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teologia cattolica e morte di bambini non battezzati
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ARGOMENTO: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati

teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 24/01/2012 20:10 #109451

  • Rachele
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Caro don Claudio, vivo con tormento la questione non superata del limbo. Anche l'ultimo documento di una commissione teologica ad hoc istituita da Giovanni Paolo II, la quale ha concluso i lavori nel corso di questo ultimo pontificato, pur concedendo la possibilità che siano salvati anche questi bambini, dichiara esplicitramente che l'ipotesi del limbo rimane valida. Non è possibile forse contraddire a una tradizione teologica che ha un suo punto cardine nella riflessione di Agostino d'Ippona e nella sua lotta al pelagianesimo e ad altre eresie. E quando la lotta divenne più aspra, Agostino, che prima aveva parlato di pena blanda, ribadisce il limbo come inferno. Ed è questo uno dei punti di polemica fra cattolici e ordodossi, per i quali Agostino è "solo" il beato Agostino. Del resto fra i documenti del magistero, raccolti nell'Enchiridion simbolorum, quelli che si occupano della questione rilanciano come del resto non possa neppure esistere una terza via fra salvezza e dannazione, e il limbo sarebbe inferno. E ancora gli ortodossi a ribadire che il peccato è personale e si possono condividere le conseguenze del peccato originale, non la colpa in quanto tale.
Tommaso d'Aquino torna a parlare di pena blandissina e di consessione a quiesti bambinio di gioie "naturali" sebbene sia preclusa la visione beatifica di Dio. ma ripeto, la questione non è sostanzialmente cambiata: ci si apre ad altro e lo si auspica, ma i presupposti teologici non sono tali da escludere definitivamente della possibilità del limbo. Poi alcuni mistici ribaltando tutte le carte sostengono un limbo ma a termine, e cioè fino a quando ci sarà la fine dei tempi.
Mi aiuti don Claudio il mio cruccio è grande per quanto le ho detto più che nel non saper accettare la volontà di Dio per la perdita del mio bambino all'ottavo mese di gravidanza.
Ringraziano per il messaggio: Azcaanbe

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 02/05/2012 21:07 #117322

Grazie Rachele perchè il tuo tormento è stato e spesso è il mio, perchè la tua sete di verità mi ha spinta a "non temere", a conoscere quale è plausibile sia la sorte di mio figlio Benedetto e a dotarmi delle armi (la preghiera) necessarie per fare qualcosa di retto per lui. Il Signore saprà come indirizzare rettamente le nostre preghiere.

Sulla scia di quanto qui letto e delle riflessioni personali mie e di mio marito, ci siamo trovati anche noi ad approfondire questo aspetto della nostra fede.
Guidati dall'amore per il nostro bambino e con il fervente desiderio di continuare in qualche modo ad occuparci di lui per quanto ci è dato, abbiamo letto e studiato i vari testi del Magistero, custodi ed esplicitatori di una Tradizione che ci guida verso la Verità[1]. Per quanto nessuno ancora si sbilanci dogmaticamente nè da un verso nè dall'altro la dottrina del Limbo è coerente con la fede cattolica, mentre le altre teorie che pretendono la salvezza assicurata per i bimbi morti senza Battesimo pongono molte più problematiche, soprattutto rispetto alla necessità dei Sacramenti (in primis il Battesimo).
Poichè il peccato originale è stato contratto per via di generazione da ogni uomo, è necessario l'intervento della grazia divina perchè questa vera colpa che comporta una reale pena sia lavata. E l'unico mezzo è il Battesimo.
I nostri figli non hanno avuto l'occasione di ricevere il Sacramento che apre le porte del Regno dei cieli e solo un intervento divino miracoloso può ovviare a questa situazione [2]. Per loro non c'è nè Battesimo di desiderio nè di sangue, nè ignoranza invincibile, nè vita meritevole conforme alla ragione naturale. E' anche per questo che la Chiesa ha previsto per ivg o itg la scomunica latae sententiae (vedi Catechismo della Chiesa Cattolica 2271,2272,2274).

Così credo che l'unico modo che abbiamo per amarli profondamente e veramente è pregare per loro, chiedere questo intervento straordinario della grazia di Dio, consapevoli che Lui li ama molto più di noi e che nell'attuale economia di salvezza li ha destinati a vivere il massimo della gioia a loro possibile (godimento naturale della bontà divina)[3].


