Voci di donne

by Claudia Ravaldi

“Non ti tengo tra le braccia, ma ti creo uno spazio.  Voci di donne sull’esperienza dell’aborto spontaneo.” CiaoLapo si occupa di sostegno psicologico alle donne e alle famiglie colpite morte peri-natale (intorno al processo gravidico, che include la morte del bambino durante la gravidanza e dopo la nascita, come suggerisce nei suoi testi la dott.ssa Hassaire Niquet, psicologa). Molte di queste persone sono colpite da perdite precoci, che avvengono entro le prime dodici settimane di gravidanza, i cosiddetti “aborti spontanei”.

Siamo sorelle in viaggio,
Cantando al sole,
Cantando nella notte più buia,
La guarigione è iniziata,
La guarigione è cominciata.
Jane Tingle Broderick

 

CiaoLapo si occupa di sostegno psicologico alle donne e alle famiglie colpite morte peri-natale (intorno al processo gravidico, che include la morte del bambino durante la gravidanza e dopo la nascita, come suggerisce nei suoi testi la dott.ssa Hassaire Niquet, psicologa). Molte di queste persone sono colpite da perdite precoci, che avvengono entro le prime dodici settimane di gravidanza, i cosiddetti “aborti spontanei”.

Questo evento è molto frequente; tra le perdite peri-natali, è di gran lunga il più frequente, tanto che si calcola che una gravidanza su sei tra tutte quelle iniziate che vengono “diagnosticate” si interrompa con la morte del bambino atteso, per cause mediche non sempre adeguatamente definibili.

In italia i ricoveri per raschiamento a seguito di aborto spontaneo sono circa 100.000 ogni anno.

100.000 è un numero elevato e tutto’altro che trascurabile di donne, di tutte le età, di tutte le razze, di tutte le condizioni socioeconomiche, primipare o pluripare o nullipare che siano.

Per questa moltitudine di persone di fatto non esistono spazi di sostegno e di accoglienza all’interno del loro microcosmo sociale, ad esclusione di rare e piccole realtà locali in consultori o associazioni dedicate. Nonostante la Royal College of Obstetrics and Gynecologists abbia più volte ribadito l’importanza di offrire un counseling mirato alle donne colpite da aborto spontaneo per ridurre l’intensità del lutto e dei disagi correlati, nella pratica in Italia questo servizio non esiste.

Si tende anzi a banalizzare l’evento come “molto frequente, e quindi praticamente “normale”, che capita a tutte le donne prima o poi”, nulla su cui valga la pena di soffermarsi. Ci si dimentica dell’investimento in termini di risorse fisiche, emotive, di coppia, che comporta iniziare e portare avanti una gravidanza per una donna oggi. Anche se solo un quinto di queste donne chiedesse un sostegno per la perdita subita, non sarebbe ugualmente possibile coprire le loro richieste, mancando servizi adeguati.

  

Parlare di aborto spontaneo è dar voce ad un’esperienza che vivono moltissime donne, che ad oggi resta la meno considerata dal punto di vista emotivo…eppure una donna stava nascendo come madre, eppure si immaginava già che quello sarebbe stato un bambino o una bambina, eppure questo frammento di memoria rimane silenziosamente nascosto nei ricordi

Irene

“Credo che le mamme colpite da aborto spontaneo si interfaccino con un dolore molto subdolo…Il bambino non viene riconosciuto come tale dalla società, e spesso la mamma non ha fatto in tempo a rinsaldare il suo legame di attaccamento, la sua relazione appena iniziata con il bambino. Quindi in assenza di un “riconoscimento” di questo lutto spesso la maternità rimane come sospesa in un limbo. La gravidanza interrotta è qualcosa di aleatorio di evanescente, come se tutto ciò fosse stato davvero solo frutto dell’immaginazione, eppure dolorosamente vivido.”

Stefania

 “Nel 2006, quando ho fondato CiaoLapo mi sono posta il problema di cosa offrire a queste centomila donne, alle loro storie, ai loro lutti. Ho pensato che il loro sentire, rispetto alla perdita e al progetto interrotto, non fosse dissimile dal mio sentire, di donna e madre colpita da una morte in utero a termine di gravidanza. Ho sentito, al di là di alcune ovvie differenze, una base comune di dolore, di attesa tradita e il peso insopportabile delle braccia vuote. Ho sentito la miserabile vocina del fallimento e dell’indegnità del corpo, nelle mie parole, e nelle parole di centinaia di altre donne, alle prese con un lutto da risolvere, e una vita da riprendere in mano.”

Claudia.

 

CiaoLapo è nato per esserci, è nato per tutte noi: grazie alle risorse del web intrecciate agli strumenti che ho acquisito durante il mio ormai ventennale curriculum formativo in medicina, in psichiatria in psicoterapia e sulla prmozione del benessere bio-psico-sociale, è stato pensato come un luogo-non luogo, presente e discreto, dove i genitori, i familiari, gli amici dei bambini che hanno sfiorato le nostre vite (per questi bambini non c’è un nome univoco: qualcuno li chiama angeli, qualcuno stelle, bambini meteora o bambini farfalla, ognuno ha il suo modo per riferirsi a loro con amore e tenerezza) possono incontrarsi virtualmente nei gruppi online e nel forum o fisicamente nei gruppi vis a vis per condividere le loro esperienze e iniziare, completare, portare avanti, a volte concludere il loro cammino di elaborazione del lutto.

Lo sguardo di CiaoLapo abbraccia molte realtà diverse, fatte di persone con storie diverse e altrettanti progetti di vita.

