Terre di mezzo

CiaoLapo ti fa entrare nella vita delle persone in un momento tremendo. E tu te ne stai col telefono in mano, e ascolti quelle parole che escono da lontano.
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Le tue parole fanno male, lo sai?

Si può essere violenti senza muovere un dito. A volte è sufficiente aprire la bocca, inarcare le sopracciglia o roteare gli occhi verso l'alto. Quando esprimiamo giudizi svalutanti sul nostro interlocutore, con la bocca o con la faccia, commettiamo, (spesso) senza esserne consapevoli, un abuso verbale e/o psicologico.

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Non è come sembra

I minuti che precedono e quelli che seguono la diagnosi di morte in utero sono difficili, lentissimi, dolorosi. Per chi è chiamato a dare la cattiva notizia, e per chi la riceve, impotente. Quando muore un bambino il dolore generale può essere tale da far passare in secondo piano proprio il bambino, che rischia di essere considerato non colui che si piange ma causa stessa del dolore. E come tale, viene allora messo da parte, in fretta, con l'idea che questa separazione tra il bambino e i genitori possa lenire la ferita. Sappiamo bene che non è così che funziona. Proviamo a vedere perchè.

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Eppure, io ti guardo

Ci manca non avere nulla di te. Manca ancora oggi, che non c'è più quasi dolore, non c'è quasi più lutto. Ci manca un'immagine da carezzare con lo sguardo, da sfiorare con le parole della tua storia, che è nostra. Ci manca poterti raccontare e ci manca il non poterti rendere manifesto. Nella tua bellezza misteriosa di viaggiatore.

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