Prendersi cura di chi si prende cura
Lavorare nel campo della salute perinatale, e in particolare accanto a donne, coppie e famiglie che hanno vissuto un lutto perinatale, significa esporsi ogni giorno a storie complesse, cariche di dolore e vulnerabilità, ma anche di risorse e, quando ben individuate, di enormi opportunità di resilienza.
Per fare questo lavoro è di fondamentale importanza avere le giuste competenze, ma la formazione, da sola, spesso non basta: occorre imparare ad abitare la relazione d’aiuto, evitando che il carico emotivo porti con sé difficoltà relazionali, rigidità, automatismi o altre modalità difensive.
Nel team di CiaoLapo, l’aggiornamento continuo, la supervisione e il lavoro di équipe fanno da sempre parte del lavoro dei professionisti, dei facilitatori e persino dei volontari: riflettere sul proprio modo di stare in relazione con i genitori in lutto non è un optional, ma è parte della responsabilità legata al prendersi cura. Le nostre facilitatrici dei gruppi di automutuoaiuto fanno un incontro mensile di intervisione tutti i mesi, così come le operatrici del primo sostegno, che hanno anche un incontro mensile di supervisione sui casi complessi.
L’aggiornamento continuo su lutto perinatale, gravidanze successive e genitorialità
Nel sostegno al lutto perinatale e alle gravidanze successive, aggiornarsi significa soprattutto:
- rimettere in discussione molte delle informazioni sul lutto e sulla gravidanza che ancora oggi vengono insegnate in corsi accademici e non, e che fanno parte di una visione arcaica, poco aggiornata e spesso fuori fuoco della perinatalità e del lutto perinatale;
- integrare nuove evidenze con l’esperienza ventennale sul campo delle nostre terapeute senior;
- riconoscere ed evitare le semplificazioni e gli automatismi, che in area perinatale sono ancora diffusissimi;
- mantenere uno sguardo vivo, critico e flessibile sul proprio lavoro, sui propri limiti e sulle proprie risorse
In contesti ad alta intensità emotiva, come quelli che attraversiamo quotidianamente in CiaoLapo, il rischio principale che riscontriamo nei professionisti non è “non sapere abbastanza”, ma sapere in modo superficiale: la teoria e i protocolli sono importanti da conoscere, ma non vanno mai applicati in modo rigido e schematico, senza tenere conto della complessità e dell’importanza della relazione.
Le nostre formazioni comprendono moduli di didattica frontale e teoria, moduli interattivi e numerose ore di lavoro di gruppo su casi complessi: la conoscenza, unita alla capacità di guardare in modo integrato la complessità sono due strumenti imprescindibili per accompagnare le persone in lutto nei percorsi perinatali.
Intervisione e supervisione come spazi di pensiero e di protezione
I momenti di intervisione e supervisione sono spazi di pensiero condiviso, in cui ci prendiamo il tempo per guardare tutti insieme il lavoro che stiamo facendo con una persona, una coppia e una famiglia, da una distanza sufficiente a renderlo più chiaro, più sicuro, più sostenibile.
Per chi lavora con il trauma, con il lutto e con la perinatalità, intervisione e supervisione sono anche forme di protezione:
- per le famiglie, a cui risparmiamo interventi inconsapevolmente invasivi o fuori fuoco;
- per gli operatori, che possono condividere il sovraccarico emotivo, contenere la solitudine professionale, proteggersi dal rischio di burn-out
- la relazione di aiuto, che così può rimanere entro confini etici e rispettosi
Alcuni lavori, soprattutto quelli in cui entra in gioco la relazione, non si fanno da soli: condividere con colleghe e colleghi è una risorsa preziosa che ha ricadute positive nella quotidianità professionale.
L’importanza delle intervisioni nelle équipe multidisciplinari
Il lavoro nella salute perinatale è, per sua natura, multidisciplinare. Psicologi, psicoterapeuti, counselor, ostetriche, medici e altre figure di area educativa o sociale ,si trovano spesso a lavorare intorno alle stesse famiglie, portando sguardi, competenze e linguaggi diversi.