La morte dei nostri figli è un momento (lungo) che ci pone dinanzi ad una maturazione di fede grande e importante. Ma sfuggire la Verità non ci renderà più facile vivere questo lutto, anzi forse ci condannerà ad una vita sprecata perchè non avremo pregato per le loro anime.



[1]Concilio di Cartagine canone 3
[2]S. Tommaso, SummaTheologiae, III, q. 64, 66, 68]
[3]S. Tommaso, Ad II Sententiarum, d. 33
Vedi anche.
-www.unavox.it/ArtDiversi/div069_Limbo_SisiNono.htm
-www.sanpiox.it/public/images/stories/PDF/TC/TC_64.pdf pag 7



Ti abbraccio forte, Ilaria
Ringraziano per il messaggio: Ileana

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 06/05/2012 13:02 #117494

  • Rachele
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Cara Ilaria, grazie di avermi risposto... almeno tu.
Per quanto riguarda le tue considerazioni, ho delle osservazioni da fare.
Innanzi tutto il fatto che il sinodo di Cartagine fu in concilio regionale e non ecumenico, perciò la sua funzione e i suoi contenuti magisteriali non credo siano applicabili sic et simpliciter alla chiesa universale, pertanto neppure penso possano emergere da esso contenuti dogmatici.
Infatti come sarebbe avvenuto, altrimenti, che già Innocenzo III nella lettera Maiores Ecclesiae ad Imberto di Arles (1201) abbia scitto: "Non è pensabile infatti che vadano perduti tutti i bambini piccoli, di cui muore ogni giorno una così grande moltitudine, senza che Dio misericordioso, che non vuole che alcuno perisca, non abbia procurato anche per loro un qualche rimedio per la salvezza". Dunque papa infallibile eppure anatema, secondo quanto sancisce Cartagine. La lettera di Innocenzo non è un pronunciamento ex cathedra? Comunque il pontefice incorrerebbe nella scomunica. Del resto non essendo quello di Cartagine un Concilio ecumenico può pretendere l'infallibilità dei suoi pronunciamenti?
Voglio ricordare, inoltre, che proprio in occasione del sinodo di Cartagine svolse un ruolo da protagonista (ancora una volta) Agostino d'Ippona in funzione antidonatista.
Ad ogni modo in canone 3 di Cartagine non indica, come ho scritto precedentemente il limbo come un terzo "luogo" fra salvezza e dannazione: "è associato al diavolo chi non ha meritato di essere coerede di Cristo. Chi infatti manca della parte destra, senza dubbio finirà in quella sinistra".
Ribadisce il concilio di Lione II: "Le anime poi di coloro che muoiono in peccato mortale, o con il solo peccato originale subito discendono all'inferno. Ugualmente dicono Giovanni XXII nella lettera Nequamque sine dolore agli armeni, e il Concilio di Firenze: Bolla Laetentur caeli. Se ciò non bastasse, cfr. Pio VI nella costituzione Auctorem fidei: parla del limbo come luogo degli inferi che non introduce pelagianamente un luogo e stato intermedio fra Regno di Dio e dannazione eterna.
Di fatto neppure Lione e Firenze sono concili ecumenici, in quanto successivi allo scisma del 1054.
Comunque continuamo a fare quello che tu dici: a pregare, ma penso anche ad essere sicuri dell'amore di Dio, il quale, come sempre, vuole che gli apostoli lascino che i piccoli vadano a lui.

Anche da parte mia un forte abbraccio, Ilaria

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 11/05/2012 13:14 #117834

  • Rachele
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Un'altra considerazione Ilaria: come è possibile che il peccato originale si trasmetta attraverso generazione, come dice pure Agostino (ancora lui), se entrambi i genitori sono battezzati? avranno migliaia di peccati, di sicuro non più quello originale se vogliamo credere nell'efficacia del battesimo.

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 19/05/2012 13:20 #118368

Cara Rachele, hai perfettamente ragione riguardo alla non definitezza, e a volte apparente confusione, rispetto al Limbo; ma siamo partite prorpio dal fatto che ancora non c'è stato pronunciamento dogmatico e dunque nella Chiesa si continua a cercare di approfondire tale aspetto della Tradizione. Io comunque preferisco allinearmi con il sensum fidei che fin ad ora (o almeno fino all'ultimo Concilio) è stato concorde nel ritenere il peccato originale quale è in realtà e ne ha considerato le conseguenze (anche se nel nostro caso estremamente dolorose da accettare).

