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ARGOMENTO: Un ricordo delicato

Un ricordo delicato 09/03/2018 16:34 #157763

  • Maddalena2512
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Anche io sentivo poco Giulia... Ma mi dicevo che aveva poco spazio, che ogni volta che avevo tanto da fare lei se ne stava lì buona buona. Pensavo all'ultima visita in cui lei si muoveva tanto ma io non la sentivo scalciare, la vedevo solo dall'eco.
Ma perché allora sono andata a fare il tracciato sapendo che avrei avuto una brutta notizia?

Un ricordo delicato 04/05/2019 17:22 #160407

  • diletta
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Ciao! sono passate solo due settimane quindi il mio ricordo è ancora vivo. Avevo una sensazione strana, la mia testa mi diceva che qualcosa alla visita che stavo per andare a fare non sarebbe andata per il verso giusto. Non ho detto niente a mio marito, ma la mia sciocca paura era di avere il collo dell'utero accorciato. Pensavo ora il ginecologo mi mette a riposo, nell'ipotesi più negativa a letto, e se ci penso ma quanto sarò stata sciocca, ma magari adesso fossi a letto con il mio bimbo nella pancia!!!mai avrei pensato che il cuore del mio bimbo non battesse più!
un abbraccio

Un ricordo delicato 05/05/2019 21:08 #160419

  • Michele
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Non ero mai finita in questo argomento..volevo raccontarvi anche io la mia esperienza. Dovrei chiamarla mistica, perchè è vero, noi mamme e non solo lo sappiamo se qualcosa non va...ripercorrendo le varie fasi della gravidanza di Michele non posso dire di non essere stata tranquilla, non ho mai avuto paura di perderlo durante i nove mesi, forse perchà sapevo che il destino me lo avrebbe portato via ad un passo dalla felicità.
Un primo segnale "anomalo" l'ho avuto dopo il 3 mese, avevo il chiama angeli, me lo aveva regalato la mia migliore amica. Sia quello che un altro si era rotto quasi subito. Ho pensato "secondo me non gli piace il rumore del sonaglio", ed invece...qualcosa mi diceva che le cose non sarebbero andate bene. Io ed il mio compagno non siamo riusciti a fare una foto con il pancione, l'unica che abbiamo fatto era in uno dei "falsi allarmi" di fronte all'ospedale, ma anche lì la pancia era coperta da un striscia di ombra...quasi non si vedeva. Quando sono andata a prendere con mia mamma i vestitini e l'occorente per la nascita non ero entusiasta, non ero stimolata dalla ricerca del completino, la commessa quasi mi infastidiva ( a parte che voleva farmi comprare roba inutile ed io con la mia delicata grazia l'ho messa al suo posto). Anche il mio compagno, ha fatto una lista lunghissima su amazon di tutine pupazzi e varie, ma non è mai riuscito a comprare nulla. Anche i nostri amici stretti ci avevano detto che il suo sguardo non era felice, sembrava teso... facendo riferimento alla gravidanza che sto vivendo ora, con Michele mi capitava spesso di avere le contrazioni, mentre adesso nemmeno l'ombra...Ho notato però che ero molto più tesa e nervosa. Adesso, nonostante il momento difficile, strano ma vero non sono così nervosa come lo ero con Michele....eppure dovrei essere un fascio di nervi. Un nostro amico, socio con noi della palestra dove lavoriamo, poco tempo prima della nascita di Michele si fa tatuare sul viso una lacrima...una cosa alquanto anomala da parte sua, ma che ha un significato ben preciso, una persona uccisa o la perdita di una persona cara. Da subito non capivano questo "stupido" tatuaggio, anche perchè lui è davvero un ragazzo buono e mai istiga alla violenza, e poi non aveva fortunatamente perso nessuno in quel periodo, ma ripensandoci...potremo associare anche questo dettaglio? Ho un certo feeling mistico con mia zia paterna e mia nonna, bhe non poco tempo fa mi hanno raccontato che prima della tragedia mia nonna aveva sognato che portavo un bambino a testa in giù..mi si è gelato il sangue. Il mio compagno nonostante aspettassimo un maschio sognava sempre una femmina; ed anche mia zia "sapevano" lo stesso; adesso non vogliamo sapere il sesso, ma..non