Il caso della bambina nata morta ad Empoli: tra "fare notizia" e "fare informazione"

Inviato da: Alfredo in Notizie e iniziative

Etichetta: stampa , morte in utero

Alfredo

Bambina nata morta e EmpoliCari amici,

probabilmente alcuni di voi avranno letto l'articolo pubblicato su La Nazione il 13 Aprile scorso sul caso della morte in utero di una bambina. L'articolo è disponibile a questo link http://goo.gl/jKQul e comunque riportiamo qui il testo completo, per chi non lo avesse letto. I grassetti e le virgolette sono quelli orginali.

 

Bambina soffocata dal cordone ombelicale prima di nascere

"Partorita" solo il giorno dopo

Un’evenienza abbastanza rara, per fortuna, ma che rientra nella casistica del rischio connesso alle gravidanze ed ai parti

Empoli, 13 aprile 2012 - E’ MORTA nel ventre materno, a pochi giorni dalla nascita. Una tragedia per una giovane coppia di sposi di Castelfiorentino, che attendeva con gioia il primo parto, la nascita di una bambina perfettamente formata. Una tragedia che, per i medici dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, ha una spiegazione semplicissima: la bambina si è girata nella «pancia», presentandosi in posizione podalica. Il giro del cordone ombelicale ha finito per soffocarla. Un’evenienza abbastanza rara, per fortuna, ma che rientra nella casistica del rischio connesso alle gravidanze ed ai parti.

 

Giovedì della scorsa settimana, la giovane donna si era presentata per la visita di controllo (le visite, come è noto, si intensificano più è vicino il termine della gravidanza). La bambina era podalica, ma tutto andava bene. Il parto con taglio cesareo era stato fissato per il 17. Anche domenica la signora ha riferito di sentire la bambina muoversi dentro il pancione. Martedì 11 era fissata un’altra visita. Ed è qui che, attraverso il monitoraggio, i medici dell’equipe di ostetricia guidata dal dottor Marco Filippeschi, non hanno più sentito il battito cardiaco della bambina. Era morta, confermando i sospetti della giovane mamma, che da qualche ora aveva la sensazione che la bambina non si muovesse più. Alla comprensibile disperazione dell’aspirante mamma e del giovane marito, hanno fatto seguito ore drammatiche. I medici hanno ordinato — come accade in questi casi — il parto indotto, ma questo è stato effettuato solo nella giornata di mercoledì. Praticamente la signora ha vissuto 24 ore con la sua creatura, priva di vita, in pancia. «I tempi che abbiamo osservato sono nella norma» hanno detto ieri dall’Asl. «Si tratta di una tragica evenienza, ma tutto è accaduto nel ventre della mamma, che non si è mai ricoverata, presentandosi solo per le visite di routine». Un evento dunque, seppur doloroso, non rilevante per l’Asl, che ha solo disposto l’autopsia sul corpicino della bambina.

Alberto Andreotti

 

Dal momento che, avendo una certa esperienza nel settore, ci pareva che la modalità di trasmissione dell'informazione non fosse stata delle più brillanti, dopo esserci consultati con alcuni dei genitori dell'associazione ed aver parlato con le ostetriche che hanno assistiti al parto, abbiamo scritto la seguente lettera alla redazione del giornale e in copia al primario del reparto di ginecologia di Empoli (il quale condivideva le nostre perplessità non sul merito della cronaca, ma senz'altro sul tono della divulgazione della notizia).

 

Gentile Redazione,

Ieri 13 Aprile 2012 è uscito sul quotidiano La Nazione di Empoli, a firma di Alberto Andreotti, un articolo relativo alla morte in utero di una bambina, sul quale, soprattutto sul piano del contenuto, ma anche su quello della forma sarebbe opportuno riflettere, in modo da utilizzare modi più appropriati e meno offensivi di dare una notizia.

Mi chiamo Claudia Ravaldi, sono un medico, ma sono anche un genitore con una storia simile a quella che avete appena pubblicato, perché io stessa ho perso sei anni fa un bambino a termine di gravidanza per un evento improvviso ed acuto (che ha un'incidenza in Italia di 1 su 273 parti). Sono presidente di CiaoLapo Onlus, un'associazione Nazionale di genitori e operatori sanitari che si occupa di gravidanza a rischio e di sostegno ai genitori colpiti da morte in gravidanza o dopo la nascita (http://www.ciaolapo.it).

