Stelle Cadenti - Affrontare il lutto dopo l'interruzione terapeutica di gravidanza
Inviato da: Administrator in Lutto e psicologia il Mag 15, 2011
CiaoLapo non pretende di mettere in discussione la moralita’ della decisione di subire o no un’ interruzione terapeutica di gravidanza (ITG), ma vorrebbe piuttosto offrire un sostegno alle famiglie che hanno perso un bambino/bambina durante la gravidanza.
La decisione di fare un ITG e’ molto personale e ci sono tanti fattori (i consigli medici, la vita che avrebbe il bambino/a nel mondo, potenziale rischio di vita per la mamma, una società che ha difficolta’ ad accettare le differenze ecc.) che portano una famiglia a fare una scelta cosi’ dolorosa. Quindi, vi preghiamo di rispettare il dolore di coloro che avrebbero bisogno di sostegno.
(Una piccola avvertenza: non sono italiana per cui mi scuso per le mie imprecisioni linguistiche.)
Mi spiace darti il benvenuto in quest’angolino di Ciaolapo perche’ se sei arrivato/a qui, e’ probabile che tu o qualcuno che ami stia prendendo, o abbia gia’ preso, la difficile decisione di interrompere una gravidanza per motivi terapeutici.
Anche se la tecnologia migliora sempre di più la capacità di diagnosticare una malattia del feto (o di una donna in gravidanza), l’assistenza offerta, una volta ricevuta una diagnosi, spesso lascia a desiderare. I genitori che ricevono la diagnosi si possono sentire soli, senza sapere a chi sarebbe meglio rivolgersi per capire di piu’ della malattia o per capire come sarebbe mettere al mondo un bambino con la malattia in questione. E se i genitori si trovano nella posizione di dover considerare l’eventualita’ di una ITG si possono sentire ancora piu’ isolati per paura di essere malintesi o giudicati. La situazione e’ ulteriormente complicata da leggi di stato e dottrine religiose. Anche se tanti genitori davanti ad una grave diagnosi prenatale decidono di terminare la gravidanza (in Francia ci sono circa 5000 ITG/anno[1]), spesso quelli che lo fanno si sentono soli e/o colpevoli nonostante il fatto che abbiano preso la decisione per salvare il loro figlio da una vita fatta di dolore. Un assistente sociale americana, nella sua ricerca sull’argomento, cita, “Quando la perdita di una persona e’ il risultato diretto di una scelta propria, come una ITG, l’esperienza clinica mostra che queste persone credono di aver meno diritto a sentirsi in lutto. Pero’, queste perdite ‘di scelta’ sono spesso quelle piu’ impegnative in termini di capacita’ di elaborare il lutto con adeguato sostegno e tempo[2]”.
Quindi, Ciaolapo si impegna di offrire un piccolo angolo per farti sentire meno solo; per provare a sollevarti un po’ dal tuo dolore, per sentirti capito da qualcuno.
Vado io per prima…
1. La storia di una stella cadente
Alcuni anni fa, dopo un mese in cui avevo fatto circa 15 ecografie, una risonanza, e una amnio, sono andata all’estero con mio marito per far fare ulteriori esami, sperando di capire di che cosa soffriva il nostro bambino. Dopo aver fatto questi esami ulteriori, il medico curante ci ha detto che la situazione sarebbe stata valutata da un comitato di medici con un esito il giorno dopo. Quando siamo tornati dal medico curante, ci ha fatto un discorso, dicendo che il nostro era un caso particolarmente complicato perche’ non erano riusciti a capire esattamente cosa aveva il nostro bambino. Nonostante cio’, tutto il comitato era convinto che il bambino fosse affetto da/soffrisse di una malattia molto grave (hanno ipotizzato una malattia XYZ). Ci hanno fatto capire che sarebbe stato una vita di sofferenza, di esami, di interventi chirurgici, e che ci fosse un’alta probabilita’ di una vita molto breve.
E’ cosi’ ci hanno lasciato una ‘scelta’…una scelta terribile, difficile, triste, tragica, impossibile da prendere…solo che se loro ci avevano lasciato questa scelta, avevamo capito che era, in realta’, una specie di non-scelta.
Una scelta-non-scelta che ci seguira’ per tutta la vita…
Ma facciamo un passo indietro.