Per quanto riguarda la questione della trasmissione del peccato originale, essa avviene in quanto ogni individuo è uomo. Seppur generata da due battezzati la nuova creatura in quanto essere umano ha il peccato originale. Esso può essere cancellato solo con il Battesimo, Sacramento efficace di grazia. In definitiva intervento di Dio.
La remissione non può avvenire per via generativa, proprio perchè Nostro Signore Gesù Cristo ha istituito i Sacramenti, segni efficaci di grazia, che devono essere ricevuti come interventi straordinari dell'amore di Dio e vie di salvezza e santificazione reali. Ciò presuppone che ci sia a riceverli una singolarità, cioè un individuo singolo (il riferimento nel Battesimo dei bambini al fatto che avviene sulla fede della Chiesa non pregiudica tale discorso).
Il nostro è un Dio personale, richiede l'adesione personale e non quell' indefinito senso di appartenenza comunitaria tanto diffuso oggi!

Mi scuso con te della lentezza con cui rispondo e per la poca precisione, ma questi ultimi giorni sono stati molto impegnativi e dunque il tempo per scrivere si è ridotto al minimo.
Ti ringrazio ancora per questa opportunità di approfondimento della fede.
Un abbraccio, Ilaria

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 01/06/2012 21:47 #119203

Rispondo.... senza aver letto benissimo il tutto. (ho un po' di sonno scusatemi). Ho letto poco fa qualcosa nell'angolo di Benedetto.

Riguardo il Limbo... ho letto in un Libro di Maria Simma "fateci uscire da qui". Una Signora che parlava con le anime del purgatorio..... diceva che il Limbo nn è l'inferno, non è il purgatorio e nn è nemmeno il paradiso. E' un posto dove vanno molti bambini che nn essendo battezzati hanno addosso il peccato originale e quindi nn possono andare al paradiso .... ma nn devono scontare le loro pene nel purgatorio. Il limbo è un posto dove i bambini stanno e vagano persi. Bisognerebbe far dire loro una messa in suffragio della loro anima per liberarli dal Limbo e mandarli in paradiso.

Di questo ne ho chiesto qualcosa al mio parroco. Lui ha detto che con piacere avrebbe celebrato una messa per il mio fratellino Tommaso.

Spero proprio che Tommaso sara' la su' con Thea.

Notte

Maria con Thea nel cuore.

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 02/06/2012 11:08 #119210

Ciao Care,
solo due parole da una Cristiana convinta che è stata delusa dalla Chiesa più volte....
Vivo anche io il vostro dolore, alla 39° settimana abbiamo avuto la nostra bambina, Gioia, il 18.05, morbida, rosa, bellissima.... nel silenzio più lancinante.....
Le abbiamo fatto il funerale in Chiesa e il nostro caro Don Massimiliano ci ha detto che l'aspersione che stava facendo era come un battesimo... l'abbiamo bagnata anche noi....
Ragazze io non ci voglio nemmeno pensare a questa possibilità...
L'amore di Dio e il suo sguardo cono più grandi di qualsiasi teologia terrena.
Quello che scrivono gli uomini, qualsiasi, pure il papa, è limitato.
La carità di Dio no.
I nostri bambini sono lì, nel suo grande abbraccio, e Maria li culla come avremmo fatto noi.
Vi abbraccio,
Chiara
Ringraziano per il messaggio: RITINA80, elisa2012