Da sei anni facciamo cultura sulla morte perinatale, organizziamo congressi, scriviamo articoli scientifici e libri, istituiamo gruppi di auto-aiuto per i genitori. Collaboriamo con università, enti e associazioni italiane ed estere, che condividono i nostri stessi scopi statutari. Ogni giorno accogliamo genitori in lutto da tutta Italia, e li affianchiamo nel lungo percorso del lutto. Ogni giorno, inoltre, lavoriamo per promuovere una vera cultura e conoscenza su questo tipo di eventi, in modo che chiunque si avvicini a una famiglia colpita da questa tragedia, sappia come farlo, e possibilmente sia d'aiuto, e non di nocumento, né per la famiglia né per le altre coppie in attesa.

Tra l'altro, CiaoLapo è presente anche nell'ospedale di Empoli col quale abbiamo una convenzione per offrire sostegno psicologico diretto alle famiglie colpite grazie alla presenza di due nostre psicologhe volontarie, e sarebbe stato bello se ci aveste contattate prima di scrivere l'articolo.

Abbiamo letto la "notizia" durante il congresso nazionale delle associazioni di ginecologi italiani, nel quale largo spazio si è dato alla ricerca e alla clinica delle gravidanze a rischio e degli esiti infausti (anche di questo, sarebbe stato utile parlare, per rendere l'articolo equilibrato e realmente utile alla cittadinanza, magari), ed è parso "trasversalmente" (cioè sia ai medici presenti, che alle psicologhe, che ai genitori volontari dell'associazione, che alle ostetriche) un articolo purtroppo sensazionalistico e fine a se stesso (e voglio sperare che non fossero queste le vostre finalità)

Questo vostro articolo "lede" la sensibilità di molte persone: prima di tutto dei genitori della bambina (vi siete mai posti il problema, voi giornalisti quando scrivete di morti e di lutti, che le vittime superstiti poi rileggono brandelli di loro storie attraverso le vostre parole? dovreste tenerne conto), poi di chi ci è passato e vede "il mostro sbattuto in prima pagina" in modo scientificamente arbitrario e grossolano, delle donne in gravidanza che avranno quantomeno sussultato leggendo il vostro titolone, e infine noi professionisti e genitori volontari, che da anni cerchiamo di elevare gli scadenti livelli culturali italiani su queste tematiche ai livelli medi del resto d'Europa.

Veniamo ai "dunque":

Bambina soffocata dal cordone ombelicale prima di nascere

"Partorita" solo il giorno dopo

Il titolo in neretto a cosa serve?

Serve a comunicare una morte? Se così fosse potevate scrivere: un nuovo caso di morte in utero colpisce due genitori ad Empoli.

Invece, messo così, getta nel panico tutte le gravide a termine, gratuitamente.

"Partorita" tra virgolette è volgare e offensivo.

I nostri bambini (bambini!, perché tali sono percepiti da ogni genitore che li aspetti con desiderio, e perché molti muoiono nel terzo trimestre di gravidanza con un peso e un'altezza da bambino vero, non da gamberetto) vengono partoriti, come tutti gli altri, o per vie vaginali (consigliate per motivi ormonali e psicologici e per ridurre rischi inutili di complicanze nelle madri) o per cesareo, quando necessario. Ma si tratta comunque di parti, e chi ha provato questo doloroso evento, ed è stato debitamente assistito, riferisce che il momento del parto è un momento molto significativo per incontrare e salutare il bambino morto prima di nascere, ma non per questo meno amato e meno meritevole di rispetto e dignità.

"L'aspirante mamma":

siamo forse al grande fratello, o alle selezioni per sanremo?

Non voglio credere che un professionista della parola, come dovrebbe essere un giornalista, non abbia altri modi per descrivere un genitore in lutto.

Lei crede veramente (e la sua redazione concorda) nel dire che chi perde un figlio quasi nato, o dopo la nascita o per parto prematuro NON è genitore?

Lei sa che questa bambina sarà registrata alla nascita come nata morta, e che lo stato riconosce la genitorialità (quindi lo status di genitori) dell'ASPIRANTE madre (e del PROMESSO PADRE, per continuare sulla sua falsa riga?). La madre e il padre della bambina sono genitori passati dall'attesa al lutto, e meritano rispetto, anche riconoscendone il ruolo.

