Il caso della bambina nata morta ad Empoli: tra "fare notizia" e "fare informazione"
Inviato da: Alfredo in Notizie e iniziative il Apr 16, 2012
Cari amici,
probabilmente alcuni di voi avranno letto l'articolo pubblicato su La Nazione il 13 Aprile scorso sul caso della morte in utero di una bambina. L'articolo è disponibile a questo link http://goo.gl/jKQul e comunque riportiamo qui il testo completo, per chi non lo avesse letto. I grassetti e le virgolette sono quelli orginali.
Bambina soffocata dal cordone ombelicale prima di nascere
"Partorita" solo il giorno dopo
Un’evenienza abbastanza rara, per fortuna, ma che rientra nella casistica del rischio connesso alle gravidanze ed ai parti
Empoli, 13 aprile 2012 - E’ MORTA nel ventre materno, a pochi giorni dalla nascita. Una tragedia per una giovane coppia di sposi di Castelfiorentino, che attendeva con gioia il primo parto, la nascita di una bambina perfettamente formata. Una tragedia che, per i medici dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, ha una spiegazione semplicissima: la bambina si è girata nella «pancia», presentandosi in posizione podalica. Il giro del cordone ombelicale ha finito per soffocarla. Un’evenienza abbastanza rara, per fortuna, ma che rientra nella casistica del rischio connesso alle gravidanze ed ai parti.
Giovedì della scorsa settimana, la giovane donna si era presentata per la visita di controllo (le visite, come è noto, si intensificano più è vicino il termine della gravidanza). La bambina era podalica, ma tutto andava bene. Il parto con taglio cesareo era stato fissato per il 17. Anche domenica la signora ha riferito di sentire la bambina muoversi dentro il pancione. Martedì 11 era fissata un’altra visita. Ed è qui che, attraverso il monitoraggio, i medici dell’equipe di ostetricia guidata dal dottor Marco Filippeschi, non hanno più sentito il battito cardiaco della bambina. Era morta, confermando i sospetti della giovane mamma, che da qualche ora aveva la sensazione che la bambina non si muovesse più. Alla comprensibile disperazione dell’aspirante mamma e del giovane marito, hanno fatto seguito ore drammatiche. I medici hanno ordinato — come accade in questi casi — il parto indotto, ma questo è stato effettuato solo nella giornata di mercoledì. Praticamente la signora ha vissuto 24 ore con la sua creatura, priva di vita, in pancia. «I tempi che abbiamo osservato sono nella norma» hanno detto ieri dall’Asl. «Si tratta di una tragica evenienza, ma tutto è accaduto nel ventre della mamma, che non si è mai ricoverata, presentandosi solo per le visite di routine». Un evento dunque, seppur doloroso, non rilevante per l’Asl, che ha solo disposto l’autopsia sul corpicino della bambina.
Alberto Andreotti
Dal momento che, avendo una certa esperienza nel settore, ci pareva che la modalità di trasmissione dell'informazione non fosse stata delle più brillanti, dopo esserci consultati con alcuni dei genitori dell'associazione ed aver parlato con le ostetriche che hanno assistiti al parto, abbiamo scritto la seguente lettera alla redazione del giornale e in copia al primario del reparto di ginecologia di Empoli (il quale condivideva le nostre perplessità non sul merito della cronaca, ma senz'altro sul tono della divulgazione della notizia).
Gentile Redazione,
Ieri 13 Aprile 2012 è uscito sul quotidiano La Nazione di Empoli, a firma di Alberto Andreotti, un articolo relativo alla morte in utero di una bambina, sul quale, soprattutto sul piano del contenuto, ma anche su quello della forma sarebbe opportuno riflettere, in modo da utilizzare modi più appropriati e meno offensivi di dare una notizia.