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 03/06/2012 07:05 #119250

  • Rachele
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Innazitutto ringrazio Chiara e Mariaper aver partecipato a questo forum. Riprendento dall'assunto che non esiste una tera via fra salvazza e dannazione, come sostenuto anche dalla Chiesa che anzi ha condannato questa posizione come un'eresia pelagiana, vorrei dire a Ilaria che il punto è proprio l'insufficienza del comune vago e generico senso di appartenenza. La salvezza è proposta al singolo, non imposta e neppure garantita dal alcuna apparteneza. Ciò confligge, però, con l'idea di un peccato che macchia il singolo a causa della appartenenza di questi al genere genere umano. Si può credere, invece, che si condividano le conseguenze del peccato, come sostiene la Chiesa Ortodossa e come ha sostenuto Abelardo prima di essere condannato dalla Chiesa Cattolica. Il peccato, per definizione, è una mia responsabilità. Come può essereci peccato senza che lo abbia ammesso io? senza deliberato consenso? senza piena avvertenza? Finora non c'è stato alcun pronunciamento dogmatico? allora è stata una grave responsabilità quella delle gerarchie ecclesiastiche l'indicare con sicumera magisteriale il fatto che neonati siano condannati. Infatti si gettano nella prostrazione le anime e si rischia la loro disperazione costituendo quel comune sensum fidei di cui dicevi e che non è lo stesso nella Chiesa Ortodossa.
Inoltre l'appartenenza deve contare qualcosa se il battesimo dei neonati avviene nella fede dei genitori. La celebrazione del sacramento è comprensibile come amore nel quale Cristo svela il Padre o nel definire tale Liturgia e la Celebrazione di questo amore prevale l'atto rituale che rimane necessario, anche come testimonianza di Fede, nelle normali condizioni di vita, ma che non può diventare un assoluto a garanzia del potere di donare la salvezza. Ricordo che il Cristo disse che il regno dei cieli appartiene ai fanciulli, in generale, non solo a quelli battezzati: non si era ancora consumata la sua Pasqua e non era stato istituito il sacramento del battesimo, e gli apostoli già volevao allontanare i bambini perché considerati impuri secondo la stessa tradizione ebraica e come sant'Agostino ha voluto confermare.

Un caro abbraccio a tutte voi.
Ultima modifica: 03/06/2012 07:08 Da Rachele.

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 18/06/2012 12:21 #120279

  • camerin
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Non sono una cattolica praticantissima ma credo nell'amore di Dio (anche se ci sono giornate in cui la rabbia passa ben sopra la fede).
Mi rifiuto di pensare che i nostri piccoli tesori non battezzati siano costretti a vagare nel Limbo...l'amore di Dio non é forse cosi' grande da poterli accogliere al suo fianco , anche senza l'atto di un uomo?
E' per te...
questo bacio nel vento
Te lo manderò lì...
con almeno altri cento...
Puoi prendere per la coda una cometa...

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 25/06/2012 21:51 #120809

Cara Rachele finalmente trovo qualche minuto per scriverti e approfondire le tematiche trattate per me molto importanti! Ti ringrazio ancora per gli spunti di riflessione così profondi.

il punto è proprio l'insufficienza del comune vago e generico senso di appartenenza [...].
Inoltre l'appartenenza deve contare qualcosa se il battesimo dei neonati avviene nella fede dei genitori.

L'appartenenza al genere umano in quanto dato esistenziale non ha le caratteristiche del vago e generico ( è determinato e specifico), e neanche quella alla Chiesa Cattolica che è precisa, definita e chiara.
Riguardo all'importanza dell'appartenenza alla Chiesa Cattolica nella cui fede viene battezzato il neonato, essa costituisce una garanzia: la Chiesa è di istituzione divina, Cristo ne ha garantito la indefettibilità (non praevalebunt) e le ha affidato attraverso i suoi ministri ordinati per via diretta la facoltà e il dovere di amministrare i Sacramenti da Lui istituiti per la salvezza delle anime. Inoltre essa è un privilegio e una garanzia di custodia e intercessione.

La salvezza è proposta al singolo, non imposta e neppure garantita dal alcuna appartenenza
La salvezza è proposta al singolo nel rispetto del suo libero arbitrio, ma le vie di santificazione sono indicate e custodite dalla Chiesa Cattolica, di fondazione divina, al di fuori della quale non c'è salvezza (se non per ignoranza invincibile).
Di per sè l'appartenenza alla Chiesa Cattolica per gli innocenti (cioè i bimbi e le persone con disabilità psichica) è garanzia di salvezza (da qui l'importanza del battesimo). Per le altre persone è necessaria e l'appartenenza alla Chiesa e la santificazione della propria vita con le opere e la partecipazione ai Sacramenti.

Il peccato, per definizione, è una mia responsabilità. Come può essereci peccato senza che lo abbia ammesso io? senza deliberato consenso? senza piena avvertenza?
Il peccato personale per definizione è una responsabilità propria, quello originale (contratto e non commesso) lo è in senso analogico in quanto Adamo era consapevole di aver ricevuto per sè e per tutta l'umanità i doni soprannaturali (grazia e virtù infuse) e preternaturali (integrità); liberamente ha scelto di ribellarsi a Dio, inclinando così la natura umana al male, rifiutando i doni. Un peccato, quello dei progenitori, gravissimo tanto da far chiudere le porte del Paradiso. Ma Dio nella sua grande bontà a tale offesa fattaGli dall'uomo (e per quest'ultimo irreparabile) ha voluto riparare: solo un sacrificio come quello di Gesù Cristo, Nostro Signore, poteva farlo; ad offesa infinita riparazione infinita.