La gravidanza
Anche se la nostra gravidanza non e’ stata facilissima non c’erano segnali evidenti per farci pensare che il nostro bambino non stesse bene. Tutti gli esami del sangue, l’amniocentesi, le prime ecografie… erano tutti come sarebbero dovuti essere. Forse il bambino appariva un po’ piccolo in lunghezza, ma niente di allarmante. Quindi e’ stata una terribile sorpresa quando il nostro ginecologo ci ha informato che il cordone ombelicale aveva soltanto due vasi invece di tre (l'arteria ombelicale singola). Spaventata, ho subito consultato i dati disponibili online dove ho trovato la seguente informazione, “Da una meta’ a due-terzi dei bambini con un’arteria ombelicale singola sono nati sani e senza nessun anomalia cromosomica o congenita. Dei rimanenti bambini con un’arteria ombelicale singola, qualche ricerca suggerisce che circa 25% hanno difetti di nascita, incluse anormalità anche a livello cromosomico. [3] “. Noi pero’ fummo rassicurati da un feto-cardiogramma negativo dall’ecografia e dall’amniocentesi che confermavano la presenza di entrambi i reni e l’esclusione delle anormalita’ cromosiche piu’ comuni. Quindi, circa una settimana dopo la scoperta dell’arteria ombelicale singola, il medico ci disse che avremmo potuto “respirare tranquillamente”.
Qualche settimana dopo tornammo dal ginecologo per il controllo mensile. Non dimentichero’ mai il suo viso quando ha iniziato a leggere le misure dell’ecografia. Iniziò a sudare, piccole gocce sulla fronte e all’improvviso io non riuscivo piu’ a respirare. Qualcosa non andava. C’era qualcosa che non andava. Ma il nostro bambino era perfetto: cosa poteva non andare?
In pochi minuti abbiamo capito che il bimbo stava crescendo in modo sproporzionato. Il medico disse di non andare in panico; forse era “solo” un IUGR causato dall’arteria ombelicale singola. Ha provato a rassicurarci con storie simili a lieto fine, ma ci ha anche fatto capire che c’era un'altra possibilita’: quello che non volevamo neanche immaginare. Ma ci volevano almeno dieci giorni prima di poter rimisurare il bimbo. I dieci giorni piu’ lunghi della mia vita.
Mi ricordo di aver sentito come se ci fosse stata una nebbia fitta fitta intorno a me. Ero convinta che non stesse succedendo proprio a noi. Ero convinta che c’era stato un errore e che tutto andava bene, benissimo. Ero convinta che tutto andava male e non sapevo dove girarmi.
Siamo andati avanti cosi’ per i giorni successivi: uniti come coppia; isolati dal mondo; pieni di speranza, di disperazione; stanchezza; rabbia; confusione. Ogni calcio sentito nella pancia era una punizione per pensare al peggio; ogni calcio ci ha portato la speranza che lui stesse bene, benissimo.
Durante l’attesa, avremmo sentito il parere di almeno 10 medici da tutto il mondo e il verdetto variava da “probabilmente un IUGR” fino a “60% di possibilita’ di un handicap mentale, per non parlare dell’aspetto fisico. E’ stata pero’ una neo-natologa italiana a dipingerci il quadro piu’ terrificante: 0% di probabilita’ di normalita’; 40% di probabilita’ di problemi mentali; e 99% di probabilita’ di gravi problemi fisici.
A quel punto non potevamo che iniziare a chiederci: e’ giusto mettere al mondo un bambino con cosi’ tanti elementi contro di lui?” “E’ giusto far soffrire un'altra persona cosi’ tanto?”
Da qualche parte avevo letto questa domanda: “se un camion stesse per investire tuo figlio, lo lasceresti dov’e’?” Ma cosa fai quando il camion e’ la vita che volevi offrirgli?
Su richiesta della genetista che ci seguiva (una persona straordinaria), siamo andati a fare ulteriori esami e anche se dagli esiti non risultava comunque una diagnosi precisa, abbiamo capito lo stesso che c’erano troppi segni contro di lui, contro di noi. Ma sempre sperando di scoprire la malattia (o no) che il nostro bimbo portava, siamo andati perfino in un ospedale all’estero specializzati in problemi pre-natali, dove avrebbero fatto un esame particolare per esaminare le ossa del bambino[4]. Dopo di aver fatto gli esami consigliati, il nostro dossier e’ stato consegnato a un’equipe dei medici specializzati ed e’ stata l’equipe a darci la diagnosi: e per quest’equipe, c’era solo una scelta da fare…[5]
Come così tanti genitori che prendono le decisioni difficili in merito al futuro dei loro figli, anche noi abbiamo dovuto farlo. Ma e’ possibile prendere una decisione cosi? Come puoi prendere una decisione quando non c’e una scelta “giusta”? E cos’e’ veramente giusto e per chi?
La Scelta Presa
Tutto ha iniziato a muoversi in fretta, con troppa fretta. E’ come se il tempo, rimasto fermo per un mese, avesse iniziato a correre.