Mi chiamo Claudia Ravaldi, sono un medico, ma sono anche un genitore con una storia simile a quella che avete appena pubblicato, perché io stessa ho perso sei anni fa un bambino a termine di gravidanza per un evento improvviso ed acuto (che ha un'incidenza in Italia di 1 su 273 parti). Sono presidente di CiaoLapo Onlus, un'associazione Nazionale di genitori e operatori sanitari che si occupa di gravidanza a rischio e di sostegno ai genitori colpiti da morte in gravidanza o dopo la nascita (http://www.ciaolapo.it).
Da sei anni facciamo cultura sulla morte perinatale, organizziamo congressi, scriviamo articoli scientifici e libri, istituiamo gruppi di auto-aiuto per i genitori. Collaboriamo con università, enti e associazioni italiane ed estere, che condividono i nostri stessi scopi statutari. Ogni giorno accogliamo genitori in lutto da tutta Italia, e li affianchiamo nel lungo percorso del lutto. Ogni giorno, inoltre, lavoriamo per promuovere una vera cultura e conoscenza su questo tipo di eventi, in modo che chiunque si avvicini a una famiglia colpita da questa tragedia, sappia come farlo, e possibilmente sia d'aiuto, e non di nocumento, né per la famiglia né per le altre coppie in attesa.
Tra l'altro, CiaoLapo è presente anche nell'ospedale di Empoli col quale abbiamo una convenzione per offrire sostegno psicologico diretto alle famiglie colpite grazie alla presenza di due nostre psicologhe volontarie, e sarebbe stato bello se ci aveste contattate prima di scrivere l'articolo.
Abbiamo letto la "notizia" durante il congresso nazionale delle associazioni di ginecologi italiani, nel quale largo spazio si è dato alla ricerca e alla clinica delle gravidanze a rischio e degli esiti infausti (anche di questo, sarebbe stato utile parlare, per rendere l'articolo equilibrato e realmente utile alla cittadinanza, magari), ed è parso "trasversalmente" (cioè sia ai medici presenti, che alle psicologhe, che ai genitori volontari dell'associazione, che alle ostetriche) un articolo purtroppo sensazionalistico e fine a se stesso (e voglio sperare che non fossero queste le vostre finalità)
Questo vostro articolo "lede" la sensibilità di molte persone: prima di tutto dei genitori della bambina (vi siete mai posti il problema, voi giornalisti quando scrivete di morti e di lutti, che le vittime superstiti poi rileggono brandelli di loro storie attraverso le vostre parole? dovreste tenerne conto), poi di chi ci è passato e vede "il mostro sbattuto in prima pagina" in modo scientificamente arbitrario e grossolano, delle donne in gravidanza che avranno quantomeno sussultato leggendo il vostro titolone, e infine noi professionisti e genitori volontari, che da anni cerchiamo di elevare gli scadenti livelli culturali italiani su queste tematiche ai livelli medi del resto d'Europa.
Veniamo ai "dunque":
Bambina soffocata dal cordone ombelicale prima di nascere
"Partorita" solo il giorno dopo
Il titolo in neretto a cosa serve?
Serve a comunicare una morte? Se così fosse potevate scrivere: un nuovo caso di morte in utero colpisce due genitori ad Empoli.
Invece, messo così, getta nel panico tutte le gravide a termine, gratuitamente.
"Partorita" tra virgolette è volgare e offensivo.
I nostri bambini (bambini!, perché tali sono percepiti da ogni genitore che li aspetti con desiderio, e perché molti muoiono nel terzo trimestre di gravidanza con un peso e un'altezza da bambino vero, non da gamberetto) vengono partoriti, come tutti gli altri, o per vie vaginali (consigliate per motivi ormonali e psicologici e per ridurre rischi inutili di complicanze nelle madri) o per cesareo, quando necessario. Ma si tratta comunque di parti, e chi ha provato questo doloroso evento, ed è stato debitamente assistito, riferisce che il momento del parto è un momento molto significativo per incontrare e salutare il bambino morto prima di nascere, ma non per questo meno amato e meno meritevole di rispetto e dignità.
"L'aspirante mamma":
siamo forse al grande fratello, o alle selezioni per sanremo?