La celebrazione del sacramento è comprensibile come amore nel quale Cristo svela il Padre o nel definire tale Liturgia e la Celebrazione di questo amore prevale l'atto rituale che rimane necessario, anche come testimonianza di Fede, nelle normali condizioni di vita, ma che non può diventare un assoluto a garanzia del potere di donare la salvezza.
Il sacramento per definizione è un segno sensibile produttivo della grazia. Gli elementi costitutivi di esso sono simbolismo (materia e forma) e causalità (ragion di causa). Non sono solo atti rituali di celebrazione dell'amore di Dio, ma segni efficaci di grazia. Gesù Cristo li ha istituiti in vita. Il battesimo, ad esempio,<< fu istituito da Lui con la progressiva determinazione degli elementi che lo costituiscono:
1- ne indicò vagamente il rito nel suo battesimo nel Giordano ove sull'acqua (materia) apparve misteriosamente la SS. Trinità Pater in voce, Filius in carne, Spiritus Sanctus in columba, nel cui nome doveva essere conferito (forma).
2- Ne inculcò la necessità nel colloquio con Nicodemo (Gv 3,5).
3- Ne istaurò l'uso particolare prima della Passione ( Gv 4,1-2; 9,1-6).
4- Lo impose come legge universale nel giorno dell'ascensione (Mt 28,19)>>. (Dal Dizionario di teologia dogmatica, di Parente e Piolati alla voce Battesimo).
Egli, dunque, ha scelto di trasmettere la grazia attraverso questi riti sensibili ed in tal senso queste sono le vie ordinarie di salvezza. Certo, nulla vieta e impedisce che Dio nella sua sapienza infinita decida di intervenire straordinariamente.

<<Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. 14 Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». 15 E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì>>.(Mt 19).
In questo brano Gesù si riferisce a bambini vivi su cui impone le mani (li benedice) ed inoltre Lui era lì presente ed in quanto rivestito della potestas excellentiae (cioè dispensatore di tutti i beni soprannaturali) conservava il potere di influire immediatamente sulle anime in modi straordinari e corrispondenti alla sua sapienza.

Infine per quanto riguarda il mancato pronunciamento dogmatico credo sia più questione di prudenza e delicatezza, e comunque prima del Vaticano II (concilio pastorale e non dogmatico, perciò non vincolante) la dottrina del Limbo era da sempre e in ogni luogo stata creduta, nella Chiesa Cattolica naturalmente. Inoltre questa reltà non dovrebbe gettare nella prostrazione le anime di chi sopravvive perchè Dio ama i nostri figli molto più di noi e ha pensato per loro il meglio che potevano ottenere nell'attuale economia della savezza. Ci è richiesto ora, nel dolore, di maturare nella nostra fede e di credere a questo amore: misericordioso, giusto e sapiente.
Se l'uomo fosse già salvo per natura o comunque capace da solo e senza l'intervento della grazia di potersi conquistare la salvezza (come sostengono in definitiva gli ortodossi ,i protestanti e alcuni falsi cattolici che hanno una matrice originaria gnostica), il sacrificio di Cristo sarebbe stato inutile, così come l'istituzione dei sacramenti e la loro amministrazione bimillenaria.

Nella speranza che Dio ci soccorra in questo tempo di tribolazione rendendo salda la nostra fede, ti auguro un buon cammino nella verità.
Un abbraccio, Ilaria

Riferimenti: Parente, Piolati, Dizionario di teologia dogmatica per laici
Catechismo Tridentino
Catechismo di Pio X
Angelo Penna, 100 problemi biblici
Ringraziano per il messaggio: Rosanna71, Ileana