Tre giorni dopo l’esito dell’incontro del comitato, dopo tante ore di pianto, di dolore, di dubbi, il giorno e’ arrivato. La notte prima di entrare in ospedale ho mangiato un gelato: sua ultima cena (come si fa?). Un venerdì mattina pieno di sole, siamo entrati in ospedale (ma non dovevamo entrare nel reparto maternita’?). Abbiamo trovato un’altra bellissima, tristissima coppia nella nostra stessa stanza (perche’ questo succede anche agli altri?).
Quel giorno stesso, hanno iniziato la procedura medica. E’ stata, senza dubbio, la mattina piu’ tragica delle nostre vite. Non riesco a mettere in parole quello che ho vissuto: ne’ dentro, ne’ fuori. Lo stesso pomeriggio sono stata dimessa per andare a dormire la notte in albergo. Come posso descrivere come mi sono sentita durante quelle 24 ore? Non credo che esistano parole per descrivere quando non senti piu’ i calci; quando sai che e’ “tua culpa”; quando la gente ti vede incinta ma sai che tuo bambino che non respira piu’... Se avessi potuto andare io al posto suo.
Il giorno dopo siamo rientrati in ospedale e domenica mattina, dopo sei ore di travaglio, il nostro bambino era ‘nato’. Quello che aspettavamo da mesi. Abbiamo voluto tanto vederlo. E come tutti i genitori, siamo convinti che lui fosse il bambino piu’ bello al mondo. Quello che aspettavamo da mesi. Solo che non ha pianto. Non abbiamo visto i suoi occhi. E chi mai potrebbe aspettarsi questo?
Affrontando la perdita
Neanche un giorno passa in cui non penso a lui. Neanche un giorno passa senza che mi chiedo se ci sarebbe potuto essere un miracolo per averlo qui con noi –sano e contento. Neanche un giorno passa che non mi chieda se abbiamo fatto la cosa giusta…Non posso mentire: me lo chiedo ancora. Una persona speciale che lavora con i bambini malati e mi ha detto, “nella vita ci sono certe cose che non riuscirai mai a mettere a posto, di accettare…ma devi sapere che se lui fosse qui con voi, sarebbe ancora piu’ difficile mettere le cose a posto: per lui, per voi, e per le vostre famiglie.” A livello razionale, so che ha ragione: abbiamo preso l’unica decisione che avremmo potuto prendere. Cosi’ soffriamo noi al suo posto. Come tutti i genitori. Soffriamo noi per dare pace a lui.
Amore e Risposte
Leggo spesso delle donne che si trovano davanti a delle persone che giudicano invece di aiutare e non sai quanto mi dispiace. La gente non puo’ pretendere di capire una decisione di questo tipo. Nessuno la prende alla leggera. Nessuno la prende per motivi eugenetici. Ho parlato con tante mamme che hanno preso questa decisione. Nessuna di loro dice “sono contenta di averlo fatto”, al massimo dicono “almeno non soffre lui/lei”. E’ quindi e’ importante notare che nella sfortuna abbiamo anche avuto fortuna. Quasi tutti i medici e infermiere intorno a noi hanno mostrato una professionalita’, una sensibilità, un senso di umanita’ senza i quali non so se avremmo potuto farcela. Hanno fatto di tutto per aiutare il bambino e anche noi.
E saremo sempre grati alle nostre famiglie e agli amici che ci sono stati vicini, offrendo amore, rispettando le nostre scelte e condividendo il nostro dolore.
Condivido una frase che mi ha aiutato tanto quando stavo cercando delle risposte, delle giustificazioni, del sostegno:
Chiaramente, l’aborto, dal punto di visto di Buddismo…
e’ negativo, parlando in generale. Ma dipende dalla circostanza.
Se il bambino non è ancora nato, sarà ritardato mentalmente
oppure se la nascita causera’ gravi problemi ai genitori, questi
sono casi in cui si possono fare delle eccezioni. Credo che
ogni aborto debba essere approvato o disapprovato secondo
la circostanza.
--Dalai Lama, New York Times, 28/11/1993
+++++++
2. Prima di prendere una decisione[6]:
Una volta che la parola “interruzione” entra nella tua/vostra vita, siete buttati in un mondo di confusione, tristezza e speranza. Quando scoprite che il bambino in utero sta soffrendo di una malattia grave (mentale, fisica o entrambe delle cose), dovete affrontare una scelta che non ha una soluzione “facile”, “semplice” o “corretta”. Potete scegliere di mettere il bambino al mondo con questo handicap/ Forse scegliete di accompagnare il bambino al termine della sua vita se non e’ in grado di vivere (approffitando di una cura palliativa). Forse portate avanti la gravidanza a lasciate che il bambino venga adottato. O forse scegliete di interrompere la gravidanza.