"I medici hanno ordinato — come accade in questi casi — il parto indotto, ma questo è stato effettuato solo nella giornata di mercoledì."

Al di là del fatto che i medici non ordinano ma valutano insieme al paziente, quando non si è in condizione di emergenza acuta, il percorso migliore per quella situazione, tutte le linee guida internazionali suggeriscono di preferire il parto naturale, e dichiarano che possono passare alcuni giorni dalla diagnosi di morte al parto, senza che la madre corra alcun pericolo, ma lasciando il tempo ai genitori di entrare in una fase di questa esperienza meno caotica e scioccante, e più attiva, anche se ovviamente sempre drammatico e straziante (non può essere altrimenti, per nessun lutto). In questa fase i genitori dovrebbero essere seguiti da un'equipe formata e presente, in modo da prepararsi all'esperienza del parto nel modo migliore possibile.

"Praticamente la signora ha vissuto 24 ore con la sua creatura, priva di vita, in pancia."

Questa frase nasce voglio pensare dalla disinformazione, ma ci leggo una punta di stupore/sdegno, e un desiderio di suscitare indignazione (disgusto?) nel lettore:

numerosi dati ci dicono che il cesareo d'urgenza in anestesia totale, per ridurre il contatto della madre col bambino morto, non portano alcun beneficio, anzi possono essere dannosi per la futura elaborazione del lutto.

"Un evento dunque, seppur doloroso, non rilevante per l’Asl, che ha solo disposto l’autopsia sul corpicino della bambina"

secondo lei, una ASL che considera la morte di un neonato non-nato "NON RILEVANTE" stipula una convenzione rinnovandola continuamente con un'associazione che si prende cura dei genitori in lutto e fa ricerca per prevenire questi eventi? Secondo lei, l'autopsia di bambina e placenta, che sono raccomandate a livello internazionale per chiarire le morti inspiegabili, sono segni di indifferenza? Lo sa che dal 2006 c'è una legge in materia che aspetta solo di essere applicata, che dichiara l'obbligo di eseguire indagini diagnostiche in tutti i casi di morte in utero, al fine di evidenziare le cause in quel 30% di casi che restano ad oggi inspiegabili?

Da medico, ma soprattutto da genitore in lutto, sono veramente rammaricata per la vostra mancata occasione, di affrontare una penosa tragedia, e fare al tempo stesso una corretta informazione, dimostrando rispetto ai genitori, alla loro bambina, e al personale che si è occupato di loro.

Restiamo a disposizione per tutte le informazioni (scientifiche, psicologiche ed esperienziali) inerenti a quanto espresso.

"non c'è piede tanto piccolo da non lasciare impronta su questa terra"

Cordiali saluti,

Claudia Ravaldi

 

A seguito di questa lettera, il giornalista ha risposto "respingendo le accuse" (in realtà quelle che volevamo fare erano proposte, non accuse) e ci ha scritto:

Gentile dottoressa,
La ringrazio per l'attenzione che ci ha dedicato.
Ma respingo recisamente le accuse di fare sensazionalismo e di sbattere il mostro in prima pagina.
La notizia è stata divulgata direttamente dalla famiglia.
'ho verificata punto per punto con la Direzione sanitaria dell'Asl.
Ho personalmente ricevuto i ringraziamenti dei giovani genitori per come è stata trattata la vicenda.

 

A questo punto, dal momento che rimaniamo dell'idea che la presentazione del caso non sia stata affatto ottimale, e che anzi sia stata piuttosto fuorviante e niente affatto informativa, vorremmo conoscere il parere dei genitori che come noi ci sono passati. Scrivete pure qui i vostri commenti e le vostre osservazioni, sia in accordo che in disaccordo con quello che abbiamo scritto noi, in modo da poter utilizzare l'esperienza maturata in questa occasione per creare una sorta di vademecum o di linea guida per favorire una corretta diffusione delle informazioni sulla morte in utero sui giornali, con l'obiettivo di evitare che genitori già colpiti da grave trauma debbano ritrovarsi anche a doversi destreggiare tra le cose scritte sui giornali, magari in totale buona fede, ma in maniera purtroppo approssimativa e non consona a questo genere di lutto.