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 03/09/2012 16:30 #126133

  • Rachele
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Cara Ilaria, mi scuso del ritardo con il quale ti rispondo. Innanzi tutto voglio dire che la tua ultima replica mi sembrava non argomentativa ma costituita da citazioni di carattere catechistico, neppure catechetico. Perdona questa considerazione, ma è l'impressione che ho avuto, e come tu sai e dimostri con la tua schiettezza, la massima carità è la verità.
Dunque è appartenenza più forte, nel definire la persona, quella naturale al genere umano invece che quella divina del battesimo che ci innesta al corpo di Cristo che è la Chiesa? E' proprio questa la contraddizione che ridimensiona il battesimo invece che esaltarlo: il peccato (non la ferita che ne consegue, ma addirittura la colpa) si eredita e si trasmette, per generazione (ricordiamo lo scivolone di Agostino nel traducianesimo); il peccato si impone, sovrabbondante rispetto alla Grazia e non necessitando del consenso del neonato. E' la visione amartiocentica (peccatocentrica) di Agostino d'Ippona per la quale molte volte veniamo definiti chiesa agostiniana dai fratelli ortodossi
Ma l'appartenenza alla Chiesa, come tu dici, è precisa, definita e chiara, ed è dato esistenziale, anche questo, finache più importante in quanto compie la natura umana.
Invece si vuole sostenere (giustamente) che la salvezza è proposta, ma il peccato è imposto, perché ci può essere un peccato contratto e non commesso! Un peccato e una responsabilità per analogia, mi perdonerai, sono concetti che contraddicono la ragione, che è superata e non contraddetta dalla fede (come pure Tommaso d'Aquino ci ha insegnato).
Inoltre, proprio perché i sacramenti sono Liturgia e Celebazione dell'amore di Dio non si deve ridurli a rituali, né si può ritualizzare il tema della salvezza e della vita eterna, perché non vi è nulla di più importante.
Per quanto riguarda il pronunciamento dogmatico, come tu dici, non era necessario né opportuno, ma ci sono i pronunciamenti conciliari forti che ho già citato e addirittura la scomunica per chi parla di salvezza per i bambini non battezzati (una sciocchezza simile non sarà mai insegnata nella chiesa di Cristo, diceva Agostino), e poi la contraddizione del magistero di Innocenzo III e quella delle conclusioni attuali della commissione teologica che ha dovuto affrontare la questione, e per la quale è una speranza fondata quella della salvezza dei nostri bambini.
Inoltre verifichiamo la contraddizione che tu dici fra il magistero e le indicazioni pastorali del Vaticano II. Tu le dici questioni di prudenza e delicatezza, ma per come le descrivi sembrerebbero più una compassione pelosa in quanto contraddirebbe il magistero di sempre.
Davvero qui occore ricordare che nella Chiesa di Cristo non si esercita un primato efficace e reale se non nel vincolo della carità e nella sinodalità; altrimenti neppure ci chiameremmo Ekklesia, Chiesa.
Poi sono con te nel sostenere che l'uomo non è già salvo per natura: solo Cristo è il Salvatore. Se Cristo non ci salvasse e non ci amasse proprio nessuno avrebbe la vita eterna; ma Cristo è il compimento della natura umana ed è destino di salvezza anche a prescindere dal peccato originale, dal principio; è comunque questo il progetto originale, e questa verità non include logicamente quella della trasmissione per generazione di una colpa.
Inoltre voglio ricordare che il protestantesimo è uno scisma nella Chiesa Cattolica Romana, non in quella Cattolica Ortodossa; Lutero, inoltre, era un agostiniano e diceva; "Augustinus totus noster", a Agostino ebbe ad arrovellarsi come il luterani, e ancor più i calvinisti, intorno al tema della predestinazione, altro che salvarsi da soli!!! i protestanti sostengono l'errore opposto. Voglio ricordare l'opera "De servo arbitrio", che addirittura negava il libero arbitrio in conseguenza al peccato originale: è la legittima conseguienza dell'agostinismo.
E intorno alla Parola e all'Amore si è costruito ancora il guscio della legge.
Ultima modifica: 03/09/2012 16:33 Da Rachele.

Re: teologia cattolica e morte di bambini non battezzati 17/03/2013 00:01 #136866

  • Rachele
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A proposito di un primato efficace e reale solo nel vincolo della carità e nella sinodalità, avete badato al saluto del "Vescovo di Roma" subito dopo la sua elezione? Vescovo di Roma perché primo fra pari e non a prescindere da tutti gli altri vescovi (anche gli orientali) e nonostante il Popolo di Dio.
Speriamo bene; e speriamo vi sia anche una presa di coscienza pastorale del legalismo con il quale nei secoli, e ancora oggi nei documenti ufficiali, è stata affrontata la questione dei bambini non battezzati.
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