Potete decidere di interrompere la gravidanza, perche’ credete che non sia giusto mettere un bambino al mondo per soffrire oppure non vi sentite in grado di curare un bambino in un mondo dove le differenze e le sofferenze non sono sempre apprezzate, oppure non credete di avere abbastanza assistenza disponibile (medica, finanziaria, emotiva ecc.) per poter aiutare un bambino gravemente handicappato in questo mondo. La decisione e’ molto personale e dovrebbe essere presa con cura e cautela e, dov’e’ possibile, senza l’influenza delle persone all’esterno della coppia/mamma.
Se doveste scegliere di interrompere la gravidanza, prendete tutto il tempo che serve per prepararvi sia a livello emotivo che pratico per la nascita/perdita del tuo/a bambino/a. Rimane ancora del tempo da trascorrere con il vostro/a figlio/a; per dirgli quanto lo/la ami; di sentirlo/la ancora dentro la pancia. E’ comunque normale vivere una miriade di sentimenti durante questo periodo: desideri che finisca in fretta, rabbia, senso di colpa, amore incredibile per il vostro bambino, voglia di fermare il tempo. Anche se può sembrare innaturale è importante provare ad apprezzare questi ultimi momenti assieme al vostro bambino/a.
Può anche essere il momento per decidere se volete vedere vostro figlio/a dopo la “nascita”. E’ spesso consigliato di “vedere il tuo bambino/a, tenere il tuo bambino/a in braccio, dare al tuo bambino/a un nome. Il lutto e’ un passo fondamentale nell’accettare e nel ritrovarsi dopo la perdita e sarebbe difficile essere in lutto per un bambino/a senza nome o che non hai mai visto. [7]”
Inoltre, potreste anche decidere di:
-dargli/le un nome (se non l’avete gia’ fatto);
-fargli/le delle foto dopo la “nascita’”;
-presentarlo/a anche alle vostre famiglie;
-comprarlgli/le un vestitino speciale;
-preparare una cerimonia in sua memoria (oppure avere un funerale vero e proprio dov’e’ consentito)
Questi non sono pensieri o desideri morbosi. Queste sono domande che avete diritto di farvi e sono delle decisioni che tutti i genitori avrebbero diritto di prendere.
Affrontare questi argomenti in anticipo potrebbe aiutarvi ad essere più sereni al momento dell’arrivo di vostro/a figlio/a. Comunque, potete sempre cambiare idea quando sarà ‘nato/a’: anche questo e’ un vostro diritto.
3. Dopo l’ITG – Sostegno psicologico e emozionale
Essendo un argomento molto “politicizzato” e su cui si trova poca letteratura, tanti genitori che subiscono un’interruzione terapeutica credono di essere gli unici. Temono inoltre di essere giudicati male dagli altri e quindi si “chiudono dentro”. E anche se non e’ necessario spiegare tutto a tutti, nella poca ricerca che ho fatto sull’argomento, ho notato che quasi tutte le persone che avevano deciso di aprirsi e parlarne si sono trovati sostenuti da persone piu’ che comprensive. Una mamma americana racconta di non essere voluta andare ad un incontro in chiesa perchè si sentiva “arrabbiata con Dio per averle presentato una scelta del genere” e temeva di essere giudicata dagli altri. Invece un’amica l’ha forzata di andare e dopo lei l’ha ringraziata perche’ queste serie di incontri le ha salvato la vita[8].
Quindi ricordatevi che puo’ essere utile parlarne con degli amici/colleghi/famiglia “strategici” che possono darvi sostegno durante il periodo difficile del lutto. Non e’ da sottovalutare quanto sia importante sentirsi capito e poter condividere il dolore.
Sarebbe importante anche notare che spesso la gente non capisce la profondita’ del vostro dolore se non glielo spiegate. La gente tende ad evitare di parlare della vostra esperienze perche’ a) non vuole causarvi ulteriore dolore oppure b) non sa come trattare l’argomento. Potreste scoprire che, soltanto con un po’ di sforzo, fra poco tempo, sarete circondati da un piccolo ma importante gruppo ‘di sostegno’.
E’ inoltre fortemente consigliato di parlare anche con un analista/psicologa durante il difficile periodo di lutto.
4. Dopo l’ITG – Tuo bambino nella tua vita
Spesso, e’ utile mantenere delle cose tangibili, come ricordo, di una persona cara che hai perso. Noi genitori che abbiamo perso nostro bambino/a in utero abbiamo cosi pochi ricordi delle loro ‘vite’ che quelli che abbiamo diventano ancora piu’ preziosi.
