Mindfulness e riduzione dello stress dopo un lutto perinatale

by Claudia Ravaldi

Dopo un lutto perinatale molte donne e molti uomini riportano una sensazione persistente di stanchezza, tensione e allerta. Anche a distanza di tempo il corpo può restare contratto, il sonno frammentato, l’attenzione instabile.

Questo accade perché il lutto perinatale non coinvolge solo la sfera emotiva, ma interessa in modo profondo il sistema nervoso e quindi il corpo: sono ormai numerosi gli studi sull’impatto che l’infertilità, l’aborto e la morte perinatale hanno sulla vita delle persone colpite.

Questi eventi di vita, ormai lo sappiamo da cinquant’anni, sono eventi traumatici che attivano nel corpo una profonda e duratura risposta. Dopo un evento di questo tipo, infatti, il corpo si sforza per ritrovare un equilibrio e un livello di benessere accettabile. La mindfulness è un modo per ridurre l’impatto che lo stress post-traumatico ha nelle nostre vite e sui nostri corpi dopo un lutto. Ecco perché, da molti anni, abbiamo introdotto la mindfulness tra gli strumenti che usiamo per assistere le donne e le coppie con esperienza di infertilità, aborto e morte perinatale.

Riconoscere come funzionano il corpo e la mente dopo un lutto perinatale significa poter dare una lettura più chiara e comprensibile all’impatto di un’esperienza devastante che ha messo in discussione sicurezza, aspettative e continuità, e significa anche individuare strumenti quotidiani per migliorare il nostro benessere e ridurre, per quanto possibile, il carico di fatiche e di stress che il lutto si porta dietro.

La mindfulness è uno strumento di sostegno concreto, utile a ridurre il carico quotidiano di stress e a favorire una maggiore regolazione: non toglie il dolore, perché nulla può togliere il dolore dell’anima, ma aiuta a ridefinirlo, a trovargli uno spazio, a liberarci da quella morsa che tutti i dolenti ben conoscono, per averla vissuta sulla pelle, nei primi mesi dopo la perdita. Io stessa, ormai venti anni fa, mi sono avvicinata alla mindfulness nel bel mezzo del lutto. Non l’ho più lasciata.

Che cos’è la mindfulness

Come scrive Kabat-Zinn, pioniere dell’utilizzo della mindfulness come strumento clinico di benessere, “Mindfulness è la capacità di prestare attenzione, in modo intenzionale e senza giudizio, all’esperienza che si sta vivendo momento per momento”.

Mindfulness è una postura della mente e quindi del corpo, che può essere coltivata attraverso pratiche semplici, brevi e adattabili alla vita quotidiana.

Dopo un lutto, stare in contatto con ciò che accade dentro di sé può risultare difficile.

Il silenzio, l’immobilità o il semplice portare attenzione al respiro possono far emergere pensieri ed emozioni intense. È una reazione normale.

La mindfulness non chiede di cambiare ciò che proviamo, ma di riconoscere l’esperienza per quella che è, passo dopo passo, con un atteggiamento di curiosità e rispetto. Imparare a stare in contatto con le proprie emozioni, sensazioni e pensieri, senza giudicarli e senza tentare di modificarli, è un modo per diventare più consapevoli dei propri limiti, ma anche dei propri punti di forza: imparare a stare con noi e con quello che accade, momento per momento, senza volerci diversi da come siamo, rimodula la nostra risposta allo stress, e apporta benefici alla nostra salute.

Lutto perinatale e stress: cosa succede nel corpo

Quando una perdita interrompe un progetto di vita, il sistema nervoso può rimanere molto a lungo in uno stato di attivazione e di allerta. Molte persone descrivono ipervigilanza, difficoltà a rilassarsi, pensieri che tornano in modo ricorrente, una fatica profonda che non passa con il riposo.