Le intervisioni di équipe rappresentano uno spazio fondamentale per mettere in dialogo questi saperi, evitare frammentazioni e costruire una visione condivisa della presa in carico. Non si tratta solo di coordinamento operativo, ma di un vero e proprio lavoro di integrazione: integrare punti di vista, ipotesi, limiti e possibilità di ciascuna disciplina. In contesti complessi come il lutto perinatale, l’intervisione aiuta a ridurre il rischio di interventi disallineati, sovrapposti o incoerenti, e sostiene una cura più rispettosa, continuativa e comprensibile per le famiglie.
La supervisione per psicologi e psicoterapeuti: sostare nella complessità
Per psicologi e psicoterapeuti, la supervisione è una buona pratica, una responsabilità e una risorsa.
Il lavoro con il trauma perinatale espone a dinamiche di forte coinvolgimento emotivo, a risonanze personali profonde e a zone di incertezza che non possono essere affrontate in solitudine. La supervisione consente di interrogare il proprio assetto clinico, le scelte di intervento, i confini della relazione terapeutica, e di farlo in uno spazio protetto, competente e non giudicante. È uno strumento essenziale per prevenire derive riparative, agiti inconsapevoli o rigidità teoriche che, nel tempo, possono compromettere la qualità del lavoro e il benessere dell’operatore.
Supervisione individuale: uno spazio dedicato alla singolarità
La supervisione individuale offre uno spazio di riflessione profonda sul proprio modo di lavorare, sulle risonanze personali e sulle specifiche situazioni cliniche incontrate.
È particolarmente indicata quando emergono vissuti di fatica, confusione, blocco o quando si attraversano passaggi professionali delicati.
In questo setting è possibile lavorare in modo mirato sulla relazione con le famiglie, sui confini, sulle emozioni suscitate dal lavoro e sul modo in cui la propria storia personale entra in gioco. La supervisione individuale sostiene la possibilità di restare presenti, competenti e umani, senza sovraccaricarsi.
Supervisione di gruppo: pensare insieme, sostenersi insieme
La supervisione di gruppo rappresenta uno spazio prezioso di pensiero condiviso.
Ascoltare le domande e le riflessioni di altri operatori, confrontarsi su casi e situazioni, riconoscere difficoltà comuni permette di uscire dalla solitudine professionale e di costruire un senso di appartenenza a una comunità di pratica.
Nel lavoro con il lutto perinatale, la supervisione di gruppo favorisce la normalizzazione delle fatiche, l’arricchimento reciproco e la possibilità di apprendere anche dall’esperienza degli altri. È uno spazio che sostiene non solo la competenza, ma anche il benessere emotivo degli operatori, riducendo il rischio di isolamento e burn-out.
Una responsabilità verso le famiglie, e una responsabilità verso di noi
Chi si rivolge a CiaoLapo affida spesso agli operatori una parte molto fragile della propria storia.
Questo implica una responsabilità che non riguarda solo le competenze tecniche, ma anche:
- la capacità di stare nel non sapere
- il modo in cui risuoniamo emotivamente alle storie che ascoltiamo
- le nostre stesse esperienze di perdita, genitorialità e cura che occorre saper collocare in una zona di sicurezza.
Aggiornamento, supervisione e intervisione permettono di tenere distinti i piani, per quanto possibile: ciò che appartiene alla storia dell’altro e ciò che è nostro. Non per diventare neutri, ma per restare presenti in modo affidabile, senza sostituirsi all’altro, che ha il dovere ed il diritto di camminare nella sua storia con le sue scarpe.
Una cultura della cura che include chi cura
CiaoLapo nasce e cresce attorno a una cultura della cura che non riguarda solo le famiglie, ma anche chi lavora accanto a loro.
Promuovere aggiornamento continuo, supervisione e intervisione significa riconoscere che prendersi cura è un lavoro complesso, che richiede tempo, riflessione e sostegno. È in questa cornice che si collocano i nuovi percorsi e pacchetti di supervisione proposti da CiaoLapo per il 2026 agli operatori soci: un atto di responsabilità e di cura reciproca per la comunità curante.
Per informazioni sul calendario degli incontri di supervisione: info@ciaolapo.it