Ecco qualche suggerimento in piu’ per conservare la memoria del tuo bambino/a:
-creare una scatola dei ricordi (le foto dell’ecografia; le foto fatte in ospedale; il bracciale dell’ospedale; un elenco dei cibi che hai mangiato durante la gravidanza; un peluche che avevi comprato).
-comprare/far fare una collana che ti faccia pensare a lui/lei
-fare un album con dei ricordi di lui/lei
-appendere una foto di lui/lei in casa
-mettere il suo nome su una lapide funeraria
-piantare un albero in sua memoria
-fare una donazione in sua memoria (i.e. ricerca per la malattia che lui/lei portava)
-partecipare agli eventi di Ciaolapo; utilizzare i forum
– parlando del tuo bambino/a puo’ farti sentire piu’ vicino a lui/lei
Il tuo bambino/a e’ stato un presenza vera nella tua vita e dovresti sentirti libero/a di parlare di lui/lei quando vuoi. Come me.
-In memoria della nostra stella cadente: sei sempre con noi
e
-Per il nostro sole: la vita e’ anche piena dei miracoli
[1] http://www.france5.fr/sante/connaitre/grossesse/W00549/4/
[2] McCoyd, Judith L. M.,. Pregnancy interuppted: loss of a desired pregnancy after diagnosis of fetal anomoly. Journal of Psychosomatic Obstetrics & Gynecology, March 2007; 28(1): 37 – 48. Bibliography 59. Doka KJ, editor. Disenfranchised grief: Recognizing hidden sorrow. Lexington, MA: Lexington Press, 1989 p. 368.
[3] http://www.womens-health.co.uk/sua.asp
[4] Quest’esame e’ proibito durante la gravidanza in tanti paesi, italia inclusa, perche’ si utilizza della radiazione ed e’ quindi sconsigliato per il potenziale rischio al feto.
[5] Per informazione sulla normativa in Francia http://fr.wikipedia.org/wiki/Interruption_médicale_de_grossesse. L’ITG e’ considerato una procedura medica, ed e differenziata da un interruzione volontaria della gravidanza dalla valutazione medica e la possibilita’ di farlo in terme.
[6] Ringraziamo il sito www.petiteemilie.org per aver dato spunto a questa parte del testo e per il permesso di riprodurlo qui sopra.
[7] Editore: Workman. Murkoff Heidi, Eisenberg Arlene, Hathaway B.S.N., Sandee. What to Expect When You’re Expecting. 2002; p. 529
[8] Storia letta su un sito americano dedicato alle ITG (nome del sito disponibile su richiesta)
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RSS feed Comments...
Personalmente ringrazio stella cadente per averci donato una testimonianza che arricchisce ognuno di noi.
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Valentina e leo, la mia stellina.
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di una scelta, la speranza di poter continuare a vivere dopo un lutto così devastante ed insieme ha fornito chiare ed esaurienti informazioni su un argomento non facile ( quelle che anche io avrei
voluto trovare in quel momento... )
Grazie infinitamente per questo passo così grande e importante!
Flavia
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ho il suo volto sempre davanti a me, lo vedo sempre... però chissà... forse ho sbagliato...
in ogni caso ringrazio di cuore la mamma che ha condiviso la sua esperienza, leggere la tua esperienza mi ha fatto sentire meno sola...
scritto da cinzia kreutzer
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Grazie stella cadente per aver condiviso questa esperienza.
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Grazie a tutti di esserci e grazie a stella cadente per aver saputo così bene esprimere l'esperienza e il dolore che molti di noi abbiamo dovuto affrontare.
la mia piccola Nicole
Il mio meraviglioso Christian
io e i miei due
'Vorrei rinascere per te..."
Mi chiamo Paola e conosco il sito di CiaoLapo da quando nel dicembre del 2007 ho perso Marta alla 22^ settimana di gestazione. Anche io e mio marito abbiamo dovuto compiere la scelta se portare avanti la gravidanza oppure no perché dopo l’ecografia morfologica eravamo venuti a conoscenza che Marta, la nostra Marta, era gravemente malata e fuori da me lei non sarebbe sopravvissuta. È nata morta il 23 dicembre 2007 alle ore 11.15, pesava 565 grammi ed era bellissima! L’abbiamo portata a casa e ora è nel cimitero della nostra cittadina. L’anno successivo io e mio marito abbiamo perso un altro bimbo, Giovanni Maria (non abbiamo mai saputo se maschio o femmina), morto in utero alla 12^ settimana di gravidanza (9 ottobre 200
. Finalmente, dopo un gravidanza normale e senza grossi problemi, se non contiamo l’ansia e l’angoscia che ci hanno accompagnato ad ogni visita ed ecografia, il 24 giugno dell’anno scorso, è nato Gabriele che sta bene e cresce accompagnato dal nostro grande amore. Questa in breve la storia mia, di mio marito Simone e dei nostri figli. Dopo aver ascoltato dal vivo per la prima volta Claudia a Bassano del Grappa agli inizi di settembre di quest’anno, mi sono decisa a scrivere in questo blog anche se non è facile nonostante il cammino terapeutico fatto dopo la morte di Marta.
