Il divano blu: un albo illustrato sul lutto perinatale

by Claudia Ravaldi

È da oggi disponibile nel nostro negozio solidale “Il divano blu”, un albo illustrato con il testo di Claudia Ravaldi e le illustrazioni di Chiara Cunati per CiaoLapo edizioni.

Ve lo presentiamo con le parole dell’autrice.

Come è nata questa storia?

“Il divano blu” nasce da un’immagine che fa parte di un ricordo personale: un grande divano, situato tra la finestra e la camera dei giochi. Mi interessava partire da lì, da uno spazio ordinario della casa, per lasciare che diventasse lentamente qualcos’altro. Credo che certi luoghi, nelle esperienze importanti della vita, finiscano per custodire qualcosa di noi e possano farsi racconto di ciò che le parole, da sole, non riescono a dire.

Il divano del libro, infatti, sembra essere molto più di un oggetto.

Sì, per me non è mai stato solo un oggetto. È uno spazio fisico, certo, ma è anche un luogo mentale ed emotivo. È il cuore della mia vecchia casa e, insieme, un luogo interiore. Mi interessava trovare lo spazio giusto per accogliere esperienze difficili e dirle in modo lieve: l’attesa, la vulnerabilità, la speranza, la paura, la perdita, il tempo del dopo.

Nel libro questo spazio è raccolto, ma non chiuso.

Il divano blu ha uno schienale alto per sottrarsi, in caso di necessità, allo sguardo del mondo, ma rimane aperto al mondo, come si nota dai personaggi che si avvicendano tra le pagine: è un luogo protetto, ma vivo. Un luogo in cui ci si può riparare, ma da cui si continua anche a guardare fuori. Mi sembrava importante, proprio perché si parla di lutto e il lutto crea isolamenti e solitudini feroci, sottolineare quanto sia prezioso disporre di un rifugio che protegge quanto basta, mantenendo aperta la relazione con l’esterno.

A un certo punto compare il battito di “un minuscolo cuore”. È un’immagine intensa.

Penso che il potere dei cuori minuscoli sia molto sottovalutato: che ci piaccia o no, i minuscoli cuori danno una nuova forma al tempo interno delle persone, che non si misura più con l’orologio, l’agenda, il calendario, ma attraverso i loro battiti. I minuscoli cuori dettano un ritmo nuovo, che dà senso al tempo, e situa l’attesa fuori dal tempo come abitualmente lo viviamo. Questo nuovo ritmo non viene mai perduto, qualunque cosa accada, perché diviene una memoria incarnata, intima e profonda.

Mi interessava che la storia restituisse quel ritmo, e che il lettore potesse sentirne l’eco.

A chi si rivolge questo libro?

Il divano blu può parlare a persone di tutte le età, perché si presta a più livelli di lettura: parla di presenza, di attesa, di assenza, e ogni persona può dare la sua lettura personale. Scrivendo, ho pensato soprattutto ai genitori in lutto, ai giovani e agli adulti che si confrontano in modo diretto o indiretto con il lutto perinatale, come i giovani operatori sanitari: tutte persone lasciate spesso in balia di sé stesse, senza nessun divano blu a fare da riparo e da avamposto.

L’albo racconta una storia che si presta a ampie interpretazioni: la presenza di gatti che scorrazzano tra le pagine, riposano sui braccioli, o aspettano che il tempo torni sereno, lo rende adatto alla lettura condivisa con i bambini e le bambine. Come sempre, occorre che l’adulto legga l’albo per sé, prima di leggerlo ai bambini, e occorre che abbia cura di ascoltare con rispetto le riflessioni e le domande che emergono dai bambini, lasciandole libere, senza affrettarsi a trovare risposte giuste o soluzioni valide per tutti.

Che rapporto ha questo libro con il lavoro di CiaoLapo?

CiaoLapo lavora da venti anni per dare parola, forma e riconoscimento a esperienze che per la loro durezza vengono sistematicamente silenziate dalla società. Lavoriamo per offrire sostegno al lutto perinatale, ma anche per promuovere un cambiamento dal punto di vista culturale intorno all’aborto e alla morte perinatale. Il divano blu è una storia semplice, che racconta il tempo dell’attesa, il tempo del commiato e il primissimo tempo dopo il lutto, per aprire una riflessione sul lutto perinatale e creare ponti tra le terre di frontiera che abitiamo.

Puoi trovare Il Divano blu qui.

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