voglio sbilanciarmi troppo per non cadere in angoscie superflue. Da subito ho deciso il nome Michele, ma al mio compagno non piaceva. Michele era il nome di un suo zio, che io non ho mai conosciuto, perchè morto prematuramente ma al quale era molto affezionato. Vi dico questo perchè il giorno che mi hanno dimesso, siamo andati nel reparto di psichiatria per parlare con un dottore. Il reparto era deserto, e c'era solo lui. Quando gli abbiamo raccontato l'accaduto siamo rimasti un pò basiti dalla sua risposta. Ci ha detto che sulla base del nome "post mortem" c'era da aspettarselo un destino beffardo. In pratica era come se il destino fosse già segnato e che nel raccontargli le varie fasi della gravidanza c'erano segnali inequivocabili che non non avevamo afferrato. Sul momento ci siamo sentiti quasi "sollevati" perchè sembrava avessimo avuto "una risposta", ma da uno psichiatra ci è sembrata davvero anomala una risposta del genere. Quel dottore fino ad ora non lo abbiamo ne sentito nel rivisto; siamo seguiti da una psicologa che è venuta da noi il giorno del parto, e ci troviamo molto bene. Un'altra cosa che mi è successa pochi giorni prima di partorire è finire per caso in un forum dove alcune mamme raccontavano di aver perso i loro bambini a fine gravidanza. In tutti i 9 mesi non avevo mai pensato a questo, anche perchè diciamocelo, sono argomenti molto tabù purtroppo, sopratutto se affrontati da innocenti donne spensierate alla loro prima o ottava gravidanza senza mai un problema. Ero rimasta scossa leggendo quelle testimonianze, ma ho cercato di abbandonare il pensiero. Era un ennesimo segno anche questo? A quanto pare tutto si incastra..difficile da credere, ma in tutto questo c'è un filo logico scritto nel nostro destino. La cosa che penso però è questa: se avessimo davvero capito che Michele era destinato a non essere in terra con noi cosa avremo potuto fare?Sappiamo che quello che è accaduto è stato più unico che raro, ma di certo non ci avrebbe reso la vita più semplice saper già a cosa saremo andati incontro. Quello che ora vorrei tanto sapere è il perchè è accaduto, il cielo non ne aveva già abbastanza di angeli? Se Michele ha un compito "più alto" mi piacerebbe conoscerlo, per avere almeno un minimo di consolazione a non poterlo stringere tra le mie braccia. Care mamme, questa è la mia storia "mistica", sarete libere di scegliere se crederci o no, ma sono contenta di averla potuta condividere con voi. Un abbraccio a tutte, Lara

Un ricordo delicato 01/05/2020 15:54 #161613

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Un ricordo delicato 01/05/2020 20:28 #161614

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Allora non sono l'unica neanche in questo. Quando avevo il sospetto di essere incinta una mia amica mi mandó la foto di un suo test di gravidanza positivo e per qualche motivo mi sentii gelosa, pensai anche se fossi incinta non sarei al centro delle coccole di tutti. Durante il 4 mese, ogni sera, quando portavo a spasso il cane sentivo sempre la civetta cantare e dalle mie parti significa cattivo auspicio...la sentivamo solo io e il mio compagno e cantava solo quando uscivo io. Non ho mai voluto pubblicare foto e ogni volta che qualcuno mi regalava qualcosa x la bambina pensavo è sbagliato mi porterà sfortuna...quando parlavano del futuro una volta nata avevo un blocco e ripetevo a tutti non parlate ho un brutto presentimento...e quando cercai su google qualcosa sulle contrazioni e il travaglio mi sembrava di leggere solo storie di parti prematuri e scarse possibilità di sopravvivenza. E dai primi mesi dicevo sempre a tutti nascerà prima, a febbraio non ci arrivo.
Ultima cosa: ho sempre voluto chiamare mia figlia Elena, poi ho visto la morfologica e ho pensato " no, non è una Elena...è Rachele" che significa pecorella di Dio. Il numero santo x eccellenza, collegato a questo nome è il 7...Rachele è morta il 7. Doveva nascere il 17...è nata alle 23.37..il suo loculo al cimitero è il 27.
Il mio parroco mi ha detto che forse voleva dire che era già del Signore, dall'inizio.