Per ora dedico a tutte voi, ai vostri compagni e ai vostri figli le parole di una canzone di Elisa che nei giorni successivi alla morte di Marta hanno dato a me e Simone un po’ di ristoro. Vi abbraccio tutte.
Paola
Una Poesia Anche Per Te (Elisa – Pearl Days)
Forse non sai quel che darei -perché tu sia felice. -Piangi lacrime di aria, -lacrime invisibili -che solamente gli angeli -san portar via, -
Ma cambierà stagione -ci saranno nuove rose .
E ci sarà -dentro te e al di là -dell'orizzonte -una piccola poesia .
Ci sarà-forse esiste già al di là -dell'orizzonte -una poesia anche per te .
Vorrei rinascere per te -e ricominciare insieme come se -non sentissi più dolore. -Ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e -fragili -per morire adesso -solo per un rimpianto.
Ci sarà -dentro e te e al di là -dell'orizzonte -una piccola poesia.
Ci sarà -dentro e te e al di là -dell'orizzonte -una poesia anche per te.
Perdona e dimenticherai -per quanto possa fare male in fondo sai -che sei ancora qui. -E dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà. -Questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve.
Ci sarà -dentro e te e al di là -dell'orizzonte -una piccola poesia.
Ci sarà -forse esiste già al di là -dell'orizzonte -una poesia anche per te -anche per te
PER TE.
Il mio Nicolo'
...
il mio cucciolo
Ho interotto la gravidanza prima dello scadere delle 12° settimana (xchè secondo la legge dopo la 12° settimana ti provocano il parto, ed io non volevo arrivare a quel punto) ho preferito in fretta ed in furia a scegliere di interrompere la gravidanza in modo che avrei dormito in quel frangente e dopo sarebbe tutto finito; anche se non sò se sia stato un bene. ho fatto la prima ecografia il 22 dicembre tranquilla a cuor leggero in compagnia della mia piccola di 2 anni e di mio marito che sperava di vedere il sesso del cucciolo, speravamo entrambi in un maschio e soprattutto lui xchè 2 mesi prima è mancato il suo papà. In effetti era un maschio ma la nostra gioia è durata neanche un secondo xchè il dott ci ha detto che il bambino avrebbe potuto avere delle malformazioni (minimo essere down) così ci ha detto. anche se allo stesso tempo ci ha detto che avvolte ha visto feti migliorare......... abbiamo sentito altri 2 pareri i quali ci hanno detto più o meno le stesse cose anche se sono stati ancora più pessimisti cioè che non hanno mai visto casi n cui i feti sono migliorati. Avrei potuto proseguire la gravidanza vedere di che malformazione si trattava, ma non ce l'ho fatta e nel giro di una settimana (x il 28 dicembre hanno fissato l'interruzione) il mio bimbo non c'era più! SOlo chi come voi ha provato sulla propria pelle lo capisce, mi sento vuota, tutti i sintomi di gravidanza nausea vomito acidità di stomaco voglie che mi rendevano felice xchè mi segnalavano la sua presenza ora non ci sono più. E l'unica cosa che mi ricorda che x 12 settimane il mio cucciolo ha fatto parte di me è questo grande dolore che non riesco a gestire, forse soprattutto xchè mi sento in colpa x non essere stata abbastanza coraggiosa per proseguire............ Ed anche come ho letto nel sito xchè è come se non fosse un reale lutto. Se qualcuno avesse una parola di conforto x me gliene sarei grata e intanto vi ringrazio x tutto ciò che ho letto
RE: il mio cucciolo
...
Io ho chiesto aiuto ad una meravigliosa donna psicologa che mi ha fatto valutare per bene tutto quello che mi è accaduto, ho scritto una lettera a Gabriele ( il mio bambino di solo 4 mesi ) e oggi gli dico GRAZIE di essermi venuto a trovare, granzie per la grande scossa che mi hai dato di fronte a me stessa e di fronte alla vita. Io penso che Dio molte volte sceglie al posto nostro e dobbiamo percepire con grande amore il messaggio che ci sta dando attraverso questo vissuto. Io e mio marito dopo un grande vuoto, un grande dolore ed un insensato distacco stiamo rinascendo a poco a poco, ci siamo fatti tante domande e abbiamo cercato le risposte insieme. Gabriele ci sta aiutando a crescere e a cercare nella vita ciò di cui sentiamo il bisogno. Un altro messaggio importante è stato il seguente: "Nessuno sa cosa può succedere nel futuro, viviamo bene il nostro presente e miglioriamolo ogni giorno" Un bacio sorelle Valentina P.