Grazie come sempre per la vostra collaborazione

Claudia e Alfredo

 

Questo è il link per commentare nel nostro forum: http://goo.gl/Vemfz

Qui la nota su Facebook, per chi volesse commentare anche là: http://goo.gl/LDTKw

Trackback(0)

TrackBack URI for this entry

Commenti (17)

RSS feed Comments
Grazie!
Fata Morgana
Grazie Claudia, hai dato voce a quelli che sono stati i miei pensieri dopo aver letto l'articolo; all'improvviso sono esplosi (o meglio implosi) in me sentimenti di sdegno, confusione, stupore, rabbia e dolore. Ho letto l'articolo fino all'ultima parola sperando di trovare in fondo alla notizia una piccola parte di "umanità"...ma poi mi son resa conto che, come dici tu, il giornalista ha voluto solo "suscitare indignazione". Ylenia, mamma in cielo di Raffaele dal 9 gennaio 2012.
Fata Morgana , aprile 17, 2012
replica dell' "ASPIRANTE" mamma in questione
pablita77
Salve, mi presento: sono Paola, la mamma della piccola Sofia, oggetto dell'articolo di cui state discutendo... Avrei tantissime cose da dire... ma sono ancora troppo confusa...
Innanzitutto NESSUNO DELLA FAMIGLIA MIA O DI MIO MARITO ha divulgato la notizia.... e soprattutto non abbiamo certo ringraziato il giornalista per come ha riportato la notizia... Quando l'abbiamo letta (e sarebbe stato veramente molto meglio non farlo) era passato solo un giorno dalla nascita di Sofia.... Ho capito che l'articolo era pieno di inesattezze e che era poco rispettoso del ns dramma....Ho scoperto solo stamattina della vs esistenza (parlandone appunto con la psicologa dell'osp di Empoli che ci è stata vicina in questi giorni terribili e continuerà a farlo anche in futuro) e adesso stavo appunto navigando sul vs sito per trovare un pò di conforto quando mi sono imbattuta per caso in questo articolo...
Desidero sottolineare alcune cose:
1. ci siamo sentiti genitori sin dal giorno che ho saputo di essere incinta, ed oggi lo siamo più che mai.
2. partorire in maniera naturale è stata una mia decisione, dopo averne parlato a lungo con la psicologa, ed averne valutato tutti gli aspetti. E' stato effettivamente straziante dover attendere quasi due giorni che l'induzione iniziasse ad avere effetto, ma colgo questa occasione per ringraziare la dottoressa di avermi suggerito questo percorso e di essermi stata vicina durante il parto; sono "felice" di aver partecipato attivamente alla nascita della mia bambina, di averla guardata e potuta tenere in braccio... e di averla salutata con un funerale. Se la dottoressa non ci avesse "costretto" a riflettere, probabilmente non avrei fatto niente di tutto questo, per poi pentirmene per il resto dei mie giorni...
3. Tutto il personale del reparto, a partire dal primario, è stato professionale e soprattutto disponibile, discreto e coinvolto nel nostro lutto. E' anche a loro che va il mio ringraziamento.

Per adesso non so che altro dire.....

Un saluto a tutti.

