirsi ascoltate e capite.
Per me è servito a sentirmi un pò meno \"aliena\"; ho ritrovato nelle vostre testimonianze il mio stesso senso di smarrimento, la mia paura, la mia frustrazione e mi sono sentita meno sola. Spero in futuro di poter far mia anche la sensazione di avercela fatta, di aver superato questo buio opprimente, di poter sentire l'AMORE che la mia bambina mi ha donato senza doverlo cercare in mezzo a tutto questo dolore che lo nasconde.
A chi mi sta vicino potrà sembrare che non faccia abbastanza per riprendermi da questo terremoto che mi ha distrutto ma per me ogni piccolo passo che compio sembra una scalata.
Ho capito che devo lasciar passare il tempo senza oppormi al dolore che mi invade ma cercando di diventare un pò più forte.
Qualche volta ce la faccio... altre proprio no...
Nel frattempo ho provato a confrontarmi con un sacerdote: non cercavo un miracolo mi bastava poter tornare a sperare. Vorrei dire di aver ritrovato la fede ma per ora posso dire di aver ritrovato dei momenti di serenità...
Mi è stato detto che l'unico modo di procedere e di rendere degna testimonianza di Anna è l'AMORE: voglio riuscire ad amare per lei, per farla sentire fiera di me e per sentirla più vicina perchè lei è puro amore.
Mi rendo conto che la strada è ancora lunga ma almeno ora credo che una strada ci sia e anche se non so quando la troverò almeno provo a cercarla.
Non voglio più che la vita mi scivoli addosso.
Un abbraccio a tutte e un bacione alla mia bambina. Sara.
#2603

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Gina ha risposto alla discussione Re:Dove sono arrivata oggi

Silvì ha scritto:

Sto lentamente scoprendo questo mio bisogno di confronto,io che ero abituata a contare solo su me stessa e non chiedere mai mi ritrovo a far parte, mio malgrado, di un gruppo ristretto di persone unite da questa sofferenza che ha modificato in modo indelebile la mia visione del mondo e della vita. E? decisamente presto per me tirare qualche conclusione, se mai ne troverò qualcuna, ben inteso?
L?unica cosa che riesco a fare è restare in silenzio e ascoltarmi. Ascoltare le mie sensazioni, i miei umori, i miei bisogni ed assecondarli.
Il bisogno di stare da sola e piangere.
Il bisogno di piangere insieme alla persone care.
Il bisogno di uscire, fare tutto ciò che mi è sempre piaciuto fare, una passeggiata in montagna, un viaggio, una corsa nel parco e riscoprire lentamente questi piccoli piaceri.
Il bisogno di ridere a crepapelle senza sentirmi in colpa per questo.


Cara Silvi', nelle tue parole mi trovo in pieno.
Ieri la mia piccola Alice avrebbe fatto 5 mesi. E' stata una giornata difficile, per tutto il giorno ho vissuto quello che e' stato il 4 settembre, credo che le date mi riporteranno i ricordi e il dolore vivo ancora per molto tempo..Sono stati 5 mesi intensi, ricchissimi di emozioni e sensazioni..ma andavano vissuti .. ogni passo va' vissuto nel modo in cui noi riteniamo \"migliore\".La disperazione e l'incredulita' dell'inizio si sono trasformate in un dolore consapevole, ora il mio modo di vivere questo dolore e' diverso, l'incredulita' non c'e' piu' ma il vuoto in me e' sempre grande..quello penso che rimarra' per un bel po', forse per sempre, adesso non posso dirlo..non accettero' mai quello che e' successo, non accettero' mai il fatto di essere rimasta in questo mondo senza mia figlia..e ho scoperto quanto puo' essere dura la solitudine .. quanto possono farti felice parole semplici tipo \"come va'?\" che da molti non arrivano .. perche' la gente ha paura di parlare con la sofferenza; ho interrotto rapporti con persone che dicevano di volermi bene ma che non si sono fatte piu' sentire perche' \"non sapevano come comportarsi\"; io lo avrei trovato insieme a loro un modo per \"comportarsi\"..a me basta soltanto sentire la vicinanza delle persone.. ho scoperto che bisogna contare principalmente sulle proprie forze e sulle proprie energie..se non avessi avuto mio marito vicino sarei caduta..ecco la parte positiva di questa terribile esperienza: l'unione ancora piu' forte tra me e mio marito, il sostenersi a vicenda, il farsi coraggio e il ricordare insieme TUTTO, non lo ringraziero' mai abbastanza per tutto l'amore e la forza che mi sta donando..dell'amore della mia famiglia, che, soprattutto i primi tempi, non mi lasciavano un attimo da sola, anche per loro un dolore cosi' prepotente e forte da togliere il fiato..gli amici, anzi .. gli Amici..diventati pochissimi ma ..essenziali! e poi ho scoperto questa associazione, dove io e Eddy siamo riusciti a scrivere solo dopo 4 mesi dalla perdita di Alice, dove ho trovato solidarieta' e conforto, dove non mi sento \"aliena\", dove posso condividere, dove amo condividere con chi \"mi capisce\"..e dove ho trovato un briciolo di speranza..voglio continuare su questa strada, ho voglia di fare, di sapere, di dare una mano, in qualsiasi modo, di portare a conoscenza la nostra esperienza.
Voglio dire al mondo com'e' stata meravigliosa la gravidanza di Alice, per il momento lo faccio sampre con fiumi di lacrime, il dolore e' ancora troppo vivo, ma credo arrivera' il giorno in cui potro' parlare di quei momenti stupendi con una lacrima che cade ma con un sorriso sulle labbra..a quel punto forse la mia \"nuova serenita'\" ..tanto ricercata ..sara' arrivata ..
Grazie a tutte di cuore
Un abbraccio
Gina

Meravigliosa creatura..un bacio ancora..
#2657
Ringraziano per il messaggio: Mamma di un sedanino volato via

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