Quanto dolore...
I nostri figli come grandi opportunità...
I vostri figli se lo vorrete potranno diventare per voi una grande opportunità di cambiamento e daranno una nuova luce alle vostre vite anche se all'inizio il buio sarà tanto grande da far paura.
Un abbraccio grande a Gabriella76.
Flavia
è dirussima
il tempo aiuta,ma solo in parte...
...
oggi sono 3 mesi
oggi sono 4 settimane
Io continuo a controllare l'orologio e a dirmi "ecco, a quest'ora c'è stata la prima candeletta" (alle 14:00) e così via... fino alla fine ....
Un abbraccio virtuale ma sentito a tutte
Parole d'amore che fanno bene al cuore
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,
non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?
Tutte le strade sono eguali.
Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada.
Se non ce l’ha, è da scartare.
Tratto dal libro Gli insegnamenti di don Juan (A Scuola dallo Stregone) di Carlos Castaneda
Ciao Flavia
SOLA
Sono passati 5 anni lo rifai 100000000000000..... perchè non mi sarei mai perdonata di aver messo al mondo una creatura destinata alla sofferenza, preferisco soffrire io. Infatti è quello che mi sta succedendo. Ho questo senso di "colpa" che mi logora giorno per giorno, e mi maledico per quello che ho fatto.
Ma ho scelto per amore di mia figlia, come mamma dovevo proteggerla ed è quello che ho fatto. Non è però una scelta facile. Ci sono giorni in cui sento fortissima la sua mancanza e ricordo perfettamente tutto, l'ultimo colpetto, il parto, io non l'ho vista, nessuno me la chiesto, l'hanno portata via subito, non sapevo che potevo vederla. Mi manca, avrebbe avuto 4 anni e mezzo.......
grazie
Non so se posso scrivere anche io..
...
............
...
é passato quasi un anno
Ci stiamo domandando ancora oggi se abbiamo fatto la sciela giusta e cio ci lascia senza parole..........ma che futuro avremmo potuto dare al nostro angelo,specialmente nel mondo in cui viviamo,con una grave malformazione celebrale?mia moglie é distrutta io oglni volta che vedo un bambino comincio a piangere ed è quello che sto facendo in queso momento.siamo fortunati perchè abbiamo tanti amici vicini ma credetemi é veramente dura.
spero che il tempo ci aiuti
stringiamo tutti i denti e speriamo tanto
10 gennaio
grazie amori miei
Il 22 aprile facciamo un'altra eco di routine e finalmente la nostra pulcina si fa vedere per bene: non era di profilo come la avevamo vista fino ad allora, la sonda ci ha permesso di vederla bene in faccia.. abbiamo visto la nostra piccola, ed era bellissima.. proprio come me l'ero immaginata.. la mia piccolina. Di lì a poco i primi pensieri: il ginecologo ci ha detto che Gaia era affetta da situs inversus.. ma il più delle volte non dà problemi. A dir suo c'è stata gente che ha vissuto vite lunghissime, senza neanche accorgersi di esserne affetto.. Però.... sarebbe stato meglio fare un' eco al cuore della piccola per sicurezza, perchè in rari casi ci possono essere dei problemi.
Il giorno seguente siamo andati in un ospedale altamente specializzato in diagnosi prenatale per fugare qualsiasi dubbio.. un po' intimoriti certo.... Ma se veramente i casi di complicazioni cardiache nel situs inverso erano così rari, perchè sarebbe dovuto succedere proprio alla nostra pulcina? questo pensiero ci ha aiutato a raggiungeroe l'ospedale e ad aspettare il nostro turno nella sala di attesa dell'ecografista. Quella mattina per noi è iniziato l'incubo. Confermata la diagnosi di situs inverso completo, con isomerismo cardiaco sinistro e stenosi duodenale grave.. Quando ci hanno spiegato il significato di quello che aveva la nostra piccola, è stato come se ci leggessero la nostra condanna a morte. La nostra piccola ha probabilità di vivere finchè è dentro di me. Dovesse raggiungere il termine della gravidanza, la nostra piccola morirebbe appena nata. Come era possibile? Momenti interminabili in cui pensi e speri che si tratti di incubo da cui speri di risvegliarti da un momento all'altro.. e aspetti.. aspetti.. ma non ti svegli mai.