Non voglio credere che un professionista della parola, come dovrebbe essere un giornalista, non abbia altri modi per descrivere un genitore in lutto.
Lei crede veramente (e la sua redazione concorda) nel dire che chi perde un figlio quasi nato, o dopo la nascita o per parto prematuro NON è genitore?
Lei sa che questa bambina sarà registrata alla nascita come nata morta, e che lo stato riconosce la genitorialità (quindi lo status di genitori) dell'ASPIRANTE madre (e del PROMESSO PADRE, per continuare sulla sua falsa riga?). La madre e il padre della bambina sono genitori passati dall'attesa al lutto, e meritano rispetto, anche riconoscendone il ruolo.
"I medici hanno ordinato — come accade in questi casi — il parto indotto, ma questo è stato effettuato solo nella giornata di mercoledì."
Al di là del fatto che i medici non ordinano ma valutano insieme al paziente, quando non si è in condizione di emergenza acuta, il percorso migliore per quella situazione, tutte le linee guida internazionali suggeriscono di preferire il parto naturale, e dichiarano che possono passare alcuni giorni dalla diagnosi di morte al parto, senza che la madre corra alcun pericolo, ma lasciando il tempo ai genitori di entrare in una fase di questa esperienza meno caotica e scioccante, e più attiva, anche se ovviamente sempre drammatico e straziante (non può essere altrimenti, per nessun lutto). In questa fase i genitori dovrebbero essere seguiti da un'equipe formata e presente, in modo da prepararsi all'esperienza del parto nel modo migliore possibile.
"Praticamente la signora ha vissuto 24 ore con la sua creatura, priva di vita, in pancia."
Questa frase nasce voglio pensare dalla disinformazione, ma ci leggo una punta di stupore/sdegno, e un desiderio di suscitare indignazione (disgusto?) nel lettore:
numerosi dati ci dicono che il cesareo d'urgenza in anestesia totale, per ridurre il contatto della madre col bambino morto, non portano alcun beneficio, anzi possono essere dannosi per la futura elaborazione del lutto.
"Un evento dunque, seppur doloroso, non rilevante per l’Asl, che ha solo disposto l’autopsia sul corpicino della bambina"
secondo lei, una ASL che considera la morte di un neonato non-nato "NON RILEVANTE" stipula una convenzione rinnovandola continuamente con un'associazione che si prende cura dei genitori in lutto e fa ricerca per prevenire questi eventi? Secondo lei, l'autopsia di bambina e placenta, che sono raccomandate a livello internazionale per chiarire le morti inspiegabili, sono segni di indifferenza? Lo sa che dal 2006 c'è una legge in materia che aspetta solo di essere applicata, che dichiara l'obbligo di eseguire indagini diagnostiche in tutti i casi di morte in utero, al fine di evidenziare le cause in quel 30% di casi che restano ad oggi inspiegabili?
Da medico, ma soprattutto da genitore in lutto, sono veramente rammaricata per la vostra mancata occasione, di affrontare una penosa tragedia, e fare al tempo stesso una corretta informazione, dimostrando rispetto ai genitori, alla loro bambina, e al personale che si è occupato di loro.
Restiamo a disposizione per tutte le informazioni (scientifiche, psicologiche ed esperienziali) inerenti a quanto espresso.
"non c'è piede tanto piccolo da non lasciare impronta su questa terra"
Cordiali saluti,
Claudia Ravaldi
A seguito di questa lettera, il giornalista ha risposto "respingendo le accuse" (in realtà quelle che volevamo fare erano proposte, non accuse) e ci ha scritto:
Gentile dottoressa,
La ringrazio per l'attenzione che ci ha dedicato.
Ma respingo recisamente le accuse di fare sensazionalismo e di sbattere il mostro in prima pagina.
La notizia è stata divulgata direttamente dalla famiglia.
'ho verificata punto per punto con la Direzione sanitaria dell'Asl.