Paola
pablita77 , aprile 18, 2012
...
mammadifederico
cari alfredo e claudia, grazie ancora per come ogni giorno sostituite i nostri pensieri in parole...parole rivolte a chi, scusate la cattiveria, dovrebbe solo viverlo un dramma del genere per capirlo fino in fondo! Dio purtroppo non ha dotato tutti noi di quel grado di sensibilità che ci differisce dagli "animali"! scusate, sono davvero arrabbiata! ci sono passata in prima persona ( anche della mia storia si sono fatti titoloni per giorni!)e le sciocchezze e le inesattezze che scrivono certi giornalisti per disinformare più che per informare ,"fanno male" a chi le legge e quelle emozioni le vive senza sconti alcuni!!
cara paola il mio pensiero va a te... ti abbraccio virtualmente e mando un bacio alla tua piccola Sofia.
maria con il suo angelo riccioluto sempre nel cuore.
mammadifederico , aprile 19, 2012
...
claudia
Cara Paola, io e mio marito condividiamo con voi la terribile esperienza della morte a pochi giorni dalla data presunta del parto del nostro bambino. Ricordo perfettamente, come fosse ieri, pensieri, parole, immagini ed emozioni di quei giorni. Ricordo l'importanza di ogni singolo dettaglio...e quanto invece ogni singola omissione o leggerezza abbiano reso ancora più duro e amaro il percorso. Per questo motivo, quando ho letto sul giornale la vostra "notizia", mi sono sentita non solo dispiaciuta estremamente per voi, ma nuovamente violata da parole approssimative, e secondo me molto pericolose per tutti, e distanti dalla realtà. Mi dispiace leggere le tue parole, che confermano quanto temevo. Sono comunque felice di sapere che le mie colleghe di Empoli stanno lavorando con voi, e spero davvero che possiate trovare un pò di conforto, al di là delle parole sbagliate, della superficialità, e del tabù che ancora oggi circonda noi genitori in lutto. Un bacino a Sofia, un abbraccio a voi.
claudia , aprile 19, 2012
Riflettere
Barbara
Cara Claudia, hai scritto al giornalista, le parole più sensate , giuste e belle che potevi, nella doppia veste di mamma colpita da lutto e medico. Posso solo ringraziarti per il lavoro costante che da anni fai con CiaoLapo assieme ad Alfredo, e per aver dato voce ad un malessere che spesso ci colpisce quando leggiamo di articoli riguardo a morte perinatale pieni di inesattezze e cattive parole sull'accaduto, solo per fare notizie e per far comperare qualche copia in più del giornale ha chi è curioso, non capendo il dramma che colpisce i genitori che si trovano ad affrontare questo tragico evento!
Tra le parole più offensive direi proprio "aspirante mamma" e partorita messo tra virgolette, come se i figli che non hanno più vita non si partorissero, come ha non trovare un termine adeguato!!
Signor giornalista e tutta la redazione della Nazione, invece di fare i saccenti vi inviterei a riflettere molto bene sulle parole che vi sono state scritte, sono importanti e vi dovrebbero far capire quanto è importante l'uso delle parole quando si parla di eventi molto dolorosi per le persone. Ho sempre creduto che un buon giornalista prima di scrivere notizie che riguardano fatti dellicati accaduti, si accerti con cura di quanto è successo, e presti attenzione a ciò che scrive, evidentemente non è così!
Barbara Raffini
Barbara , aprile 23, 2012
Grazie
0
Purtroppo il giornalismo che oggi fa più notizia è quello scandalistico, ed anche una notizia come questa - triste, dolorosa e assolutamente privata - viene trasformata in un siparietto da Grande Fratello.
Credo che il valore aggiunto di questa notizia, così come ci è stata data, sia assolutamente pari a zero. Ma avrebbe potuto diventare della buona informazione, interrogando - con il dovuo tatto - i genitori colpiti da questo lutto.
Colgo quindi l'occasione per ringraziare voi per il lavoro che fate quotidianamente, per la delicatezza che offrite ogni giorno a tutti coloro che ne hanno bisogno. Grazie
Francesca A. , maggio 07, 2012
non ho parole per la superficialità e l'ignoranza di questo articolo
0
Cara Claudia