Un ricordo delicato 01/05/2020 22:00 #161615

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Io credo che una madre "senta" certe cose.
Quando aspettavo la mia Paoletta ( seconda figlia, quindi già preparata e attenta al mio corpo) ho avuto paura per tutta la gravidanza, nonostante la mia sia stata una gravidanza fisicamente facile.
Mi ripetevo e ripetevo a tutti, amici e parenti, che avevo paura del parto, senza però un reale e apparente motivo, considerando che ho avuto un primo parto velocissimo.
La paura si faceva sentire soprattutto quando a lezione premaman in piscina dovevamo simulare la fase espulsiva del parto: io non sono mai riuscita a farla, avevo paura di soffocare ed effettivamente, quando dovevamo immergerci in apnea, mi mancava l'aria. L'ostetrica ripeteva sempre che di solito il modo con cui le madri simulano il parto è quello che poi si verifica effettivamente durante la nascita del figlio.
Io sapevo che sarebbe accaduto qualcosa di brutto, ma non sapevo cosa o quando, e quindi cercavo di spegnere quella vocina nella testa che mi diceva di stare attenta.
La mia bimba, inoltre, non si è mai fatta vedere in faccia durante le varie ecografie.
Il giorno in cui Paola è morta, alla 39esima settimana, al mattino ho iniziato ad avvertire un leggero mal di stomaco: poiché di mio non sono ansiosa, ho lasciato correre, pensando che una bella passeggiata mi avrebbe fatto bene. E così è stato. Sul momento il fastidio è scomparso. Non mi sono allarmata, anche se la sentivo muovere poco, perché lei è sempre stata una bimba "calma", non come la sorella che era un vero terremoto. Chissà, se fossi andata in ospedale subito forse si sarebbero accorti del distacco e mia figlia ora sarebbe qui con me.
La sera, dopo una passeggiata, con i miei genitori, inizio ad avere le contrazioni ( che poi dopo ho scoperto essere segno di distacco di placenta), strane, dolorose si, ma con poche pause tra l'una e l'altra. Ho fatto una doccia per rilassarmi ( e anche di questo mi pento). Ho anche misurato la pressione perché sentivo freddo: mi son dovuta mettere a letto e coprirmi....strano ho pensato, al primo travaglio non riuscivo a stare ferma ( in realtà ero già in emorragia interna). Chiamo la dottoressa che non si allarma e anzi mi dice di andare in ospedale perché secondo lei il travaglio è in atto. Saluto mia figlia Maria, permettendole che sarei tornata, e con mia mamma e mio marito mi accingo a partire: prima di uscire di casa l'addome diventa durissimo, guardo mia mamma e le dico:"Mamma non sento più la bambina".
Arriviamo in ospedale e la diagnosi è infausta: il battito della bambina non c'era già più; distacco di placenta con emorragia interna. L'ultimo tra tutti i pensieri possibili.
Col senno di poi, quante cose vorrei fare e quante cose non farei più. Ma il passato, purtroppo, non si può cambiare. Ho le lacrime agli occhi a rivivere tutti quei momenti. Ma credo che parlarne possa aiutarci. Grazie.
Ringraziano per il messaggio: Kevin, .iro
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