Ho personalmente ricevuto i ringraziamenti dei giovani genitori per come è stata trattata la vicenda.
A questo punto, dal momento che rimaniamo dell'idea che la presentazione del caso non sia stata affatto ottimale, e che anzi sia stata piuttosto fuorviante e niente affatto informativa, vorremmo conoscere il parere dei genitori che come noi ci sono passati. Scrivete pure qui i vostri commenti e le vostre osservazioni, sia in accordo che in disaccordo con quello che abbiamo scritto noi, in modo da poter utilizzare l'esperienza maturata in questa occasione per creare una sorta di vademecum o di linea guida per favorire una corretta diffusione delle informazioni sulla morte in utero sui giornali, con l'obiettivo di evitare che genitori già colpiti da grave trauma debbano ritrovarsi anche a doversi destreggiare tra le cose scritte sui giornali, magari in totale buona fede, ma in maniera purtroppo approssimativa e non consona a questo genere di lutto.
Grazie come sempre per la vostra collaborazione
Claudia e Alfredo
Questo è il link per commentare nel nostro forum: http://goo.gl/Vemfz
Qui la nota su Facebook, per chi volesse commentare anche là: http://goo.gl/LDTKw
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RSS feed CommentsGrazie!
replica dell' "ASPIRANTE" mamma in questione
Innanzitutto NESSUNO DELLA FAMIGLIA MIA O DI MIO MARITO ha divulgato la notizia.... e soprattutto non abbiamo certo ringraziato il giornalista per come ha riportato la notizia... Quando l'abbiamo letta (e sarebbe stato veramente molto meglio non farlo) era passato solo un giorno dalla nascita di Sofia.... Ho capito che l'articolo era pieno di inesattezze e che era poco rispettoso del ns dramma....Ho scoperto solo stamattina della vs esistenza (parlandone appunto con la psicologa dell'osp di Empoli che ci è stata vicina in questi giorni terribili e continuerà a farlo anche in futuro) e adesso stavo appunto navigando sul vs sito per trovare un pò di conforto quando mi sono imbattuta per caso in questo articolo...
Desidero sottolineare alcune cose:
1. ci siamo sentiti genitori sin dal giorno che ho saputo di essere incinta, ed oggi lo siamo più che mai.
2. partorire in maniera naturale è stata una mia decisione, dopo averne parlato a lungo con la psicologa, ed averne valutato tutti gli aspetti. E' stato effettivamente straziante dover attendere quasi due giorni che l'induzione iniziasse ad avere effetto, ma colgo questa occasione per ringraziare la dottoressa di avermi suggerito questo percorso e di essermi stata vicina durante il parto; sono "felice" di aver partecipato attivamente alla nascita della mia bambina, di averla guardata e potuta tenere in braccio... e di averla salutata con un funerale. Se la dottoressa non ci avesse "costretto" a riflettere, probabilmente non avrei fatto niente di tutto questo, per poi pentirmene per il resto dei mie giorni...
3. Tutto il personale del reparto, a partire dal primario, è stato professionale e soprattutto disponibile, discreto e coinvolto nel nostro lutto. E' anche a loro che va il mio ringraziamento.
Per adesso non so che altro dire.....
Un saluto a tutti.
Paola
...
cara paola il mio pensiero va a te... ti abbraccio virtualmente e mando un bacio alla tua piccola Sofia.
maria con il suo angelo riccioluto sempre nel cuore.
...
Riflettere
Tra le parole più offensive direi proprio "aspirante mamma" e partorita messo tra virgolette, come se i figli che non hanno più vita non si partorissero, come ha non trovare un termine adeguato!!
Signor giornalista e tutta la redazione della Nazione, invece di fare i saccenti vi inviterei a riflettere molto bene sulle parole che vi sono state scritte, sono importanti e vi dovrebbero far capire quanto è importante l'uso delle parole quando si parla di eventi molto dolorosi per le persone. Ho sempre creduto che un buon giornalista prima di scrivere notizie che riguardano fatti dellicati accaduti, si accerti con cura di quanto è successo, e presti attenzione a ciò che scrive, evidentemente non è così!