Negli anni, misurandoci con le nostre piccole forze e con il desiderio di rispondere alle richieste dei genitori, abbiamo allargato il nostro abbraccio alle nuove attese, al sostegno alle gravidanze successive e alla promozione di una buona relazione madre-bambino. Gli studi più recenti ci indicano con chiarezza che la perdita precedente, a qualunque età gestazionale sia avvenuta, può favorire la presenza di sintomi ansiosi o depressivi nella mamma, e influenzare negativamente la relazione con il bambino. Da qui è nata l’urgenza di offrire alcune risposte chiare e semplici ai bisogni delle persone in lutto

Claudia.

L’obiettivo di CiaoLapo è molto ambizioso, considerando che in Italia non è ancora sviluppata una cultura sociale e psicosociale di tipo perinatale e ai più sfugge l’importanza del sostegno empatico come motore di resilienza e elaborazione: vogliamo offrire uno spazio e un tempo ragionevolmente lungo e personalizzato alle persone colpite da una perdita perinatale per permettere loro di riacquistare un certo livello di serenità e fiducia nel futuro e per aiutarle ad avere le energie necessarie a investire in nuovi progetti creativi (siano essi una nuova gravidanza, un’adozione, lo sviluppo di una competenza personale, non importa, purchè la persona si senta “rinnovata” e parte attiva nella propria vita e nelle proprie scelte quotidiane).

 

“La perdita di un figlio in qualsiasi periodo della gravidanza è l’interrompersi di un progetto d’amore,anche se fosse solo di uno dei due genitori. Vivere un lutto , implica la necessità di dover affrontare e sentire tutta una serie di sensazioni negative che riguardano il dolore, la tristezza e la disperazione per l’accaduto. E’ un evento che travolge completamente un individuo sia nel suo singolo che nel suo mondo sociale e il cambiamento che ne deriva può essere positivo e portare nuova linfa alla persona, o del tutto negativo, e portare la persona a uno stato di sofferenza continuativo”.

Stefania

 

Elaborare il lutto è un percorso impervio, che costringe le persone a misurarsi con alcuni aspetti del loro carattere, con la dimensione sociale del problema (leggi: col tabù), con la propria percezione di sé.

Spesso la dimensione lutto è così scomoda da non poter essere abitata per molto moltissimo tempo. In quel tempo, pensare a se stessi come persone in lutto o come persone che soffrono è talmente spaventoso da fare più male del dolore stesso del lutto. Alcune di noi, hanno bisogno di molto tempo e molte esperienze positive successive per potersi concedere di focalizzare l’attenzione sul loro lutto passato, ed è giusto che ciascuna persona possa scegliere quando e come occuparsi del suo dolore.

Tuttavia, è ancora più giusto e senza ombra di dubbio necessario, che ogni donna possa disporre a tempo zero di alcune risorse utili per orientarsi nelle successive scelte. Non c’è un tempo prestabilito per affrontare la delicata tematica della perdita perinatale, e non c’è una data di scadenza entro cui iniziare ad occuparsi del proprio lutto, ma è importante che quando arriva il momento giusto ogni persona sappia a chi rivolgersi, cosa aspettarsi, e soprattutto come attivarsi per cercare l’aiuto più adatto. Uno dei più grandi errori culturali è che “il tempo guarisca tutte le ferite”, e che “dare tempo al tempo” sia sufficiente a risolvere la complessità di un evento come la perdita perinatale.

 

“Ogni persona vive un suo cammino personale del lutto, soprattutto quando avviene in gravidanza o subito dopo la nascita. L’aborto spontaneo è la forma di lutto che accomuna molte madri, ma molto spesso è silenzioso e solitario. La condivisione ci permette di creare un cerchio di esperienze e di crescita: insieme possiamo permetterci di ascoltare e comprendere ciò che il lutto toglie e porta nelle nostre vite, perchè anche se abbiamo solo sognato di  stingerti tra le braccia, o se l’abbiamo fatto per poco tempo, ti dedichiamo uno spazio nel nostro cuore”

Irene 

 

“Condividere significa accogliere con profondo interesse l’unicità di ogni individuo, fatta di comprensione e di solidarietà, di assenza di giudizio e attento ascolto fatto con la mente e con il cuore. La condivisione di questo tipo, dona qualità e senso a ciò che facciamo dando il giusto valore alle nostre emozioni”

Antonella

 

 

Hanno collaborato a questo articolo

Irene Fornasier

“Sono Irene mamma di Zeno, nato morto a 24 settimane; di Enea arrivato lungo il cammino di elaborazione del mio lutto a portare un raggio di sole, e di Isaia che ci ha donato equilibrio. Sono una doula, e peer counselor dell’allattamento materno, e volontaria per CiaoLapo”

Stefania Semenzato

“Sono madre di 4 figli Beatrice, Niccolò, Irene e Riccardo. Irene è nata morta il giorno del parto alla 39+6 settimana.
Lei mi ha portato a conoscere l’Associazione Ciaolapo onlus, la quale mi ha riportato letteralmente alla vita insegnandomi come uscire dalle tenebre del dolore per la morte di mia figlia. Da quel giorno, orgogliosamente, sostengo Claudia Ravaldi e suo marito Alfredo nei progetti di sostegno alle famiglie in lutto e nella sensibilizzazione sul territorio sia degli operatori che della società tutta. Questo sono io”
 

Antonella Solidoro

“Mi chiamo Antonella Solidoro e sono mamma di due splendidi girasoli, Sara e Oscar. Credo che la maternità sia un’occasione di crescita, per dare espressione e forma a qualcosa di nuovo e di unico nella vita. Il miracolo è vostro figlio,messaggio di pace e amore. Ho scelto di stare accanto con rispetto, empatia e ascolto. Sono una doula.”

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