Il primo giorno di scuola

by Claudia Ravaldi

È arrivato anche per noi il primo giorno di scuola.

Quando dico noi parlo della me che continua ad avanzare in una linea temporale distaccata e immaginaria, quella per la quale tu non sei morto e continui a crescere, e tra due giorni inizieresti la prima elementare.
Nel mio mondo immaginario ti vedo cresciuto, hai perso il primo dentino e i tuoi capelli continuano ad essere neri. Così come i tuoi occhi.
 
I bambini del 2012 quest’anno iniziano le elementari, anche te avresti dovuto. E invece… e di nuovo i SE e i MA che ingombrano la testa. 
 
So bene di aver accettato la realtà, di averla scandagliata, analizzata e attraversata in ogni suo angolo stretto.
So bene di stare “bene”.
Ma la verità è che da tanto dolore non si guarisce mai e che questa mia fantasia mi permette di mantenere ancora un legame con te.
 
Così come gli anniversari questo primo giorno di scuola fa riaffiorare le lacrime e gli occhi fanno male, il cuore in realtà trova una sorta di dolore dolce.
 
Come se viverti così potesse in qualche modo permettermi di accarezzarti ancora.
 
Come si chiama questa sensazione?
 
 
Il mio sono giorni che è entrato in casa.
 
Le mie amiche che hanno i figli del 2012 sono carine… e pensano comunque  a me, al fatto e alla sensazione che possa darmi vedere le foto dei loro figli con zainetti e grembiuli.
Io sono felice di vederli invece, perché è come se mio figlio vivesse in ognuno di loro.
Abbiamo vissuto la gravidanza insieme e Alberto quest’anno varcherà la soglia della scuola insieme a loro. 
 
La mia me immaginaria sta finendo di mettere il nome su ogni matita e ogni pennarello. Ha ritirato i libri e preparato lo zainetto. 
La mia me reale invece stringe forte Damiano che mi continua chiedere se sia raffreddata perché ho gli occhi rossi e tiro su con il naso. 
Gli dico di sì.
“Mamma devi coprirti allora”. 
 
Mi copro con quel velo di tristezza che a volte diventa trasparente, altre si fa scuro.
Ma nel quale trovo comunque conforto.
Se chiudo gli occhi sento anche la tua risata che mi fa sorridere perché in fondo va bene così.
 
Silvia Maschio è madre e autrice di Giorno dopo Giorno, menzione speciale al concorso letterario Le Parole dell’Amore 2015

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