Barbara Raffini
Grazie
Credo che il valore aggiunto di questa notizia, così come ci è stata data, sia assolutamente pari a zero. Ma avrebbe potuto diventare della buona informazione, interrogando - con il dovuo tatto - i genitori colpiti da questo lutto.
Colgo quindi l'occasione per ringraziare voi per il lavoro che fate quotidianamente, per la delicatezza che offrite ogni giorno a tutti coloro che ne hanno bisogno. Grazie
non ho parole per la superficialità e l'ignoranza di questo articolo
sono s'accordo in tutto con la lettera scritta al giornalista, non ha tatto e non sa divulgare una notizia cosi delicata, i genitori lo sono dal test di gravidanza, non dalla nascita dei bambini sia nei casi più felici che drammatici, anche io sono purtroppo passata attraverso questa terribile esperienza, e ringrazio i medici e ginecologi che mi hanno consigliato di partorire naturalmente ( in realtà il dolore fisico non è niente in confronto al dolore di aver perso un figlio, e per fortuna hanno avuto l'umanità di farmi la partoanalgesia e ho avuto la morfina) in quei momenti ti senti investita da un treno rapido e non riesci assolutamente a ragionare, ti devi fidare delle persone che hai a fianco e anche io a posteriori sono grata a coloro che mi hanno consigliato di vedere la bambina e partorire naturalmente, non me lo sarei mai perdonato. La nostra Vittoria ci ha lasciato due anni e mezzo fa, dopo 8 mesi bellissimi che non dimenticherò mai, mi ferisce molto l'insensibilità della gente che non si pone il problema di come racconta le cose, e mi ferisce che anche sul Tirreno vengano sbattute spesso storie simili alla mia oppure insomma tragedie per fare sensazionalismo quando anche il giornalismo cambierà rotta?
complimenti a Claudia e Alfredo e naturalmente a CiaoLapo
Complimenti a Claudia e Alfredo
Risposta a Roberto
grazie a claudia
Grazie Claudia
Sono la moglie di Roberto, che ha scritto qualche giorno fa, e sono anche io una giornalista, conosco bene le norme etiche e professionali che regolano (o dovrebbero regolare!) il nostro operato e questo "collega" sembra non conoscerle o semplicemente se ne è fregato alla ricerca di un titolo ad effetto (e vorrei capire dove sta la notizia).
Sono passati diversi giorni da quando ho letto l'articolo e la discussione, ho avuto necessità di riprendermi perché oltre a sentirmi SCHIFATA dal far parte della stessa categoria professionale di questo "signore", mi sono sentita OFFESA profondamente in quanto MAMMA (non "aspirante") di un piccolo Angelo che ci ha lasciati alla 32ma settimana senza apparentemente un perché.
Ho provato tanta rabbia, tanta delusione nel leggere quanta poca sensibilità ci sia nei nostri confronti! Noi siamo genitori a tutti gli effetti, dal momento in cui abbiamo scoperto di essere "incinti". E cos'è quel partorita tra virgolette???!!!??? Quel signore non saprà mai cosa si prova nel momento del parto, il dolore lacerante del corpo che sembra si debba spezzare in due da un momento all'altro, seguito, per noi mamme speciali, da un dolore inimmaginabile nel cuore e nell'anima quando, nel momento in cui il bambino esce e il corpo smette di soffrire, non sentiamo il suono della sua voce, il calore della sua pelle, il tocco delle sue manine! Non ha nemmeno fatto finta di capire quale trauma, quale dolore avvolge come una coltre fitta e nera i genitori, isolati loro malgrado da tutto il resto del mondo, incompresi perfino dai familiari perché nessuno che non ci sia passato potrà mai capire cosa proviamo?