Oggi, a distanza di meno di una settimana dalla nostra caduta nel vuoto, ci troviamo a dover combattere con una serie di situazioni che mai e poi mai avremmo pensato di dover affrontare. In questi pochi giorni (che ci stanno sembrando decenni per l'intensità di avvenimenti, pensieri, sensi di colpa e pianti convulsi..) abbiamo dovuto organizzare questa ITG all'estero (in Francia) perchè adesso sono di 26 settimane e in Italia, la possibilità di interrompere la mia gravidanza non è contemplata.
Dopo essermi sentita un'assassina e una cattiva madre, ho capito che do DEVO fare per amore della mia piccola e ora siamo in attesa di affrontare questa "cosa", io e mio marito insieme (come sempre abbiamo affrontato tutto quello che di bello o brutto ci è capitato finora) e stiamo aspettando la chiamata dell'ospedale francese. So che non supereremo mai questo dolore, ma spero che il tempo riesca un po' ad
aiutarci, perchè al momento sembra tutto insormontabile.
Alla nostra bambina ancora non abbiamo detto niente.. forse diremo che la sorellina è volata in cielo e che io e il babbo siamo fortunati perchè abbiamo un angioletto in cielo e uno in terra accanto a noi.. Per fortuna che abbiamo lei a darci forza, a farci affrontare questi giorni: solo frazie a lei si può pensare che possa esserci un futuro. Per fortuna che ho mio marito accanto che è stato lucido e pratico anche quando io sono crollata e mi sta sorreggendo notte e giorno.
Senza loro, sarei già sprofondata.
Grazie ai miei amori: Riccardo, Giorgia e il nostro piccolo angelo Gaia.
Grazie anche a tutte coloro che hanno scritto su questo blog, condividendo il loro dolore con altre persone: hanno dato forza anche a me, che anche se odio parlare di quello che ci sta succedendo, mi hanno fatto capire che condividere il dolore con persone che possono capire il mio stesso dolore, può aiutare me e loro. Grazie a tutte. Un abbraccio, Jenny.
Sempre nel mio cuore:Malou
trisomia 18
ho 43 anni una figlia di 4 arrivata a 39 anni senza nessun problema, gravidanza serena e parto bellissimo.
cosi dopo poco abbiamo deciso di darle un fratellino/sorellina.... che però tardava a venire e finalmente a febbraio dopo quasi 2 anni di tentativi ecco un ritardo, il test positivo e la felicità alle stelle..... ma non ero tranquilla (sesto senso di mamma???) prima per le beta che si crescevano ma non erano numeri stratosferici e mi dicevo che in fondo ogni gravidanza è a sè... che non dovevo preoccuparmi...... esami di rito, ecografie dal ginecologo e lui era lì però sempre immobile anche se il ginecologo cercava di farlo muovere però mi rassicurava dicendomi "stà dormendo, sarà un bambino tranquillo"... Affronto la villocentesi con ansia ma tecnicamente va bene, fino a che dopo 13 giorni dalla villocentesi arriva la maledetta telefonata che pregavo ogni giorno che non arrivasse "signora la villocentesi non và bene, l'aspettiamo per un colloquio domani....." e l'indomani scopro l'esito Trisomia 18 e poi un turbinio di eventi succeduti così in fretta e martedì mi ritrovo ricoverata per il raschiamento....... attesa interminabile in stanza con una compagna di sventura..... poi la sala operatoria, le lacrime che nonostante cercassi di rimandare indietro scorrono sul mio viso durante la preparazione e un'infermiera amorevole che silenziosamente mi accarezza....... poi il buio, il risveglio e la mia pancia vuota..... mio marito che mi attende in camera, le lacrime, le parole di coraggio........ l'avremmo chiamato Emanuele perchè il 23 dicembre dopo anni di convivenza ci siamo sposati in chiesa e di fianco all'altare campeggiava un cartellone con la scritta "Dio vi ha donato un figlio l'Emanuele" ed anche se ce l'ha donato per poco ci ha riempito d'amore.......







Non avete voglia di festeggiare il capodanno? Nessun problema: dalle ore 21.30, nella chat room del sito ci sarà sempre qualcuno a tenervi compagnia, per aspettare insieme il nuovo anno e per scambiarci auguri e propositi. Lo scorso anno, la nostra piccola festa, virtuale e familiare, è finita su molte testate giornalistiche e, soprattutto, ha proposto un Capodanno alternativo a tutte quelle persone che detestano trenini e cenoni o che, quest’anno, proprio non se la sentono di festeggiare in gran gala.