sono s'accordo in tutto con la lettera scritta al giornalista, non ha tatto e non sa divulgare una notizia cosi delicata, i genitori lo sono dal test di gravidanza, non dalla nascita dei bambini sia nei casi più felici che drammatici, anche io sono purtroppo passata attraverso questa terribile esperienza, e ringrazio i medici e ginecologi che mi hanno consigliato di partorire naturalmente ( in realtà il dolore fisico non è niente in confronto al dolore di aver perso un figlio, e per fortuna hanno avuto l'umanità di farmi la partoanalgesia e ho avuto la morfina) in quei momenti ti senti investita da un treno rapido e non riesci assolutamente a ragionare, ti devi fidare delle persone che hai a fianco e anche io a posteriori sono grata a coloro che mi hanno consigliato di vedere la bambina e partorire naturalmente, non me lo sarei mai perdonato. La nostra Vittoria ci ha lasciato due anni e mezzo fa, dopo 8 mesi bellissimi che non dimenticherò mai, mi ferisce molto l'insensibilità della gente che non si pone il problema di come racconta le cose, e mi ferisce che anche sul Tirreno vengano sbattute spesso storie simili alla mia oppure insomma tragedie per fare sensazionalismo quando anche il giornalismo cambierà rotta?
francesca bonissoni , maggio 18, 2012
complimenti a Claudia e Alfredo e naturalmente a CiaoLapo
0
Salve, mi chiamo Alessandra e ci tengo a scrivere due righe di ringraziamento ai fondatori dell'Associaione CiaoLapo . Ho subito un mese fa lo stesso lutto che è capitato a Paola. Il mio bambino (Riccardo) è morto in utero alla 35° settimana, completamente legato col cordone ombelicale. Per me quel giorno è stato il piu' difficile e brutto della mia vita..... Premetto che sono un operatore sociale (Pedagogista e counselor) e che a posteriori posso dire che il personale sanitario seppur ha dimostrato nel mio caso gentilezza ed empatia non si è mostrato minimamente preparato a gestire la situazione. Sono stata io a richiedere una consulenza psichiatrica per poter avere farmaci necessari in quel momento e appena uscita dall'ospedale a ricorrere ad uno psicologo di mia fiducia per iniziare insieme a mio marito la psicoterapia. Mi chiedo invece a cosa serva scrivere un articolo sul giornale in questo modo???? A chi serve???? Io non avrei gradito per niente..... altro che ringraziare il giornalista!!!! In questi casi occorre avere rispetto per il dolore altrui e fare informazione "intelligente" così come la fa l'Associazione CiaoLapo che haimè ho conosciuto dopo che ho subito questo lutto, tramite una ricerca che ho fatto su INTERNET per cercare di capire cosa fosse accaduto al mio piccolo.
Alessandra P. , giugno 06, 2012
Complimenti a Claudia e Alfredo
0
Ciao, mi chiamo Roberto e volevo fare i complimenti a Claudia per quello che ha scritto al giornalista. Lo faccio perché mi sono sentito doppiamente colpito da questa vicenda, in quanto due mesi assieme a mia moglie abbiamo perso il nostro piccolo Angelo alla 32esima settimana (probabile infarto della placenta) e di mestiere faccio il giornalista, sono professionista dal 1992 e spesso ho trattato casi di morti tragiche e so con qaunta delicatezza bisogna usare ogni singola parola e ogni singola virgole. Sono rimasto scandalizzato da come è stato scritto e ancora di più dal fatto che qualcuno abbia deciso che un avvenimento come questo sia stato giudicato tanto importante da essere pubblicato, vorrei sapere in base a quali criteri il direttore abbia deciso di farlo diventare notizia e dargli spazio sul giornale e perché i genitori abbiano dovuto subire anche il dolore di vedere la loro tragedia diventare un fatto pubblico. E questo al di là di come la notizia è stata scritta, in termini che ritengo imprecisi e col classico garbo di un elefante in un negozio di cristalli. Voglio anche ringraziare CiaoLapo per i momenti di conforto che mi regala quando, in qualsiasi momento della giornata, il dolore arriva improvviso e sembra sopraffarmi.
Roberto Sanna , giugno 25, 2012
Risposta a Roberto
0
Ciao Roberto, sono contenta di sentire il parere di un altro giornalista ed in questo caso anche genitore colpito da un simile evento. Penso sia molto utile la tua testimonianza. Hai un cognome sardo..... Vivi x caso in Sardegna? Io sono di Sassari e mi piacerebbe confrontarmi rispetto a questa espdrienza cosi dolorosa che a me e' capitata due mesi fa, con qualcuno che vive vicino. Un saluto.
Alessandra P. , giugno 28, 2012
grazie a claudia
angelica2012