Mi sono sentita offesa anche per il mio bambino, solo perché non ha mai potuto sentire i profumi, vedere i colori, toccare i suoi genitori, perché è morto dentro la pancia di sua mamma merita meno rispetto??? Ha forse meno dignità dei piccoli più fortunati che nascono e potranno crescere felicemente?
Io fossi la mamma o il papà dell'articolo non solo presenterei una querela per diffamazione (non per l'articolo, perché non ci sono i nomi, ma per la risposta mendace alla lettera, in cui ha affermato falsamente di aver parlato con loro), ma anche un esposto all'Ordine dei Giornalisti perché questo tale ha offeso non solo i protagonisti della vicenda, tutti noi genitori speciali ma anche le norme della nostra professione.
in colpa per essere stata codarda
per Maria Rosaria 1976
Anche io non ho voluto vedere il mio bambino, e nemmeno mio marito se l'è sentita. Mia madre l'ha abbracciato e salutato anche per noi.
Sono state le ostetriche, tutte molto gentili e attente, a chiedermi se volessi vedere il pupo dopo il parto. In quei momenti di panico, tristezza, paura, delusione, senso di ingiustizia e di immenso dolore non siamo lucidi, nè noi mamme nè i papà e la mia reazione istintiva è stata di rifiuto.
Non perché non volessi più mio figlio, ma è stato come una specie di istinto di protezione: mi son detta, se lo vedo, come farò a superare questa immensa perdita? Mi son detta, sarà ancora più difficile andare avanti avendolo visto, toccato, abbracciato.
Ci sono dei momenti in cui il senso di colpa, il dispiacere per non averlo abbracciato bruciano più della fiamma viva. Ne ho parlato con la psicologa, che purtroppo non avevo accanto in quei momenti (nessuno, nè medici nè ostetriche mi hanno proposto un supporto psicologico nelle oltre 24 ore che sono trascorse dalla diagnosi al parto, e mi chiedo come mai visto che si trattava di una clinica universitaria, dove cmq non mi sono sentita affatto trascurata)... lei mi ha detto che la decisione che ho preso, da sola in un momento così drammatico, era la più giusta per me.
Dopo, quando è passato il panico ed è subentrata tutta un'altra serie di sentimenti ed emozioni mi son pentita di quella scelta, ma obiettivamente è molto difficile prendere una decisione con criterio in quella situazione e purtroppo lo sai bene anche tu!
Magari, se fossimo state ben assistite anche sul piano psicologico, avremmo cambiato quella decisione, magari no. Non lo sapremo mai, ma non per questo amiamo di meno i nostri figli e non smetteremo comunque di amarli e di ricordarli per il resto della nostra vita, non credi?
Un abbraccio fortissimo.
Marghe, mamma di Angelo
Tutta la mia stima
Tutto il mio affetto invece a Paola, che giustamente si presenta come LA MAMMA della piccola Sofia, è mamma e lo sarà per sempre.. mi sa che c'è qualcuno invece che è un "aspirante giornalista" ma che crede di non avere niente da imparare!!
Grazie Ciao Lapo!! Grazie perché ogni volta che la dignità dei nostri bambini viene calpestata sapete dire le cose giuste.
Anche io posso capire ora
Ciao Giacomo...noi ti amiamo! (Mamma e Papà).
Sono madre davvero!!
Anche io ho perso il mio Claudio alla 37a settimana il 15.08.2011....mi manca tanto e credo che, ad oggi, non sono mai stata una Aspirante madre!! Mi sento madre davvero al massimo orfana di figlio...è vero il dolore è immenso: un abbraccio mancato.....una carezza non data....ma chi + di noi può sentire il vero significato di un figlio!! Ad oggi non ho avuto un altro bimbo, e nonostante tutto, sono una madre messa alla prova dalla vita che, a differenza delle altre, deve accettare questa condizione di vuoto che via via andrà riempiendosi con la maggiore capacità di pensare alle vissute 37 settimane come a quelle + belle ed intense della mia vita.
grazie Claudio per essere stato con me!
maria







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