Queste reazioni sono normali, e non hanno a che fare con presunte fragilità o incapacità di affrontare il lutto. Sono infatti il modo in cui il corpo cerca di proteggerci dopo un evento traumatico, mettendo su un sistema molto preciso di memorie, valutazione degli stimoli, e risposte. Basta poco per attivare il sistema di allerta: vedere una carrozzina per strada, sentire una canzone che ascoltavamo mentre aspettavamo il nostro bambino, l’odore del disinfettante che usavano in ospedale quando eravamo ricoverate, la scena di un film in cui si parla di gravidanza o di parto, sentir pronunciare per strada il nome del nostro bambino sono solo alcuni degli stimoli che possono innescare la nostra risposta allo stress. Per molte di noi, la vita diventa tutta un trigger, perché la nostra mente, iperallertata, riconduce qualunque cosa al nostro minaccioso, doloroso, faticoso evento traumatico. In questo quadro, la mindfulness offre una possibilità di lavoro diretto sull’esperienza dello stress, aiutando a riconoscere i segnali del corpo e a rispondere con maggiore consapevolezza.

Come la mindfulness aiuta a ridurre lo stress

La pratica della mindfulness permette di osservare pensieri ed emozioni mentre si presentano alla nostra attenzione, senza che occupino tutto lo spazio nella mente e senza che travolgano tutto il corpo. Con il tempo, praticando con continuità, diventa possibile creare una piccola distanza tra ciò che accade dentro di noi e le nostre reazioni automatiche di difesa, che spesso finiscono per amplificare lo stress, anziché ridurlo.

Il corso di Mindfulness che proponiamo annualmente alle donne e alle coppie con esperienza di infertilità, aborto e morte perinatale, ha l’obiettivo di fornire tecniche di mindfulness e strumenti pratici per la riduzione dello stress: imparare le basi della mindfulness e praticare con una costanza ragionevole, migliora il benessere globale, a breve, medio e lungo termine.

La maggior parte delle persone che partecipano ai gruppi ci riporta che gli esercizi di mindfulness sono utili nella quotidianità e soprattutto nelle situazioni emotivamente più intense: mentre era in sala d’attesa aspettando un referto, alla radio è partita una canzone dell’anno precedente. Ilaria, che cantava sempre quella canzone alla sua bambina nata troppo presto, si è profondamente commossa. La pratica le ha permesso di riconoscere l’emozione mentre emergeva, il trasporto emotivo nei confronti della musica, senza giudicarsi, vergognarsi o rimproverarsi per ciò che stava provando. Le emozioni nate da quella canzone erano tutte presenti, ma non l’hanno travolta: dopo qualche minuto Ilaria si è concentrata sulla nostalgia e sull’amore per la sua bambina, senza rimanere impigliata nei pensieri e nelle emozioni spiacevoli e ha potuto fare la consulenza rimanendo concentrata sul momento.

Imparare ad osservarsi e ad osservare le nostre reazioni in risposta all’ambiente circostante riduce l’impatto dello stress perché interrompe la spirale di pensieri e reazioni automatiche permettendo maggiore equilibrio, maggiore consapevolezza, e maggiore “robustezza”, anche  nell’affrontare le situazioni più critiche.

Un messaggio da portare con sé

La mindfulness non cambia ciò che è accaduto, ma può modificare il modo in cui il corpo e la mente lo portano nel presente. Ridurre lo stress dopo un lutto perinatale significa alleggerire, giorno dopo giorno, il carico che grava sul sistema nervoso e, più in generale, su tutto il corpo. Anche pochi minuti alla volta, anche attraverso gesti semplici, possono contribuire a creare maggiore spazio, respiro e presenza nella quotidianità. La mindfulness non cancella il dolore e non cancella l’amore per i nostri bambini, perchè non ha lo scopo di cancellare alcunchè: la mindfulness ci serve per attraversare, sia il dolore che l’amore, con consapevolezza e sostegno.

Dall’esperienza dei gruppi di mindfulness per genitori in lutto dello scorso anno è nato il gruppo di meditazione Vāta Gīta, Canto del vento, che si incontra ogni mese. La continuità offerta da un gruppo può fare la differenza nella pratica di mindfulness, e aiutarci a rimanere costanti, per come possiamo.

Da dove partire per approfondire la mindfulness

Testi base

Thich Nath Hanh Il miracolo della presenza mentale, Astrolabio

Jon Kabat – Zinn L’arte di imparare da ogni cosa, Corbaccio

Chandra Candiani Il silenzio è cosa viva, Einaudi

Albi illustrati per mettere in pratica la pratica

Tina Oziewicz – Aleksandra Zajac Ci conosciamo?, Terre di Mezzo

Anne Crausaz  I cinque sensi, Marameo

Maria Loretta Giraldo – Nicoletta Bertelle Chiudo gli occhi e sono, Storiedichi

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