Grazie per aver difeso il dolore e il lutto di un genitore che vive questa esperienza,nessuno sa quello che significa se non lo prova sulla propria pelle....a me è accaduto circa un mese fà....(9 giugno2012) il dolore ancora è vivo e quello che ho letto mi ha fatto tornare tutto alla mente.....la mia piccola è volata in cielo e con lei un pezzo del mio cuore.....
angelica2012 , luglio 08, 2012
Grazie Claudia
Marghe
Grazie a Claudia per aver risposto per le rime e ribattuto punto per punto all'orribile scempio pubblicato a Empoli.
Sono la moglie di Roberto, che ha scritto qualche giorno fa, e sono anche io una giornalista, conosco bene le norme etiche e professionali che regolano (o dovrebbero regolare!) il nostro operato e questo "collega" sembra non conoscerle o semplicemente se ne è fregato alla ricerca di un titolo ad effetto (e vorrei capire dove sta la notizia).
Sono passati diversi giorni da quando ho letto l'articolo e la discussione, ho avuto necessità di riprendermi perché oltre a sentirmi SCHIFATA dal far parte della stessa categoria professionale di questo "signore", mi sono sentita OFFESA profondamente in quanto MAMMA (non "aspirante") di un piccolo Angelo che ci ha lasciati alla 32ma settimana senza apparentemente un perché.
Ho provato tanta rabbia, tanta delusione nel leggere quanta poca sensibilità ci sia nei nostri confronti! Noi siamo genitori a tutti gli effetti, dal momento in cui abbiamo scoperto di essere "incinti". E cos'è quel partorita tra virgolette???!!!??? Quel signore non saprà mai cosa si prova nel momento del parto, il dolore lacerante del corpo che sembra si debba spezzare in due da un momento all'altro, seguito, per noi mamme speciali, da un dolore inimmaginabile nel cuore e nell'anima quando, nel momento in cui il bambino esce e il corpo smette di soffrire, non sentiamo il suono della sua voce, il calore della sua pelle, il tocco delle sue manine! Non ha nemmeno fatto finta di capire quale trauma, quale dolore avvolge come una coltre fitta e nera i genitori, isolati loro malgrado da tutto il resto del mondo, incompresi perfino dai familiari perché nessuno che non ci sia passato potrà mai capire cosa proviamo?
Mi sono sentita offesa anche per il mio bambino, solo perché non ha mai potuto sentire i profumi, vedere i colori, toccare i suoi genitori, perché è morto dentro la pancia di sua mamma merita meno rispetto??? Ha forse meno dignità dei piccoli più fortunati che nascono e potranno crescere felicemente?
Io fossi la mamma o il papà dell'articolo non solo presenterei una querela per diffamazione (non per l'articolo, perché non ci sono i nomi, ma per la risposta mendace alla lettera, in cui ha affermato falsamente di aver parlato con loro), ma anche un esposto all'Ordine dei Giornalisti perché questo tale ha offeso non solo i protagonisti della vicenda, tutti noi genitori speciali ma anche le norme della nostra professione.
Marghe , luglio 09, 2012
in colpa per essere stata codarda
0
Salve a tutti,,,ho perso da poco la mia bimba.E' morta inutero alla 37esima settimana, sarebbe dovuta nascere dopo 5 giorni con un cesareo programmato.Piccolo distacco di placenta retroplacentare tale da nn avermi dato nessun sintomo. Quando mi hanno detto che non c'era piu' battito ho chiesto di farmi fare di valium,,dall'attesa fno alla dimissione,,,non ho visto la mia bimba e mi sento ora in colpa di non averlo fatto,,,vedendole vostre storie mi sento ancora peggio perche so di essere stata una codarda,,ma nessuno in ospedale , a parte imiei parenti, mi e' stato affianco .Semmai esistesse un servizio di psicologia penso che sia impegnata in ben altre cose,,e nemmeno il ginecologo mi ha proposto di vedere la bimba,,,e ora????il nulla
maria rosaria 1976 , luglio 24, 2012
per Maria Rosaria 1976
Marghe
Ciao Maria Rosaria, un abbraccio.
Anche io non ho voluto vedere il mio bambino, e nemmeno mio marito se l'è sentita. Mia madre l'ha abbracciato e salutato anche per noi.
Sono state le ostetriche, tutte molto gentili e attente, a chiedermi se volessi vedere il pupo dopo il parto. In quei momenti di panico, tristezza, paura, delusione, senso di ingiustizia e di immenso dolore non siamo lucidi, nè noi mamme nè i papà e la mia reazione istintiva è stata di rifiuto.
Non perché non volessi più mio figlio, ma è stato come una specie di istinto di protezione: mi son detta, se lo vedo, come farò a superare questa immensa perdita? Mi son detta, sarà ancora più difficile andare avanti avendolo visto, toccato, abbracciato.
Ci sono dei momenti in cui il senso di colpa, il dispiacere per non averlo abbracciato bruciano più della fiamma viva. Ne ho parlato con la psicologa, che purtroppo non avevo accanto in quei momenti (nessuno, nè medici nè ostetriche mi hanno proposto un supporto psicologico nelle oltre 24 ore che sono trascorse dalla diagnosi al parto, e mi chiedo come mai visto che si trattava di una clinica universitaria, dove cmq non mi sono sentita affatto trascurata)... lei mi ha detto che la decisione che ho preso, da sola in un momento così drammatico, era la più giusta per me.
Dopo, quando è passato il panico ed è subentrata tutta un'altra serie di sentimenti ed emozioni mi son pentita di quella scelta, ma obiettivamente è molto difficile prendere una decisione con criterio in quella situazione e purtroppo lo sai bene anche tu! smilies/sad.gif
Magari, se fossimo state ben assistite anche sul piano psicologico, avremmo cambiato quella decisione, magari no. Non lo sapremo mai, ma non per questo amiamo di meno i nostri figli e non smetteremo comunque di amarli e di ricordarli per il resto della nostra vita, non credi?
Un abbraccio fortissimo.
Marghe, mamma di Angelo
Marghe , luglio 27, 2012
Tutta la mia stima
moma
Tutta la mia stima a Claudia, ogni volta resto colpita dalla sua profondità e dalla sua professionalità, e da come sa trasmettere i concetti. Resto sbigottita da come quel giornalista abbia liquidato la faccenda rispondendo in 6 righe, invece di ammettere il suo errore.
Tutto il mio affetto invece a Paola, che giustamente si presenta come LA MAMMA della piccola Sofia, è mamma e lo sarà per sempre.. mi sa che c'è qualcuno invece che è un "aspirante giornalista" ma che crede di non avere niente da imparare!!
Grazie Ciao Lapo!! Grazie perché ogni volta che la dignità dei nostri bambini viene calpestata sapete dire le cose giuste.
moma , agosto 25, 2012
Anche io posso capire ora
0
Salve a tutti, mi chiamo Sandro ed ho 31 anni...sono marito di Erica (27 anni) e da due settimane siamo vedovi del nostro primogenito che alla 41esima settimana più 3 giorni ci ha lasciati....proprio nel giorno in cui avevamo il parto programmato, tutto pronto per il ricovero, macchina fotografica, tutine pulite e profumate, al monitoraggio abbiamo scoperto la tragica sorpresa! Fino a qualche ora prima l'avevamo visto muoversi! Ad oggi ancora ci sembra tutto inspegabile! Il bimbo era sano, senza cordoni che davano fastidio o anomalie che potessero farci immaginare quello che poi è successo! Purtroppo posso capire davvero ciò che si prova...ci vuole tatto in certe situazioni, ci vuole rispetto per quelle famiglie e soprattutto per quegli angioletti che non hanno avuto la possibilità di vedere la luce! Io e mia moglie abbiamo voluto vedere, baciare e abbracciare il nostro piccolo, anche se il dottore non voleva, perchè dopo tanti baci dati sul pancione della mamma in nove mesi e mezzo, sentivo il bisogno di dargliene anche su quel visino dolce e delicato! Amiamo i bimbi e sono pienamente d'accordo che ci vuole rispetto senza cercare di monetizzare scrivendo articoli solo per vendere giornali.
Ciao Giacomo...noi ti amiamo! (Mamma e Papà).
Sandro , settembre 28, 2012
Sono madre davvero!!
0
Grazie a Claudia e ad Alfredo!! Possibile che ancora si parli di "ASPIRANTE MADRE"???
Anche io ho perso il mio Claudio alla 37a settimana il 15.08.2011....mi manca tanto e credo che, ad oggi, non sono mai stata una Aspirante madre!! Mi sento madre davvero al massimo orfana di figlio...è vero il dolore è immenso: un abbraccio mancato.....una carezza non data....ma chi + di noi può sentire il vero significato di un figlio!! Ad oggi non ho avuto un altro bimbo, e nonostante tutto, sono una madre messa alla prova dalla vita che, a differenza delle altre, deve accettare questa condizione di vuoto che via via andrà riempiendosi con la maggiore capacità di pensare alle vissute 37 settimane come a quelle + belle ed intense della mia vita.
grazie Claudio per essere stato con me!
maria
Marianese , novembre 20, 2012

Scrivi commento

smaller | bigger

busy